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FAQ: L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA) compie 10 anni

European Commission - MEMO/12/869   16/11/2012

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Commissione europea

Memo

Bruxelles, 16 novembre 2012

FAQ: L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA) compie 10 anni

In questa settimana, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA) celebra il suo 10° anniversario. Per l’occasione, che coincide anche con il 10° anniversario dell’introduzione della legislazione alimentare generale dell’UE, l’AESA ha organizzato a Parma, Italia, insieme alla Commissione europea, una conferenza ad alto livello, dal titolo “Pronti ad affrontare le sfide di domani”. Con i principali esperti internazionali nel settore, la Conferenza mira ad approfittare della ricorrenza per guardare i risultati ottenuti in passato e riflettere sul modo migliore per affrontare le sfide future.

Perché l’UE ha istituito un’agenzia per la sicurezza alimentare?

Nel corso degli anni ‘90, l’UE ha dovuto far fronte a varie crisi legate all’alimentazione: BSE, Salmonella e diossine avevano minato la fiducia dei consumatori nei modi di produzione e distribuzione alimentare ed evidenziato numerose carenze del sistema allora vigente.

Quale è stata la risposta della Commissione a queste crisi?

Nel gennaio 2000, la Commissione pubblicò una comunicazione (Libro bianco) che individuava una vasta gamma di misure ritenute necessarie per poter rifondare la politica di sicurezza alimentare in Europa. La comunicazione anticipava i 2 pilastri principali di questo approccio teso a riconquistare la fiducia del pubblico: il quadro comunitario sulla legislazione alimentare generale e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA). La legislazione UE sui prodotti alimentari è stata approvata nel gennaio 2002 e l’AESA ha iniziato i lavori nel maggio 2002.

L’AESA non rappresenta un doppione delle agenzie nazionali di sicurezza alimentare?

La legislazione alimentare dell’UE si basa sul principio che l’AESA deve servirsi delle capacità degli Stati membri per creare reti di organismi che operino in settori con compiti analoghi a quelli dell’Autorità. L’AESA dispone attualmente di una rete di 1 500 esperti esterni e di oltre 300 istituzioni scientifiche. In confronto, il suo personale è relativamente ridotto: circa 450 persone.

Il ruolo dell’AESA

L’AESA ha il compito di fornire una consulenza scientifica indipendente e un sostegno tecnico alla politica UE in tutti i campi che hanno un impatto diretto o indiretto sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi. È responsabile della comunicazione su tutte le questioni del suo ambito di competenza e di rilevare gli eventuali rischi connessi alla catena alimentare.

L’AESA deve inoltre fornire consulenza scientifica nel campo della nutrizione umana, se richiesto dalla Commissione. In questo contesto, essa formula pareri scientifici sulla salute e il benessere degli animali, sulla salute delle piante e degli organismi geneticamente modificati, anche se questi non sono immediatamente connessi alla sicurezza alimentare. Nello svolgimento di questi compiti, essa deve cooperare strettamente con gli organismi competenti degli Stati membri aventi compiti analoghi.

L’AESA è realmente indipendente?

Il regolamento che istituisce l’AESA impone, per tutte le attività che essa svolge, severi requisiti tesi a salvaguardarne l’indipendenza e ad evitare possibili conflitti d’interesse. Per soddisfare tali requisiti, si è data una strategia interna, che è andata progressivamente rafforzando tra l’altro con la recente (dicembre 2011) adozione di norme sull’indipendenza e sui procedimenti scientifici alla base delle sue decisioni. Le relative norme di attuazione, entrate in vigore nel luglio 2012, hanno migliorato le attuali procedure di controllo e di gestione degli interessi dichiarati da tutte le parti coinvolte nelle attività dell’AESA. Esse riguardano gli esperti scientifici, il personale, i membri del consiglio di amministrazione e terzi, come i vari contraenti. Prima di adottare le nuove norme, l’AESA ha avuto intense consultazioni con le parti interessate sul progetto di regolamento.

L’AESA dedica notevoli risorse all’attuazione della sua strategia e delle relative norme. Ha sviluppato propri specifici strumenti informatici per gestire oltre 8 000 dichiarazioni d’interesse, esaminare ogni anno 40 000 punti disseminati negli ordini del giorno di svariate riunioni e redigere le relazioni annuali sui relativi risultati.

