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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 27 settembre 2012

Pacchetto infrazioni settembre: principali decisioni

OCCUPAZIONE

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IMPRESE

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AFFARI INTERNI

GIUSTIZIA

MERCATO INTERNO

TRASPORTI

SALUTE E CONSUMATORI

FISCALITÀ E DOGANE

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Nel suo pacchetto mensile di decisioni riguardanti procedimenti per infrazione la Commissione europea riferisce circa i procedimenti per infrazione iniziati nei confronti di alcuni Stati membri per non aver adempiuto correttamente gli obblighi imposti loro dalla legislazione europea. Tali decisioni riguardano diversi settori e puntano a garantire una corretta applicazione del diritto UE a vantaggio dei cittadini e delle imprese. La Commissione ha adottato in data odierna 361 decisioni, compresi 27 pareri motivati e 12 rinvii alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Segue una sintesi delle principali decisioni.

Per ulteriori informazioni sul procedimento per infrazione, vedi MEMO/12/12

  • 1. Rinvii alla Corte di giustizia

  • Contenziosi transfrontalieri in campo giuridico: la Commissione rinvia Cipro e i Paesi Bassi dinanzi alla Corte per il mancato recepimento delle norme UE

La Commissione europea rinvia Cipro e i Paesi Bassi dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea per la mancata notifica delle misure nazionali di attuazione delle norme UE che facilitano l'accesso alla giustizia nei contenziosi transfrontalieri. La direttiva sulla mediazione si applica quando due parti coinvolte in un contenzioso transfrontaliero si accordano volontariamente per risolverlo facendo ricorso ad un mediatore imparziale. Il termine ultimo per il recepimento della direttiva nella legislazione nazionale scadeva il 21 maggio 2011.

La Commissione propone un'ammenda giornaliera di 6.758,40 euro per Cipro e 70.553,60 euro per i Paesi Bassi, da pagare a decorrere dalla data della sentenza favorevole della Corte fino alla notifica alla Commissione, da parte degli Stati membri interessati, del pieno recepimento delle norme nelle rispettive legislazioni nazionali.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1016 - M. Andreeva - Tel. +32 229 91382- Cellulare +32 498 99 1382)

  • Appalti pubblici: la Commissione chiede alla Corte di giustizia di comminare un'ammenda a Polonia, Paesi Bassi, Lussemburgo e Slovenia per la mancata attuazione delle norme sugli appalti pubblici nel settore della difesa

La Commissione europea ha deciso di rinviare Polonia, Paesi Bassi, Lussemburgo e Slovenia dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE per non aver attuato appieno la direttiva sugli appalti di armi, munizioni e materiale bellico (e dei relativi lavori e servizi) per scopi difensivi e sugli appalti di forniture sensibili, lavori e servizi per scopi di sicurezza. La direttiva 2009/81/CE è stata adottata nell'agosto del 2009 e doveva essere recepita in tutti gli Stati membri dell'UE entro il 20 agosto 2011. La Commissione ha inoltre deciso di chiedere alla Corte di imporre un'ammenda giornaliera ai quattro Stati membri fino a quando non avranno recepito la direttiva.

La Commissione propone un'ammenda giornaliera di 70 561,92 euro per la Polonia, 57 324,80 euro per i Paesi Bassi, 8 320 euro per il Lussemburgo e 7 038,72 euro per la Slovenia, da versarsi a decorrere dalla data della sentenza favorevole della Corte fino alla notifica alla Commissione, da parte degli Stati membri interessati, del pieno recepimento delle norme nelle rispettive legislazioni nazionali.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1020 – S. De Rynck - Tel. +32 229 63421 - Cellulare +32 498 98 3969)

  • Ambiente: la Commissione rinvia la Grecia dinanzi alla Corte in merito alle discariche per rifiuti e alle tartarughe minacciate di estinzione

La Commissione europea rinvia la Grecia dinanzi alla Corte a causa di una discarica situata in una zona protetta nell'isola di Zante. La discarica viola la legislazione UE sui rifiuti e rappresenta una grave minaccia per la salute dei cittadini, l'ambiente e, in particolare, la riproduzione delle tartarughe. La Grecia dovrà chiuderla o conformarla alla pertinente legislazione UE. Su raccomandazione del commissario per l'Ambiente Janez Potočnik la Commissione ha deciso di rinviare la Grecia dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1023 - J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Ambiente: la Commissione rinvia la Svezia dinanzi alla Corte per il mancato allineamento alla legislazione UE sui rifiuti elettronici

