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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 5 ottobre 2012

Insieme contro i ritardi di pagamento che minacciano la sopravvivenza delle imprese

Ogni anno in Europa, migliaia di PMI (piccole e medie imprese) falliscono perché devono attendere troppo a lungo i pagamenti dei loro clienti. Eppure questi ritardi di pagamento oggi sono considerati del tutto accettabili. È giunta l’ora di passare all’azione contro questa cultura dei pagamenti in ritardo.

Perché una campagna contro i ritardi di pagamento?

I problemi di liquidità minacciano la sopravvivenza delle imprese. Un’inchiesta recente ha rivelato che le perdite sui crediti registrate dalle imprese europee rappresentano ormai il 2,8% dei loro crediti complessivi, vale a dire 340 miliardi di euro. Si tratta di un importo senza precedenti equivalente a tutto il debito della Grecia, a un terzo di tutta la spesa sanitaria dei 27 Stati membri dell'Unione europea e a più del doppio del bilancio complessivo dell’UE per il 2012, che è di 147 miliardi di euro1. Esiste poi un divario fra nord e sud che nuoce all’integrazione del mercato unico europeo: infatti nei paesi del sud i pagamenti fra imprese richiedono in media 91 giorni, contro una media di 31 giorni nel nord dell’Europa2.

Che cosa sta facendo l'UE per eliminare questi ritardi?

La direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento è un tassello essenziale per completare il mercato unico e ripristinare condizioni normali di credito nell’economia. Gli Stati membri devono recepire la direttiva entro il 16 marzo 2013. Ma in seguito alla crisi economica e ai suoi effetti negativi sulle imprese europee e in particolare sulle PMI la Commissione europea ha deciso di invitare gli Stati membri ad accelerare questo processo.

La direttiva rispecchia la necessità reale di abbracciare una cultura di puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali fra le aziende e fra queste ultime e le pubbliche amministrazioni. Le principali disposizioni della direttiva sono la fissazione di un limite di tempo massimo per i pagamenti di beni e servizi nelle transazioni commerciali con le pubbliche amministrazioni, l’ampliamento dei diritti delle imprese che affrontano ritardi di pagamento, una maggiore trasparenza e sensibilizzazione e l'aumento del tasso degli interessi legali.

Che cos’è la campagna contro i ritardi di pagamento e come funzionerà?

La Campagna di informazione dell’Unione europea contro i ritardi di pagamento presenterà questa problematica alle autorità, alle aziende, ai magistrati e ad altre parti interessate. L’obiettivo è cambiare l’atteggiamento delle amministrazioni e delle imprese riguardo alla puntualità dei pagamenti e comunicare alle imprese le nuove misure adottate per evitare i ritardi. A tal fine è prevista una serie di giornate di informazione negli Stati membri dell’UE per evidenziare i danni che i ritardi di pagamento possono causare alle imprese e spiegare il funzionamento delle nuove misure adottate.

Riassunto delle nuove regole introdotte dalla direttiva sui ritardi di pagamento

  • Armonizzazione del limite di tempo per i pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle aziende: le pubbliche amministrazioni dovranno provvedere al pagamento dei beni e dei servizi acquistati entro 30 giorni o, in circostanze veramente eccezionali, entro 60 giorni.

  • Libertà contrattuale per le transazioni commerciali fra imprese: le imprese dovranno pagare le fatture entro 60 giorni, a condizione che i termini non siano diversamente ed espressamente concordati e non siano gravemente iniqui per il creditore.

  • Le imprese avranno il diritto automatico di richiedere gli interessi di mora e potranno esigere un importo fisso minimo di 40 euro a titolo di risarcimento per le spese di recupero. Potranno anche richiedere un risarcimento ragionevole per tutte le spese di recupero non coperte dall’importo minimo.

  • Il tasso legale degli interessi di mora verrà fissato ad almeno 8 punti percentuali oltre il tasso di riferimento della Banca centrale europea. Le pubbliche amministrazioni non potranno stabilire un tasso minore per gli interessi di mora.

  • Le imprese potranno contestare più facilmente pratiche e termini di pagamento gravemente iniqui.

  • Più trasparenza e consapevolezza: Gli Stati membri dovranno pubblicare i tassi degli interessi di mora per agevolare l’accesso delle imprese a queste informazioni.

  • Gli Stati membri sono invitati a stabilire dei codici di comportamento volontari per la puntualità dei pagamenti.

  • Le altre disposizioni europee contro i ritardi di pagamento rimangono in vigore ma sono state rivedute per chiarire le ambiguità ed eliminare le lacune.

  • Le imprese non sono obbligate ad applicare le nuove misure, ma ne hanno la facoltà. In alcuni casi un’azienda può infatti decidere di prorogare i termini di pagamento di alcuni giorni o settimane per mantenere buone relazioni commerciali con uno specifico cliente.

  • Le nuove misure sono obbligatorie per gli enti pubblici, che devono dare il buon esempio e dimostrare la loro affidabilità ed efficienza onorando i contratti e rispettando i termini di pagamento.

  • Gli Stati membri possono mantenere o adottare leggi e regolamentazioni più favorevoli al creditore rispetto alle norme della direttiva.

Le novità per le transazioni commerciali fra le pubbliche amministrazioni e le imprese

Informazioni utili per le pubbliche amministrazioni:

  • Le amministrazioni devono pagare i beni e i servizi acquistati entro 30 giorni.

  • In caso di ritardo di pagamento, devono corrispondere gli interessi legali, oltre a risarcire il creditore delle spese per il recupero del credito. Non occorre inviare un sollecito.

  • Il tasso legale degli interessi di mora verrà fissato ad almeno 8 punti percentuali oltre il tasso di riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito alle pubbliche amministrazioni fissare un tasso più basso.

