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Commissione Europea

MEMO

Bruxelles, 24 ottobre 2012

Procedimenti d'infrazione aperti a ottobre: decisioni principali

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Con i procedimenti d'infrazione aperti questo mese la Commissione Europea avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dalla normativa dell'Unione. Le decisioni qui esposte, relative a settori diversi, si propongono di garantire la corretta applicazione del diritto dell'Unione a favore dei cittadini e delle imprese. La Commissione ha adottato oggi 162 decisioni, tra le quali 25 pareri motivati e 10 deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Si riporta di seguito una breve esposizione delle decisioni principali.

Per maggiori informazioni sul procedimento d'infrazione si rimanda a MEMO/12/12.

    1. Deferimenti alla Corte di giustizia con richiesta di sanzioni pecuniarie

  • Agenda digitale: la Commissione chiede alla Corte di giustizia di infliggere un'ammenda al BELGIO per l'assenza di trasparenza della normativa sugli obblighi di ridiffusione televisiva e radiofonica

La Commissione europea ha chiesto alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) di infliggere un'ammenda al Belgio per non aver applicato correttamente la normativa dell'Unione in fatto di telecomunicazioni nell'imporre l'obbligo di ridiffusione di determinati contenuti radiofonici o televisivi, anche successivamente alla sentenza della Corte di marzo 2011. Gli obblighi di ridiffusione impongono alle società di trasmissione via cavo o di telecomunicazioni la diffusione di specifici canali e servizi radiofonici e televisivi qualora un numero significativo di consumatori si avvalga di tali strumenti quale mezzo principale per la ricezione di trasmissioni radiofoniche o televisive. La Commissione suggerisce quale sanzione un importo forfettario calcolato sulla base di 5 397 euro/giorno per il periodo tra la prima e l'eventuale seconda sentenza della Corte ed il pagamento di una sanzione giornaliera di 31 251,20 euro per ogni giorno successivo alla seconda sentenza della Corte fino a quando il Belgio si sarà conformato alla sentenza.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1144 – R. Heath– tel. +32 229 61716 – cell. +32 460 75 0221)

  • Ambiente: la Commissione deferisce l’Italia alla Corte di giustizia per le discariche abusive e chiede che vengano inflitte delle ammende

La Commissione europea esorta con urgenza l’Italia a bonificare centinaia di discariche illegali e incontrollate di rifiuti. Nonostante una precedente sentenza della Corte di giustizia al riguardo nell’aprile 2007, sussistono ancora criticità in quasi tutte le regioni italiane e le misure in vigore non sono sufficienti per risolvere la criticità a lungo termine. Su raccomandazione del Commissario per l’Ambiente, Janez Potočnik, la Commissione ha pertanto deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea e chiedere che siano inflitte un’ammenda forfettaria di 28 089,60 euro e un’ammenda giornaliera di 256 819,20 euro per ogni giorno successivo alla seconda sentenza fino al giorno della regolarizzazione dell’infrazione.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1140 - J. Hennon - tel. +32 229 53593 – cell. +32 498 95 3593)

  • Mercato interno dell'energia: la Commissione deferisce alla Corte la PolONIA e la Slovenia per non aver recepito integralmente la normativa dell'Unione

La Commissione europea ha deferito alla Corte di giustizia dell'Unione europea la Polonia e la Slovenia per non aver recepito integralmente la normativa dell'Unione relativa al mercato interno dell'energia. Ad oggi la Polonia ha recepito solo parzialmente la direttiva sull'energia elettrica; la Slovenia non ha recepito integralmente né la direttiva sull'energia elettrica né quella relativa al gas. Tali direttive avrebbero dovuto essere recepite dagli Stati membri entro il 3 marzo 2011.

Per la Polonia la Commissione chiede che la Corte imponga una sanzione giornaliera di 84 378,24 euro. Per la Slovenia, la Commissione propone una sanzione giornaliera pari a 10 287,36 euro per ogni direttiva non recepita.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1139 – M. Holzner - tel. +32 229 60196 – cell. +32 498 98 2280)

  • Trasporto aereo: la Commissione deferisce la PolONIA alla Corte di giustizia per i diritti aeroportuali

La Commissione europea ha deciso di deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per la mancata attuazione della normativa comune in materia di diritti aeroportuali. La data limite di attuazione era il 15 marzo 2011. A norma del Trattato di Lisbona la Commissione chiederà alla Corte di infliggere un'ammenda giornaliera di 75 002,88 euro alla Polonia fino all'adozione di provvedimenti nazionali.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1143 – H. Kearns - tel. +32 229 87638 – cell. +32 498 98 7638)

    2. Altri deferimenti alla Corte di giustizia

  • Licenziamenti collettivi: la Commissione deferisce l'ItalIA alla Corte di giustizia per aver escluso i dirigenti dal campo di applicazione delle regole in tema di informazione e consultazione

La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE per non aver adottato misure al fine di attuare adeguatamente la legislazione UE in tema di licenziamenti collettivi.

