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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 24 Luglio 2013

Verso un settore della difesa e della sicurezza più concorrenziale ed efficiente

A livello geopolitico e strategico la situazione si evolve costantemente. I rapporti di forza nel mondo mutano in seguito all'emergere di nuovi centri di gravità e gli Stati Uniti stanno ripensando la loro strategia spostandone l'asse centrale verso l’Asia. In questa situazione l’Europa deve assumersi maggiori responsabilità in termini di sicurezza a livello interno e all’estero. L’Unione necessita pertanto di un’adeguata politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), supportata da un’industria della difesa concorrenziale e da strutture efficienti nel mercato della difesa.

La presente nota risponde alle seguenti domande:

Qual è il ruolo dell’UE nel settore della difesa?

Qual è il ruolo dell'Agenzia europea per la difesa?

Industria della difesa - perché occorre che l’Unione europea agisca?

Qual è la situazione del settore della difesa in Europa?

Qual è l'importanza dell'industria della difesa in Europa?

Qual è la strategia della Commissione e perché serve un piano d’azione?

Qual è il piano d’azione in sintesi?

Quali provvedimenti verrano presi per realizzare il mercato interno della difesa e della sicurezza?

Cosa si farà per migliorare la concorrenzialità dell’industria della difesa?

Quali azioni verrano intraprese a favore delle PMI - il fulcro dell'innovazione nel settore della difesa?

Cosa si farà per migliorare le competenze della forza lavoro in Europa?

Come può essere impiegato al meglio il potenziale a duplice uso di ricerca ed innovazione?

Come possono i settori dello spazio e della difesa giovarsi reciprocamente?

Come può il settore della difesa conseguire un risparmio energetico?

Come rafforzare la dimensione internazionale?

In che modo funziona il controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso?

Cosa ci si aspetta dagli Stati membri?

Quali sono le prossime fasi?

Qual è il ruolo dell’UE nel settore della difesa?

Sebbene la difesa sia ancora al centro della sovranità nazionale e le decisioni riguardanti le capacità militari restino prerogativa degli Stati membri, l'UE può comunque fornire un apporto rilevante. Gli Stati membri dell’UE si sono impegnati ad attuare una politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’Unione europea, allo scopo di rafforzare la capacità esterna dell’UE di intervenire, con mezzi civili e militari, nella prevenzione dei conflitti e nella gestione delle crisi. Un elemento cruciale della PESC è la politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) ed è il settore della politica dell'Unione relativo alla difesa ed agli aspetti militari, nonché alla gestione civile delle crisi. Il Servizio europeo per l’azione esterna riveste un ruolo centrale nel coordinare le attività in entrambe le politiche. Sebbene queste politiche rientrino nella sfera di competenza degli Stati membri, la Commissione sta svolgendo un ruolo importante, soprattutto nella gestione civile delle crisi e nelle politiche di sviluppo.

Inoltre alcune normative europee riguardano direttamente il settore della difesa e della sicurezza. In particolare due recenti direttive, rispettivamente sugli appalti nel settore della difesa e della sicurezza (2009/81/CE) e sui trasferimenti di prodotti per la difesa (2009/43/CE) definiscono il quadro legislativo per il mercato interno in questo settore. La Commissione ha inoltre messo a punto politiche industriali e specifici programmi di ricerca e innovazione per i settori della sicurezza e dello spazio. Essa ha altresì elaborato strumenti e politiche a sostegno della sicurezza interna ed esterna in settori quali la protezione delle frontiere esterne, la sorveglianza marittima, la protezione civile o la gestione delle crisi, che presentano numerose similarità dal punto di vista tecnologico, industriale, concettuale ed operativo e sono connessi con la difesa.

Nel 2011 il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, ed il Commissario Michel Barnier hanno pertanto istituito una task force sulla difesa per mobilitare tutte le politiche pertinenti dell’UE. Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e l’Agenzia europea per la difesa (AED) sono stati pienamente coinvolti nei lavori della task force, che hanno portato all’adozione di una comunicazione il 24 luglio.

