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MEMO/12/235

Bruxelles, 30 marzo 2012

Iniziativa dei cittadini europei

I. Domande e risposte sull'iniziativa dei cittadini europei

  • Cosa dice il trattato di Lisbona riguardo all'iniziativa dei cittadini europei?

  • Quando potranno essere lanciate le prime iniziative dei cittadini?

  • Che succede in casi come quello della recente petizione di Greenpeace? Sarà possibile ripresentarla ora che è entrato in applicazione il regolamento sull'iniziativa dei cittadini?

  • Qual è il valore aggiunto dell'iniziativa dei cittadini europei?

  • Che differenza c'è tra un'iniziativa dei cittadini europei e una petizione?

  • Esistono iniziative dei cittadini negli Stati membri?

  • Un'iniziativa dei cittadini europei può riguardare qualunque argomento? Supererebbe la verifica dell'ammissibilità?

  • È possibile lanciare una revisione dei trattati con un'iniziativa dei cittadini europei?

  • I cittadini di paesi terzi che risiedono nell'UE possono firmare un'iniziativa dei cittadini europei?

II. Domande e risposte sul regolamento: come funziona l'iniziativa dei cittadini europei?

  • Chi può promuovere un'iniziativa?

  • Le organizzazioni possono promuovere un'iniziativa dei cittadini?

  • Vi sono disposizioni sulla trasparenza dei finanziamenti?

  • Agli organizzatori di un'iniziativa dei cittadini europei saranno erogati finanziamenti dell'UE?

  • Come è possibile per i cittadini venire a conoscenza delle iniziative in corso?

  • Come procederà la Commissione per accertarsi che i gruppi all'origine delle iniziative siano seri?

  • Come procederà la Commissione per impedire agli estremisti di usare questo strumento come piattaforma per le loro idee?

  • I criteri in base ai quali vengono respinte le iniziative ingiuriose o futili non possono dar adito a una censura da parte della Commissione?

  • Quali sono le condizioni da soddisfare per la registrazione di una proposta d'iniziativa?

  • Che lingua devono usare gli organizzatori per chiedere la registrazione di una proposta d'iniziativa?

  • La Commissione intende tradurre le proposte d'iniziativa?

  • Cosa può dare ai potenziali organizzatori la certezza che la loro idea rientra nelle competenze della Commissione?

  • Per quale motivo i firmatari di un'iniziativa devono provenire da un quarto degli Stati membri? Perché non basta che provengano da un solo Stato membro?

  • Perché utilizzare un multiplo del numero di membri del Parlamento europeo come soglia per il numero minimo di dichiarazioni di sostegno per Stato membro?

  • Cosa ne è delle dichiarazioni di sostegno raccolte negli Stati membri che non raggiungono la soglia minima?

  • Quanti anni devono avere i cittadini per poter firmare un'iniziativa?

  • I cittadini devono essere iscritti nelle liste elettorali per poter firmare un'iniziativa?

  • Se un cittadino di uno Stato membro vive in un altro Stato membro, in quale Stato membro sarà conteggiata la sua dichiarazione di sostegno?

  • È possibile per i cittadini dell'Unione che risiedono al di fuori del suo territorio firmare un'iniziativa? In quale Stato membro saranno conteggiate le loro dichiarazioni di sostegno?

  • È possibile firmare un'iniziativa dei cittadini europei on-line?

  • Cosa garantisce ai cittadini la sicurezza della firma elettronica di un'iniziativa?

  • Cosa garantisce ai cittadini che sostengono un'iniziativa che i loro dati personali non saranno utilizzati per nessun altro scopo?

  • Come saranno verificate le dichiarazioni di sostegno?

  • Che seguito darà la Commissione alle iniziative che soddisfano i requisiti di ammissibilità?

  • Che succede se la Commissione decide di non dar seguito a un'iniziativa dei cittadini? Di quale diritto di ricorso dispongono i cittadini?

  • È possibile presentare un'iniziativa in conflitto con un'altra iniziativa in corso? È possibile presentare più volte la stessa iniziativa?

  • Perché gli Stati membri hanno avuto bisogno di un anno per attuare l'iniziativa dei cittadini europei?

  • Il regolamento non rende l'iniziativa dei cittadini europei troppo complessa dal punto di vista burocratico?

  • Molte proposte d'iniziativa potrebbero essere respinte per mancanza di una base giuridica o per scarsa conformità con i "valori dell'UE". Un elevato tasso di esclusione potrebbe nuocere alla reputazione del processo o, addirittura, a quella della Commissione?

  • E se fossero solo belle parole? In realtà non cambierà niente!

I. Domande e risposte sull'iniziativa dei cittadini europei

1. Cosa dice il trattato di Lisbona riguardo all'iniziativa dei cittadini europei?

Il trattato di Lisbona introduce il concetto di iniziativa dei cittadini europei. Esso stabilisce infatti che “cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l’iniziativa d’invitare la Commissione europea, nell’ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati." (Articolo 11, paragrafo 4, del TUE).

Il trattato di Lisbona prevede altresì che le procedure e le condizioni necessarie per la presentazione di un'iniziativa dei cittadini, compreso il numero minimo di Stati membri da cui i cittadini che la presentano devono provenire, siano stabilite da un regolamento che il Parlamento europeo e il Consiglio adottano su proposta della Commissione europea. La Commissione ha adottato la proposta il 31 marzo 2010. Il regolamento è stato adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 16 febbraio 2011. Su richiesta degli Stati membri, la sua applicazione è stata rinviata al 1° aprile 2012 (cfr. domanda n. 27).