La Commissione europea ha deciso di rinviare la Svezia dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE per il mancato recepimento della legislazione UE sui rifiuti elettronici. La Commissione è preoccupata per il non corretto recepimento della direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) nella legislazione nazionale svedese. Su raccomandazione del commissario per l'Ambiente Janez Potočnik la Commissione ha deciso pertanto di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1024 - J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Libera circolazione: la Commissione rinvia il Belgio dinanzi alla Corte

La Commissione europea ha deciso oggi di rinviare il Belgio dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea per aver ostacolato la libera circolazione dei minori nati in Belgio da un genitore belga e un genitore avente la nazionalità di un altro Stato membro dell'UE. Per il momento i comuni belgi si rifiutano di registrare tali minori con un cognome diverso da quello del padre, anche se sono già stati registrati con un doppio cognome presso il consolato di un altro Stato membro dell'UE.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1021- M. Andreeva - Tel. +32 229 91382- Cellulare +32 498 99 1382)

  • Fiscalità: la Commissione rinvia il Regno Unito dinanzi alla Corte di giustizia europea in relazione alla compensazione delle perdite transfrontaliere

La Commissione ha deciso oggi di rinviare il Regno Unito dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE per le sue norme tributarie in tema di compensazione delle perdite transfrontaliere. La Commissione ritiene che a tale riguardo il Regno Unito non ha dato correttamente seguito alla precedente sentenza "Marks & Spencer" della Corte (Causa C-446/03).

(per ulteriori informazioni: IP/12/1017 - E. Traynor - Tel. +32 229 21548 - Cellulare +32 498 98 3871)

  • Fiscalità: la Commissione rinvia la Germania dinanzi alla Corte di Giustizia per disposizioni discriminatorie in tema di imposte di successione

La Commissione europea ha deciso di rinviare la Germania dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE per la sua legislazione sulle agevolazioni fiscali per successioni e donazioni. La legge tedesca prevede un'esenzione fiscale maggiore per i beni tedeschi ereditati se il de cuius o l'erede vivono in Germania rispetto ai casi in cui entrambi vivono all'estero. Di conseguenza i non residenti devono pagare imposte di gran lunga superiori sui beni ereditati situati in Germania rispetto ai residenti tedeschi. Tale disposizione potrebbe dissuadere i cittadini che vivono all'estero dall'investire in beni immobiliari situati in Germania. La Commissione ritiene che questa disposizione sia discriminatoria e che rappresenti una restrizione non giustificata della libera circolazione dei capitali, secondo quanto previsto dai trattati

(per ulteriori informazioni: IP/12/1018 - E. Traynor - Tel. +32 229 21548 - Cellulare +32 498 98 3871)

  • Fiscalità: la Commissione rinvia la Germania dinanzi alla Corte per le norme fiscali discriminatorie in tema di riserve occulte

La Commissione europea ha deciso di rinviare la Germania dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE per le norme fiscali discriminatorie riguardanti il reinvestimento delle riserve occulte. In base alla legislazione tedesca queste ultime possono essere reinvestite in esenzione d'imposta se l'attività acquistata appartiene a una stabile organizzazione in Germania. In pratica ciò significa che il contribuente che intende vendere determinate attività fisse per stabilirsi in un altro Stato membro dell'UE o espandere all'estero le sue attività commerciali sarà chiaramente svantaggiato. Questa disparità può scoraggiare gli investimenti transfrontalieri e la sua natura discriminatoria è contraria alle norme UE.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1019 - E. Traynor - Tel. +32 229 21548 - Cellulare +32 498 98 3871)

  • Pareri motivati

  • Porti: parere motivato indirizzato alla Spagna per la non conformità del regime di selezione dei lavoratori portuali (dockers) al trattato UE

La Commissione ha inviato oggi un parere motivato alla Spagna per aver obbligato le imprese di movimentazione delle merci in diversi porti spagnoli a partecipare finanziariamente al capitale di imprese private che gestiscono la fornitura di lavoratori portuali e per non aver consentito loro di reclutare personale sul mercato, tranne che nei casi in cui i lavoratori proposti dall'impresa privata risultino non idonei o insufficienti. Le imprese di movimentazione delle merci degli altri Stati membri che desiderano stabilirsi in Spagna potrebbero essere scoraggiate a farlo a causa dell'ostacolo che tale disposizione crea sul mercato in cui operano. Questa azione rappresenta la seconda fase del procedimento per infrazione. In assenza di misure adeguate da parte della Spagna la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: IP/12/1022 - H. Kearns - Tel. +32 229 87638 - Cellulare +32 498 98 7638)

