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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 8 novembre 2012

Il piano d'azione per l'industria automobilistica dell'UE nel 2020

Il piano d'azione presentato oggi dalla Commission europea (cfr. IP/12/1187) mira a favorire il rafforzamento dell'industria automobilistica dell'Unione europea e si basa sulla "Vision 2020" che mira a rendere il settore competitivo e sostenibile e sulle raccomandazioni per conseguire tale risultato formulate nella relazione finale CARS 21 (MEMO/12/419). Su tale base la Commissione propone azioni concrete nell'ambito dei seguenti temi: emissioni, finanziamento della ricerca nell'ambito delle nuove prospettive 2014-2020, elettromobilità, sicurezza stradale, nuove conoscenze, regolamentazione intelligente, negoziati commerciali e armonizzazione a livello internazionale. Il piano d'azione, che giunge in un momento in cui l'industria automobilistica è sottoposta a forte pressione a causa del trend negativo del mercato dell'UE e di sovraccapacità strutturali comprende azioni per affrontare tali difficoltà. Inoltre è il primo prodotto della nuova politica industriale europea descritta nella comunicazione di ottobre 2012 della Commissione (cfr. IP/12/1085).

I quattro pilastri del piano d'azione

Il piano d'azione comprende quattro pilastri, ciascuno dei quali racchiude azioni concrete proposte dalla Commissione, che le realizzerà insieme agli Stati membri e alle autorità regionali nei prossimi sei anni.

I. Investire in tecnologie avanzate e finanziare l'innovazione

Per rafforzare la competitività dell'industria automobilistica europea e mantenere la leadership tecnologica, è essenziale aumentare le risorse destinate alla ricerca e promuovere una normativa che incoraggi l'innovazione.

Nell'ambito di questo pilastro la Commissione formula le seguenti proposte:

  • sviluppare una proposta sull'iniziativa europea per le "auto verdi" che consenta di identificare in modo chiaro i finanziamenti per la ricerca e l'innovazione messi a disposizione del settore dei trasporti e di acquisire precise informazioni su di essi, stabilendo una chiara priorità tematica relativamente all'efficienza energetica e ai sistemi di propulsione alternativi;

  • proseguire la collaborazione con la Banca europea per gli investimenti allo scopo, da un lato, di garantire la disponibilità dei finanziamenti di progetti nell'ambito della ricerca e dell'innovazione nel settore automobilistico e dall'altro di sostenere gli sforzi della BEI volti ad agevolare l'accesso al finanziamento delle PMI e delle imprese di dimensione intermedia (mid-cap). La Commissione intende altresì valutare con la BEI la possibilità di finanziare progetti connessi all'elettromobilità;

  • attuare gli obiettivi 2020 in materia di emissioni di CO2 per autovetture e furgoni;

  • avviare un'ampia consultazione sulla politica di regolamentazione delle emissioni di CO2 per autovetture e furgoni dopo il 2020;

  • sostenere attivamente lo sviluppo e l'attuazione di nuovi e più realistici cicli di prove per la guida e la misurazione del consumo di carburante e delle emissioni di autovetture e furgoni;

  • definire misure complementari per il controllo delle emissioni inquinanti dei veicoli in circolazione, in base ad analisi approfondite per ottenere una rapida riduzione delle effettive emissioni inquinanti e contribuire quindi a migliorare la qualità dell’aria;

  • proseguire il lavoro nell'ambito della sicurezza stradale con azioni indirizzate ai veicoli, alle infrastrutture e al comportamento dei conducenti. Sarà data priorità ai motocicli, alla sicurezza delle nuove tecnologie (veicoli elettrici) e alle tecnologie per migliorare il comportamento degli automobilisti e l’osservanza del codice della strada (dispositivi intelligenti di controllo della velocità, sistemi che ricordano di allacciare le cinture di sicurezza, sistemi di trasporto intelligenti, “guida ecologica”);

  • promuovere ulteriormente la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS), quali i sistemi cooperativi o l'"eCall", il sistema di bordo per le chiamate di emergenza a livello europeo;

  • istituire una strategia per i carburanti alternativi che sostenga l'esigenza di carburanti alternativi quali l'elettricità, l'idrogeno, i biocombustibili sostenibili, il gas naturale e il GPL e adottare una proposta legislativa riguardante l'infrastruttura per i carburanti alternativi che stabilisca una diffusione minima dell'infrastruttura per il rifornimento/ricarica e fissi norme comuni per determinati carburanti, compresi i veicoli elettrici;

  • promuovere il dialogo con le parti interessate in merito a un programma volontario di etichettatura relativo ai carburanti;

  • sorvegliare l'attuazione dei piani di azione nazionali per le energie rinnovabili in particolare le aliquote effettive applicate alle miscele di biocarburanti nei vari Stati membri e la compatibilità dei carburanti con le tecnologie dei veicoli;

  • assicurare con una misura legislativa che siano attuate in tutta l'UE soluzioni pratiche e soddisfacenti per l'aspetto infrastrutturale dell'interfaccia di ricarica dei veicoli elettrici.

