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La rivoluzione industriale riporta l'industria in Europa

Commission Européenne - MEMO/12/759   10/10/2012

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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 10 ottobre 2012

La rivoluzione industriale riporta l'industria in Europa

L'Europa ha bisogno ora più che mai che la sua economia reale sostenga la ripresa della crescita economica e l’occupazione e richiede una reindustrializzazione per il XXI secolo. Se l'Europa non riuscirà a tenere il passo con gli investimenti nelle nuove tecnologie, la sua competitività futura sarà seriamente compromessa. 

Industria – 20% del PIL entro il 2020

La Comunicazione delinea una politica industriale volta a gettare le basi per la reindustrializzazione dell'Europa. Al momento, l'industria rappresenta circa il 16% del PIL dell'UE. La reindustrializzazione dell'Unione richiede di invertire la tendenza di declino dell'industria, osservato per un lungo periodo, per avvicinarsi al 20% del PIL entro il 2020. A tal fine, la Comunicazione definisce gli obiettivi per aumentare gli investimenti nelle attrezzature, l'internazionalizzazione delle nostre imprese e per facilitare la crescita delle nostre piccole e medie imprese.

Sono necessari investimenti in innovazione, un migliore accesso ai mercati e ai capitali

I pilastri di una politica industriale rinforzata

Investimenti nell’innovazione

Come primo passo, si propone di adottare sei linee prioritarie di azioni a breve termine in cooperazione con l'industria e gli Stati membri. Le misure per lo sviluppo rapido della produzione e dei mercati sono:

  • i mercati per le tecnologie di produzione avanzate per la produzione pulita

  • i mercati per le tecnologie chiave abilitanti,

  • i mercati dei prodotti bio-based

  • politica industriale sostenibile, settore delle costruzioni e materie prime

  • veicoli puliti

  • le reti intelligenti.

Entro la fine del 2012 saranno create task force per definire le tabelle di marcia per ogni linea d'azione.

Ad esempio, ci si aspetta una forte crescita dei mercati per le tecnologie di produzione pulite in un mercato mondiale quasi raddoppiato da circa 380 miliardi di euro nel 2007 a 765 miliardi di euro nel 2020. Ad esempio, una crescita molto veloce è prevista per la raccolta differenziata automatica, un settore in cui l'Europa ha una quota di mercato dominante: il mercato mondiale è destinato a crescere di un fattore di cinque entro il 2020.

Un migliore accesso al mercato interno e ai mercati internazionali

La Commissione si concentrerà su temi prescelti per i quali si può ottenere rapidamente un miglioramento significativo:

  • migliorare il mercato interno delle merci. Il mercato interno è regolato da norme tecniche nazionali per metà1. Il miglioramento, come ad esempio un uso più ampio della standardizzazione, aiuterebbe le imprese dell'UE ad avere più successo a livello internazionale.

  • Promuovere l'imprenditorialità nel mercato unico digitale che è previsto in crescita del 10% annuo fino al 2016. Più del 75% del valore aggiunto creato da Internet risiede nelle industrie tradizionali. Per ogni posto di lavoro perso a causa di Internet, 2,6 nuovi posti di lavoro sono stati creati (IP/12/1025). Inoltre, un ambizioso piano d'azione per promuovere l'imprenditorialità a tutti i livelli sarà presentato nel mese di novembre 2012 (IP/12/797).

  • Tutelare e promuovere i diritti di proprietà intellettuale (ad esempio il brevetto unitario rimuoverà gli ostacoli per le PMI consentendo loro di sfruttare appieno il mercato della proprietà intellettuale nella negoziazione). Nuovi servizi di assistenza tecnica in materia di DPI saranno istituiti e diventeranno operativi nel 2013 per sostenere le PMI.

  • Promuovere ulteriormente l'internazionalizzazione delle PMI dell'UE in tutto il mondo, raggiungendo il 25% (dal 13%) nel medio termine. Le esportazioni sono state di gran lunga la componente più dinamica dell'economia dell'UE negli ultimi anni.

  • Effettuare i controlli di idoneità della normativa europea relativa all'alluminio e alla raffinazione del petrolio iniziando prima della fine del 2012.

  • Migliorare l'accesso alle materie prime: sviluppare ulteriormente la "diplomazia delle materie prime" e promuovere la cooperazione internazionale in materia di regolamentazione e di convergenza, in particolare nei confronti dei paesi vicini, al fine di accompagnare la creazione di mercati per nuovi prodotti e tecnologie. Attuazione e sviluppo di accordi firmati in precedenti missioni e nuove missioni che inizieranno in novembre 2012 con il Marocco e la Tunisia.