  • Salute e sicurezza: la Commissione chiede alla Spagna di applicare integralmente una direttiva alla Guardia Civile

La Commissione europea ha chiesto alla Spagna di adottare misure per applicare integralmente ai membri della "Guardia Civil" la direttiva UE che stabilisce misure di base sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. La direttiva (89/391/CEE) impone agli Stati membri di introdurre norme che obbligano i datori di lavoro e i lavoratori ad adottare misure per limitare gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. La direttiva obbliga inoltre gli Stati membri a migliorare la formazione, l'informazione e la consultazione dei lavoratori per quanto riguarda le misure per la salute e la sicurezza. In Spagna il problema è dato dal fatto che per alcune sedi della Guardia Civile non è stato nominato un responsabile del controllo dell'applicazione di tali misure di prevenzione. Di conseguenza la salute e la sicurezza sul lavoro dei membri della Guardia Civile potrebbero essere a rischio. Se la Spagna non notificherà entro due mesi le misure adottate per garantire il pieno adempimento degli obblighi previsti dalla direttiva la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: J. Todd - Tel. +32 229 94107 - Cellulare +32 498 99 4107)

  • Salute e sicurezza: la Commissione chiede all'Austria di applicare integralmente due direttive nel settore dell'istruzione

La Commissione europea ha chiesto all'Austria di applicare integralmente nel settore dell'istruzione due direttive riguardanti salute e sicurezza (la direttiva quadro 89/391/CEE e la direttiva 89/654/CEE sui luoghi di lavoro). Le direttive impongono agli Stati membri di attuare misure per eliminare e ridurre i fattori di rischio delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro. Nel recepire la direttiva l'Austria tuttavia ha in gran parte escluso il settore dell'istruzione dalla sua legislazione nazionale. Di conseguenza la salute e la sicurezza del personale docente possono risultare meno protette, ad esempio per quanto riguarda le uscite di emergenza o la stabilità e la solidità degli edifici. La richiesta assume la forma di un parere motivato nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE. L'Austria ha ora due mesi per notificare alla Commissione le misure adottate per garantire la piena attuazione delle direttive. In caso contrario la Commissione può decidere di rinviare l'Austria dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: J. Todd - Tel. +32 229 94107 - Cellulare +32 498 99 4107)

  • Energie rinnovabili: la legislazione in Austria e Bulgaria non è in linea con le norme UE

Aumentare la quota delle energie rinnovabili al 20% entro il 2020 nell'ambito del consumo energetico globale dell'UE è un presupposto fondamentale per un'Europa più sostenibile e competitiva. Per raggiungere questo obiettivo vincolante ogni Stato membro deve impegnarsi ad attuare in maniera integrale la pertinente legislazione UE. La direttiva sull'energia da fonti rinnovabili (2009/28/CE) doveva essere recepita dagli Stati membri entro il 5 dicembre 2010. Il puntuale recepimento della direttiva rappresenta una priorità per la Commissione poiché un eventuale ritardo potrebbe impedire all'UE di conseguire il suo obiettivo in materia di energie rinnovabili. L'Austria e la Bulgaria non hanno tuttavia notificato alla Commissione tutte le necessarie misure di attuazione per il pieno recepimento della direttiva nelle rispettive legislazioni nazionali. La Commissione ha pertanto deciso oggi di inviare loro un parere motivato. Se i due Stati membri non adempiranno il loro obbligo giuridico entro due mesi la Commissione potrebbe decidere adire la Corte di giustizia. I due pareri motivati si aggiungono ad altri 9 procedimenti analoghi riguardanti Cipro, Repubblica ceca, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Malta, Polonia e Slovenia.