II. Un mercato interno più forte e una regolamentazione intelligente

Per attirare gli investimenti e mantenere una forte base industriale automobilistica, all'Unione europea occorre un quadro stabile e prevedibile in grado di promuovere l'innovazione senza imporre inutili oneri.

Nell'ambito di questo pilastro la Commissione formula le seguenti proposte:

  • avviare un dialogo con le parti interessate incoraggiandole a trovare principi comuni in materia di accordi verticali di distribuzione dei nuovi veicoli;

  • presentare orientamenti per gli incentivi fiscali concessi dagli Stati membri per i veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico al fine di potenziare l'efficacia ambientale e limitare la frammentazione del mercato;

  • valutare in modo ampio e approfondito (controllo d'idoneità) il sistema di omologazione dei veicoli al fine di adottare una proposta per migliorare tale sistema, stabilire norme riguardanti la sorveglianza del mercato ed evitare la concorrenza sleale;

  • condurre un'analisi dell'incidenza sulla competitività delle più importanti iniziative future, comprese quelle con un impatto significativo sull'industria automobilistica;

  • verificare il valore aggiunto e la possibilità di svolgere un'analisi economica proporzionata relativa ad alcuni atti d'esecuzione, basati sulla legislazione vigente in materia di autoveicoli, quali le proposte sulla revisione delle prescrizioni relative alle emissioni di vapori della norma Euro-6 e contro la manomissione dei veicoli di categoria L (veicoli a due e a tre ruote e quadricicli).

III. Mercati globali e armonizzazione internazionale delle normative riguardanti gli autoveicoli

Entro il 2020 il 70% della nuova crescita avverrà nelle economie emergenti. Il settore automobilistico seguirà questo andamento. Mentre la domanda nei mercati maturi resterà stabile, nel mercato globale sarà in costante crescita. Affinché gli autoveicoli europei siano esportati sfruttando le opportunità offerte dai mercati in crescita è importante promuovere l'internazionalizzazione dell'industria automobilistica europea, agevolare un accesso effettivo al mercato, armonizzare gli standard e le norme tecniche.

Nell'ambito di questo pilastro la Commissione formula le seguenti proposte:

  • considerare pienamente, nell'ambito della propria politica commerciale, l'importanza di mantenere in Europa una base industriale forte e competitiva nel settore automobilistico ricorrendo a strumenti bilaterali e multilaterali (accordi di libero scambio);

  • valutare in modo ampio ed esaustivo sia gli impatti di ogni accordo commerciale sia l'impatto complessivo di tutti gli accordi sulla competitività dell'industria automobilistica;

  • completare la cooperazione multilaterale a fini normativi nell’ambito dell’UNECE con un'analoga cooperazione bilaterale soprattutto con nuovi importanti attori, ma anche con gli USA, in seno al Consiglio economico transatlantico, e con il Giappone;

  • promuovere e sostenere attivamente una maggiore armonizzazione internazionale delle normative in materia automobilistica mediante la riforma dell'accordo UNECE del 1958 per adottare ed attuare normative internazionali più interessanti per i mercati terzi;

  • contribuire all'elaborazione di una prima proposta per un sistema internazionale di omologazione dei veicoli completi nell'ambito dell'UNECE che consenta il reciproco riconoscimento dell'intero veicolo, diversamente dalla situazione attuale in cui i componenti o i sistemi possono essere omologati separatamente in conformità dei vari regolamenti UNECE. Il sistema internazionale di omologazione dei veicoli completi offrirebbe alle case produttrici il vantaggio di utilizzare una procedura di omologazione dei loro autoveicoli basata sul principio dello sportello unico;

  • dirigere il lavoro dei due gruppi di lavoro informali sulla sicurezza e sulle prestazioni ambientali dei veicoli elettrici con l'obiettivo di concordare per il 2014 un regolamento tecnico globale sulla sicurezza dei veicoli elettrici e un approccio comune delle politiche sulle prestazioni ambientali di tali veicoli.

