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L’UE considera altamente prioritario aiutare le PMI a creare posti di lavoro

European Commission - MEMO/13/606   25/06/2013

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European Commission

MEMO

Bruxelles, 25 Giugno 2013

L’UE considera altamente prioritario aiutare le PMI a creare posti di lavoro

Le piccole e medie imprese (PMI) svolgono un ruolo essenziale nella creazione di lavoro in Europa. Oggi l’85% dei nuovi posti di lavoro nel settore privato dell’UE sono creati da PMI. Di conseguenza, l’UE ha sviluppato una serie di azioni concrete per promuovere un contesto economico migliore per i 21 milioni di PMI dell’UE e per supportare gli sforzi per creare nuovi posti di lavoro. La Commissione europea aiuta le PMI a reperire i fondi necessari al loro sviluppo mediante lo schema di garanzie dei prestiti previsto dal Programma quadro per la competitività e l’innovazione (CIP, 2007-13). Il sistema ha già sostenuto oltre 200 000 PMI con un totale di prestiti superiore a 12,5 miliardi di euro. La Commissione europea si propone altresì di sviluppare un quadro di finanziamenti a favore delle PMI che siano efficienti, diversificati, migliorati ed a lungo termine, aiutando ad attrarre maggiori investimenti privati.

In occasione della conferenza di oggi: "L’Europa lavora per le PMI" nel Parlamento Europeo, il presente memo riporta le iniziative della Commissione lanciate nel 2013 in favore delle PMI. Possono essere considerate 7 iniziative:

1. Migliorare l'accesso ai finanziamenti

2. Liberare il potenziale imprenditoriale europeo per ritornare a crescere

3. Missioni volte ad aiutare le imprese della UE a trarre vantaggio dai mercati emergenti

4. Riduzione delle regolamentazioni più gravose

5. Enterprise Europe Network: la chiave per l’Europa e per il mondo Support for SMEs to find capital

6. Serie di guide: Consulenza per PMI

7. La definizione europea di PMI non ha bisogno di essere cambiata

1. Migliorare l'accesso ai finanziamenti

La Commissione europea ha introdotto molteplici proposte per dare alle PMI l'aiuto di cui hanno bisogno per dare più dinamismo all'economia europea. Una relazione congiunta tra la Commissione Europea e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) sulle attività che facilitano l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese nel 2012 è stata presentata il 2 e 3 maggio a Dublino. Ulteriori iniziative sono:

  1. L’accesso al portale unico europeo di finanziamento ora include informazioni sui Fondi strutturali: da oggi le aziende di tutta Europa avranno un accesso più facile ai tanto necessari finanziamenti in quanto la Commissione espande il portale unico sulla finanza UE per includere fondi strutturali dell'UE: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR ) e il Fondo sociale europeo (FSE). Lanciato lo scorso mese, il portale unico sulla finanza UE fornisce informazioni facili, complete e aggiornate su come gli imprenditori e le PMI possano accedere a oltre 100 € miliardi di euro di finanziamenti UE da vari programmi 2007-2013 dell'UE. Le integrazioni di oggi raddoppieranno il numero di banche e fondi di partner fino a piu’ di 1 000, rafforzando ulteriormente una fonte di informazioni di vitale importanza per il finanziamento delle PMI attraverso garanzie, prestiti e capitale di rischio (si veda anche il comunicato stampa di oggi, "Aiutare le imprese ad accedere ai finanziamenti dell'UE: il portale unico comprende ora i Fondi strutturali").

