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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 17 luglio 2013

Ogni euro conta — Domande frequenti sulla Procura europea

Cos'è la Procura europea?

La Procura europea è l'ufficio del pubblico ministero dell’Unione europea, con competenza esclusiva a individuare, perseguire e rinviare a giudizio gli autori dei reati a danno del bilancio dell’Unione e dotato di poteri d’indagine uniformi in tutta l’Unione, fondati e integrati negli ordinamenti giuridici degli Stati membri.

La Procura europea si avvarrà della capacità e delle competenze degli Stati membri. I sistemi nazionali distaccheranno presso la nuova Procura pubblici ministeri esperti, i cosiddetti procuratori delegati dell'UE, i quali agiranno per conto della Procura europea a partire dai rispettivi Stati membri e in conformità con la legge del loro Stato membro. Aver integrato la Procura europea nei sistemi giudiziari nazionali presenta numerosi vantaggi. I procuratori delegati hanno una profonda conoscenza del sistema giudiziario e della lingua nazionale, di come funziona l'iniziativa penale locale e delle prassi locali di svolgimento del processo. Inoltre, condividendo le risorse investigative e giudiziarie, si otterranno sentenze più rapide.

Qual è il fondamento giuridico della Procura europea?

Il trattato di Lisbona pone particolare enfasi sulla lotta ai reati gravi di natura economica e finanziaria e di dimensione transfrontaliera. La base giuridica e le norme per istituire una Procura europea sono stabilite all’articolo 86 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che recita:

"Per combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, il Consiglio, deliberando mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, può istituire una Procura europea a partire da Eurojust."

Nel suo discorso sullo stato dell'Unione pronunciato nel 2012 (SPEECH/12/596), il Presidente Barroso annunciava che la Commissione avrebbe presentato una proposta per istituire una procura europea, come previsto dai trattati e in ossequio al suo impegno a proteggere il bilancio dell'Unione.

La Commissione europea vuole che il bilancio dell’Unione sia protetto tanto quanto le finanze nazionali. Nel luglio 2012 ha quindi proposto agli Stati membri di introdurre nei rispettivi codici penali una definizione comune di frode a danno degli interessi finanziari dell'Unione europea, e di prevedere sanzioni penali con un effetto deterrente equiparabile (IP/12/767, MEMO/12/544). La Procura europea contribuirà a rendere l’azione penale negli Stati membri più coerente, efficace ed efficiente.

Tutti gli Stati membri faranno parte della Procura europea?

No. I trattati dell'Unione conferiscono al Regno Unito e all’Irlanda la possibilità di "chiamarsi fuori" (opt-out) dalle politiche in materia di giustizia e affari interni, e di partecipare solo se lo decidono volontariamente e in modo esplicito (opt in). Non parteciperà alla Procura europea la Danimarca, che comunque non potrebbe nemmeno se volesse.

Perché una Procura europea?

Oggi come oggi gli interessi finanziari dell’Unione non sono protetti in misura adeguata, e questo per una serie di fattori.

Anzitutto, gli attuali organi dell’Unione europea — OLAF (Ufficio per la lotta antifrode), Eurojust (Agenzia europea per la cooperazione giudiziaria penale) e Europol (Ufficio europeo di polizia) — non hanno la competenza necessaria per svolgere indagini penali o promuovere l'azione penale nei casi di frode. L’OLAF può solo riferire i risultati delle indagini amministrative alle autorità nazionali competenti, che decideranno autonomamente se avviare o meno un procedimento penale sulla base dell'informativa ricevuta.

In secondo luogo, lo sforzo di contrasto si disperde fra i vari Stati membri, che non sempre prendono le misure necessarie per lottare contro i reati a danno del bilancio dell’Unione. Attualmente, su cinque casi trasferiti dall’OLAF alle autorità giudiziarie nazionali soltanto uno si conclude con una condanna. Senza contare che il numero di condanne varia notevolmente da uno Stato membro all'altro.

In terzo luogo, essendo poche le azioni giudiziarie che si concludono positivamente, viene recuperata soltanto una percentuale minima del totale delle somme frodate negli Stati membri. I frodatori del bilancio UE sanno di avere buone possibilità di mantenere i proventi dei loro reati, proprio perché manca uno sforzo coordinato di contrasto.

Quanto denaro viene sottratto al bilancio dell’Unione?

