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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 21 agosto 2013

Relazioni UE-Egitto

Relazioni politiche

L'UE e l'Egitto hanno intrecciato relazioni diplomatiche nel 1966 e sono legati da un accordo di associazione entrato in vigore nel 2004. L'UE intende sviluppare un rapporto stretto con l'Egitto, in quanto paese vicino e partner fondamentale in una regione strategica. L'agenda delle relazioni tra le parti è indicata nel piano d'azione della politica europea di vicinato (PEV).

Dalla sollevazione del 25 gennaio 2011 l'UE ha appoggiato costantemente la richiesta legittima della popolazione egiziana, che rivendica i propri diritti civili, politici e socioeconomici. L'Unione ha accolto con favore le prime elezioni presidenziali democratiche, che hanno portato alla nomina di Mohamed Morsi del partito Libertà e giustizia. Durante la visita del presidente Morsi a Bruxelles nel settembre 2012, si è deciso di costituire la task force UE-Egitto, copresieduta dall'Alta rappresentante/Vicepresidente Catherine Ashton. Questa task force ad alto livello è una nuova forma di diplomazia europea, volta a rafforzare l'impegno dell'Unione nei confronti dei paesi in transizione utilizzando tutte le risorse dell'UE e collaborando con i settori pubblico e privato.

Dopo la dichiarazione costituzionale del novembre 2012 e la frettolosa adozione della Costituzione da parte della Camera alta del Parlamento, dominata dagli islamisti, la scena politica egiziana si è divisa tra islamisti pro-Morsi e opposizione laica liberale, rappresentata principalmente dal Fronte di salvezza nazionale. Nonostante i colloqui avviati dall'UE nell'intento di riavvicinare le parti, nella primavera del 2013 la polarizzazione politica si è accentuata e il 3 luglio 2013 il presidente Morsi è stato destituito in seguito alla massiccia rivolta di tutto il paese contro il partito Libertà e giustizia.

Nelle ultime settimane l'UE si è adoperata con notevole impegno per promuovere il dialogo e una soluzione pacifica della crisi egiziana attraverso contatti costanti con tutte le parti in causa, anche durante le visite dell'AR/VP Ashton del 17 e del 29-30 luglio, e l'intervento del rappresentante speciale dell'Unione per il Mediterraneo orientale Bernardino Leon. Entrambi hanno ribadito in diverse occasioni che all'Egitto occorreva un processo di transizione che coinvolgesse tutti i gruppi politici e che sfociasse in elezioni libere e regolari, portando alla costituzione di un governo civile. Queste sono le condizioni indispensabili per arrivare a un Egitto stabile, prospero e democratico.

Gli avvenimenti drammatici di agosto, tuttavia, hanno causato un numero enorme di morti e feriti. L'UE ha espresso seria preoccupazione e si è appellata alle parti perché cessino le violenze. Il 21 agosto è stato indetto un Consiglio Affari esteri straordinario sulla situazione in Egitto.

Assistenza bilaterale dell'UE all'Egitto

1) Task force UE-Egitto del novembre 2012: 5 miliardi di euro stanziati dall'UE

Durante la riunione della task force UE-Egitto del novembre 2012, l'UE e le istituzioni finanziarie associate (BEI e BERS) hanno impegnato quasi 5 miliardi di euro come pacchetto supplementare di assistenza globale a lungo termine per sostenere l'Egitto utilizzando una serie di modalità diverse.

  1. La Commissione europea si è impegnata a fornire all'Egitto un sostegno finanziario supplementare pari complessivamente a quasi 800 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni e prestiti:

  • 303 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni (90 milioni di euro di fondi del programma SPRING, 50 milioni di euro come componente "sovvenzione" dell'operazione di assistenza macrofinanziaria e 163 milioni di euro del Fondo d’investimento per la politica di vicinato);

  • 450 milioni di euro sotto forma di prestiti (assistenza macrofinanziaria legata alla conclusione di un prestito FMI a favore dell'Egitto, che non si è ancora concretizzata);

  1. la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha annunciato un volume di prestiti potenziali fino a un miliardo di euro all'anno, cioè fino a 2 miliardi di euro per il 2012-13;

  2. la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) ha annunciato che intende portare i volumi di prestito a 1 miliardo di euro all'anno, cioè fino a 2 miliardi di euro per il 2012-13.