Qual è il ruolo dell'Agenzia europea per la difesa (AED)?

L’AED è un organismo intergovernativo sotto l’autorità del Consiglio dei ministri. È stato istituito nel 2004 con il compito di sostenere gli Stati membri nel loro impegno a favore del potenziamento delle capacità di difesa dell’Unione per la PSDC. La sig.ra Ashton, vicepresidente della Commissione europea, è a capo dell’Agenzia unicamente in veste di alto rappresentante per la PESC.

Industria della difesa - perché occorre che l’Unione europea agisca?

Le sfide inerenti la sicurezza che ci troviamo attualmente ad affrontare possono essere fronteggiate con efficacia soltanto ricorrendo ad un approccio globale che armonizzi politiche e strumenti di varia natura. La PSDC deve pertanto essere strettamente coordinata con altre politiche pertinenti dell’UE, segnatamente in tema di sviluppo, sicurezza marittima, sorveglianza delle frontiere, ecc. Detto approccio globale deve essere supportato da un'ampia gamma di capacità a livello civile e militare. È sempre più improbabile che gli Stati membri possano sostenere questo onere individualmente.

Ciò vale in particolare per il settore della difesa, dato che i nuovi equipaggiamenti sono spesso costosi e complessi dal punto di vista tecnologico. Attualmente gli Stati membri incontrano difficoltà ad equipaggiare adeguatamente le loro forze armate. Le recenti operazioni in Libia hanno evidenziato gravi carenze a livello europeo in termini di capacità militari fondamentali. E' pertanto necessaria una maggiore cooperazione a livello europeo nei settori della difesa e della sicurezza in generale e sui loro aspetti economici in particolare.

Affinché la PSDC sia credibile l’Europa necessita di una forte base industriale e tecnologica della difesa. Per conseguire detto obiettivo è essenziale sviluppare ulteriormente la base industriale della difesa europea. Per mantenere un’industria concorrenziale, in grado di produrre le capacità necessarie a prezzi accessibili, è essenziale rafforzare il mercato interno della difesa e della sicurezza e creare condizioni che consentano alle imprese europee di operare liberamente in tutti gli Stati membri, garantendo nel contempo la sicurezza dell’approvvigionamento in Europa.

Qual è la situazione nel settore della difesa in Europa?

La crisi della spesa pubblica induce tagli ai bilanci della difesa, aggravando ulteriormente la situazione. Dal 2001 al 2010 la spesa dell'UE per la difesa si è ridotta da 251 a 194 miliardi di euro, mentre i bilanci della difesa sono aumentati in misura significativa nei mercati emergenti. I tagli praticati al bilancio stanno determinando anche forti ripercussioni sulle industrie che producono gli equipaggiamenti per le nostre forze armate, con riduzioni dei programmi già in corso e di quelli futuri. Le riduzioni interessano in particolare gli investimenti in R&S nel settore della difesa, che sono fondamentali per potenziare le capacità del futuro. Tra il 2005 e il 2010 negli stanziamenti di bilancio per R&S a livello europeo si è registrato un calo del 14%, portando la cifra a 9 miliardi di euro; attualmente per R&S nel settore della difesa gli Stati Uniti spendono da soli sette volte di più rispetto a tutti i 27 Stati membri dell’UE nel loro insieme. Gli attori emergenti sul mercato globale della difesa, inoltre, quali i paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), già ora investono in R&S per la difesa più di Regno Unito, Francia e Germania insieme.

Fluttuazione della spesa per la difesa a livello regionale, espressa in %, 2011-2012

Previsioni di spesa per R&S nel settore della difesa (FR, D, UK vs BRIC)

La persistente frammentazione dei mercati europei provoca ridondanze

Il problema relativo alla contrazione dei bilanci della difesa viene aggravato dalla persistente frammentazione dei mercati europei, che conduce a un’inutile sovrapposizione di capacità, organizzazioni e spese. La cooperazione e la concorrenza nell’UE continuano ad essere un’eccezione, con oltre il 75% degli investimenti per equipaggiamenti nel settore della difesa effettuati a livello nazionale. L’UE dispone di sedici tipi di fregate contro un unico tipo negli Stati Uniti. Ne consegue che l’industria comunitaria difetta delle necessarie economie di scala e rischia di perdere conoscenze fondamentali ed autonomia nei settori di capacità fondamentali.