  2. Le PMI e gli strumenti per combattere i ritardi di pagamento: Sia all'interno che all'esterno dei confini europei, le piccole e medie imprese (PMI) sono particolarmente vulnerabili ai ritardi di pagamento, una delle principali cause di fallimento delle aziende. La mancanza di protezione per le PMI non solo danneggia le aziende e frena la crescita economica, ma potrebbe anche scoraggiare gli aspiranti imprenditori a correre dei rischi. Ogni giorno in tutta Europa, decine di piccole e medie imprese (PMI) falliscono perché le loro fatture non vengono pagate. Ne conseguono posti di lavoro perduti e opportunità commerciali non sfruttate e il conseguente stallo del nostro ritorno alla crescita economica. Nel mese di marzo, nel tentativo di combattere i ritardi di pagamento delle transazioni commerciali, è entrata in vigore la direttiva 2011/7/UE, che obbliga le autorità pubbliche a pagare beni e servizi entro 30 giorni di calendario, oppure, in circostanze del tutto eccezionali, entro 60 giorni.

  3. Il supporto per il recupero dei crediti transfrontalieri: Molte piccole e medie imprese (PMI) sono riluttanti a operare al di fuori dei confini del proprio paese, in quanto temono di incorrere in procedure onerose quando si tratta di rivendicare i pagamenti per i loro prodotti e servizi. A causa delle spese per consulenti, legali, traduzioni di documenti ecc., spesso le PMI trovano scoraggiante, complicato o costoso perseguire un'azione legale contro le aziende o i soggetti di altri Stati membri. La Commissione ha dato il via una campagna per informare le PMI come approfittare delle leggi e degli strumenti esistenti per riuscire più facilmente e con successo a perseguire i debitori in altri paesi.

2. Liberare il potenziale imprenditoriale europeo per ritornare a crescere

Per crescere di nuovo e raggiungere maggiori livelli di occupazione, l'Europa ha bisogno di più imprenditori. Le nuove aziende, comprese le piccole e medie imprese (PMI), creano oltre 4 milioni di nuovi posti di lavoro ogni anno e sono la principale fonte di nuova occupazione in Europa. Riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dagli imprenditori nella ripresa economica, la Commissione europea ha lanciato il Piano d'azione “Imprenditorialità 2020”. Con una combinazione di investimenti, progressi normativi e opportunità formative, il Piano d'azione contribuirà a riportare la crescita economica in Europa.

La formazione all’imprenditorialità è la chiave per una ripresa economica sostenibile: L’istruzione è un elemento essenziale dell’imprenditorialità. La ricerca dimostra che gli studenti con una formazione all'imprenditorialità, non solo hanno maggiore probabilità di trovare un impiego, ma anche di avviare attività in proprio. In tale prospettiva, la Commissione europea ha proposto una serie d'interventi che contribuirà a mettere in contatto gli studenti con l'imprenditorialità e, di conseguenza, creare posti di lavoro in tutta Europa.

3. Missioni volte ad aiutare le imprese della UE a trarre vantaggio dai mercati emergenti

Le economie del mondo che crescono più rapidamente non sono in Europa. Per questo motivo la Commissione europea si impegna a favorire la penetrazione delle imprese europee in tutto il mondo. La Commissione ha inviato rappresentanti e delegazioni commerciali nei mercati emergenti in Africa, America Latina e Asia. Le conoscenze acquisite aiuteranno le PMI dell'UE a investire sulla crescita esterna e ciò, a sua volta, stimolerà la crescita in Europa. Nel tentativo di aiutare le aziende europee a penetrare nei mercati esteri, la Commissione europea sta organizzando missioni in diversi paesi con economie in rapida crescita. Il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, responsabile per l'industria e l'imprenditoria, ha appena portato avanti una missione in Russia, accompagnato da una nutrita delegazione di imprese e associazioni di categoria. (MEMO/13/559). Sempre nel 2013 Tajani visiterà la Cina, l’India, il Vietnam, Myanmar ed Israele.

La Commissione aiuta le PMI a entrare nel mercato asiatico: Essendo uno dei mercati mondiali a più forte crescita, il Sudest Asiatico offre un’opportunità di benessere per le aziende europee che guardano ai mercati stranieri. Tuttavia, nonostante il potenziale di crescita, la regione pone anche numerose sfide, inclusi i diversi approcci nei confronti dei diritti di proprietà intellettuale. Per aiutare le PMI a muoversi tra queste diversità, la Commissione ha lanciato il progetto ASEAN IPR SME Helpdesk nel giugno 2013.

