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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 21 marzo 2013

Procedure d'infrazione aperte a marzo: decisioni principali

OCCUPAZIONE

ENERGIA

AMBIENTE

MERCATO INTERNO E SERVIZI

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Con le procedure d'infrazione aperte questo mese la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dalla normativa dell'Unione. Le decisioni qui esposte, relative a settori diversi si propongono di garantire la corretta applicazione del diritto dell'Unione a favore dei cittadini e delle imprese.

La Commissione ha adottato oggi 101 decisioni, tra le quali 3 pareri motivati e 9 deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea, 4 dei quali comportano sanzioni pecuniarie. Si riporta qui di seguito una breve esposizione delle decisioni principali.

Per maggiori informazioni sulla procedura d'infrazione si rimanda a MEMO/12/12.

  1. Deferimenti alla Corte di giustizia con richiesta di sanzioni pecuniarie

  1. Energie rinnovabili: la Commissione deferisce la Polonia e Cipro alla Corte di giustizia per mancato recepimento delle regole UE

La Commissione europea deferisce la Polonia e Cipro alla Corte di giustizia dell'Unione europea per il mancato recepimento della direttiva sulle energie rinnovabili. La direttiva intende assicurare una quota del 20% di energie rinnovabili nell'UE entro il 2020. La direttiva doveva essere recepita dagli Stati membri entro il 5 dicembre 2010.

Per la Polonia la Commissione propone una sanzione giornaliera di 133 228,80 euro. Per Cipro la Commissione propone una sanzione giornaliera di 11 404,80 euro. Le sanzioni proposte tengono conto della durata e della gravità dell'infrazione. In caso di sentenza affermativa della Corte la sanzione giornaliera andrà pagata dalla data della sentenza fino all'avvenuto recepimento. L'importo definitivo delle sanzioni giornaliere sarà deciso dalla Corte.

(per ulteriori informazioni: IP/13/259 – M. Holzner - Tel. +32 229 60196 - cell. +32 498 98 2280)

  1. Mercato interno dell'energia: la Commissione deferisce la Romania alla Corte di giustizia per non aver recepito appieno le regole UE

La Commissione europea deferisce la Romania alla Corte di giustizia dell'Unione europea per non aver recepito appieno le regole UE in tema di mercato interno dell'energia. A tutt'oggi la Romania ha recepito soltanto in parte le direttive Elettricità e Gas. Gli Stati membri dovrebbero però aver pienamente recepito queste direttive già entro il 3 marzo 2011.

Per ciascuna direttiva recepita soltanto in parte la Commissione propone una sanzione giornaliera di 30 228,48 euro. Il livello della sanzione è definito tenendo conto della durata e della gravità dell'infrazione. In caso di sentenza affermativa della Corte la sanzione giornaliera andrà pagata dalla data della sentenza fino all'avvenuto recepimento. L'importo definitivo delle sanzioni giornaliere sarà deciso dalla Corte.

(per ulteriori informazioni: IP/13/260 – M. Holzner - Tel. +32 229 60196 - cell. +32 498 98 2280)

  1. Altri deferimenti alla Corte di giustizia

  1. Ambiente: la Commissione deferisce il Belgio alla Corte di giustizia a motivo delle acque urbane reflue non trattate

La Commissione europea è preoccupata perché il Belgio viene meno all'obbligo di proteggere i propri cittadini dagli effetti delle acque urbane reflue non trattate. Nonostante precedenti solleciti della Commissione diverse città in Belgio non si sono ancora messe a norma. L'efflusso delle acque urbane reflue non trattate costituisce una minaccia per la salute umana e per l'ambiente. Per indurre il Belgio ad accelerare i suoi interventi in questo ambito la Commissione deferisce tale paese alla Corte di giustizia dell'UE su raccomandazione del Commissario Janez Potočnik, responsabile per l'Ambiente.

(per ulteriori informazioni: IP/13/251 – J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - cell. +32 498 95 3593)

  1. Trasporto per via terrestre di merci pericolose: la Commissione deferisce il Belgio alla Corte di giustizia per non aver aggiornato la legislazione nazionale

La Commissione europea ha deciso oggi di citare il Belgio innanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea per non aver adottato una legislazione nazionale sul trasporto terrestre di merci pericolose.

(per ulteriori informazioni: IP/13/256 – H. Kearns - Tel. +32 229 87638 - cell. +32 498 98 7638)

  1. Ambiente: la Commissione deferisce l'Italia alla Corte di giustizia a causa dell'inadeguato trattamento dei rifiuti messi in discarica in Lazio

La Commissione europea deferisce oggi l'Italia alla Corte di giustizia per non essersi adeguata al disposto della normativa UE in tema di rifiuti. A causa di un'interpretazione restrittiva da parte delle autorità italiane di ciò che costituisce un trattamento sufficiente dei rifiuti, la discarica di Malagrotta vicino a Roma e altre discariche nella regione Lazio ricevono rifiuti che non sono stati previamente sottoposti al trattamento prescritto dalla normativa UE. Le discariche funzionanti in violazione della legislazione UE in materia di rifiuti rappresentano una grave minaccia per la salute umana e l'ambiente. Su raccomandazione di Janez Potočnik, Commissario responsabile per l'Ambiente, la Commissione cita l'Italia innanzi alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: IP/13/250 – J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - cell. +32 498 95 3593)

  1. Sicurezza sociale: la Commissione deferisce Malta innanzi alla Corte di giustizia per i tagli apportati alle pensioni di persone che ricevono pensioni di servizio da altri Stati membri

La Commissione europea ha deciso di deferire Malta alla Corte di giustizia dell'UE perché riduce le pensioni di vecchiaia maltesi se il beneficiario riceve una pensione da un altro Stato membro in seguito all'attività lavorativa prestata nel servizio pubblico di tale Stato.