La legislazione italiana e la pertinente giurisprudenza italiana escludono attualmente i dirigenti dalle garanzie procedurali legate all'informazione e alla consultazione dei rappresentanti dei lavoratori sul posto di lavoro. L'esclusione dei dirigenti costituisce non solo una discriminazione ingiustificata contro i dirigenti stessi, ma può anche, in certi casi, determinare un indebolimento ingiustificato della tutela di altre categorie di lavoratori sul posto di lavoro. In particolare, essa può rendere più difficile raggiungere la soglia di licenziamenti richiesta dalla legge per attivare la procedura di informazione e consultazione.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1145 – J. Todd - tel. +32 229 94107 – cell. +32 498 99 4107)

  • Interoperabilità delle ferrovie europee: la Commissione deferisce alla Corte di giustizia la PolONIA

La Commissione europea ha deciso di deferire alla Corte di giustizia dell'Unione europea la Polonia per mancata notifica dei provvedimenti nazionali di recepimento della Direttiva 2011/18/UE sull'interoperabilità del sistema ferroviario. La data limite di attuazione era il 31 dicembre 2011.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1136 – H. Kearns - tel. +32 229 87638 – cell. +32 498 98 7638)

  • Fiscalità: la Commissione deferisce alla Corte di giustizia il REGNO UNITO in merito alla tassazione dei redditi da capitale

La Commissione europea ha deciso oggi di deferire alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) il Regno Unito a causa del regime fiscale sull'imputazione dei redditi alle imprese non residenti. Secondo la normativa del Regno Unito le imprese controllanti con sede nel Regno Unito vedono tassati i redditi da capitale delle loro controllate site in altri Stati membri, mentre non è prevista analoga imposizione per le controllate site nel Regno Unito.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1146 - E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

  • Fiscalità: la Commissione deferisce alla Corte di giustizia il REGNO UNITO per la tassazione degli attivi all'estero

La Commissione europea ha deciso oggi di deferire alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) il Regno Unito a causa del regime fiscale relativo alla tassazione del trasferimento di attivi all'estero. La legislazione del Regno Unito prevede disparità di trattamento tra le transazioni nazionali e quelle transfrontaliere.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1147 - E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

    3. Pareri motivati

  • Pesticidi: La Commissione sollecita sette Stati membri ad attuare la normativa sull'uso sostenibile dei pesticidi

Un sollecito formale della Commissione europea è stato indirizzato oggi a Belgio, Bulgaria, Danimarca, Lituania, Lussemburgo, Polonia e Slovenia per intimare a questi Stati di uniformarsi pienamente alla direttiva quadro sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi. Tale direttiva stabilisce le norme per l'utilizzo sostenibile dei pesticidi al fine di ridurre i rischi e l'impatto di tale utilizzo sulla salute umana e sull'ambiente. I sette Stati membri in oggetto non hanno ancora recepito pienamente la direttiva nella normativa nazionale, sebbene ne avessero l'obbligo entro il 26 novembre 2011. La direttiva è stata attuata parzialmente in Belgio, Danimarca, Lituania, Polonia e Slovenia ma sono ancora presenti carenze che vanno dai sistemi di certificazione per gli utilizzatori professionali alle prescrizioni in fatto di protezione dell'ambiente acquatico. La Bulgaria e il Lussemburgo non hanno notificato alcuna misura. Gli Stati membri in oggetto hanno 2 mesi di tempo per notificare alla Commissione i provvedimenti presi per garantire la piena aderenza alla normativa dell'Unione. La mancata notifica di provvedimenti adeguati comporterebbe il deferimento dei casi da parte della Commissione alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

(per ulteriori informazioni: F. Vincent - tel. +32 229 87166 – cell. +32 498 98 7166)

  • Fiscalità: IVA sui libri digitali in FrancIA e in LUSSEMBURGO

La Commissione sollecita la Francia e il Lussemburgo a modificare le loro aliquote IVA sui libri digitali.