Negli ultimi tre anni è andata perduta una media di circa 500 milioni di euro annui per frode presunta negli Stati membri; si ritiene tuttavia che l’importo effettivo sia significativamente superiore. Dai dati sulle frodi denunciate sono giocoforza esclusi i dati sulle frodi che non sono state individuate, pertanto la cifra globale potrebbe risultare molto più alta.

Perché non basta l'opera di contrasto degli Stati membri?

Attualmente, solo le autorità nazionali possono svolgere indagini e perseguire penalmente le frodi lesive degli interessi finanziari dell’Unione. Ma le loro competenze si arrestano ai confini nazionali. I reati contro gli interessi finanziari dell’UE sono spesso complessi, coinvolgono vari attori, si basano su sistemi di frode complicati e sofisticati, sono commessi in paesi diversi a fronte di giurisdizioni nazionali distinte. Inoltre, il buon esito delle indagini presuppone una conoscenza profonda del quadro giuridico e amministrativo del caso.

Ottenere una cooperazione efficace tra gli Stati membri è difficile: i sistemi penali sono diversi, non è chiara quale sia la legge applicabile, le procedure di assistenza giudiziaria sono lunghe e complesse, sorgono problemi linguistici, mancano le risorse e variano le priorità.

Per questo i casi di frode a danno del bilancio dell’Unione di frequente sono percepiti a livello nazionale come una perdita di tempo e risorse, con la conseguenza che spesso non vengono nemmeno aperti o sono addirittura abbandonati alle prime difficoltà. In alcuni casi le autorità nazionali decidono di concentrarsi soltanto sugli aspetti del reato che incidono sulla realtà nazionale, ignari delle implicazioni potenziali molto più vaste di un sistema di frode internazionale.

La Procura europea può migliorare la situazione? Qualche esempio.

L’OLAF trasmette informative alle autorità bulgare e tedesche su cittadini di entrambi i paesi sospettati di frodare il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Il processo in Germania si conclude con una sentenza di condanna, in Bulgaria con l’assoluzione degli imputati. Questo è l'esempio di come, nel sistema attuale, un caso transfrontaliero possa portare a esiti divergenti. Con la Procura europea non sarà più possibile, perché sarà per l'appunto suo compito garantire la coerenza delle indagini e dell’azione penale nei diversi paesi.

Un altro esempio riguarda il contrabbando di sigarette dalla Repubblica ceca in Germania. Il giudice tedesco ha usato le intercettazioni telefoniche trasmesse dalla polizia ceca come prova per condannare l'imputato. Sebbene le prove fossero state ottenute legalmente secondo il diritto ceco, l'avvocato della difesa ha eccepito che senza l'autorizzazione di un organo giurisdizionale le intercettazioni telefoniche non costituiscono prove ammissibili nei tribunali tedeschi.

Con la Procura europea sarà molto meno probabile che si verifichino intoppi di questo genere, dovuti al divergere delle norme processuali nazionali. In base alle nuove regole non sarà possibile procedere a intercettazioni telefoniche senza previa approvazione del giudice. Per giunta il regolamento stabilisce che sono ammissibili nei tribunali di tutti gli Stati membri gli elementi di prova ottenuti in uno Stato membro legalmente e nel rispetto dei diritti procedurali sanciti all'articolo 47 (diritto a un ricorso effettivo) e all'articolo 48 (presunzione di innocenza e diritti della difesa) della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Cosa cambierà con la nuova Procura europea?

Sarà competenza esclusiva della Procura europea individuare, perseguire e rinviare a giudizio gli autori dei reati a danno del bilancio dell’Unione. La Procura si occuperà quindi di casi complessi a dimensione transfrontaliera, che avrà il compito di coordinare. Con questo si è voluto superare le difficoltà legate ai limiti dei poteri delle autorità nazionali, che cessano alle frontiere del loro territorio.

La Procura europea provvederà alla continuità del ciclo giudiziario, dalle indagini fino al processo passando per l'istruzione della causa. Tramite i procuratori delegati eserciterà poteri investigativi transfrontalieri negli Stati membri. La Procura europea non dovrà dipendere dagli strumenti intergovernativi di assistenza giudiziaria in vigore tra gli Stati membri (come gli accordi di assistenza giudiziaria e di riconoscimento reciproco), che spesso comportano procedure lunghe e onerose. Ne disciplineranno l'operato, infatti, norme chiare in materia di indagini e ammissibilità delle prove raccolte e presentate in giudizio, indipendentemente dallo Stato membro del procedimento.