(per ulteriori informazioni: IP/13/249 – J. Todd - Tel. +32 229 94107 - cell. +32 498 99 4107)

  1. Trasporti aerei: la Commissione deferisce il Portogallo innanzi alla Corte di giustizia europea in relazione ai servizi di assistenza a terra negli aeroporti di Lisbona, Porto e Faro

La Commissione europea ha deciso oggi di citare il Portogallo innanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea per l'applicazione incorretta delle regole sui servizi di assistenza a terra negli aeroporti. Tali regole, che concernono la movimentazione del bagaglio, i servizi di rampa e la movimentazione di merci e posta, non sono rispettate negli aeroporti di Lisbona, Porto e Faro. La Commissione è preoccupata che ciò produca condizioni non eque tra i possibili operatori dei servizi di terra e comporti costi addizionali e servizi di qualità scadente per le compagnie aeree e i passeggeri.

(per ulteriori informazioni: IP/13/255 – H. Kearns - Tel. +32 229 87638 - cell. +32 498 98 7638)

  1. Pareri motivati

  1. Libera circolazione dei capitali: la Commissione ha chiesto alla Bulgaria di rispettare le regole dell'UE

La Commissione europea ha sollecitato oggi la Bulgaria a rispettare le regole dell'UE sulla libera circolazione dei capitali (articolo 63 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea). La legge sul controllo della privatizzazione e post-privatizzazione introduce in Bulgaria diritti speciali per lo Stato bulgaro che potrebbero limitare la libera circolazione dei capitali. In forza di tale legge anche se uno solo degli azionisti di un'impresa viola gli obblighi che gli incombono in forza di un contratto di privatizzazione, i diritti speciali consentono allo Stato bulgaro di imporre ipoteche e altre garanzie non solo sulle proprietà di detto azionista, ma anche e addizionalmente sulle proprietà dell'impresa privatizzata. Se la Bulgaria non abolirà questi diritti speciali ciò potrebbe disincentivare gli investimenti UE già esistenti in Bulgaria e dissuadere altri dall'investire in tale paese in futuro. Poiché la Bulgaria non ha ancora abrogato queste restrizioni la Commissione le chiede, nella forma di un parere motivato, di intervenire per ottemperare appieno alle regole UE. Se le autorità bulgare non risponderanno in modo soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà deferire la questione alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: C. Hughes - Tel. +32 229 64450 - cell. +32 498 96 4450)

  1. Appalti della difesa: la Commissione chiede al Portogallo di applicare le regole dell'UE

La Commissione europea ha chiesto oggi al Portogallo di attuare appieno la direttiva sugli appalti relativi ad armi, munizioni e materiale militare (nonché lavori e servizi correlati) ai fini della difesa nonché gli appalti di forniture, lavori e servizi sensibili ai fini della sicurezza. La direttiva sugli appalti della difesa (direttiva 2009/81/CE) doveva essere implementata in tutti gli Stati membri dell'UE entro il 20 agosto 2011. Il Portogallo ha posto in atto però soltanto parte delle disposizioni prescritte. La richiesta della Commissione si configura in un parere motivato in forza delle procedure d'infrazione dell'UE. Se entro due mesi non verrà notificata nessuna misura atta a por fine alla violazione della normativa dell'UE, la Commissione potrà decidere di deferire il Portogallo alla Corte di giustizia dell'UE.

Per ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/internal_market/publicprocurement/infringements/cases/index_en.htm

(per ulteriori informazioni: C. Hughes - Tel. +32 229 64450 - cell. +32 498 96 4450)

  1. Ambiente: la Commissione sollecita la SLOVENIA ad ottemperare alla normativa UE sulla gestione dei rifiuti a Kidričevo

La Commissione europea sollecita la Slovenia ad ottemperare alla normativa UE sui rifiuti e a rimuovere una grande quantità di pneumatici di scarto messi in discarica in una cava di ghiaia a Lovrenc na Dravskem polju nel comune di Kidričevo. La messa in discarica di pneumatici di scarto è vietata nell'UE, segnatamente a motivo della loro elevata infiammabilità, e la gestione dei rifiuti deve avvenire senza mettere in pericolo la salute umana o l'ambiente e senza comportare rischi per l'acqua, l'aria, i terreni, le piante o gli animali. La cava di ghiaia in questione contiene 107 060 m3 di pneumatici di scarto interi e sminuzzati, due grandi incendi si sono già verificati nel sito e nei pressi della cava vi è una delle maggiori riserve d'acqua potabile del paese. Su raccomandazione di Janez Potočnik, Commissario responsabile per l'Ambiente, la Commissione invia un parere motivato (la seconda fase in una procedura d'infrazione UE). Se la Slovenia non interverrà entro due mesi la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - cell. +32 498 95 3593)


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