Per ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/energy/infringements/index_en.htm

(per ulteriori informazioni: M. Holzner - Tel. +32 229 60196 - Cellulare +32 498 98 2280)

  • Libera circolazione delle merci: la Commissione ammonisce la Francia per le barriere al commercio di prodotti da costruzione

La Commissione europea ha deciso di inviare alla Francia un parere motivato per il mancato rispetto delle norme UE che armonizzano la commercializzazione dei prodotti da costruzione. In seguito alle iniziative intraprese dalla Francia i produttori degli altri Stati membri hanno grandi difficoltà a vendere taluni prodotti da costruzione sul mercato francese. Se la Francia non si conformerà entro due mesi alla legislazione UE in questo settore la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

La Commissione ha ricevuto diverse denunce da parte di produttori e importatori di prodotti da costruzione, che incontravano difficoltà a venderli sul mercato francese poiché la Francia richiede un'ulteriore certificazione francese per tali prodotti nonostante essi rechino già la marcatura CE (la marcatura CE indica che il prodotto è stato sottoposto a valutazione prima di essere commercializzato) e siano legalmente commercializzati in altri Stati membri.

In base alle disposizioni della direttiva sui prodotti da costruzione (89/106/CEE), spetta agli Stati membri fissare i requisiti di rendimento dei prodotti da costruzione, a condizione che non ostacolino la libera circolazione dei prodotti con la marcatura CE. La stessa norma compare, in forma ancora più chiara, nel regolamento sui prodotti da costruzione adottato di recente (305/2011/UE).

Ulteriori informazioni sul regolamento sui prodotti da costruzione

Ulteriori informazioni sulla libera circolazione delle merci

MEMO/12/431 – Il settore dell'edilizia dovrebbe cogliere le eccellenti opportunità offerte dagli edifici a basso consumo energetico

(per ulteriori informazioni: C. Corazza - Tel. +32 229 51752 - Cellulare +32 498 99 2862)

  • Ambiente: la Commissione esorta la Grecia a proteggere la tartaruga Caretta caretta

La Commissione europea ha chiesto alla Grecia di migliorare la protezione delle tartarughe marine nella baia di Kyparissia (Peloponneso occidentale). Le tartarughe Caretta caretta sono una specie minacciata di estinzione e rigorosamente protetta dalla direttiva sugli habitat, e la baia in questione è una delle principali spiagge di riproduzione. Sebbene la Commissione abbia avviato a tal riguardo un procedimento per infrazione nell'ottobre del 2011 la Grecia tollera ancora l'esistenza di un numero significativo di attività e progetti nella zona (designata sito protetto Natura 2000) che non stati sottoposti a un'adeguata valutazione. La Grecia non ha inoltre preso le misure necessarie per creare e attuare un efficace sistema di rigorosa protezione delle tartarughe marine a Kyparissia allo scopo di evitare che vengano disturbate durante il periodo di riproduzione e vietare qualsiasi attività che possa danneggiare o distruggere le zone di riproduzione. La richiesta della Commissione è inviata sotto forma di parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE) e la Grecia ha due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Ambiente: la Commissione chiede alla Grecia di proteggere le sue risorse idriche dall'inquinamento da nitrati

La Commissione europea ha chiesto alla Grecia di porre rimedio alle lacune nella sua legislazione sui nitrati. I nitrati vengono ampiamente utilizzati come fertilizzanti, ma un livello eccessivo può causare un grave inquinamento dell'acqua. In base alla legislazione UE gli Stati membri sono tenuti a designare le zone esposte a tale tipo di inquinamento e adottare le opportune misure per ridurlo e prevenirlo, tra cui l'introduzione di periodi di fermo in cui è vietato spargere concime e fertilizzanti chimici, lo stoccaggio del concime durante tali periodi e l'applicazione di limiti all'uso di fertilizzanti. La Commissione ritiene che la Grecia debba estendere alcune della sue zone vulnerabili e designare zone aggiuntive. Sebbene si fosse impegnata a designare alcune zone aggiuntive, la Grecia non ha preso finora misure concrete. La richiesta della Commissione è inviata sotto forma di parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE) e la Grecia ha due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Ambiente: la Commissione chiede all'Italia di conformarsi alla legislazione UE sui veicoli fuori uso

La Commissione chiede all'Italia di notificare il recepimento di una direttiva che modifica la legislazione riguardante i veicoli fuori uso. La modifica doveva essere adottata entro il 31 dicembre 2011. L'Italia ha dichiarato che sta preparando i relativi progetti di legge, ma finora non è pervenuto alcun aggiornamento. La Commissione ha pertanto formulato un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). L'Italia ha due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Ambiente: la Commissione chiede alla Lettonia di conformarsi alla legislazione UE sui rifiuti delle industrie estrattive