In che modo collaboreranno tra loro il procuratore europeo e i procuratori delegati?

I procuratori europei delegati formano, insieme al procuratore europeo, la Procura europea. Di norma, saranno i procuratori delegati a svolgere le indagini e l’azione penale nei rispettivi Stati membri, avvalendosi del personale nazionale e applicando il diritto interno. Ne coordinerà le azioni un ufficio centrale presieduto dal procuratore europeo, garante della coerenza e dell'efficienza in tutti gli Stati membri (vedi allegato).

Grazie a questa struttura decentrata la Procura europea potrà accedere direttamente a competenze nazionali, come la profonda conoscenza del sistema giudiziario e della lingua nazionale, del sistema di iniziativa penale e delle prassi locali di svolgimento del processo, ecc.

I procuratori delegati potranno continuare a fare i pubblici ministeri nazionali e avranno in questo senso una duplice veste. La condizione, però, è che quando agiscono per conto della Procura europea, lo facciano in piena autonomia dalle autorità giudiziarie nazionali.

Un "collegio dei 10" costituito dal procuratore europeo, dai suoi sostituti e da alcuni procuratori delegati, assicurerà l'armoniosa integrazione dei livelli UE e nazionale, in primis convenendo un regolamento interno comprensivo di regole generali per l'attribuzione dei casi. Questa soluzione, che è frutto delle consultazioni con gli Stati membri, in particolare della recente iniziativa franco-tedesca per la creazione di una procura europea, è stata pensata proprio per evitare il rischio della doppia condanna (principio del ne bis in idem) in cui si incorre ignorando o trascurando l'esistenza di eventuali connessioni tra reati.

È prevista una qualche forma di controllo giurisdizionale?

Sì. Gli atti della Procura europea sono impugnabili dinanzi i giudici nazionali competenti.

Per giunta competerà sempre alle autorità giudiziarie nazionali ottenere dalla Procura europea l'autorizzazione preventiva alle indagini nei casi in cui lo richiedano la legge nazionale e il diritto dell'Unione.

I tribunali nazionali saranno anche il teatro del processo. La Procura europea svolgerà le funzioni di pubblico ministero dinanzi gli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri.

Sarà poi sempre possibile rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea nell'ambito del procedimento pregiudiziale.

Quali sono i poteri che il regolamento conferisce alla Procura europea?

Sarà prerogativa delle Procura europea chiedere che si proceda a indagini, oppure disporle. Gli strumenti di cui potrà avvalersi a tal fine sono chiaramente definiti nel regolamento e comprendono misure investigative più o meno spinte.

La Procura europea può in effetti perquisire luoghi, oggetti e sistemi informatici, disporre il sequestro, le intercettazione telefoniche e il congelamento di attività finanziarie.

Ma può anche procedere all'interrogatorio degli indagati o all'audizione di testimoni, nominare esperti indipendenti specializzati o prendere le misure necessarie per rintracciare o controllare gli spostamenti di una persona.

L’esecuzione delle misure investigative è soggetta alla legge nazionale. In particolare, autorizzare la singola misura è competenza del giudice nazionale o di altra autorità prevista dalla legge nazionale o dal regolamento.

Affinché le indagini della Procura europea siano davvero efficaci, saranno ammissibili nei tribunali di tutti gli Stati membri gli elementi di prova raccolti legalmente in uno Stato membro.

In che modo sarà garantita l’indipendenza della Procura europea?

Primo, il regolamento stabilisce che i membri della Procura europea non sollecitano né accettano istruzioni da alcun organo o altra persona esterna alla Procura stessa. Ne discende che le istituzioni, gli organi o organismi dell'Unione e gli Stati membri rispettano l’indipendenza della Procura europea e non cercano di influenzarla nell’esercizio delle sue funzioni. Secondo, la Procura europea sarà strutturalmente indipendente, in quanto non sarà integrata in nessuna istituzione o servizio dell’Unione. Terzo, sono implicati nella nomina del procuratore europeo le istituzioni dell’Unione (nomina del Consiglio previa approvazione del Parlamento europeo), i membri emeriti della Corte di giustizia dell'Unione europea, i membri delle corti supreme, le procure nazionali e/o avvocati di chiara fama che contribuiranno a selezionare una rosa di candidati. Il mandato è limitato a otto anni e non è rinnovabile. In questo modo si è voluto evitare che l'operato del procuratore europeo sia dettato da considerazioni legate a un'eventuale rielezione. Il procuratore europeo può essere sollevato dall'incarico per decisione della Corte di giustizia, su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione.