A partire dall'1 gennaio 2012 la Francia e il Lussemburgo applicano un'aliquota IVA ridotta ai libri digitali, il che è incompatibile con le norme attuali della direttiva IVA. In forza infatti di tale direttiva i libri digitali costituiscono dei servizi forniti per via elettronica e non è consentita l'applicazione di un'aliquota ridotta a questo tipo di servizi.

Tale situazione crea gravi distorsioni della concorrenza a danno degli operatori degli altri 25 Stati membri dell'Unione in quanto si possono facilmente acquistare libri digitali in uno Stato membro diverso da quello di residenza del consumatore e per il fatto che le norme attuali prevedono l'applicazione dell'aliquota IVA in vigore nello Stato del prestatore del servizio, non in quello del cliente. La Commissione ha ricevuto denunce da diversi ministri delle Finanze i quali hanno fatto notare l'effetto negativo sulla vendita di libri sui loro mercati nazionali.

La Commissione è consapevole della disparità di trattamento tra libri digitali e libri cartacei e prende atto dell'importanza dei libri digitali. Nell'ambito della nuova strategia in materia di IVA la Commissione ha aperto nel merito una discussione con gli Stati membri e presenterà eventuali proposte entro la fine del 2013 (si veda IP/11/1508).

Nel frattempo la Commissione in quanto custode dei trattati ritiene essenziale che gli Stati membri rispettino le norme in fatto di IVA approvate dagli Stati stessi all'unanimità.

La Commissione ha quindi inviato pareri motivati ai due Stati membri in questione. Si tratta della seconda fase del procedimento d'infrazione che fa seguito alle lettere di messa in mora inviate a luglio 2012 (). I due Stati membri hanno a disposizione un mese per uniformare la propria legislazione al diritto dell'Unione. In difetto, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia dell'Unione europea. (Riferimenti: IN/2012/2098 e IN/2012/4080).

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

  • Fiscalità: la Commissione sollecita PolONIA e PortOGALLO a notificare il recepimento della normativa europea sul recupero dei crediti

Gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la normativa europea in fatto di assistenza reciproca per il recupero dei crediti risultanti da dazi, imposte e altre misure entro l'1 gennaio 2012. Contravvenendo ai propri obblighi Polonia e Portogallo non hanno notificato alla Commissione gli strumenti giuridici di recepimento della direttiva. Tale direttiva costituisce un dispositivo essenziale per garantire che gli Stati membri possano incassare tasse dovute da contribuenti residenti in altri Stati membri. La Commissione europea ha sollecitato Polonia e Portogallo a notificare i rispettivi provvedimenti attuativi. In assenza di risposta soddisfacente entro due mesi la Commissione potrà deferire Polonia e Portogallo alla Corte di giustizia dell'UE. (Riferimenti: IN/2012/0106 e IN/2012/0116).

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

  • Fiscalità: La Commissione sollecita il BelgiO a porre fine alla discriminazione contro alcuni redditi da azioni estere

La Commissione ha sollecitato formalmente il Belgio a modificare le disposizioni della legislazione fiscale relative all'imposizione dei dividendi, ritenendole discriminatorie. In Belgio i dividendi da azioni quotate sono soggetti a una ritenuta di imposta mobiliare ridotta. Se però le azioni in questione sono quotate su un mercato azionario straniero l'aliquota ridotta è applicabile solo ai dividendi relativi a titoli emessi dopo l'1 gennaio 1994. Tale limitazione non si applica ai dividendi da azioni quotate in Belgio.

È peraltro esente dall'imposta sul reddito da capitali mobiliari la prima tranche di dividendi o interessi versati da imprese cooperative o aventi finalità sociali riconosciute in Belgio. Non esiste invece esenzione sulla prima tranche di dividendi o interessi versati da un'impresa equivalente (cooperativa o avente finalità sociali) straniera.

Tali discriminazioni colpiscono con un onere fiscale superiore gli investitori residenti in Belgio che intendono investire i propri capitali in altri Stati membri e contravvengono al principio di libera circolazione dei capitali stabilito dai trattati.