IV. Anticipare l'adattamento e attutire gli impatti sociali degli adeguamenti industriali

D fronte alla difficile situazione economica caratterizzata dal trend negativo del mercato dell'UE, dalla sovraccapacità strutturale e da annunci di chiusure di stabilimenti, nell'ambito di questo pilastro, la Commissione formula le seguenti proposte:

  • riunire i ministri dell'Industria, i rappresentanti del settore e i sindacati affinché stabiliscano azioni coordinate per affrontare le sovraccapacità, garantire gli investimenti necessari e assicurare che le misure di sostegno alla domanda e all'offerta siano conformi alle norme che regolano il mercato interno e la concorrenza;

  • sostenere la costituzione di un consiglio europeo di esperti in campo automobilistico che riunisca le organizzazioni nazionali esistenti impegnate nella ricerca su competenze e occupazione nel settore automobilistico. Questo consiglio di esperti favorirà l'apprendimento tra pari basato sullo scambio di informazioni e buone pratiche e fornirà una piattaforma di dialogo;

  • incoraggiare l'utilizzo del Fondo sociale europeo (FSE) per la riqualificazione dei lavoratori nell'ambito delle nuove prospettive finanziarie dei fondi strutturali;

  • rilanciare la task-force interservizi per studiare e seguire i casi più importanti di chiusura o di ridimensionamento di stabilimenti automobilistici. La task-force è già stata attiva (in modo puntuale) e molto efficiente in casi precedenti in campo automobilistico;

  • individuare le buone pratiche e promuovere un approccio anticipatore nella ristrutturazione consultando i rappresentanti delle regioni in cui vi è una forte presenza del settore automobilistico, le autorità per l'impiego e le parti interessate del settore;

  • rilanciare la task-force interservizi per studiare e seguire i casi più importanti di chiusura o di ridimensionamento di stabilimenti automobilistici che dovrebbe perfezionare l'impiego degli appositi fondi dell'UE;

  • nei casi di chiusura o ridimensionamento notevole degli stabilimenti, invitare gli Stati membri a considerare l'impiego del fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG);

  • incoraggiare gli Stati membri ad utilizzare regimi di occupazione flessibile e il loro cofinanziamento a titolo del FSE a sostegno dei fornitori che potrebbero necessitare di maggior tempo per trovare nuovi clienti dopo la chiusura o il ridimensionamento di uno stabilimento automobilistico.

Prossime fasi

L'adozione del piano d'azione, a seguito della relazione CARS 21, non conclude il processo. Per sorvegliare l'attuazione delle politiche preannunciate e proseguire il dialogo con le parti interessate, verrà istituito un processo ad hoc denominato "CARS 2020".

Informazioni fondamentali sul settore

Il settore automobilistico europeo è uno dei più importanti in Europa, con un fatturato di oltre 700 miliardi di euro e un effetto moltiplicatore sull'intera economia attraverso le connessioni con altri settori (acciaio, chimico, tessile). Nell'Unione europea vi sono circa 180 stabilimenti automobilistici. Il settore offre più di 12 milioni di posti di lavoro, tra diretti e indiretti, con una quota significativa di manodopera altamente qualificata. La sua bilancia commerciale è ampiamente positiva (oltre 90 miliardi di euro nel 2011) e rappresenta quindi una notevole fonte di crescita e di prosperità per i cittadini europei.

Data l'attuale situazione macroeconomica, il fatturato del settore automobilistico nei mercati dell'UE quest'anno ha registrato una diminuzione (-6,8% nel primo semestre del 2012 per le autovetture e -10,8% per i veicoli commerciali) rispetto al fatturato già ridotto del 2011. Le previsioni attuali per quest'anno indicano una diminuzione del mercato delle autovetture pari quasi all'8% rispetto all'anno scorso, con 12,1 milioni di auto vendute e ciò significa che questo sarà il quinto anno consecutivo di crescita negativa. La ripresa della crescita è prevista solo per il 2014/2015, mentre non si prevede il ritorno ai livelli precedenti alla crisi prima di 4-5 anni e certi mercati dovranno attendere la fine del decennio.

Il settore è un importante volano di crescita e innovazione poiché rappresenta i maggiori investimenti privati nel campo delle attività di R&S (circa 30 miliardi di euro nel 2010) ed è un settore leader a livello mondiale nello sviluppo di tecnologie d’avanguardia. Attualmente investe e si prepara per migliorare l'efficienza energetica dei motori convenzionali e diffondere i veicoli elettrici.

Le vendite di veicoli elettrici nell'UE hanno raggiunto, nel 2011, 11 000 unità e l'elettromobilità va decisamente espandendosi: si prevede che entro il 2020 la quota di immatricolazioni delle autovetture con motori a combustione tradizionale diminuirà sensibilmente mentre quella delle autovetture elettriche aumenterà del 7%.

Maggiori informazioni nel sito web CARS 21 (en)


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