La Commissione ha ricordato alla Lettonia che è tenuta a recepire in maniera corretta la direttiva sui rifiuti delle industrie estrattive. La Commissione aveva avviato a tal riguardo un procedimento per infrazione ad aprile e, sebbene alcuni dei problemi iniziali siano stati risolti, la legislazione lettone non prevede ancora l'obbligo di elaborare piani di emergenza esterni, ritenuti essenziali per la protezione civile. Nella sua forma attuale la legislazione lettone non garantisce che l'opinione pubblica sia sufficientemente informata sulle decisioni relative ai permessi e che l'autorità competente tenga conto delle sue osservazioni e dei suoi pareri prima di adottare dette decisioni. La Lettonia ha riconosciuto alcune delle lacune ed ha proposto di apportare modifiche alla legislazione nazionale. Le modifiche non sono tuttavia ancora state introdotte. La richiesta della Commissione è inviata sotto forma di parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE) e la Lettonia ha due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Ambiente: la Commissione esorta la Lettonia a conformarsi alla legislazione UE sulla caccia agli uccelli

La Commissione chiede alla Lettonia di allineare alla normativa UE la sua legislazione sulle attività venatorie poiché essa viola i principi di una saggia utilizzazione e di una regolazione ecologicamente equilibrata delle specie di uccelli e non ne garantisce la protezione nella fase della riproduzione e della dipendenza. La legislazione lettone sulle attività venatorie non rispetta inoltre le rigorose norme in tema di deroghe per la caccia stabilite nella direttiva sugli uccelli, poiché la concessione della deroga è subordinata a diverse condizioni. La Lettonia riconosce tali lacune e ha proposto di modificare le leggi in questione, ma finora non è pervenuta alcuna modifica. La Commissione ha pertanto formulato un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). La Lettonia ha due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Ambiente: la Commissione chiede all'Estonia di conformarsi alla legislazione UE sulle pile

La Commissione chiede all'Estonia di allineare la sua legislazione sulle pile alla legislazione europea. La legislazione estone vieta la vendita di pile e accumulatori contenenti piombo (anche se soddisfano le prescrizioni della direttiva sulle pile), ad eccezione di quelle destinate ai veicoli a motore. Il campo di applicazione della definizione nazionale di "produttore di pile e accumulatori" risulta inoltre troppo ampio. L'Estonia ha proposto di modificare la propria legislazione nazionale, ma finora non ha provveduto a farlo. La Commissione formula pertanto un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE), concedendo all'Estonia due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Ambiente: la Commissione chiede alla Romania di conformarsi alla legislazione UE per ridurre le emissioni di vapori di benzina prodotte durante le attività di rifornimento

La Romania deve ancora recepire la legislazione UE sul recupero di vapori di benzina durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio. La legislazione punta a ridurre le emissioni nell'atmosfera di composti organici volatili (COV) prodotte dalle attività di rifornimento dei veicoli nelle stazioni di servizio, poiché tali composti causano malattie respiratorie e danneggiano l'ambiente. La legislazione dovrebbe essere stata introdotta a partire dal 1° gennaio 2012. La Commissione ha avviato un procedimento per infrazione a tal riguardo nel marzo di quest'anno e formula ora un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). La Romania ha due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Ambiente: la Commissione chiede al Portogallo di conformarsi alla legislazione UE sui rifiuti delle industrie estrattive

La Commissione europea chiede al Portogallo di porre rimedio ad alcune lacune nel recepimento di una direttiva sui rifiuti delle industrie estrattive. Il Portogallo ha riconosciuto le lacune, che riguardano le disposizioni tecniche e l'accesso all'informazione. Poiché tuttavia alcune modifiche non sono ancora pervenute, la Commissione ha deciso di formulare un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). Il Portogallo ha due mesi per rispondere.

(per ulteriori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cellulare +32 498 95 3593)

  • Accordo bilaterale Italia-Cina sull'esenzione dal visto per i titolari di passaporto diplomatico: l'Italia non rispetta l'articolo 4, paragrafo 3, del trattato (TUE)