Per quanto riguarda i procuratori delegati, il regolamento precisa che i casi trattati nell'ambito della Procura europea avranno sempre priorità rispetto ai casi nazionali. Il regolamento fa anche esplicito riferimento al fatto che i procuratori delegati sono del tutto indipendenti dalla procura nazionale. Degli eventuali conflitti di interesse dovrà occuparsi il procuratore europeo. I procuratori delegati possono essere destituiti, al pari dei pubblici ministeri nazionali, per iniziativa dell'autorità nazionale competente, ma solo previo consenso della Procura europea.

Sono previste garanzie per gli indagati?

È importante rafforzare le garanzie giuridiche a tutela dei soggetti e delle imprese interessate da indagini o azioni penali nell’Unione europea. La proposta comprende una solida e ampia gamma di garanzie procedurali intese ad assicurare che i diritti degli indagati e altri soggetti coinvolti nelle indagini della Procura europea siano tutelati a norma tanto del diritto dell'Unione quanto della legislazione nazionale vigente in materia di diritti della difesa.

La proposta precisa che l'indagato gode di tutti i diritti sanciti dalla legislazione dell’UE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, e li elenca esplicitamente:

  1. diritto alla traduzione e all'interpretazione;

  2. diritto all'informazione e all'accesso ai documenti;

  3. diritto a un avvocato e di comunicare e informare un terzo in caso di arresto;

  4. facoltà di non rispondere e presunzione di innocenza;

  5. diritto al patrocinio a spese dello Stato;

  6. diritto di presentare elementi di prova e di chiedere la nomina di esperti e l’audizione di testimoni.

A questi si aggiungono i diritti della difesa garantiti dal diritto processuale penale nazionale.

Perché la proposta di istituire la Procura europea è presentata insieme alla riforma di Eurojust?

A norma dell’articolo 86, paragrafo 1, del TFUE, la Procura europea deve essere istituita a partire da Eurojust. Il pacchetto odierno di proposte legislative mira a creare forti legami e sinergie tra le due organizzazioni affinché cooperino efficacemente e condividano informazioni, conoscenze e risorse.

In particolare, è opportuno che la Procura europea e Eurojust si occupino insieme dei casi di presunti reati a danno del bilancio dell'Unione e di altre fattispecie di reato. In altri termini, i due organismi dovranno instaurare una intensa e costante cooperazione. Disposizioni in tal senso figurano sia nel regolamento sulla Procura europea che in quello relativo a Eurojust. Nei casi ibridi poi, in cui sono possibili sovrapposizioni di competenza, Eurojust potrà aiutare a risolvere gli eventuali conflitti di giurisdizione.

Eurojust darà sostegno amministrativo alla Procura europea, con personale, risorse finanziarie e strumenti informatici. Ad esempio, la Procura europea potrà avvalersi, per le proprie operazioni, dell’infrastruttura informatica di Eurojust, in particolare del suo sistema automatico di gestione dei fascicoli e dei suoi indici e archivi di lavoro temporanei. Un apposito accordo tra la Procura europea e Eurojust fisserà le modalità esatte di questa cooperazione.

Quale sarà il ruolo di Eurojust una volta istituita la Procura europea?

Eurojust aiuta le autorità nazionali responsabili delle indagini e dell'azione penale a cooperare e coordinarsi fra loro sui circa 1500 casi transfrontalieri che si presentano ogni anno. Nonostante abbia contribuito nel tempo a costruire la fiducia reciproca e a superare la diversità dei sistemi e delle tradizioni giuridiche degli Stati membri, Eurojust non è competente per le indagini e le azioni penali nei casi di frode.

Spetterà esclusivamente della Procura europea individuare, perseguire e rinviare a giudizio gli autori dei reati a danno del bilancio dell’Unione. Creare una Procura europea significa anche accrescere la legittimità democratica di Eurojust: il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali saranno in futuro maggiormente associati alla valutazione delle attività di Eurojust.