Figura: Piattaforme e sistemi in uso e in produzione nell’UE e negli USA, 2012

Fonte: CEPS Prontuario politico n. 297 del 16 luglio 2013

Qual è l'importanza dell'industria della difesa in Europa?

L'industria della difesa è di importanza strategica per la sicurezza dell’Europa e svolge un ruolo cruciale per l’intera economia europea. Con un fatturato di 96 miliardi di euro nel solo 2012 e 23 miliardi di euro di esportazioni nel 2011, essa rappresenta un importante settore industriale, incentrato su ingegneria e tecnologie di alta gamma e in grado di generare innovazione. La ricerca di punta condotta in questo ambito ha prodotto sostanziali effetti indiretti in altri settori, quali l'elettronica e l'aviazione spaziale e civile; inoltre garantisce la crescita economica e la creazione di migliaia di posti di lavoro altamente qualificati. L'industria della difesa in Europa occupa direttamente circa 400 000 persone e crea fino a 960 000 posti di lavoro indiretti. Si tratta quindi di un settore il cui mantenimento è essenziale se l’Europa intende continuare ad essere un centro d’avanguardia a livello mondiale nell'ambito delle tecnologie produttive e dell'innovazione.

Imprese europee operanti nel settore della difesa che occupano i posti più alti della top-100 a livello mondiale

Qual è la strategia della Commissione e perché serve un piano d’azione?

Tale situazione rende necessaria una ridefinizione delle priorità. L’Europa deve essere capace di assumersi le proprie responsabilità ai fini della sicurezza interna nonché della pace e della stabilità a livello internazionale. Ciò richiede un certo grado di autonomia strategica: per essere un partner affidabile e credibile l’Europa deve riuscire a decidere ed agire senza dipendere dalla capacità di terzi. La sicurezza dell’approvvigionamento, l’accesso alle tecnologie cruciali e la sovranità operativa rivestono quindi un'importanza decisiva e dovrebbero guidare l’azione della Commissione.

Tenendo conto di tali obiettivi la Commissione ha presentato le due direttive concernenti, rispettivamente, gli appalti nel settore della difesa e della sicurezza (2009/81) e i trasferimenti di prodotti per la difesa (2009/43), che costituiscono attualmente i pilastri del mercato europeo della difesa. Essa ha inoltre messo a punto politiche industriali e specifici programmi di ricerca per i settori della sicurezza e dello spazio ed ora presenta una comunicazione con un piano d’azione che consolida tale normativa e la sviluppa ulteriormente, cercando in particolare di sfruttare le sinergie e l'arricchimento reciproco derivanti dalla sempre più labile linea di demarcazione tra difesa e sicurezza.

Qual è il piano d’azione in sintesi?

L’obiettivo generale del piano d’azione è di migliorare l’efficienza e la concorrenzialità del settore della difesa e della sicurezza in Europa. Per conseguire detto obiettivo la Commissione avvierà iniziative volte a:

potenziare il mercato interno della difesa e della sicurezza. In base alle due direttive in vigore la Commissione affronterà anche le distorsioni del mercato e contribuirà a migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento tra Stati membri;

rafforzare la concorrenzialità dell'industria europea. A tale scopo la Commissione svilupperà una politica industriale della difesa basata su due elementi fondamentali:

  1. sostegno alla concorrenzialità - compresa l'elaborazione di "norme ibride" a vantaggio dei mercati della difesa e della sicurezza e l'analisi delle modalità per l'istituzione di un sistema europeo di certificazione per l’aeronavigabilità militare.