Nonostante le direttive di negoziato impartite alla Commissione nel 2005 per le trattative volte ad arrivare ad un accordo di partenariato e di cooperazione UE-Cina (che prevede, tra l'altro, un'eventuale esenzione dal visto per i titolari di passaporto diplomatico), l'Italia ha negoziato e concluso un accordo bilaterale con la Cina che esonera i titolari di passaporto diplomatico dall'obbligo del visto senza aver agito in cooperazione o in consultazione con la Commissione. In tal modo l'Italia è venuta meno all'obbligo di leale collaborazione e ha violato l'articolo 4, paragrafo 3 del TUE, che impone agli Stati membri di facilitare all'Unione l'adempimento dei suoi compiti e di astenersi da qualsiasi misura che rischi di mettere in pericolo la realizzazione dei suoi obiettivi. La Commissione ha pertanto adottato oggi un parere motivato con il quale chiede all'Italia di intraprendere le misure necessarie per conformarsi alla legislazione UE e di evitare di completare il processo di ratifica del suo accordo bilaterale con la Cina. In mancanza di una risposta soddisfacente da parte dell'Italia entro due mesi la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: M. Cercone - Tel. +32 229 80963 - Cellulare +32 498 98 2349)

  • Mercato interno: la Commissione interviene per difendere la libertà di stabilimento per i notai in Ungheria

La Commissione europea ha trasmesso oggi un'ulteriore richiesta all'Ungheria affinché rispetti la legislazione UE e revochi il requisito della nazionalità per la categoria dei notai. La Corte di giustizia dell'UE aveva già stabilito che tale requisito viola il principio di libertà di stabilimento sancito dal trattato sul funzionamento dell'UE (articolo 49) poiché alle attività dei notai non si applica la deroga di cui all'articolo 51 del TFUE riguardante le attività legate all'esercizio dei pubblici poteri (cfr. le sentenze della Corte del 24.5.2011 riguardanti Belgio, Francia, Lussemburgo, Austria, Germania e Grecia). L'Ungheria ha risposto che i suoi notai hanno poteri giudiziari. Essi non possono tuttavia decidere dei contenziosi. Sebbene in Ungheria i poteri conferiti ai notai consentano loro in alcuni casi di formulare decisioni equiparabili a decisioni giudiziarie, la Commissione ritiene pertanto che tale partecipazione all'esercizio dei pubblici poteri non sia sufficiente a giustificare il requisito della nazionalità. La richiesta aggiuntiva è redatta sotto forma di parere motivato complementare nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE. L'Ungheria ha ora due mesi per notificare alla Commissione le misure prese per adempiere gli obblighi previsti dalla legislazione UE riguardo ai notai. In caso contrario la Commissione può decidere di rinviare l'Ungheria dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE.

Ulteriori informazioni sulla libertà di stabilimento:

http://ec.europa.eu/internal_market/top_layer/living_working/services-establishment/index_en.htm

(per ulteriori informazioni: S. De Rynck - Tel. +32 229 63421 - Cellulare +32 498 98 3969)

  • Mercato interno: la Commissione interviene per difendere la libertà di stabilimento degli avvocati nel Lussemburgo

La Commissione europea ha chiesto oggi al Lussemburgo di adempiere agli obblighi previsti dalla legislazione UE per permettere agli avvocati di stabilirsi liberamente nel Lussemburgo. L'attuale legislazione nazionale impone infatti a tutti gli avvocati di saper parlare il francese, il tedesco e il lussemburghese. La Commissione ritiene che vi siano mezzi meno restrittivi e più efficaci per salvaguardare l'efficienza del sistema giuridico e tutelare i clienti e il patrimonio linguistico del paese. Ad esempio, l'ordine degli avvocati lussemburghese già dispone di un elenco pubblico di avvocati con riferimenti alle rispettive specializzazioni e lingue di lavoro. La richiesta odierna adotta la forma del parere motivato nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE. Il Lussemburgo ha ora due mesi per notificare alla Commissione le misure adottate per adempiere gli obblighi previsti dalla legislazione UE riguardo allo stabilimento degli avvocati. In caso contrario la Commissione può decidere di rinviare il Lussemburgo dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE.

Ulteriori informazioni sulla libertà di stabilimento:

http://ec.europa.eu/internal_market/top_layer/living_working/services-establishment/index_en.htm

(per ulteriori informazioni: S. De Rynck - Tel. +32 229 63421 - Cellulare +32 498 98 3969)

  • Appalti pubblici: la Commissione chiede alla Polonia di conformarsi alla legislazione UE