Il sollecito della Commissione è esposto sotto forma di parere motivato (che costituisce la seconda fase di un procedimento d'infrazione). In assenza di risposta soddisfacente entro due mesi la Commissione potrà decidere di deferire il Regno del Belgio alla Corte di giustizia dell'Unione europea. (Riferimento: IN/2008/4802).

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

  • La Commissione europea sollecita il BelgiO a rivedere l'imposta sulle successioni da non residenti in Vallonia

La Commissione ha sollecitato il Belgio ad emendare la legge in materia di imposta sulle successioni vigente nella regione della Vallonia. Tale legge sulle successioni prevede un'aliquota d'imposta superiore sulle proprietà immobiliari lasciate in eredità da non residenti rispetto all'aliquota su beni similari provenienti da residenti. La normativa stabilisce quindi un diverso trattamento fiscale. Ciò contravviene al principio della libera circolazione dei capitali e al diritto europeo (articolo 63 del TFUE e articolo 40 dell'Accordo SEE).

Il sollecito della Commissione è esposto sotto forma di parere motivato (che costituisce la seconda fase di un procedimento d'infrazione). In assenza di risposta soddisfacente entro due mesi la Commissione potrà decidere di deferire la questione alla Corte di giustizia dell'Unione europea. (Riferimento: IN/2008/4777).

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

  • Salute pubblica: la DANIMARCA è sollecitata a vietare la vendita di snus

Lo "snus" è un tabacco per uso orale venduto sia sfuso, sia in piccole porzioni in bustina. Si consuma collocandolo tra la gengiva e il labbro, senza masticare né fumare. La vendita di snus è vietata ovunque nell'UE ad eccezione della Svezia, che aveva ottenuto un'esenzione durante i negoziati di adesione. La Danimarca ha vietato la vendita dello snus porzionato in bustina, ma non di quello sfuso. La Commissione europea sollecita quindi la Danimarca ad emendare la normativa nazionale per vietare qualsiasi tipologia di snus. Le autorità danesi hanno due mesi dall'invio del sollecito per adottare misure per uniformarsi al diritto dell'UE e notificare alla Commissione i provvedimenti presi. Qualora manchino di adempiere entro la scadenza la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione Europea.

(per ulteriori informazioni: F. Vincent - tel. +32 229 87166 – cell. +32 498 98 7166)

  • La Commissione sollecita la DANIMARCA ad attuare la normativa sulla tutela dei lavoratori temporanei

La Commissione europea sollecita la Danimarca a recepire nella legislazione nazionale la normativa europea che garantisce un livello minimo di tutela ai lavoratori temporanei tramite agenzia interinale (Direttiva 2008/104/CE). Tale direttiva garantisce ai lavoratori temporanei tramite agenzia interinale parità di trattamento col personale permanente dell'impresa di riferimento relativamente alle condizioni fondamentali di lavoro e di occupazione. Essa valorizza inoltre il ruolo positivo del lavoro temporaneo tramite agenzia interinale nell'assicurare flessibilità al mercato del lavoro. La data limite entro la quale gli Stati membri avrebbero dovuto attuare la direttiva era il 5 dicembre 2011. La Danimarca tuttavia non ha ancora provveduto. In seguito a ciò i lavoratori temporanei tramite agenzia interinale potrebbero vedersi rifiutare in Danimarca le condizioni di lavoro garantite a cui hanno diritto in forza della direttiva. Il sollecito è esposto sotto forma di "parere motivato" nell'ambito di un procedimento d'infrazione. La Danimarca dispone ora di due mesi per notificare alla Commissione i provvedimenti presi per attuare la direttiva. In caso contrario la Commissione può decidere di deferire la Danimarca alla Corte di Giustizia europea.

(per ulteriori informazioni: J. Todd - tel. +32 229 94107 – cell. +32 498 99 4107)

  • Diritto del lavoro: la Commissione sollecita l'Estonia ad applicare pienamente la direttiva sul lavoro a tempo determinato in ambito universitario e artistico

La Commissione europea ha sollecitato l'Estonia a tutelare il personale a tempo determinato nelle università e nel settore della cultura contro la stipula di una successione di contratti a tempo determinato, come richiesto dalla Direttiva 1999/70/CE.