  2. Sostegno alle PMI — compreso lo sviluppo di strumenti strategici europei per la partnership di cluster atti a fornire collegamenti con altri cluster e sostenere le PMI della difesa nel contesto della concorrenza globale.

Sfruttare quanto più possibile il potenziale a duplice uso della ricerca e rafforzare l’innovazione al fine di garantire l’uso più efficiente delle risorse dei contribuenti europei. In particolare:

  1. incentrando il proprio impegno sull'eventuale arricchimento reciproco fra l'ambito della ricerca civile e militare o sul potenziale a duplice uso dello spazio;

  2. sviluppando un progetto globale per aiutare le forze armate a ridurre il loro consumo di energia, contribuendo così a conseguire gli obiettivi 20/20/20 dell’Unione.

La Commissione invita i capi di Stato e di governo ad aprire un dibattito sulla presente comunicazione in occasione del Consiglio europeo del dicembre 2013, nonché sui rapporti elaborati dal vicepresidente della Commissione e alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Quali provvedimenti verrano presi per realizzare il mercato interno della difesa e della sicurezza?

Grazie al pieno recepimento in tutti gli Stati membri delle due direttive, rispettivamente sui trasferimenti di prodotti per la difesa (2009/43) e sugli appalti pubblici nel settore della difesa e della sicurezza (2009/81), la Commissione adotterà ora iniziative specifiche per consolidare e sviluppare ulteriormente questo corpus normativo. In particolare provvederà a:

  1. garantire l’applicazione delle norme in tema di appalti pubblici: la Commissione controllerà l’apertura dei mercati della difesa degli Stati membri e valuterà periodicamente, mediante il Tenders Electronic Daily (TED) dell'UE ed altre fonti specializzate le modalità di applicazione delle nuove norme sugli appalti. Coordinerà inoltre le proprie attività di controllo del mercato con quelle dell’Agenzia europea per la difesa (AED), per sfruttare potenziali sinergie ed evitare inutili ridondanze. La Commissione chiarirà i limiti di determinate esclusioni. A tal fine fornirà, di concerto con gli Stati membri, orientamenti specifici, segnatamente in merito agli accordi internazionali e agli appalti aggiudicati da un governo a un altro governo.

  2. Compensazioni: La Commissione assicurerà la rapida eliminazione delle compensazioni. A partire dall’adozione della direttiva sugli appalti della difesa tutti gli Stati membri hanno ritirato o sottoposto a revisione la loro legislazione sulle compensazioni. La Commissione verificherà che dette revisioni siano conformi alla normativa dell’UE e garantirà inoltre che tali modifiche del quadro giuridico conducano ad un effettivo cambiamento della prassi in uso negli Stati membri in tema di appalti.

  3. Aiuti di Stato: La Commissione garantirà che tutte le condizioni siano soddisfatte laddove venga invocato l'articolo 346 del TFUE per giustificare l'adozione di provvedimenti relativi agli aiuti di Stato.

  4. Migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento: La Commissione, di concerto con l’AED, avvierà un processo consultivo nell'intento di indurre gli Stati membri ad assumersi un impegno a livello politico per garantire reciprocamente la fornitura, commissionata o concordata, di beni, materiali o servizi per la difesa, destinati all'utilizzo finale da parte delle forze armate degli Stati membri.

