Navigation path

Left navigation

Additional tools

Domande e risposte sulla politica comune della pesca riformata

European Commission - MEMO/13/1125   10/12/2013

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV PT FI EL CS ET HU LT LV MT PL SK SL BG RO HR

Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 10 dicembre 2013

Domande e risposte sulla politica comune della pesca riformata

L’obiettivo generale della politica comune della pesca (PCP) riformata è garantire la sostenibilità della pesca dal punto di vista ambientale, economico e sociale. La nuova politica riporterà gli stock a livelli sostenibili e porrà fine a pratiche di pesca rovinose. Oltre a garantire a lungo termine ai cittadini dell’UE un approvvigionamento alimentare stabile, sicuro e sano, questa politica mira ad offrire una nuova prosperità al settore alieutico, a creare nuove opportunità di crescita e di occupazione nelle zone costiere e a porre fine alla dipendenza dai sussidi. Attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca l’Unione fornirà assistenza finanziaria a sostegno del conseguimento degli obiettivi di sostenibilità della nuova politica.

Perché occorre adottare una nuova politica?

La riforma della politica europea della pesca è urgente. I pescherecci continuano a catturare quantità di pesce maggiori di quelle che possono essere ricostituite in condizioni di sicurezza e il settore ha di fronte a sé un incerto futuro.

In questo contesto, la Commissione europea ha proposto nel 2011 un’ambiziosa riforma della politica al fine di creare le condizioni di un futuro migliore per la pesca e le risorse ittiche, nonché per l’ambiente marino da cui esse traggono sostentamento. La riforma della PCP contribuirà alla strategia Europa 2020 e la politica favorirà il conseguimento di solidi risultati economici, una crescita inclusiva e una maggiore coesione nelle regioni costiere.

Quali sono i principali elementi della nuova politica?

La sostenibilità è al centro della riforma

Una pesca sostenibile è una pesca esercitata a un livello che non minaccia la riproduzione degli stock consentendo nel contempo ai pescatori di ottenere il massimo delle catture. Tale livello, noto come “rendimento massimo sostenibile” (MSY), rappresenta il limite entro il quale va esercitato il prelievo sugli stock nell’ambito della nuova PCP. Questo obiettivo è fissato nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare ed è stato confermato nell’ambito del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002 come obiettivo mondiale da raggiungere nella misura del possibile entro il 2015. Nell’ambito della nuova PCP i tassi di sfruttamento dovranno corrispondere per quanto possibile ai livelli MSY entro il 2015. Tale obiettivo dovrà essere raggiunto per tutti gli stock entro il 2020.

Secondo le stime, se gli stock fossero sfruttati in base a queste modalità le loro dimensioni aumenterebbero significativamente, con evidenti ricadute positive sul prelievo ittico e sul reddito degli operatori.

Una pesca sostenibile contribuirà a stabilizzare i prezzi in condizioni di trasparenza, con evidenti vantaggi per i consumatori.

Gestione pluriennale basata sugli ecosistemi

I piani di gestione pluriennali continuano a costituire un elemento centrale della gestione delle nostre attività di pesca. Ai piani attuali relativi a singoli stock subentreranno piani basati sui tipi di pesca: ciò consentirà di includere più stock ittici in un minor numero di piani e di conseguire più efficacemente l’obiettivo di sostenibilità. Nell’ambito di tali piani, il Consiglio stabilirà le possibilità di pesca annuali. I piani potranno inoltre includere altre misure tecniche e di conservazione che fanno parte dell’insieme di strumenti proposti.

Per ricostituire in Europa un’economia della pesca redditizia occorre rispettare in modo più efficace i confini dell’ambiente marino. Le attività di pesca dell’Unione saranno gestite secondo un approccio ecosistemico nel rispetto del principio precauzionale, in modo da limitare gli impatti sull’ecosistema e salvaguardare così le risorse marine.