L'accesso ai finanziamenti e ai capitali:

  • migliorare l'erogazione di prestiti all'economia reale attraverso un migliore impiego e indirizzo delle risorse pubbliche, inclusa la capacità di prestito che deriverà dall'aumento di 10 miliardi di euro nel capitale della BEI e dei benefici che possono derivare dal nuovo orientamento dei fondi strutturali

  • sbloccare fondi privati ​​attraverso l'eliminazione degli ostacoli che ancora rimangono per i fondi di venture capital e la facilitazione delle operazioni transfrontaliere d parte delle imprese più piccole.

Il ruolo cruciale del capitale umano e delle competenze:

In questo settore, la Commissione promuoverà ulteriormente la cooperazione tra datori di lavoro, lavoratori e autorità competenti attraverso la creazione di Consigli settoriali europei sulle competenze e Alleanze delle abilità settoriali.

Un ruolo attivo del settore è cruciale per il successo delle azioni proposte

Per avere successo nel raggiungimento degli obiettivi proposti, un ruolo attivo e l'impegno da parte dell'industria sono fondamentali. L’industria non deve perdere l’occasione di giocare il proprio ruolo nella realizzazione degli investimenti necessari per darci quel vantaggio competitivo.

La presente Comunicazione crea un'alleanza tra le autorità pubbliche e l'industria a favore di crescita e occupazione. Dopo l'adozione della Comunicazione, la Commissione lavorerà con gli stakeholder per definire tabelle di marcia e obiettivi per garantire una più veloce adozione e diffusione industriale delle nuove e più pulite tecnologie per le quali sarà istituito un gruppo di lavoro specifico.

Obiettivi e monitoraggio dei progressi

Al fine di garantire la corretta attuazione delle azioni proposte, la Commissione monitorerà una serie di nuove variabili chiave:

1. Investimenti

Nel 2011 il capitale fisso lordo era pari al 18,6% del PIL. Nel 2007, prima della crisi ammontava al 21,25% del PIL. Lo sforzo di investimento per migliorare la nostra produttività richiederebbe livelli di investimento pre-crisi entro il 2015 e livelli medi sopra al 23% fino al 2020. Gli investimenti in equipaggiamenti ammontano attualmente a tra il 6 e il 7% del PIL, mentre per migliorare la produttività e introdurre nuove tecnologie dovrebbe tornare a livelli pre-crisi e crescere in modo sostenibile a tassi superiori al 9% del PIL fino al 2020.

2. Commercio nel mercato interno

Il commercio dei beni nel mercato interno rappresenta attualmente quasi il 21% del PIL2. In un mercato interno rinvigorito, tale quota dovrebbe raggiungere il 25% entro il 2020.

3. PMI - Piccole e medie imprese

In linea con le aspirazioni della Commissione per il mercato unico digitale, il numero di piccole imprese attive nell’e-commerce dovrebbe aumentare fino a raggiungere il 33% entro il 2015. La percentuale di PMI che esportano all'interno del mercato interno era del 25% secondo l’indagine 20093. Nel medio termine la percentuale di piccole e medie imprese impegnate in esportazioni extra UE dovrebbe salire al 25% dal 13% attuale.

C'è un potenziale notevole per la reindustrializzazione

Con il diminuire dei vantaggi della manodopera a basso costo sembra diventare più interessante investire di nuovo in Europa. Negli ultimi anni i salari nelle aree industriali in Cina sono cresciuti del 20% l'anno nelle regioni industrializzate (eccedendo sostanzialmente il miglioramento della produttività) rendendole località sempre meno attraenti per la produzione.

Inoltre, la porzione del costo del lavoro sembra diminuire nei costi di produzione totali. I vantaggi della produzione in Cina potrebbero essere relativamente meno importanti che in passato quando si contabilizza per la logistica, gli oneri, gli immobili industriali e gli altri costi. Il miglioramento e l'automazione della produzione in Cina porteranno a una maggiore produttività mettendo in discussione quello che è stato fino ad oggi la principale attrazione della Cina, vale a dire i bassi costi del lavoro.

In aggiunta, le aziende che localizzano i propri siti produttivi in Asia serviranno in misura maggiore la crescente domanda locale di beni. Ciò può incoraggiare le imprese a portare parte della produzione che serve il mercato europeo a tornare in Europa, soprattutto in considerazione dei rischi e dei costi crescenti legati alla gestione delle catene globali del valore. Le aziende avrebbero bisogno di bilanciare i benefici di costo che diminuiscono progressivamente con i persistenti rischi localizzati legati ad alta densità di produzione in un'area geografica. Tali rischi includono, ad esempio, catastrofi naturali, disordini socio-politici e problemi di sicurezza (contraffazione, sabotaggio, appropriazione indebita).