L’indipendenza dell’AESA è inoltre garantita dal metodo collettivo con cui decidono i suoi gruppi di esperti scientifici e dalla trasparenza del suo modo di lavorare. Ciò implica la pubblicazione di pareri scientifici, compresi quelli minoritari, la pubblicazione degli ordini del giorno e dei verbali delle riunioni, la pubblicazione delle dichiarazioni di interesse dei membri del consiglio d’amministrazione, dei membri del comitato scientifico e dei gruppi di esperti.

Avere un interesse è, tra l’altro, diverso dall’avere un conflitto d’interesse. Le nuove norme mirano a conciliare la necessità di garantire all’Europa i migliori esperti per pareri scientifici, con il fatto che gli esperti non abbiano interessi finanziari o d’altro genere che ne pregiudichino l’imparzialità.

Presunti conflitti d’interesse possono anche nascere da reali fraintendimenti da parte di terzi delle norme in vigore. Ciò si riflette negativamente sull’AESA e compromette quello che è un sistema solido. Si deve anche accettare che nessun sistema sarà mai al 100% a prova d’errore e che periodicamente si verificheranno sempre casi di conflitto d’interesse. È pertanto necessario valutarli caso per caso, adottando misure adeguate, come indica l’AESA stessa nelle sue norme. Nei rari casi in cui è emerso un conflitto d’interesse, l’AESA dispone di una “procedura di sfiducia” cui ricorre quando un esperto omette di indicare un interesse.

In seguito a una richiesta del Parlamento europeo del 2011, la corte dei Conti ha svolto un audit sulla gestione del conlitto d’interessi presso le agenzie dell’UE. Nonostante che l’AESA sia nota per aver elaborato uno dei sistemi più avanzati dal punto di vista politico e procedurale di detezione dei conflitti di interesse, l’audit ne evidenziava una serie di carenze che, in un prossimo futuro, la Commissione affronterà insieme all’AESA stessa dato che è estremamente importante poter avere fiducia nel lavoro dell’Agenzia.

Quali sono stati i principali risultati dell’AESA negli ultimi 10 anni?

L’AESA ha significativamente contribuito a progressi in settori di importanza cruciale per la sicurezza alimentare: la riduzione della Salmonella, i limiti imposti all’esposizione agli antiparassitari con la fissazione di livelli di sicurezza per i loro residui nonché la valutazione degli additivi per alimenti e mangimi sono solo alcuni di essi. La sua opera permette poi che i consumatori europei possano avere fiducia nel fatto che le indicazioni nutrizionali o sanitarie delle etichette poggiano su solide basi scientifiche. L’UE ha registrato negli ultimi 10 anni i livelli più elevati di sicurezza alimentare e di effettivo contenimento degli incidenti connessi all’alimentazione, e ciò in termini sia di impatto economico che di sanità pubblica.

La cooperazione su questioni legate alla sicurezza alimentare è aumentata e, in tutta Europa, esistono reti per condividere informazioni scientifiche, coordinare la comunicazione e rispondere, se necessario, a qualunque tipo di emergenza. Nel 2011, l’AESA ha coordinato la ricerca scientifica sul focolaio di Escherichia coli produttore della tossina Shiga (STEC), in Germania e in Francia, individuandone la probabile fonte di contaminazione e permettendo a chi gestisce rischi nella UE di adottare misure a tutela dei consumatori.

L’AESA autorizza sistematicamente gli OGM?

No, all’AESA non compete il rilascio di autorizzazioni, di cui sono invece responsabili i gestori di rischi.

Chi chieda un’autorizzazione per un OGM deve fornire all’AESA studi specifici che soddisfino i protocolli di studio UE/OCSE, rispettino determinati standard di garanzia della qualità (buone pratiche di laboratorio o norme ISO) e seguano orientamenti dell’AESA sulla valutazione del rischio degli OGM. Spetta all’industria fornire i necessari dati tossicologici e d’altro tipo necessari a provare la sicurezza dell’OGM in questione. Per tutti i prodotti regolamentati come gli OGM, si accetta a livello mondiale la prassi secondo cui spetta ai richiedenti, diretti beneficiari della commercializzazione del prodotto, l’onere di svolgere gli studi necessari a sostegno della loro valutazione dei rischi.