Tale direttiva, e in particolare l'allegato accordo quadro tra le parti sociali a livello europeo, si propone di migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo l'applicazione del principio di non discriminazione tra lavoratori permanenti e a tempo determinato e istituendo un quadro normativo per impedire gli abusi derivanti dall'utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato. La direttiva deve essere attuata in tutti i settori dell'economia. Il sollecito della Commissione è esposto sotto forma di "parere motivato" nell'ambito di un procedimento d'infrazione. L'Estonia dispone ora di due mesi per notificare alla Commissione i provvedimenti presi per garantire il pieno rispetto dei propri obblighi. In caso contrario la Commissione potrà decidere di deferire l'Estonia alla Corte di giustizia europea.

(per ulteriori informazioni: J. Todd - tel. +32 229 94107 – cell. +32 498 99 4107)

  • Fiscalità: la Commissione chiede alla SpaGNA di imporre l'IVA su alcuni servizi di notariato

La Commissione europea ha chiesto alla Spagna di imporre l'IVA su alcuni servizi prestati dai notai in relazione a transazioni finanziarie. Attualmente la Spagna applica a tali servizi un'esenzione che non è consentita dalla normativa europea in materia di IVA.

La direttiva sull'IVA consente esenzioni per i servizi finanziari. Ad esempio la concessione di un credito o la vendita di azioni sono transazioni esenti da IVA. Invece l'intervento di un notaio consiste essenzialmente nella redazione di atti pubblici che riflettono atti e contratti in ambito civile e commerciale, garantendo l'autenticità e la correttezza di tali documenti. Anche se tali servizi sono prestati in rapporto ad una transazione finanziaria, essi sono evidentemente distinti dalla transazione e non sono quindi di natura finanziaria.

Si richiede pertanto alla Spagna di modificare entro due mesi la propria legislazione per uniformarla al diritto dell'Unione, richiesta che costituisce la seconda fase di un procedimento d'infrazione. In caso d'inadempienza la Commissione europea potrà deferire la questione alla Corte di giustizia dell'Unione. (Riferimento: IN/2011/4031).

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

  • Fiscalità: la Commissione sollecita l'ItalIA a porre fine alla discriminazione contro i prodotti del tabacco meno costosi

La Commissione europea sollecita l'Italia ad applicare senza discriminazioni le accise ai prodotti del tabacco. Ciò significa che l'Italia non può esigere sulle sigarette e sul tabacco trinciato a taglio fino di minor prezzo un'accisa minima tale da superare l'imposta sui prodotti più costosi sul mercato.

Secondo le leggi italiane le accise sui prodotti del tabacco associano una tassa a importo definito e una tassa proporzionale. Se l'applicazione di questi due elementi non fornisce un gettito sufficiente, il diritto dell'UE consente all'Italia di imporre ed esigere un importo fisso in euro (la cosiddetta accisa minima). Tale minimo, piuttosto elevato, viene applicato solo alle sigarette e al tabacco trinciato a taglio fino di minor prezzo. Ne deriva che i prodotti più costosi, la cui imposizione è inferiore al suddetto minimo, sono meno tassati rispetto alle alternative più economiche. La normativa dell'UE in materia di accise non consente di tassare alcune categorie di prodotti meno che altre. Tale prassi nazionale contravviene al principio della concorrenza leale e crea distorsioni di mercato.

Di conseguenza si sollecita l'Italia, a titolo di seconda fase di un procedimento d'infrazione, a modificare la propria normativa per uniformarla al diritto dell'UE. In caso d'inadempienza la Commissione europea potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. (Riferimento: IN/2011/4175).

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

  • Ambiente: la Commissione sollecita i PAESI BASSI a intervenire per il ripristino dell'ambiente naturale nell'estuario della Schelda occidentale

La Commissione europea sollecita nuovamente i PAESI BASSI a porre termine al continuo deterioramento dell'estuario della Schelda occidentale, un ecosistema protetto unico nel suo genere nell'Europa nord-occidentale e facente parte della rete Natura 2000. Lo stato di conservazione dell'estuario è precario, in particolare dopo che ripetuti scavi per aumentare la profondità del canale navigabile e altre attività umane hanno causato una notevole riduzione della superficie di importanti habitat dell'estuario. I Paesi Bassi avevano accettato nel 2005 di porvi rimedio e di restituire al fiume circa 600 ettari di terreno occupato da polder. Discussioni successive hanno causato numerosi ritardi e incertezza sul futuro. La Commissione resta scettica sul fatto che le misure coordinate dalla provincia di Zelanda, le quali comprendono altri 300 ettari, siano adeguate ad arrestare il deterioramento dell'estuario. La Commissione auspica che i Paesi Bassi giungano quanto prima ad una decisione e mettano in atto provvedimenti efficaci per impedire che tale importante ecosistema subisca un deterioramento irreversibile. La Commissione ha emesso un parere motivato (che costituisce la seconda fase di un procedimento d'infrazione) e concesso ai Paesi Bassi due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - tel. +32 229 53593 – cell. +32 498 95 3593)

