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Progetto di bilancio 2013: lettera del Presidente Barroso ai capi di Stato e di governo sulla posizione del Consiglio

Commission Européenne - MEMO/12/599   25/07/2012

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Commissione europea

MEMO

Bruxelles, 25 luglio 2012

Progetto di bilancio 2013: lettera del Presidente Barroso ai capi di Stato e di governo sulla posizione del Consiglio

Il 24 luglio 2012 il Presidente Barroso ha inviato a tutti i capi di Stato e di governo dell’UE una lettera in cui esprime preoccupazione per la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio 2013.

Lo stesso giorno il Consiglio ha approvato senza discussione la posizione del COREPER dell’11 luglio 2012, che limita al 2,79% l’aumento dei pagamenti nel bilancio 2013 dell’UE. Nella sua proposta iniziale del 25 aprile 2012, la Commissione aveva suggerito di aumentare i pagamenti del 6,8% per tener conto dell’obbligo giuridico di effettuare pagamenti ai beneficiari per onorare impegni pregressi già approvati dagli Stati membri. La posizione del Consiglio prevede un importo inferiore di 5,2 miliardi di euro rispetto all’importo chiesto dalla Commissione per tener conto del reale fabbisogno di pagamenti.

Testo integrale della lettera del 24.7.2012

In occasione del Consiglio europeo di tre settimane fa, abbiamo deciso di comune accordo di continuare a fare tutto ciò che è necessario per riportare l'Europa sulla via di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Tutti i capi di Stato o di governo hanno sottoscritto un patto per la crescita e l'occupazione, che comprende impegni molto specifici in relazione al finanziamento dell'economia, anche attraverso l'uso delle assegnazioni rimanenti dei fondi strutturali per l'esercizio in corso. Questo è il messaggio da trasmettere ai nostri cittadini in un periodo così difficile.

Mi rivolgo a Lei perché temo che i negoziati sul bilancio 2013 stiano già compromettendo lo spirito del nostro recente accordo per il fatto che non vengono messi a disposizione fondi sufficienti per consentire all'Unione europea di sostenere nella misura concordata molti progetti a favore della crescita.

Il bilancio annuale quantifica gli impegni giuridicamente vincolanti assunti dall'Unione europea a sostegno di cittadini, PMI, ricercatori, agricoltori, studenti e regioni. Gli obblighi derivanti da questi impegni dovranno essere successivamente onorati attraverso adeguati pagamenti, effettuati secondo regole concordate e in funzione dell'effettiva attuazione dei programmi. Senza questi impegni, molti dei progetti in questione non partirebbero. Il fatto di rimettere in discussione la capacità dell'Unione europea di adempiere ai propri obblighi compromette la credibilità dei nostri programmi di finanziamento e del nostro impegno a sostenere la crescita.

Riconosco e apprezzo il coraggio che molti di voi stanno dimostrando nel cercare di risanare le finanze pubbliche. Il progetto di bilancio proposto dalla Commissione tiene debitamente conto di questo contesto congelando i nuovi impegni in termini reali. Vi è piena consapevolezza della situazione in cui ci troviamo e di cui si deve tener conto nel fissare il contributo al bilancio. La proposta di aumentare i livelli di pagamento del 6,8% per il 2013 deriva in gran parte da obblighi giuridici: si tratta di attuare quanto abbiamo già stabilito di comune accordo. La maggior parte di questi pagamenti è necessaria per sostenere i settori maggiormente in grado di rilanciare la crescita e la competitività. In realtà, l'incremento "reale" del 2013 sembrerebbe molto più modesto se gli stanziamenti d'impegno del bilancio 2012 fossero stati fissati in funzione del fabbisogno effettivo. Nell'esaminare la situazione si deve tener conto di tutti questi elementi. Dopo tutto, il bilancio dà un contributo fondamentale alla stabilizzazione delle economie e agli investimenti in diversi Stati membri, contributo che non può essere ignorato se si vogliono evitare conseguenze negative.

Ridurre i livelli di pagamento di oltre 5 miliardi di euro nel 2013, come proposto dal Consiglio, sarebbe un falso risparmio e avrebbe gravi ripercussioni sulla ripresa economica, perché a causa di questi tagli le regioni, i ricercatori o le PMI potrebbero rimanere a corto di finanziamenti.

Abbiamo già notevoli difficoltà a soddisfare le richieste di pagamenti del 2012 a favore della ricerca, dell'innovazione e della coesione, il che ci costringe a scelte dolorose per decidere quali conti pagare ora e quali rinviare a una fase successiva. In assenza di opportuni provvedimenti nel bilancio 2012 e di un accordo adeguato sul bilancio 2013, questa situazione già insostenibile è destinata a peggiorare.

Sono perfettamente consapevole dello sforzo che alcuni Stati membri dovranno compiere per consentire all'Unione europea di adempiere ai suoi obblighi giuridici, ma mi auguro che siate tutti d'accordo sul fatto che non è questo il momento di sacrificare gli investimenti che favoriscono la crescita e che gli investimenti cofinanziati dal bilancio dell'UE possono offrire un reale valore aggiunto.

Mi auguro che sarà disposto a collaborare in modo costruttivo con il Parlamento europeo e la Commissione per raggiungere un accordo sul bilancio di cui l'Europa ha bisogno. Invio copia della presente lettera al Presidente del Parlamento europeo.


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