La Commissione aiuta le PMI ad entrare nel mercato cinese in modo sicuro: La Cina è diventata un mercato chiave per le PMI che sperano di penetrare nei mercati esteri. Nondimeno, la Cina pone una serie di difficoltà, tra cui problemi di protezione dei diritti di proprietà intellettuale e una rete vertiginosa di regolamenti. Tuttavia, il China Helpdesk, il Centro per le PMI dell’Unione Europea e l’European Enterprise Network sono disponibili per aiutare a comprendere i rischi – e i benefici – del mercato cinese.

La Piattaforma di informazione sugli standard cinesi ed europei (CESIP) fornisce alle aziende cinesi ed europee preziose informazioni bilingue su qualsiasi aspetto, dalle normative tecniche ai requisiti di accesso al mercato.

Attività analoghe sono in fase di realizzazione con gli Stati Uniti d’America, il nostro principale partner commerciale. In tale contesto si sviluppano aree specifiche di cooperazione, come per esempio la promozione di eventi ed iniziative di partenariato commerciale rivolti alle PMI, la partecipazione a seminari su settori o tematiche specifici e lo scambio di informazioni sulle opportunità di creare reti tra PMI. Visti i preparativi attualmente in corso per avviare il negoziato tra Unione Europea e Stati Uniti su un partenariato transatlantico su commercio ed investimenti, potranno nascere ulteriori opportunità di potenziamento della cooperazione su aspetti correlati al commercio ed inerenti alle nostre PMI.

Evitare gli ostacoli al commercio globale: L’accordo TBT (Technical Barriers to Trade, Ostacoli tecnici agli scambi) aiuta a prevenire misure protezionistiche e sleali. Amministrato dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), l’accordo TBT avvisa le imprese europee in merito a nuove regolamentazioni potenziali e incoraggia l’armonizzazione e il riconoscimento reciproco. Le imprese europee possono contribuire al lavoro della Commissione europea su come evitare gli ostacoli tecnici al commercio. La collaborazione che ne risulta favorisce sia le grandi sia le piccole imprese.

4. Riduzione delle regolamentazioni piu’ gravose

La Commissione si propone di facilitare lo svolgimento delle operazioni delle PMI semplificando le gravose normative europee. A tal fine la Commissione europea ha svolto un’ampia consultazione in cui circa 1 000 PMI ed organizzazioni imprenditoriali hanno individuato le 10 regolamentazioni europee considerate più gravose. Dai risultati emerge che le PMI ritengono che le difficoltà ed i costi maggiori provengono da regolamentazioni derivanti dal regolamento REACH in materia di sostanze chimiche, imposta sul valore aggiunto, sicurezza dei prodotti, riconoscimento delle qualifiche professionali, protezione dei dati, normativa in materia di rifiuti, normativa relativa al mercato del lavoro, apparecchi di controllo nel settore dei trasporti su strada, appalti pubblici e codice doganale. (vedi MEMO/13/168).

I risultati di tale consultazione hanno già mobilitato la Commissione Europea, che ha adottato la revisione del regolamento REACH, riducendo le tasse pagate dalle PMI. La rete di rappresentanti delle PMI si occuperà attivamente del follow-up dei primi 10 risultati, rendendo la riduzione degli oneri amministrativi una priorità per gli Stati membri. Inoltre, la Commissione ha dato priorità alla riduzione degli oneri amministrativi per le PMI, secondo il principio “Pensare anzitutto in piccolo” (Think Small First). In modo particolare, opera a stretto contatto con gli Stati membri per garantire la riduzione delle lungaggini e dei costi per la creazione di una nuova società, e per valutare le strade per meglio promuovere l’accesso al mercato sia nell’UE sia nei paesi terzi.