  • La Commissione sollecita la PolONIA a garantire l'accesso alla giustizia

La Commissione europea ha concesso due mesi alla Polonia per uniformarsi al diritto dell'UE in merito alla comunicazione di atti giudiziari in materia civile o commerciale. Il sollecito della Commissione è esposto sotto forma di parere motivato (la seconda fase delle tre che costituiscono il procedimento d'infrazione). Il regolamento relativo alla comunicazione di atti giudiziali (1393/2007) semplifica la notifica dei documenti nei procedimenti transfrontalieri. Per assicurare il corretto funzionamento della cooperazione tra le autorità giudiziarie dei paesi dell'UE, la comunicazione degli atti tra diverse autorità giudiziarie deve essere rapida e sicura.

Attualmente la legislazione polacca impone ai cittadini che risiedono in altri Stati membri dell'UE di nominare un rappresentante in Polonia a cui notificare i documenti nei procedimenti di natura civile e commerciale in Polonia. In assenza di tale nomina i documenti vengono depositati presso il tribunale e si considerano notificati alla parte in causa del procedimento. Se non si è a conoscenza che tali documenti sono stati depositati presso il tribunale è difficile riceverli. Tale procedura impedisce ai cittadini dell'UE di partecipare a procedimenti giudiziari in Polonia. Tale prassi costituisce quindi una discriminazione indiretta sulla base della nazionalità che ostacola l'accesso alla giustizia dei cittadini dell'UE.

Dopo la lettera di messa in mora inviata il 27 gennaio 2012 la Commissione ha emesso oggi un parere motivato che sollecita la Polonia a uniformarsi al diritto dell'UE.

(per ulteriori informazioni: M. Andreeva - tel. +32 229 91382- cell. +32 498 99 1382)

  • Fiscalità: la Commissione sollecita la Romania a modificare la propria legislazione sui depositi d'accise

La Commissione europea ha sollecitato formalmente la Romania a modificare la propria legislazione in materia di autorizzazioni per i depositi d'accise. I beni soggetti ad accisa sono abitualmente prodotti, e possono successivamente essere immagazzinati in regime di sospensione d'imposta, in depositi d'accise. Ciò significa che i prodotti possono essere spediti in regime di sospensione d'imposta da un deposito in uno Stato membro ad un deposito in un altro Stato membro. Tra i depositi d'accise autorizzati rientrano ad esempio raffinerie, distillerie, depositi e locali commerciali registrati, intermediari autorizzati ecc. In Romania attualmente solo le raffinerie possono ottenere la licenza per gestire un deposito d'accise per prodotti energetici (ad eccezione dei depositi siti in zone aeroportuali). Tale stato di cose non è conforme alla normativa dell'UE sulle accise e costituisce una discriminazione nei confronti di prodotti energetici provenienti da altri Stati membri. In pratica, esso significa che i prodotti soggetti ad accisa provenienti da altri Stati membri non possono essere immagazzinati in depositi autorizzati ed avvalersi del regime di sospensione d'imposta.

Si sollecita pertanto la Romania, il che costituisce la seconda fase di un procedimento d'infrazione, a modificare la propria legislazione entro due mesi per uniformarla al diritto dell'UE. In caso di inadempienza la Commissione europea potrà deferire il caso alla Corte di Giustizia dell'Unione europea. (Riferimento: IN/2010/4229).