  • Se una procedura di verifica o accettazione è prevista per contratto o per legge, non può eccedere i 30 giorni di calendario, salvo altra disposizione esplicita nel processo di appalto e nel contratto. Inoltre, tale procedura non può essere gravemente iniqua per il creditore.

  • In casi del tutto eccezionali, il termine di pagamento si può prorogare fino a un massimo di 60 giorni di calendario.

  • Le nuove misure sono obbligatorie per gli enti pubblici, che devono dare il buon esempio al settore privato e dimostrare la loro affidabilità ed efficienza onorando i contratti e rispettando i termini di pagamento.

Informazioni utili per le imprese che svolgono una transazione commerciale con una pubblica amministrazione

1. Che cosa tenere presente all’atto della firma del contratto

  • Le nuove regole obbligano la pubblica amministrazione a pagare i beni e servizi acquistati entro 30 giorni di calendario. Tale termine può essere prorogato fino a un massimo di 60 giorni di calendario solo in casi del tutto eccezionali. Una clausola contrattuale che stabilisca un termine di pagamento superiore ai 60 giorni sarà considerata gravemente iniqua e pertanto priva di effetti o tale da dar luogo a un diritto di risarcimento.

  • Una clausola contrattuale che escluda gli interessi di mora sarà considerata gravemente iniqua per il creditore e pertanto priva di effetti o tale da dar luogo a un diritto di risarcimento. Anche i termini contrattuali che escludono il risarcimento per le spese di recupero dei crediti saranno automaticamente considerati iniqui.

  • Le procedure di verifica e accettazione devono essere espressamente citate nei documenti della gara d’appalto e nel contratto. In generale, tali procedure non possono durare più di 30 giorni di calendario, salvo diverso accordo espresso e a condizione che non siano inique per il creditore.

  • Il tasso degli interessi di mora sarà fissato ad almeno 8 punti percentuali oltre il riferimento della Banca centrale europea e non potrà essere negoziato. In via di principio, i tassi al di sotto di tale soglia saranno considerati gravemente iniqui.

2. Come regolarsi in caso di ritardo di pagamento da parte di una pubblica amministrazione

  • Una volta scaduto il periodo di pagamento, generalmente pari a 30 giorni di calendario, il creditore può esigere il pagamento degli interessi di mora legali e il risarcimento di tutte le spese per il recupero dei crediti in ritardo, senza l’obbligo di inviare un sollecito. Il tasso degli interessi legali è fissato ad almeno 8 punti percentuali oltre il tasso di riferimento della Banca centrale europea.

Il creditore non è obbligato a ricorrere a queste misure nei confronti del debitore, ma ne ha la facoltà.

Le novità per le transazioni commerciali fra le imprese

Informazioni utili per le imprese che svolgono una transazione commerciale con un’altra impresa:

  • Le imprese devono pagare le fatture entro 60 giorni, a condizione che i termini non siano diversamente ed espressamente concordati e non siano iniqui per il creditore.

  • Le imprese possono concordare il tasso degli interessi di mora, purché non sia gravemente iniquo per il creditore. In mancanza di diverso accordo, si applicano gli interessi di mora legali (almeno 8 punti percentuali oltre il tasso riferimento della Banca centrale europea).

Per i creditori:

In caso di ritardi di pagamento, si è autorizzati ad esigere gli interessi di mora senza l’obbligo di inviare un sollecito. Si può anche esigere il risarcimento delle spese per il recupero dei crediti. Per impedire abusi di potere negoziale, la direttiva prevede ulteriori opportunità per contestare pratiche e termini contrattuali gravemente iniqui.

Il creditore non ha l’obbligo di ricorrere a queste misure nei confronti del debitore, ma ne ha la facoltà.

La direttiva dovrebbe semplificare la vita delle aziende europee che svolgono transazioni commerciali in un altro Stato membro. D’ora in poi ogni Stato membro pubblicherà tutte le informazioni utili sui ritardi di pagamento, fra cui il tasso di interesse applicabile in ogni periodo. La Commissione, con l’assistenza degli Stati membri, pubblicherà su Internet il tasso degli interessi di mora.

Giornate di informazione

Nell’ambito della campagna europea di informazione e di sensibilizzazione sui ritardi di pagamento e di sostegno al recepimento anticipato della direttiva 2011/7/UE, la Commissione organizzerà eventi informativi in tutti gli Stati membri. Si tratta di giornate di informazione che costituiranno un’opportunità per le parti interessate di approfondire il problema dei ritardi di pagamento nel loro paese e di ottenere informazioni utili, formazioni e consigli sull’arsenale delle misure previste dalla direttiva e da altri strumenti normativi.

Il programma di ogni evento comprende un’introduzione alla problematica dei ritardi di pagamento, un riassunto della direttiva 2011/7/UE e due moduli di formazione. Il primo modulo esamina i rapporti fra le imprese, quelli fra le pubbliche amministrazioni e le imprese, le regole di trasparenza, le pratiche e i termini contrattuali iniqui e le spese per il recupero dei crediti. Il secondo modulo si occupa delle modalità e degli strumenti per evitare i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Una pausa caffè e un pranzo a buffet saranno altrettante opportunità di sviluppare nuovi contatti.

Date e città dei prossimi eventi:

Per ulteriori informazioni:

IP/12/1071

Ulteriori informazioni sulla campagna e prossimi eventi

Commissione europea - DG Imprese e industria

Commissione europea - DG Giustizia

1 :

Intrum Justitia, "European Payment Index, 2012", pag. 2.

2 :

Intrum Justitia, "European Payment Index, 2012", pag. 2.


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