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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 16 Luglio 2013

Dichiarazione del Vicepresidente Tajani sul rispetto della direttiva relativa agli impianti di condizionamento dei veicoli

La Commissione ha il dovere di garantire l’applicazione piena e uniforme del diritto dell’Unione europea in tutto il mercato interno dell’UE, affinché tutti gli operatori economici godano di condizioni eque di concorrenza.

La direttiva 2006/40/CE sugli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore (detta MAC), entrata definitivamente in vigore il 1° gennaio 2013, dispone fra l’altro l’impiego in tali impianti di refrigeranti con un potenziale limitato in termini di riscaldamento globale. Il refrigerante (HFO 1234yf) scelto dall’industria per ottemperare agli obblighi della direttiva non è ritenuto sicuro da un fabbricante tedesco che ha continuato ad utilizzare il vecchio refrigerante, il quale presenta un potenziale molto maggiore di inquinamento atmosferico.

Ne consegue che attualmente sul mercato europeo vi sono veicoli prodotti da questo fabbricante che – secondo un’analisi preliminare della Commissione – non sono conformi al loro modello omologato e non ottemperano agli obblighi della direttiva sui MAC. A norma della direttiva 2007/46/CE sull’omologazione dei veicoli (direttiva quadro), i veicoli non conformi non possono essere venduti o immatricolati nell’Unione europea.

Inoltre, occorre esaminare ulteriormente la situazione giuridica di alcuni veicoli prodotti dopo il maggio 2013 e omologati grazie alla proroga di una precedente omologazione rilasciata dall’autorità competente nazionale (tedesca).

La Commissione è impegnata a garantire il massimo livello di sicurezza dei veicoli immessi sul mercato europeo. Ma a tutt’oggi non risulta che i problemi di sicurezza sollevati siano di ordine generale, piuttosto che circoscritti a specifici sistemi o veicoli. Le autorità nazionali competenti in Germania stanno procedendo a una valutazione.

In considerazione di questi elementi, il 10 giugno, la Commissione ha inviato una lettera alle autorità tedesche, nell’ambito della procedura “EU Pilot” (preliminare all’avvio di un eventuale procedimento di infrazione), per chiarire la situazione. La Commissione, nel suo ruolo di guardiana dei trattati, valuterà gli elementi e le spiegazioni trasmesse dalle autorità tedesche.

All’inizio di luglio, la Commissione è venuta a conoscenza dell’adozione in Francia di misure temporanee relative all’immatricolazione sul territorio francese di alcuni veicoli, che potrebbero essere in violazione della (direttiva quadro) e della direttiva sui MAC.

L’articolo 29 della direttiva quadro dà agli Stati membri la facoltà di adottare misure temporanee di salvaguardia, nel rispetto di determinate condizioni e di una procedura specifica. In caso di avvio del relativo procedimento, la Commissione potrebbe considerare che l’iniziativa della Francia rientri nel disposto di detto articolo.

Ho chiesto ai miei servizi di indire una riunione con i rappresentanti dei 28 Stati membri per discutere la situazione domani, 17 luglio. Invito gli Stati membri ad assistere la Commissione nella ricerca di soluzioni concrete ed urgenti per ripristinare la conformità nel mercato interno, a vantaggio di tutti gli operatori economici.


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