Il nuovo Eurojust sosterrà la Procura europea nella lotta contro la frode a danno del bilancio dell’Unione, fornendo servizi di sostegno amministrativo (di personale, finanziari e informatici), in modo che la Procura europea possa, ad esempio, servirsi per le proprie operazioni dell’infrastruttura informatica di Eurojust, in particolare del suo sistema automatico di gestione dei fascicoli e dei suoi indici e archivi di lavoro temporanei. Un apposito accordo tra la Procura europea e Eurojust fisserà le modalità esatte di questa cooperazione.

Cos’altro cambierà con la proposta di riforma di Eurojust?

Obiettivo della proposta odierna è migliorare il funzionamento generale di Eurojust. Per questo la riforma ne affronta essenzialmente la gestione interna operando una netta distinzione tra le funzioni operative del collegio (che si compone di membri nazionali, uno per Stato membro) e le sue funzioni di gestione. In questo modo il collegio e i membri nazionali potranno concentrarsi sulle funzioni operative, vale a dire coordinare e promuovere la cooperazione tra le autorità giudiziarie nazionali nella lotta contro le forme gravi di criminalità, come il traffico di stupefacenti, il riciclaggio di denaro, la frode, la corruzione, la criminalità informatica, il terrorismo e la criminalità organizzata. Quanto alle funzioni di gestione, assisterà il collegio un nuovo comitato esecutivo, che comprenderà la Commissione.

La proposta costituirà il quadro giuridico unico e moderno della nuova Agenzia per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust), che andrà a subentrare all'Eurojust istituito con decisione 2002/187/GAI del Consiglio. Pur conservando gli elementi di gestione e funzionamento che si sono dimostrati efficaci negli anni, il nuovo regolamento, in linea con il trattato di Lisbona, semplifica il funzionamento e la struttura di Eurojust allo scopo di:

  1. potenziarne l’efficienza, dotando l'agenzia di una nuova struttura di governance;

  2. migliorarne l’efficacia operativa, definendo con coerenza lo status e i poteri dei membri nazionali;

  3. conferire un ruolo al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali nella valutazione delle attività di Eurojust, in linea con il trattato di Lisbona, pur preservandone l’indipendenza operativa;

  4. conformare il quadro giuridico di Eurojust all’approccio comune previsto per le agenzie dell’Unione europea, pur rispettandone il particolare ruolo di coordinamento delle indagini penali in corso;

  5. garantire che Eurojust possa cooperare strettamente con la futura Procura europea.

Quale sarà il ruolo dell'OLAF una volta istituita la Procura europea?

Come spiega la comunicazione odierna sulla governance dell’OLAF, il ruolo dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode cambierà con l’istituzione della Procura europea.

L'Ufficio resterà responsabile delle indagini amministrative in quei settori che esulano dalle competenze della Procura, ad esempio in caso di gravi irregolarità lesive degli interessi finanziari dell’UE o di colpa grave e di illeciti commessi da personale dell’UE senza incidenza finanziaria.

L’OLAF non sarà più invece responsabile delle indagini amministrative nei casi di frode a danno dell'Unione o di altri reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE. Questi reati saranno infatti di esclusiva competenza della Procura europea, una volta istituita. Se ne sospetterà l'esistenza, l'OLAF avrà l'obbligo di segnalarli alla Procura europea il più tempestivamente possibile. Pur non svolgendo più indagini in questo settore, l’Ufficio continuerà a prestare assistenza alla Procura europea, su richiesta di quest'ultima (come accade peraltro per i pubblici ministeri nazionali). Il processo investigativo diventerà quindi più rapido e non dovrebbero più verificarsi sovrapposizioni di indagini amministrative e penali sugli stessi fatti. Aumenterà così anche il numero di azioni penali portate a compimento.

La Commissione presenterà proposte di modifica del regolamento dell'OLAF che ne rispecchino il nuovo ruolo e ne potenzino la governance nello svolgimento delle sue indagini, in funzione di quanto previsto per la Procura stessa. In proposito sono previste due grandi iniziative. La prima è quella del controllore indipendente delle garanzie procedurali, intesa a rafforzare il controllo della legalità delle attività investigative dell'OLAF. La seconda consiste in garanzie procedurali più solide da applicarsi alle indagini più spinte (perquisizioni di uffici, sequestro di documenti ecc.) che l’OLAF ritenga di dover svolgere presso le istituzioni europee.

Di quanti casi dovrà occuparsi la Procura europea?