Panoramica: le politiche e le iniziative della Commissione per le PMI

5. Enterprise Europe Network: la chiave per l’Europa e per il mondo. Support for SMEs to find capital

The Enterprise Europe Network aiuta le PMI a sfruttare il mercato interno e i principali mercati internazionali. Si tratta di una rete di sostegno alle imprese e all'innovazione finanziata dall'UE, che comprende quasi 600 organizzazioni locali in 53 paesi. La rete offre un’opportunità unica per le PMI europee di trovare partner commerciali e tecnologici e di introdursi in mercati ad alta crescita. Ogni anno, i membri della rete consigliano ed assistono più di 2 milioni di PMI europee.

La rete offre una vasta gamma di attività e servizi di sostegno all'innovazione, tra cui l'accesso e le informazioni a:

  1. Un servizio di partenariato di affari e tecnologia,

  2. Consigli ed assistenza sui programme europei,

  3. Accesso ai finanziamenti

  4. Legislazione europea,

  5. internazionalizzazione, (incluso le condizioni dei mercati esteri) e

  6. innovazione.

La rete informa anche la Commissione europea circa le opinioni di piccole e medie imprese europee sulle questioni di politica e legislazione dell’UE.

I membri della rete hanno sede presso le organizzazioni ospitanti, quali le camere di commercio, le agenzie per le imprese, le organizzazioni regionali per lo sviluppo, gli istituti di ricerca, le università, i centri tecnologici e i centri di innovazione. Queste organizzazioni sono saldamente radicate nel loro ambiente economico locale, con stretti legami con le PMI e una dimostrata capacità nel sostegno alle imprese. Le organizzazioni ospitanti danno un contributo vitale di risorse e competenza, e co-finanziano circa il 50% dei costi della rete.

Enterprise Europe Network aiuta le PMI ad accedere ai programmi di supporto dell’UE.

Un importante ruolo dell’Enterprise Europe Network è consigliare le PMI in materia di accesso ai sostegni dell'UE. Grazie alla loro lunga esperienza con programmi e strumenti finanziari europei, in combinazione con la loro buona comprensione delle esigenze, capacità e le ambizioni delle PMI locali, i membri dell’Enterprise Europe Network sono in grado di fornire alle aziende il giusto consiglio. In primo luogo, possono fornire informazioni alle aziende circa la loro rispondenza ai criteri e alle condizioni per i sostegni dell'UE e, in caso affermativo, li indirizzano verso i programmi ed i meccanismi di finanziamento più adeguati. Essi forniscono anche consulenza e assistenza per aiutare le aziende a richiedere il supporto necessario, compresa l'assistenza nella ricerca di potenziali partner e la conclusione di accordi di partenariato di successo per la partecipazione ai programmi europei.

Il ruolo nelle Missioni per la Crescita

L'Enterprise Europe Network svolge un ruolo chiave nell'organizzazione e nella promozione delle Missioni per la crescita (vedi punto 3.). I Centri di cooperazione tra imprese (i partner di paesi non UE dell'Enterprise Europe Network) hanno organizzato molti eventi business-to-business per queste missioni, e tutti i membri della rete Enterprise Europe Network sono attivamente impegnati nella promozione delle Missioni per la crescita. La loro buona comprensione dei bisogni, delle capacità e delle ambizioni delle PMI locali, permette ai membri della rete EEN di indirizzare questa promozione alle imprese che sono nella posizione migliore per beneficiare del pieno potenziale delle Missioni per la Crescita. Essi forniscono inoltre consulenza e assistenza alle piccole e medie imprese per la loro partecipazione a queste missioni.

Copertura geografica della rete

La rete è presente in 53 paesi:

  1. Sono presenti membri e partner del Network in tutti i 27 Stati membri dell'UE e in 8 Paesi di cui all'articolo 4 del programma Competitività e innovazione: la Croazia, FYROM, Islanda, Israele, Montenegro, Norvegia, Serbia e Turchia.