Divieto dei rigetti in mare

Si calcola che i rigetti in mare, ossia la pratica di gettare fuori bordo i pesci catturati accidentalmente, costituiscano circa il 23% delle catture totali (e in alcuni casi molto di più). Questa pratica inaccettabile sarà gradualmente eliminata, tra il 2015 e il 2019, secondo un calendario preciso di attuazione e in combinazione con alcune misure di accompagnamento. I pescatori avranno l’obbligo di sbarcare tutte le specie commerciali che catturano. Le catture residue di pesci sotto taglia non potranno di norma essere vendute per il consumo umano.

Il divieto consentirà di disporre di dati più affidabili sugli stock ittici, di offrire un più efficace sostegno alla gestione e di migliorare l’efficienza delle risorse. Esso costituisce inoltre un incentivo per indurre i pescatori a evitare le catture accidentali avvalendosi di soluzioni tecniche quali l’uso di attrezzi da pesca più selettivi.

Gli Stati membri dovranno garantire che i loro pescherecci siano dotati di attrezzature che consentano di documentare tutte le attività di pesca e di trasformazione, in modo da monitorare il rispetto dell’obbligo di sbarcare tutte le catture.

Gestione della capacità di pesca della flotta

Gli Stati membri dovranno garantire che la capacità della flotta (numero e dimensioni delle navi) sia commisurata alle possibilità di pesca, adottando opportuni piani d’azione per i segmenti nei quali si riscontri un eccesso di capacità. Il mancato conseguimento, da parte di uno Stato membro, della necessaria riduzione della capacità può dare luogo alla sospensione del sostegno finanziario dell’Unione.

Decentramento della governance

La nuova PCP avvicina le decisioni ai soggetti cui sono destinate e chiarisce i ruoli e gli obblighi di ciascuna parte interessata. Essa porrà fine alla microgestione operata da Bruxelles: i legislatori europei si limiteranno a delineare il quadro generale, i principi e le norme di base, gli obiettivi globali, gli indicatori di risultato e i calendari di attuazione. Gli Stati membri coopereranno a livello regionale e elaboreranno le effettive misure di attuazione. Una volta raggiunto l’accordo di tutti gli Stati membri, tali raccomandazioni potranno divenire norme applicabili a tutti i pescatori interessati.

Sostegno alla pesca artigianale

Nell’Unione europea la flotta artigianale costituisce il 77% dell’intera flotta per numero di imbarcazioni, ma solo l’8% in termini di stazza (dimensione delle navi) e il 32% in termini di potenza motrice. Il suo impatto sulle risorse è quindi meno rilevante. La pesca costiera artigianale svolge spesso un ruolo importante per il tessuto sociale e l’identità culturale delle regioni costiere europee e richiede pertanto un sostegno specifico. La PCP riformata estende fino al 2022 il diritto degli Stati membri di limitare le attività di pesca entro una zona di 12 miglia nautiche dalla linea costiera.

Sviluppare un’acquacoltura sostenibile

La creazione di un migliore contesto per l’acquacoltura permetterà di aumentare la produzione e l’offerta di prodotti del mare nell’UE, riducendo la dipendenza dalle importazioni di pesce e favorendo la crescita nelle zone costiere e rurali. Entro il 2014 gli Stati membri predisporranno piani strategici nazionali intesi a migliorare le condizioni per l’acquacoltura, eliminare gli ostacoli amministrativi e promuovere il rispetto di norme ambientali, sociali ed economiche per il settore dell’allevamento ittico. Sarà istituito un nuovo consiglio consultivo per l’acquacoltura incaricato di fornire pareri su questioni connesse al settore. Lo sviluppo dell’acquacoltura presenta una chiara dimensione unionale: le scelte strategiche effettuate a livello nazionale possono incidere sullo sviluppo del settore nei paesi limitrofi.

Migliorare le conoscenze scientifiche

Disporre di informazioni e conoscenze affidabili sullo stato dei fondali di pesca e delle risorse marine è essenziale per adottare decisioni di gestione fondate e per attuare in modo efficace la PCP riformata. Spetterà agli Stati membri occuparsi della raccolta, del trattamento e della condivisione dei dati sugli stock ittici, sulle flotte e sull’impatto della pesca a livello dei bacini marittimi. Le politiche saranno adottate tenendo conto dei migliori pareri scientifici disponibili. Per coordinare questa attività saranno istituiti programmi di ricerca nazionali.