La Commissione europea ha chiesto oggi alla Polonia di adempiere agli obblighi previsti dalla legislazione UE sugli appalti pubblici per quanto riguarda la definizione di causa ammissibile per l'esclusione dei candidati negli appalti pubblici. In base alla legge polacca sugli appalti pubblici gli operatori economici che hanno causato danni attraverso la mancata o la non corretta esecuzione di un contratto vengono esclusi dalla procedura di assegnazione se il danno è oggetto della decisione di un tribunale nei tre anni che precedono l'avvio della procedura d'appalto. La legge polacca prevede inoltre l'esclusione obbligatoria dell'appaltatore il cui contratto è stato rescisso dall'amministrazione aggiudicatrice per motivi imputabili all'appaltatore, se il valore delle parte non eseguita del contratto ammontava almeno al 5% dello stesso. La Commissione ritiene che queste disposizioni vadano al di là dell'elenco esaustivo di cause ammissibili di esclusione per motivi riguardanti le qualità professionali dell'appaltatore, quale stabilito dall'articolo 45 della direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004 relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi. La richiesta adotta la forma del parere motivato nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE. La Polonia ha ora due mesi per notificare alla Commissione le misure prese per adempiere agli obblighi previsti dalla legislazione UE in materia di appalti pubblici. In caso contrario la Commissione può decidere di rinviare la Polonia dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE.

Ulteriori informazioni sulle norme in materia di appalti pubblici:

http://ec.europa.eu/internal_market/publicprocurement/index_en.htm

(per ulteriori informazioni: S. De Rynck - Tel. +32 229 63421 - Cellulare +32 498 98 3969)

  • Trasporti: la Commissione chiede a Belgio, Germania, Finlandia e Svezia di adottare misure nazionali in materia di sistemi di trasporto intelligenti (ITS)

La Commissione europea ha chiesto oggi a Belgio, Germania, Finlandia e Svezia di promuovere la diffusione di sistemi di trasporto intelligenti. La direttiva 2010/40/UE definisce un quadro per sostenere la diffusione di tali sistemi nel settore del trasporto stradale e per le interfacce intelligenti con altri modi di trasporto. La Commissione adotta alcune specifiche per garantire la compatibilità, l'interoperabilità e la continuità nella diffusione dei ITS. Belgio, Germania, Finlandia e Svezia non hanno ancora recepito integralmente la direttiva nelle rispettive legislazioni nazionali, sebbene abbiano ricevuto istruzioni in tal senso il 27 febbraio 2012. In base alla direttiva gli Stati membri garantiscono che le specifiche adottate dalla Commissione siano applicate alle applicazioni e ai servizi ITS all’atto della loro diffusione. Il fatto di non recepire tempestivamente la direttiva potrebbe pregiudicare l'efficacia e la tempestiva applicazione di tali specifiche. La richiesta della Commissione prende la forma del parere motivato nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE. Se gli Stati interessati non notificheranno entro due mesi alla Commissione le misure adottate per garantire il pieno rispetto della legislazione UE la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: H. Kearns - Tel. +32 229 87638 - Cellulare +32 498 98 7638)

  • Salute degli animali: la Commissione esorta la Svezia ad interrompere i test della paratuberculosi sui bovini

La Commissione europea ha inviato oggi una richiesta formale (parere motivato) alla Svezia, invitandola ad interrompere i test della paratubercolosi sui bovini. Le condizioni di polizia sanitaria armonizzata per il commercio di bovini stabilite dalla direttiva 64/432/CEE non prevedono requisiti sanitari per la paratubercolosi. Questi test obbligatori eseguiti dopo l'arrivo degli animali scoraggiano inoltre l'importazione, da parte degli allevatori svedesi, di bovini provenienti da altri Stati membri dell'UE e, poiché non hanno alcuna giustificazione dal punto di vista sanitario, hanno lo stesso effetto delle restrizioni quantitative. Non possono pertanto essere giustificati a norma dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che regola le restrizioni e i divieti all'importazione.

La paratubercolosi è una malattia contagiosa che colpisce l'intestino tenue dei bovini e degli ovini e i cui sintomi si manifestano dopo molto tempo o a volte non appaiono affatto. Anche la mancanza di test pratici e pienamente affidabili per individuare gli animali infetti spiega l'assenza di norme UE riguardo a questa malattia.

La Svezia ha due mesi di tempo a decorrere dalla presente richiesta formale per interrompere i test in questione. In caso contrario la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia europea.