  5. La Commissione ottimizzerà il regime dei trasferimenti di prodotti per la difesa: Detto regime è stato istituito dalla direttiva 2009/43/CE e fornisce un approccio comune alle licenze che consentono un sistema semplificato per i trasferimenti di prodotti per la difesa all'interno dell'UE (le esportazioni al di fuori dell'UE sono di competenza degli Stati membri). Tali trasferimenti sono necessari per l'approvvigionamento di componenti o per l’assemblaggio dei prodotti finiti. La direttiva ha semplificato i trasferimenti, in particolare introducendo un sistema armonizzato a livello di UE per il trasporto di prodotti per la difesa attraverso uno o più Stati membri. Prima dell’adozione della direttiva il rilascio di licenze individuali costituiva il più diffuso strumento amministrativo richiesto prima di ogni trasferimento, con i relativi costi e procedure, e oltre 21 000 licenze sono state rilasciate dagli Stati membri nel 2010. L'eterogeneità dei regimi nazionali di rilascio delle licenze ha ostacolato la sicurezza dell'approvvigionamento fra gli Stati membri, con un costo di oltre 400 milioni di euro negli anni 2007/08. I sistemi nazionali preposti al controllo del trasferimento di attrezzature militari verso un altro Stato membro non distinguono, ad esempio, tra esportazioni verso paesi terzi e trasferimenti tra Stati membri. Le PMI inoltre non dispongono dei mezzi per inserirsi nella catena di approvvigionamento in altri Stati membri. Nella presente comunicazione la Commissione propone di migliorare il regime in vigore: a) sostenendo le autorità nazionali nel loro impegno volto a sensibilizzare in tal senso il settore industriale; b) istituendo un registro centrale delle licenze generali e promuovendone l'utilizzo; nonché c) favorendo le prassi ottimali nella gestione di trasferimenti intra-UE.

  6. Controllo e possesso di risorse tecnologiche e industriali di cruciale importanza: La Commissione pubblicherà un Libro verde sul controllo delle capacità industriali nell'ambito della difesa e del delicato settore della sicurezza. Essa procederà a consultare le parti interessate in merito alle possibili carenze dell'attuale sistema, compresa l’eventuale individuazione delle capacità europee, nonché ad esplorare le opzioni per l’introduzione di un sistema di monitoraggio paneuropeo, in cui siano incorporati meccanismi di comunicazione e consultazione tra gli Stati membri.

Cosa si farà per migliorare la concorrenzialità dell’industria della difesa?

  1. Normalizzazione: La Commissione promuoverà l’elaborazione di "norme ibride" su prodotti per applicazioni sia civili che militari. Nel 2012 essa ha già pubblicato una tale "norma ibrida" relativa ai sistemi radio definiti dal software. I prossimi candidati potrebbero essere le norme sul rilevamento e sul campionamento di eventi chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN), i sistemi RPAS1, i requisiti di aeronavigabilità e le norme sulla condivisione dei dati.

  2. La Commissione esaminerà varie opzioni con l’AED al fine di istituire un meccanismo per l'elaborazione, previo accordo con gli Stati membri, di norme europee specifiche per prodotti e applicazioni militari al fine di sviluppare regole atte a soddisfare le esigenze individuate, garantendo al contempo un'adeguata gestione delle informazioni sensibili.

  3. Basandosi sull’esperienza civile dell’AESA la Commissione valuterà la possibilità di istituire un sistema europeo di certificazione dell’aeronavigabilità militare per ridurre i costi e accelerare lo sviluppo.

  4. Materie prime - far fronte ai rischi connessi con l’approvvigionamento per l’industria europea della difesa: la Commissione passerà al vaglio le materie prime indispensabili per il settore della difesa nell’ambito della strategia globale UE per le materie prime e predisporrà all'occorrenza iniziative mirate.

Quali azioni verrano intraprese a favore delle PMI - il fulcro dell'innovazione nel settore della difesa?

I cluster sono particolarmente importanti per le PMI, in quanto offrono a queste ultime l'accesso ad infrastrutture condivise, nicchie di specializzazione ed opportunità di cooperazione con altre PMI. Di concerto con il settore industriale e adottando un approccio ascendente la Commissione esaminerà le modalità di sviluppo di strumenti strategici europei per la partnership di cluster, volti a sostenere la nascita di nuove catene di valore ed a supportare le PMI della difesa nel contesto della concorrenza globale. La Commissione si avvarrà inoltre della Enterprise Europe Network (EEN - Rete delle imprese europee) per orientare le PMI della difesa verso la creazione di reti e di partership per la difesa, l’internazionalizzazione delle loro attività, i trasferimenti di tecnologia e il finanziamento di opportunità commerciali.