Il numero totale sarebbe, secondo stime, di 2 500 casi l’anno. Questa cifra si fonda su una media di 1 500 casi di frode trattati e comunicati annualmente nell’UE dai servizi investigativi amministrativi degli Stati membri, pari a una media di 300 casi di presunta frode segnalati dall’OLAF, una stima annua di 500 casi di frode all'IVA attualmente trattati dagli Stati membri e circa 200 casi trasmessi alle autorità nazionali incaricate dell'azione penale. La Procura europea dovrebbe peraltro richiamare maggiori informazioni sui presunti casi di frode di quanto non abbiano mai fatto gli Stati membri e l'OLAF. Il carico di lavoro potrebbe pertanto risultare maggiore del previsto.

Sarà quindi la Procura europea ad arrestare i frodatori in Europa?

No, resterà prerogativa esclusiva delle autorità giudiziarie nazionali arrestare chi commette i reati che rientrano nelle competenze della Procura europea. Quest'ultima potrà soltanto chiederne l'arresto se effettivamente ritiene che sia indispensabile al buon esito delle indagini e se con misure meno drastiche non riuscisse a ottenere lo stesso risultato. Spetterà alle autorità giudiziarie nazionali competenti valutare e dare seguito a queste richieste in conformità del diritto nazionale.

Prossime tappe

Perché diventi legge, la proposta della Commissione dovrà essere adottata all’unanimità dagli Stati membri in sede di Consiglio, previa approvazione del Parlamento europeo.

In mancanza di unanimità, i trattati prevedono che un gruppo di almeno nove Stati membri possa instaurare una cooperazione rafforzata (articolo 86 del TFUE).

Al riguardo, sempre i trattati prevedono le seguenti fasi:

  • la Commissione presenta la sua proposta legislativa al Consiglio dei ministri. Gli Stati membri dovranno allora convenire (nell'ambito delle conclusioni della presidenza) che non è possibile raggiungere l’unanimità sulla proposta in questione;

  • in questo caso un gruppo di almeno nove Stati membri potrà chiedere che del progetto sia investito il Consiglio europeo;

  • il Consiglio europeo discute il progetto per quattro mesi al massimo;

  • in caso di consenso, il Consiglio europeo invia il progetto di proposta al Consiglio per adozione; in caso di disaccordo, nove Stati membri come minimo possono decidere di instaurare una cooperazione rafforzata, ne danno debita informazione, dopodiché l’autorizzazione del Parlamento europeo e del Consiglio a procedere alla cooperazione rafforzata si considera concessa;

  • i negoziati sulla proposta oggetto di cooperazione rafforzata si svolgeranno in sede di Consiglio. Tutti gli Stati membri potranno partecipare alle deliberazioni ma potranno prendere parte al voto solo gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata. Gli Stati membri possono chiedere di aderire alla cooperazione rafforzata in qualsiasi momento.

Per ulteriori informazioni

Comunicato stampa: IP/13/709

Cartella stampa:

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/criminal/news/130717_en.htm

Commissione europea – Politica di diritto penale:

http://ec.europa.eu/justice/criminal/criminal-law-policy

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

La Vicepresidente su Twitter: @ vivianeredingeu

ALLEGATO - Assetto e funzionamento della nuova Procura europea

Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED

Assetto e funzionamento della Procura europea

4 sostituiti

  • è nominato dal Consiglio previa approvazione del Parlamento europeo, in base a una rosa di candidati presentata dalla Commissione

  • dirige le attività

  • coordina e controlla le indagini e le azioni penali

procuratori europei delegati

  • (sono nominati dal procuratore europeo in base un elenco di almeno 3 candidati sono nominati dal Consiglio previa approvazione del Parlamento europeo

  • assistono il procuratore europeo in tutte le sue funzioni

  • fungono da sostituti

  • nfliggano con il mandato europeo

  • svolgono le indagini e le funzioni di procuratore delegato presso gli uffici giudiziari degli Stati membri

1 o più per Stato membro)

struttura integrata e decentrata

  • sono nominati dal procuratore europeo in base un elenco di almeno 3 candidati per Stato membro

  • hanno gli stessi poteri dei pubblici ministeri nazionali

  • possono svolgere in parallelo le loro funzioni di PM nazionali purché non confliggano con il mandato europeo

  • svolgono le indagini e le funzioni di procuratore delegato presso gli uffici giudiziari degli Stati membri

  • sono nominati dal Consiglio previa approvazione del Parlamento europeo

  • assistono il procuratore europeo in tutte le sue funzioni

  • fungono da sostituti

Stati membri

Sede

procuratore europeo


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