Le nuove tecnologie offrono nuove possibilità

Le nuove tecnologie che si affacciano sul mercato offrono nuove possibilità. L'orientamento europeo per la crescita sostenibile ci aiuterà a guadagnare la leadership nel risparmio energetico e delle risorse dei processi di produzione. La produzione su misura acquisterà importanza e favorirà la vicinanza al cliente rispetto alla produzione di massa standardizzata.

Queste tendenze completano i punti di forza europei più attuali, cioè, un forte ambiente micro-economico, un’elevata produttività, un grande mercato integrato, e forza lavoro flessibile e qualificata. Non bisogna dimenticare che l'Europa è un mercato estremamente importante, pari a circa il 30% della spesa globale per consumi privati ​​nel 2010, che è più del doppio di quello dei paesi BRICS combinati (circa il 14%). Inoltre, nonostante l'industria segnali problemi in tali competenze, l'Europa è all'avanguardia anche nel numero di laureati in scienze naturali e ingegneria, pari rispettivamente al 18% e al 17% del totale mondiale.

Le sfide per l'industria europea

Le conseguenze del protrarsi della crisi hanno messo l'industria europea in una situazione economica difficile per compiere gli sforzi necessari per aumentare la competitività attraverso il cambiamento tecnologico e l'innovazione. Tuttavia, al fine di cogliere queste opportunità, l'industria europea deve anche affrontare numerose sfide. Poiché la struttura dei costi del settore è soggetta a cambiamenti, il costo della competitività continuerà a essere il fattore chiave dei singoli siti industriali e non può essere ignorato dai responsabili politici. Le economie emergenti si stanno muovendo verso settori a più alta intensità di conoscenza e cominciano a competere non solo con costi inferiori, ma anche con lavoro sempre più qualificato e infrastrutture migliori. Infine, ci sono buone ragioni per essere ottimisti sulla capacità dell'industria europea di rispondere a questa sfida: l'Europa è leader mondiale in molti settori strategici come l'automotive, aeronautica, ingegneria, spazio, prodotti chimici e farmaceutici, rappresenta i 4/5 delle esportazioni in Europa e l'80% delle spese di R & S proviene dalla produzione.

I futuri settori di crescita in relazione alle sfide della società

Una varietà di nuove tecnologie industriali radicali stanno emergendo nel corso di questa "nuova rivoluzione industriale" che porterà alla formazione di nuovi beni, servizi e modelli di business che ridisegnano l'industria dell'UE. Alcuni importanti esempi sono:

Produzione su misura in piccole quantità

L'introduzione di tecnologie di produzione avanzate consentirà di personalizzare la produzione in quantità molto minori di quanto non sia attualmente economicamente fattibile. Le cosiddette tecnologie di stampa 3D sono sempre più utilizzate per fare le parti di produzione di plastica e metallo da case automobilistiche, imprese aerospaziali e aziende che fanno prodotti di consumo. Queste "stampanti" utilizzano strati molto sottili di materiali fusi in polvere da laser o fasci di elettroni che consentono la realizzazione di prodotti di precisione, mentre si risparmiano energia e materie prime4. L'ampia disponibilità di piccole produzioni a basso costo aumenterà le opportunità per le PMI innovative per lo sviluppo di prodotti di nicchia e nuovi modelli di business.

Le tecnologie chiave abilitanti offrono opportunità di produrre a monte in Europa

Lo sviluppo di materiali avanzati e nanotecnologie può provocare un'inversione di tendenza per la produzione di base in atto e di trasformazione nelle industrie pesanti per essere delocalizzate in Paesi terzi. I materiali avanzati con proprietà speciali, come l'acciaio resistente al calore o ad alta resistenza per gli aerei e nano-materiali intelligenti come acciaio resistente alla corrosione per ponti, sono in fase di sviluppo in Europa. Questo offre l'opportunità per l'Europa di guadagnare una posizione competitiva per la parte a monte della catena del valore dell'acciaio. IP/12/685

Prodotti intelligenti al servizio delle persone anziane e dei diversamente abili

Lo sviluppo di "prodotti intelligenti che fanno il lavoro" migliorerà la vita agli assistiti e sarà essenziale per consentire alle persone anziane e diversamente abili di mantenere uno stile di vita attivo e sano. Lo sviluppo di tali prodotti che includono i veicoli puliti, sicuri e intelligenti che combinano i treni elettrici che riducono le emissioni con le nuove caratteristiche di sicurezza e di comfort migliorano la sicurezza e le prestazioni e consentono un uso più intenso ed efficace delle infrastrutture.