Nuova politica di mercato — Responsabilizzazione del settore e migliore informazione dei consumatori

La nuova politica di mercato è volta a rafforzare la competitività del settore della pesca e dell’acquacoltura dell’UE, a migliorare la trasparenza dei mercati e a garantire condizioni di equità per tutti i prodotti commercializzati nell’Unione.

L’attuale regime di intervento sarà modernizzato e semplificato: le organizzazioni di produttori potranno acquistare i prodotti della pesca quando i prezzi scendono al di sotto di un certo livello e immagazzinarli per poi reintrodurli sul mercato in una fase successiva. Questo sistema favorirà la stabilità dei mercati.

Le organizzazioni di produttori contribuiranno maggiormente alle attività collettive di gestione, monitoraggio e controllo. Nuove norme di commercializzazione in materia di etichettatura, qualità e tracciabilità forniranno informazioni più chiare ai consumatori e li aiuteranno a promuovere una pesca sostenibile. Alcune informazioni sull’etichettatura saranno obbligatorie, altre potranno essere fornite su base volontaria.

Assumere una responsabilità internazionale

Secondo la FAO numerosi stock ittici mondiali risultano interamente sfruttati o sovrasfruttati. In qualità di primo importatore mondiale di prodotti della pesca in termini di valore, l’Unione europea deve agire sul piano internazionale in base agli stessi principi applicati a livello interno. La politica esterna in materia di pesca deve formare parte integrante della PCP. Nell’ambito delle organizzazioni internazionali e regionali, l’UE invocherà pertanto i principi di sostenibilità e conservazione degli stock ittici e della biodiversità marina. Essa istituirà alleanze e avvierà azioni con partner strategici per lottare contro la pesca illegale e ridurre la sovraccapacità.

Nell’ambito degli accordi bilaterali in materia di pesca con i paesi terzi, l’UE promuoverà la sostenibilità, la buona governance e i principi di democrazia, difesa dei diritti umani e Stato di diritto. Gli accordi attuali saranno sostituiti da accordi di partenariato per una pesca sostenibile, che consentiranno di garantire che lo sfruttamento delle risorse alieutiche avvenga sulla base di solidi pareri scientifici e riguardi unicamente le risorse eccedentarie che il paese partner non può o non intende pescare. Nell’ambito degli accordi di pesca sostenibile, i paesi partner riceveranno una compensazione in cambio dell’accesso alle proprie risorse di pesca, nonché un sostegno finanziario per l’attuazione di una politica della pesca sostenibile.

Sono previste nuove norme in materia di controllo ed esecuzione?

La proposta è coerente con il nuovo regime di controllo dell’UE applicabile dal 2010 e integra gli elementi di base del regime di controllo ed esecuzione finalizzato al rispetto delle norme della PCP. Per consentire l’entrata in vigore dell’obbligo di sbarco si procederà tuttavia alle necessarie modifiche della legislazione relativa alle misure tecniche e di controllo. Vista l’introduzione dell’obbligo di sbarco, la Commissione propone di istituire obblighi di sorveglianza e controllo, in particolare per quanto riguarda una pesca pienamente documentata, nonché progetti pilota su nuove tecnologie per il controllo della pesca che contribuiscono a una pesca sostenibile.

Quando entrerà in vigore la riforma?

A seguito dell’accordo politico raggiunto dal Consiglio e dal Parlamento, la PCP riformata sarà applicata a partire dal 1º gennaio 2014. L’attuazione delle nuove norme (ad esempio quelle relative all’obbligo di sbarco) sarà progressiva poiché il settore ha bisogno di tempo per adattarsi ed essere in grado di produrre risultati. La riforma fissa tuttavia precise scadenze.

Per ulteriori informazioni:

Sito web della riforma della PCP:

http://ec.europa.eu/fisheries/reform/proposals/index_it.htm


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website