Questi 5 miliardi di euro si aggiungono alla tradizionale assistenza per la cooperazione gestita dalla Commissione europea.

2) Normale assistenza per la cooperazione

Nel periodo finanziario 2007-2013 l'UE ha messo a disposizione dell'Egitto più di 1 miliardo di euro attraverso lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), il principale strumento finanziario per i programmi di assistenza alla regione. I programmi in fase di attuazione ammontano attualmente a circa 892 milioni di euro. Purtroppo i livelli di esborso dei programmi in corso sono diminuiti: nel 2013, ad esempio, sono stati pagati solo 16 milioni di euro a causa dell'instabilità che regna nel paese e del mancato rispetto delle condizioni stabilite.

Il sostegno al bilancio settoriale (cioè i fondi convogliati attraverso il bilancio statale per sostenere le riforme in un settore specifico) è la principale modalità di aiuto, che viene applicata a più della metà dei programmi in corso (la parte rimanente è attuata tramite progetti). A causa della mancata attuazione delle riforme, dal 2012 non è stato approvato nessun nuovo programma di sostegno al bilancio a favore dell'Egitto.

A parte l'ENPI, l'UE fornisce assistenza anche attraverso strumenti finanziari quali il Fondo d’investimento per la politica di vicinato (NIF) e lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), o attraverso programmi tematici nell'ambito dello strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI). Il sostegno alle organizzazioni della società civile e agli attori non statali fornito attraverso questi altri strumenti finanziari ammonta a circa 23 milioni di euro.

Esempi di progetti

Il sostegno fornito finora dalla Commissione europea, in particolare nell'ambito dei programmi di sostegno al bilancio settoriale, ha consentito di erogare ed estendere servizi sociali di base (sanità, istruzione, ecc.) alle fasce più povere e più vulnerabili della popolazione. I fondi erogati dall'UE nel settore dell'istruzione, ad esempio, hanno contribuito a i) rendere più equo l'accesso all'istruzione aumentando la disponibilità di sostegno scolastico, ii) inserire i bambini disabili nelle scuole ordinarie mediante una formazione e attrezzature adeguate e iii) coinvolgere maggiormente le comunità.

È stato inoltre rafforzato il sostegno alla società civile, e in particolare alle donne, attraverso progetti sui diritti delle donne che rappresentano circa il 25% dell'attuale sostegno dell'UE alla società civile egiziana. Le attività finanziate mirano, fra l'altro, a promuovere la partecipazione delle donne alle campagne elettorali e a combattere le violenze contro le donne.

Relazioni commerciali UE-Egitto

L'UE e l'Egitto sono partner commerciali importanti nella regione del Mediterraneo meridionale. L'entrata in vigore, nel 2004, dell'accordo di associazione ha migliorato le condizioni degli scambi. Il commercio bilaterale UE-Egitto è più che raddoppiato dal 2004, raggiungendo nel 2012 il volume più alto mai registrato (da 11,5 miliardi di euro nel 2004 a 23,8 miliardi di euro nel 2012).

Le importazioni nell'UE di beni provenienti dall'Egitto sono costituite prevalentemente da energia, prodotti chimici, tessili e capi di abbigliamento, mentre le esportazioni dell'UE in Egitto consistono principalmente in macchinari e prodotti chimici.

L'Unione esporta in Egitto soprattutto servizi alle imprese, mentre le sue importazioni dall'Egitto consistono principalmente in servizi di viaggio e trasporti.

Per ulteriori informazioni:

Relazioni UE-Egitto

Assistenza finanziaria all'Egitto

Relazioni commerciali UE-Egitto


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