La Commissione promuoverà il collegamento in rete a livello regionale con l’obiettivo di integrare le risorse dell'industria per la difesa e della ricerca in strategie regionali di specializzazione intelligente, in particolare mediante una rete europea di regioni connesse con il settore della difesa.

Cosa si farà per migliorare le competenze della forza lavoro in Europa?

La Commissione incentiverà le competenze giudicate essenziali per il futuro del settore, anche mediante i programmi, attualmente in fase di sperimentazione, "Alleanze di competenze settoriali" e "Alleanze della conoscenza".

La Commissione incoraggerà il ricorso al Fondo sociale europeo (FSE) per la riqualificazione dei lavoratori, in particolare per i progetti riguardanti le competenze richieste, la corrispondenza tra le competenze richieste e offerte e l'anticipazione dei cambiamenti. La Commissione prenderà in considerazione il potenziale dei Fondi strutturali e di investimento europei per il sostegno alle regioni che hanno subito ripercussioni negative dalla ristrutturazione dell'industria della difesa, soprattutto per aiutare i lavoratori ad adattarsi alla nuova situazione e per favorire la riconversione economica.

Come può essere impiegato al meglio il potenziale a duplice uso di ricerca ed innovazione?

Le sinergie civili-militari andrebbero sfruttate quanto più possibile al fine di garantire la massima efficienza nell'impiego delle risorse dei contribuenti europei. Mentre le attività di ricerca e di innovazione condotte nell’ambito di Orizzonte 2020 si incentreranno esclusivamente sulle applicazioni civili, la Commissione valuterà in che modo i risultati in questi settori potrebbero andare a vantaggio delle capacità industriali e di difesa. In particolare:

Arricchimento reciproco tra ricerca civile e militare

La Commissione intende lanciare una procedura di appalti pre-commerciali per ottenere prototipi. I primi candidati potrebbero essere i seguenti: rilevamento CBRN, RPAS e apparecchiature per le comunicazioni basate sulla tecnologia dei sistemi radio definiti dal software.

La Commissione valuterà inoltre la possibilità di sostenere una ricerca connessa con la CSDP ad esempio mediante un’azione preparatoria. L’accento sarà posto sui settori in cui le capacità di difesa dell’UE sarebbero più necessarie, possibilmente in sinergia con i programmi di ricerca nazionali.

Sviluppo di capacità

La Commissione mira a garantire che l’Europa disponga della gamma completa di capacità necessarie e che queste vengano utilizzate nel modo più efficiente possibile sotto il profilo dei costi. A tal fine:

  1. continuerà a potenziare l’interoperabilità del servizio d’informazione condiviso tra utilizzatori civili e della difesa, gestito dall'ambiente comune per la condivisione delle informazioni per la sorveglianza marittima;

  2. esaminerà, di concerto con gli Stati membri, l’istituzione di un gruppo di cooperazione civile-militare in tema di a) tecnologie di rilevazione e b) metodologie impiegate per contrastare gli ordigni esplosivi improvvisati, sistemi portatili di difesa antiaerea (MANPADS) e altre minacce pertinenti, quali le minacce CBRN;

  3. collaborerà con il SEAE in merito ad una valutazione congiunta delle esigenze riguardanti le capacità a duplice uso per le politiche UE in tema di sicurezza e di difesa. In base a tale valutazione elaborerà una proposta su come soddisfare al meglio, grazie alle risorse direttamente acquisite, possedute e gestite dall’Unione, le esigenze connesse con le capacità.

Come possono i settori dello spazio e della difesa giovarsi reciprocamente?

  1. Basandosi sull’esperienza dell’AED la Commissione incoraggerà la messa in comune della domanda europea di comunicazioni satellitari commerciali (SATCOM) per superare la frammentazione della domanda;

  2. la Commissione valuterà le possibilità di agevolare, attraverso i programmi e le infrastrutture esistenti, l'impegno degli Stati membri nell'impiegare carichi utili di telecomunicazioni di proprietà statale a bordo di satelliti (compresi quelli di natura commerciale) e nello sviluppare la prossima generazione di capacità MILSATCOM di proprietà statale a livello europeo.