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)

  • Ambiente: la Commissione sollecita la Slovenia a mettere a norma le discariche

La Commissione europea ha sollecitato la Slovenia a conformare le proprie discariche alla legislazione dell'UE. L'esortazione si iscrive in un'azione orizzontale nei confronti di diversi Stati membri. Secondo il diritto dell'UE le discariche possono essere usate solo come ultima ratio e solo in condizioni tali da evitare ricadute sulla salute umana e sull'ambiente. Le discariche esistenti devono soddisfare un certo numero di prescrizioni per ottenere un permesso d'esercizio. La Slovenia aveva accettato di chiudere o mettere a norma un certo numero di discariche. Sebbene siano stati fatti alcuni progressi e sia ora in opera un sistema adeguato di gestione dei rifiuti, 18 discariche contravvengono tutt'ora alla legge. Dieci discariche di rifiuti municipali non dispongono dei relativi permessi e altre otto sono ancora attive nonostante il rifiuto delle autorità nazionali di emettere i necessari permessi. La Commissione ha emesso un parere motivato (seconda fase del procedimento d'infrazione) e la Slovenia ha due mesi di tempo per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - tel. +32 229 53593 – cell. +32 498 95 3593)

  • Trasporto ferroviario: la Commissione sollecita la Slovenia a recepire la legislazione europea sull'interoperabilità del sistema ferroviario

La Commissione sollecita la Slovenia a uniformare la propria normativa alla direttiva 2011/18/UE sull'interoperabilità del sistema ferroviario. La legislazione si propone di introdurre modifiche alla descrizione dei sistemi ferroviari e specifica le procedure per la relativa verifica. La legislazione avrebbe dovuto essere adottata entro il 31 dicembre 2011. In assenza di reazione soddisfacente da parte della Slovenia la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea. La Commissione ha avviato un procedimento d'infrazione contro la Slovenia a gennaio dell'anno in corso ed ha ora inviato un parere motivato (seconda fase di un procedimento d'infrazione). La Slovenia ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione.

(per ulteriori informazioni: H. Kearns - tel. +32 229 87638 – cell. +32 498 98 7638)

  • Sicurezza sociale: la Commissione sollecita la SlovaCCHia a pagare le prestazioni di invalidità alle persone assicurate residenti in un altro Stato membro

La Commissione europea ha sollecitato la Slovacchia a garantire che le persone assicurate presso il sistema di sicurezza sociale slovacco ma residenti in un altro Stato membro possano ottenere le prestazioni per invalidità grave. Rifiutando di fornire tali prestazioni a coloro che vivono in altri Stati membri la Slovacchia è venuta meno agli obblighi a cui è tenuta in forza del diritto dell'UE (in particolare dell'articolo 48 del Trattato sul funzionamento dell'UE, attuato dal regolamento (CE) 883/2004) e nega alle persone con gravi disabilità le prestazioni a cui hanno diritto. La Commissione ritiene che le prestazioni concesse dalla Slovacchia, l'assegno agli assistenti ('peňažný príspevok na opatrovanie'), l'assegno di invalidità ('peňažný príspevok na osobnú asistenciu') e l'indennità in contanti per compensare i maggiori costi delle persone con disabilità gravi ('peňažný príspevok na kompenzáciu zvýšených výdavkov') vadano fornite agli aventi diritto anche se questi risiedono al di fuori della Slovacchia. Il sollecito è esposto in forma di parere motivato ai sensi del procedimento d'infrazione europeo. Se la Slovacchia non notificherà alla Commissione entro due mesi le misure adottate per adempiere agli obblighi a cui è tenuta in forza del diritto dell'UE, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

(per ulteriori informazioni: J. Todd - tel. +32 229 94107 – cell. +32 498 99 4107)

  • Fiscalità: la Commissione sollecita il REGNO UNITO a rivedere l'imposta di successione per i coniugi

La legislazione del Regno Unito esenta dall'imposta di successione i beni ereditati da coniugi o partner di un'unione civile che siano residenti. Non sono però esenti da tale imposta i passaggi di proprietà per via ereditaria tra coniugi o partner residenti e non residenti. Inoltre in quest'ultimo caso sono diverse le norme sullo scaglione ad aliquota nulla applicabile alle cessioni successive, il che potrebbe comportare un'imposizione globalmente più alta. Tale differenza di trattamento tra coniugi residenti e non residenti è di natura discriminatoria e contraria al diritto dell'UE (articolo 18 del TFUE).

Il sollecito della Commissione è esposto sotto forma di parere motivato (seconda fase del procedimento d'infrazione). In assenza di reazione soddisfacente entro due mesi la Commissione potrà decidere di deferire la questione alla Corte di giustizia dell'Unione europea. (Riferimento: IN/2010/2111).

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - tel. +32 229 21548 – cell. +32 498 98 3871)


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