La procedura di valutazione dei rischi dell’AESA è minuziosa e, prima di rilasciare un parere, impone quasi sempre ai richiedenti di fornire dati aggiuntivi e chiarimenti. In qualche caso, se le imprese del settore hanno ritenuto di non poter fornire le informazioni volute dall’AESA, i richiedenti hanno ritirato le domande.

Le sfide davanti all’AESA

L’AESA ha sicuramente ottenuto buoni risultati negli ultimi 10 anni, ma dobbiamo guardare avanti. È impossibile prevedere tutti i problemi che l’autorità dovrà affrontare nei prossimi anni, ma ne stanno diventando sempre più chiari i fattori trainanti. Si tratta, tra l’altro, dei cambiamenti climatici, dell’andamento demografico in Europa e della rapida espansione degli scambi a livello mondiale. L’AESA dovrà affrontare sfide e opportunità di innovazione: entrambe consentiranno di affrontare, domani, alcune di queste questioni e anche di farne emergere di nuove. In proposito, l’AESA ha già delineato la strategia scientifica 2012-2016 in cui espone le sue idee su come continuare a difendere la sicurezza alimentare europea nei prossimi anni.

L’AESA può prendere decisioni?

La legislazione alimentare della UE distingue tra valutazione del rischio e gestione del rischio. L’AESA, in quanto Agenzia UE indipendente, si occupa della valutazione del rischio o, in altre parole, di un parere scientifico mentre la gestione del rischio, cioè le decisioni, spettano alla Commissione europea, al Consiglio e al Parlamento europeo. Ciò significa che l’AESA non decide se autorizzare i vari OGM, antiparassitari, additivi alimentari e altri prodotti regolamentati della catena alimentare ma ne analizza i potenziali rischi per i consumatori, gli animali e l’ambiente per consentire a chi gestisce il rischio, cioè Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio, di decidere sulla base di un parere scientifico.

Come funziona l’AESA?

Consiglio di amministrazione – L’AESA ha un consiglio di amministrazione di 15 membri, nominato dal Consiglio europeo previa consultazione del Parlamento europeo e in seguito a un invito a manifestare interesse. I membri del consiglio di amministrazione sono indipendenti, non rappresentano né governi né interessi settoriali e sono tenuti ad agire nel pubblico interesse. Il CdA fissa il bilancio dell’AESA, ne approva il programma di lavoro annuale e fa sì che l’AESA funzioni efficacemente e collabori con i suoi partner all’interno e all’esterno della UE.

Direttore esecutivo - Il CdA nomina il direttore esecutivo dell’AESA. Egli dirige l’attività di circa 450 persone. In quanto rappresentante legale dell’Autorità, è responsabile di tutti gli aspetti operativi, delle questioni relative al personale e alla stesura del programma di lavoro annuale, previa consultazione con la Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri della UE.

Gruppi di esperti scientifici e comitato scientifico e dell’AESA - Il comitato scientifico e i gruppi di esperti dell’AESA hanno il compito di fornire pareri scientifici e sono composti di esperti indipendenti altamente qualificati, scelti in seguito a inviti a manifestare interesse. Attualmente, esistono 10 gruppi di esperti scientifici che trattano discipline come additivi alimentari, difese fitosanitarie, OGM, alimentazione, contaminanti, salute e benessere degli animali, ecc.

Il comitato scientifico è composto dai presidenti dei gruppi di esperti scientifici e da 6 altri scienziati che non appartengono ad alcun gruppo, ma sono scelti in seguito a inviti a manifestare interesse. Al comitato scientifico compete il coordinamento e la coerenza su questioni che richiedano approcci multidisciplinari da parte di più gruppi nonché su questioni scientifiche di natura orizzontale. Il comitato scientifico ha formulato pareri come quelli sui metodi innovativi di valutazione dei rischi e altri, tesi a dare trasparenza e a migliorare la qualità di talune componenti specifiche della valutazione dei rischi.

Foro consultivo - Il foro consultivo dell’AESA è l’organo di collegamento con le autorità nazionali per la sicurezza alimentare di tutti i 27 Stati membri della UE, dell’Islanda, della Norvegia e della Svizzera nonché dei paesi candidati, in qualità di osservatori. È composto da rappresentanti delle rispettive autorità nazionali che hanno compiti analoghi a quelli dell’Autorità. Ha un ruolo fondamentale nel garantire un efficace coordinamento tra l’attività dell’AESA e degli Stati membri, in modo da ottimizzare l’uso delle risorse.


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