  2. Attraverso i Centri di cooperazione tra imprese, in funzione in altri paesi non UE (in base all'articolo 21.5 del programma Competitività e innovazione e finanziati con risorse proprie): Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Cile, Cina, Egitto, India, Giappone, Messico, Moldavia, Marocco, Russia, Corea del Sud, Svizzera, Tunisia, Ucraina e Stati Uniti. Nessun sostegno finanziario è concesso ai partner in questi paesi. Le trattative sono in fase di definizione in vista di una estensione nella rete del Brasile.

Piu’ informazioni

6. Serie di guide: Consulenza per PMI

Queste guide offrono ispirazione, esempi, aiuto concreto e pratici consigli raccolti da gruppi di esperti della politica delle PMI. Molte delle migliori pratiche individuate da questi gruppi di esperti hanno bisogno di sostegno finanziario per la loro realizzazione. E’ disponibile il finanziamento per i fondi strutturali (FESR e FSE), in particolare a livello regionale.

Ogni guida si occupa di un settore specifico della politica delle PMI e include esempi adeguati di progetti recenti e simili tra loro. Una guida generale è disponibile anche al fine di fornire un'ampia panoramica del modo in cui funziona il processo.

Questa serie di guide è altamente consigliata per coloro che sono coinvolti nella politica delle PMI, nonché nello sviluppo regionale. Essi hanno lo scopo di facilitare il processo di finanziamento di adeguate misure e iniziative a livello nazionale e regionale a favore delle PMI e, in generale, aumentare la consapevolezza della politica dell'UE per le PMI.

I titoli delle Guide pubblicate fino ad ora sono:

Building Entrepreneurial Mind-sets and Skills in the EU

Using standards to support growth, competitiveness and innovation

Facilitating Transfer of Business

The Smart Guide to Service Innovation

Regional implementation of the SBA – Small Business Act for Europe (in preparation)

How to use structural funds for SME & Entrepreneurship Policy

further details

Le guide sono disponibili in inglese e sono in preparazione traduzioni in 20 lingue.

7. La definizione europea di PMI non ha bisogno di essere cambiata

L'attuale definizione di piccola e media impresa (PMI) non ha bisogno di essere (profondamente) rivista per il momento. Questa è la principale conclusione di uno studio presentato oggi a Bruxelles. Un'impresa deve soddisfare due criteri per essere definita come una PMI: il personale organico deve essere inferiore a 250 e il fatturato deve essere inferiore o pari a € 50 milioni.

La Commissione esegue il monitoraggio costante dell'attuazione della definizione delle PMI. Sulla base dei risultati delle precedenti ispezioni effettuate nel 2006 e nel 2009, un nuovo studio indipendente è stato realizzato nel 2012, che si è concentrato su come la definizione di PMI opera nella pratica in fase di attuazione.

In considerazione dello sviluppo della demografia delle PMI dal 2003, dei problemi che causerebbe una modifica significativa, della politica di 'aiuti di Stato meno numerosi e più mirati' e del punto di vista della maggioranza dei soggetti interessati, lo studio conclude che non vi è alcuna necessità per una revisione della definizione di PMI in questo momento.

Un eventuale aggiornamento della definizione di PMI dell'UE sarà necessario per regolare l'inflazione, la produttività del lavoro e i cambiamenti nel rapporto tra fatturato e conto totale dei profitti e delle perdite, ma questi cambiamenti non sono urgenti e possono essere incorporati in una futura revisione.

Lo studio fa anche alcune raccomandazioni sul chiarimento circa l'applicazione di alcune norme che possono essere attuate senza modificare la raccomandazione esistente, ad esempio utilizzando una guida in più fornita in una serie di domande frequenti sul sito Impresa e Industria: che cos’è una PMI? o aggiornando l’attuale Manuale dell’utente sulla Definizione di PMI.


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