  3. La Commissione europea, di concerto con l’AED, esaminerà anche la possibilità di sviluppare progressivamente nuove capacità nell'ambito della generazione di immagini per supportare le missioni e le operazioni PESC e PSDC. In particolare, la Commissione europea contribuirà a sviluppare le necessarie tecnologie per le future generazioni di satelliti in grado di trasmettere immagini.

Come può il settore della difesa conseguire un risparmio energetico?

Le forze armate hanno un forte interesse, sia dal punto di vista economico che della sicurezza, a ridurre il loro consumo di energia. In questo modo possono contribuire in modo significativo al conseguimento degli obiettivi 20/20/20 dell’Unione. La Commissione intende beneficiare di tale situazione di vantaggio reciproco.

Entro la metà del 2014 istituirà pertanto un meccanismo di consultazione specifico con gli esperti degli Stati membri competenti in materia di difesa sul modello delle attuali azioni concertate in tema di energie rinnovabili ed efficienza energetica. Il meccanismo di consultazione sarà incentrato sui seguenti aspetti: a) efficienza energetica, in particolare nel settore edilizio; b) energie rinnovabili e combustibili alternativi; c) infrastrutture energetiche, compreso l'impiego di tecnologie per le reti intelligenti ed inoltre:

  • esaminerà la possibilità di applicare al settore della difesa i progetti, la legislazione e gli strumenti di supporto a livello energetico già attuati in ambito UE.

  • Individuerà i possibili obiettivi e i settori prioritari d’intervento a livello europeo per un piano energetico globale per le forze armate.

  • Elaborerà raccomandazioni per redigere una guida sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica nel settore della difesa.

  • Scambierà informazioni con il gruppo direttivo del piano strategico per le tecnologie energetiche (piano SET) sulle tecnologie emergenti a basse emissioni di carbonio.

La Commissione valuterà inoltre l’elaborazione di un documento di orientamento sull’attuazione della direttiva 2012/27/UE (direttiva sull’efficienza energetica) nel settore della difesa.

La Commissione sosterrà il progetto dimostrativo delle forze armate europee GO GREEN, riguardante l'energia fotovoltaica. Dopo aver completato con successo la fase dimostrativa di tale progetto la Commissione contribuirà anche al suo ulteriore sviluppo coinvolgendo più Stati membri ed eventualmente estendendolo ad altre fonti energetiche rinnovabili come l'energia eolica, la biomassa e l'energia idraulica.

Come rafforzare la dimensione internazionale?

Le esportazioni al di fuori dell’Europa hanno acquisito un'importanza sempre maggiore per le industrie della difesa, al fine di compensare la contrazione dei mercati nazionali. La Commissione avvierà pertanto un dialogo con le parti interessate sulle modalità per sostenere le industrie europee della difesa sui mercati terzi. Per quanto riguarda le compensazioni sui mercati terzi tale dialogo sarà mirato ad attenuare le possibili conseguenze negative di dette compensazioni sul mercato interno ed a favorire la base industriale della difesa europea. La Commissione valuterà altresì le modalità con cui le istituzioni dell’UE potrebbero favorire i fornitori europei nei casi in cui una sola società europea si trovi a competere con fornitori di altre parti del mondo.

Come verrà controllata l'esportazione di risorse a duplice uso?

I controlli sulle esportazioni di prodotti a duplice uso integrano strettamente i controlli sul commercio di armi e costituiscono un elemento cruciale per la sicurezza dell’UE nonché per la concorrenzialità di molte aziende del settore aerospaziale, della difesa e della sicurezza.