(per ulteriori informazioni: F. Vincent - Tel. +32 229 87166 - Cellulare +32 498 98 7166)

  • Fiscalità: la Commissione chiede all'Austria di porre fine al trattamento discriminatorio delle istituzioni straniere senza scopo di lucro

La Commissione ha formalmente chiesto all'Austria di modificare la sua legislazione fiscale riguardante le donazioni alle organizzazioni senza scopo di lucro. La legge austriaca permette di considerare le donazioni a favore di talune istituzioni senza scopo di lucro stabilite in Austria come "spese straordinarie", mentre questo principio non viene applicato alla donazioni a favore di analoghe istituzioni straniere, il che genera un onere fiscale maggiore per chi effettua donazioni a favore di queste ultime. Ciò costituisce una restrizione ingiustificata della libera circolazione dei capitali, quale stabilita nei trattati. La richiesta della Commissione è inviata sotto forma di parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi la Commissione potrebbe decidere di rinviare l'Austria dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - Tel. +32 229 21548 - Cellulare +32 498 98 3871)

  • IVA: la Commissione chiede alla Germania di modificare le sue norme riguardanti i rimborsi IVA per gli operatori extra-UE

La Commissione europea ha chiesto alla Germania di modificare la propria legislazione, che prevede che le domande di rimborso dell'IVA presentate da operatori extra-UE siano firmate personalmente dal richiedente. La Commissione ritiene che tale misura sia contraria al principio fondamentale di efficacia, proporzionalità ed equivalenza sancito dalla normativa UE. Nessuna disposizione della pertinente normativa UE prevede che tali domande di rimborso dell'IVA siano firmate dal richiedente. Richiedere la firma personale degli operatori extra-UE può inoltre rendere estremamente difficile per chi non è stabilito nell'UE ottenere il rimborso. La Commissione è dell'avviso che l'obiettivo perseguito dalla Germania con questa norma (ossia combattere l'evasione fiscale e garantire una corretta procedura di rimborso) potrebbe essere conseguito con altri mezzi, ad esempio mediante la nomina di un rappresentante tributario. La richiesta della Commissione è inviata sotto forma di parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). In caso di mancato allineamento della legislazione in questione con la legislazione UE entro due mesi la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - Tel. +32 229 21548 - Cellulare +32 498 98 3871)

  • Fiscalità: la Commissione chiede alla Grecia di modificare le norme sulla tassa di immatricolazione degli autoveicoli

La Commissione europea ha formalmente chiesto alla Grecia di modificare le norme sulla tassa di immatricolazione per i veicoli aziendali assegnati a residenti greci da datori di lavoro non stabiliti in Grecia.

In base alla legislazione greca se un datore di lavoro stabilito in un altro Stato membro fornisce a un dipendente residente in Grecia un veicolo aziendale si applicano le norme sull'importazione temporanea. In altre parole, il residente greco può utilizzare il veicolo aziendale in Grecia per sei mesi consecutivi o non consecutivi nell'arco di un anno (con la possibilità di un'estensione in circostanze eccezionali). Dopo sei mesi dovrà però pagare la tassa di immatricolazione sul veicolo in questione. La Grecia non ha affrontato il problema dei veicoli aziendali transfrontalieri nella sua legislazione, trascurando in tal modo la pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia europea. Il dipendente che riceva un veicolo aziendale immatricolato nello Stato membro del suo datore di lavoro potrebbe di conseguenza dover sostenere costi aggiuntivi a causa della natura transfrontaliera del suo lavoro. Ciò potrebbe scoraggiare le attività transfrontaliere, violando i principi di libera circolazione dei lavoratori e di libertà di stabilimento sanciti dai trattati. La richiesta della Commissione è inviata sotto forma di parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). In caso di mancata reazione alla sua richiesta entro due mesi la Commissione potrebbe decidere di rinviare la Grecia dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - Tel. +32 229 21548 - Cellulare +32 498 98 3871)

  • Fiscalità: la Commissione chiede alla Spagna di modificare il suo regime tributario discriminatorio sui beni immobiliari

La Commissione ha chiesto alla Spagna di modificare le sue disposizioni tributarie pertinenti riguardo alcune vendite immobiliari. In base alla legislazione spagnola le plusvalenze derivanti dalla vendita di una residenza permanente sono esenti da imposta se i proventi vengono utilizzati per acquistare un'altra residenza permanente. Questa disposizione si applica tuttavia esclusivamente ai residenti spagnoli, introducendo in tal modo una discriminazione nei confronti dei non residenti. Le disposizioni sono incompatibili con le libertà fondamentali sancite dai trattati. La richiesta della Commissione è inviata sotto forma di parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). In caso di mancata reazione alla suddetta richiesta entro due mesi la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per ulteriori informazioni: E. Traynor - Tel. +32 229 21548 - Cellulare +32 498 98 3871)


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