Nuovi servizi e modelli di business avvicinano la produzione ai servizi

Stanno emergendo nuovi modelli di business che creano un più stretto collegamento tra produzione e servizi. Lo sviluppo di smartphone che aggregano servizi internet con prodotti ne è un chiaro esempio. Lo sviluppo della tecnologia RFID (Radio Frequency Identification) è un altro buon esempio. Il risultato è stato un notevole aumento della disponibilità d’informazioni tempestive, che consentono una maggiore integrazione di ricerche di mercato, logistica, e aziende di produzione, e ha creato una risposta rapida alle richieste del mercato e l'aumento di efficienza energetica nel settore dei trasporti. Tali sviluppi hanno anche effetti benefici più ampi per i settori tradizionali.

Le sfide della società sono opportunità economiche

Le tecnologie sviluppate dall'industria saranno indispensabili per trovare soluzioni alle grandi sfide della società in Europa e nel mondo. Nel corso dei prossimi cinque-dieci anni, l'industria europea dovrà:

  • Fornire produzione pulita (risorse ed efficienza energetica, uso di energie rinnovabili, riciclaggio, gestione di materie prime esauribili). Le sfide ambientali innescate dalle aspirazioni di un numero crescente di economie emergenti per soddisfare i livelli di tenore di vita faranno crescere enormemente la domanda e le opportunità per eco-tecnologie e servizi. L'industria europea si trova in una posizione di forza per assecondare tali richieste.

  • Fornire soluzioni per un invecchiamento sano della società. Ad esempio, lo sfruttamento del potenziale delle scienze della vita permetterà lo sviluppo di nuovi farmaci. Questo sarà basato su biotecnologie e genomica e fornirà interventi più mirati, attenuando la distinzione tra interventi terapeutici e diagnostici e aumentando la disponibilità di nuovi trattamenti, nonché la prevenzione di alcune condizioni come l'asma e il diabete.

  • Contribuire a garantire la sicurezza globale di fronte alle catastrofi naturali e le minacce terroristiche. Per esempio, i servizi GMES, una volta operativi, sorveglieranno e prevedranno lo stato dei sottosistemi della Terra, comprese le informazioni sul cambiamento climatico. GMES riguarderà anche gli interventi di emergenza, ad esempio in caso di calamità naturali, incidenti tecnologici o crisi umanitarie, nonché quelli relativi alla sorveglianza marittima e il controllo delle frontiere.

Background

La presente Comunicazione si basa su, e intende aggiornare, "Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione" adottata dalla Commissione nel 2010 nel quadro della strategia Europa 2020. Si è concentrata sul rafforzamento della competitività industriale per sostenere la ripresa economica e per consentire la transizione verso un'economia efficiente a bassa emissione di carbonio. L'approccio strategico proposto nel 2010 rimane pienamente valido per il raggiungimento dei nostri obiettivi a lungo termine e notevoli progressi sono stati compiuti nella sua attuazione. Tuttavia, l'impatto duro della crisi economica per gli Stati membri, la successiva stagnazione economica nell'Unione europea e il peggioramento delle prospettive per l'economia mondiale hanno creato una nuova urgenza per la revisione intermedia della politica industriale.
L'analisi della crescita di quest'anno ha sottolineato che sono necessarie misure che favoriscano la crescita per rafforzare la ripresa, per tenere il passo con i principali concorrenti e per raggiungere gli obiettivi di Europa 2020. Una serie di Consigli europei nel 2011 e nel 2012 hanno sollecitato un'azione nei settori trattati nella presente Comunicazione, come annunciato del Presidente Barroso durante il discorso sullo Stato dell'Unione il 12 settembre 2012. Questa nuova strategia industriale fornisce una risposta a tali richieste, in particolare a seguito del "Patto per la crescita e l'occupazione", adottato in occasione del Consiglio europeo del giugno 2012.

1 :

Per metà il mercato interno è regolato da regole tecniche nazionali oppure non lo è affatto. Negli ultimi 10 anni gli Stati membri hanno notificato 6882 regolamenti tecnici su cui la Commissione e altri Stati membri hanno reagito con 1230 pareri motivati prevenendo ostacoli alla libera circolazione delle merci.

2 :

Fonte: Eurostat Statistics in Focus 3/2012.

3 :

DG Imprese e industria, "Survey on Internationalisation of SMEs", 2010.

4 :

“The Economist, 10 febbraio 2011 http://www.economist.com/node/18114221


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