Nell’ambito del processo di revisione della politica in tema di controllo delle esportazioni, la Commissione presenterà una relazione sulla valutazione d’impatto dell’applicazione dell’attuale regolamento e darà seguito al documento con una comunicazione che delinea una visione a lungo termine per i controlli sulle esportazioni strategiche dell’UE e iniziative concrete per adeguare i controlli sulle esportazioni alla rapida evoluzione delle condizioni tecnologiche, economiche e politiche. Essa può comprendere proposte di modifiche legislative al sistema UE di controllo sulle esportazioni.

Che cosa ci si aspetta dagli Stati membri?

La Commissione invita il Consiglio europeo ad aprire un dibattito sul piano d’azione nel dicembre del 2013, nonché sul rapporto elaborato dal vicepresidente della Commissione e alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, in base alle seguenti considerazioni:

  • le decisioni in tema di investimenti e capacità per la sicurezza e la difesa dovrebbero essere basate su una comprensione comune delle minacce e interessi. L'Europa deve pertanto sviluppare, a tempo debito, un approccio strategico che contempli tutti gli aspetti della sicurezza militare e non militare. In tale contesto andrebbe condotto un dibattito politico di ampio respiro sull'applicazione delle pertinenti disposizioni del trattato di Lisbona.

  • La politica di sicurezza e di difesa comune è una necessità. Per divenire effettiva andrebbe supportata da una nuova politica europea comune delle capacità e degli armamenti di cui all’articolo 42 del TUE;

  • al fine di garantire la coerenza degli sforzi la PSDC deve essere strettamente coordinata con altre politiche pertinenti dell’UE. Ciò è particolarmente importante al fine di creare e sfruttare le sinergie tra lo sviluppo e l’utilizzo della capacità nell'ambito della difesa e della sicurezza civile;

  • affinché la PSDC sia credibile l’Europa necessita di una forte base industriale e tecnologica della difesa. Per conseguire detto obiettivo è essenziale sviluppare una strategia industriale per la difesa europea, basata sulla comune comprensione del grado di autonomia che l’Europa intende mantenere nelle aree tecnologiche fondamentali;

  • per mantenere un’industria concorrenziale, in grado di produrre le capacità necessarie a prezzi accessibili, è essenziale rafforzare il mercato interno della difesa e della sicurezza e creare condizioni che consentano alle imprese europee di operare liberamente in tutti gli Stati membri;

  • dovendo affrontare forti vincoli di bilancio è particolarmente importante stanziare ed impiegare le risorse finanziarie in modo efficiente. Ciò implica, tra l’altro, la riduzione dei costi operativi nonché la messa in comune della domanda e l'armonizzazione delle prescrizioni in campo militare;

  • per dimostrare il reale vantaggio del contesto UE è necessario individuare un progetto comune per le capacità fondamentali nel settore della difesa, per le quali potrebbero essere pienamente mobilitate le politiche dell’UE.

Quali sono le prossime fasi?

In base alle discussioni che verranno condotte con i capi di Stato e di governo nel dicembre del 2013 la Commissione svilupperà, per i settori definiti nella presente comunicazione, una tabella di marcia dettagliata con l'indicazione di azioni concrete e del calendario di attuazione.

Per la preparazione e l'applicazione di tale tabella di marcia la Commissione istituirà un apposito meccanismo di consultazione, che fungerà da interfaccia con le autorità nazionali. L’AED e il Servizio europeo per l'azione esterna saranno coinvolti nelle attività di tale meccanismo di consultazione.

La Commissione sottoporrà inoltre a revisione le proprie modalità di gestione delle questioni inerenti la sicurezza e la difesa per ottimizzare i meccanismi di cooperazione e coordinamento tra i propri servizi e le parti interessate.

Mantenere e sviluppare le capacità connesse con il settore della difesa nonostante i rigorosi vincoli di bilancio sarà possibile solo attuando riforme politiche e strutturali di ampia portata. È giunto il tempo di avviare iniziative ambiziose.

Per ulteriori informazioni

Defence industry - Working together to Support Europe's Defence

Defence procurement

EU internal defence market is opening slowly


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