2. Quando potranno essere lanciate le prime iniziative dei cittadini?

Domenica 1° aprile, data a partire dalla quale la Commissione potrà accogliere le richieste di registrazione delle proposte d'iniziativa, comincerà la prima fase fondamentale che precede la raccolta delle dichiarazioni di sostegno da parte dei cittadini.

3. Che succede in casi come quello della recente petizione di Greenpeace? Sarà possibile ripresentarla ora che è entrato in applicazione il regolamento sull'iniziativa dei cittadini?

Le petizioni come quella presentata recentemente da Greenpeace non possono essere considerate un'iniziativa dei cittadini. Poiché il trattato specifica che le procedure e le condizioni necessarie per la presentazione di un'iniziativa dei cittadini sono stabilite da un regolamento adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, le iniziative lanciate prima che il regolamento fosse applicabile non possono essere considerate iniziative "dei cittadini", in quanto le regole e le procedure non erano ancora in essere. Le firme raccolte prima della data di applicazione del regolamento non possono essere usate dopo tale data. A norma del regolamento, le dichiarazioni di sostegno possono essere raccolte solo dopo la registrazione della proposta d'iniziativa presso la Commissione.

4. Qual è il valore aggiunto dell'iniziativa dei cittadini europei?

Il trattato di Lisbona lo dice chiaramente: il funzionamento dell'Unione europea continua a fondarsi sulla "democrazia rappresentativa" e i cittadini europei continuano ad essere direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo.

L'iniziativa dei cittadini europei amplierà tuttavia la portata del dibattito pubblico, consentendo ai cittadini di partecipare maggiormente alla vita democratica dell'Unione attraverso questo nuovo strumento di "democrazia partecipativa".

Pur conservando il proprio diritto di iniziativa, e non essendo quindi tenuta a presentare una proposta a seguito di un'iniziativa dei cittadini, la Commissione esaminerà attentamente tutte le iniziative che rientrano nelle sue attribuzioni per valutare l'opportunità di una nuova proposta politica.

La Commissione ritiene pertanto che questo nuovo strumento darà un contributo alquanto positivo non solo alla democrazia europea, ma anche alla definizione delle politiche dell'UE.

5. Che differenza c'è tra un'iniziativa dei cittadini europei e una petizione?

Il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, che era già sancito dai trattati precedenti, differisce sostanzialmente dalla nuova iniziativa dei cittadini introdotta dal trattato di Lisbona. Le petizioni possono essere presentate da cittadini dell'Unione e da qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro, individualmente o in associazione con altri cittadini o persone, e devono vertere su materie che rientrano nel campo di attività dell'Unione e che li riguardano direttamente (ad esempio, una denuncia). Le petizioni, quindi, non riguardano necessariamente nuove proposte politiche. Le petizioni sono rivolte al Parlamento europeo nella sua veste di diretto rappresentante dei cittadini a livello dell'Unione.

L'iniziativa dei cittadini consente ad almeno un milione di cittadini di chiedere direttamente alla Commissione di presentare nuove iniziative politiche.

6. Esistono iniziative dei cittadini negli Stati membri?

Le iniziative dei cittadini esistono già nella maggior parte degli Stati membri, a livello nazionale, regionale o locale. Esistono iniziative nazionali, ad esempio, in Austria, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Paesi Bassi, iniziative regionali in Austria, Germania, Spagna, Svezia, Paesi Bassi ecc. e iniziative locali in Belgio, Germania, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Slovenia, Spagna, Svezia ecc. Vengono promosse iniziative dei cittadini anche al di fuori dell'Unione europea (ad esempio in Svizzera e negli Stati Uniti). La portata di queste iniziative varia notevolmente e le procedure seguite sono generalmente diverse.

7. Un'iniziativa dei cittadini europei può riguardare qualunque argomento? Supererebbe la verifica dell'ammissibilità?

Non è questa la sede per procedere ad un'analisi giuridica di tutte le proposte possibili. I criteri sono piuttosto chiari: le uniche proposte d'iniziativa dei cittadini che non saranno registrate sono quelle che esulano manifestamente dalle competenze della Commissione o quelle che sono palesemente ingiuriose, futili o contrarie ai valori dell'Unione.

8. È possibile lanciare una revisione dei trattati con un'iniziativa dei cittadini europei?

No. In conformità del trattato e del regolamento, le iniziative dei cittadini possono riguardare unicamente proposte su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati.

9. I cittadini di paesi terzi che risiedono nell'UE possono firmare un'iniziativa dei cittadini europei?

No. In conformità dei trattati, i cittadini di paesi terzi non possono firmare un'iniziativa dei cittadini europei. In effetti, il trattato specifica chiaramente che solo i cittadini degli Stati membri possono firmare un'iniziativa.

II. Domande e risposte sul regolamento: come funziona l'iniziativa dei cittadini europei?

1. Chi può promuovere un'iniziativa?

Le iniziative dei cittadini devono essere organizzate da comitati composti da almeno 7 cittadini che risiedano in almeno 7 Stati membri diversi. I membri dei comitati dei cittadini devono essere cittadini dell'Unione in età di voto per le elezioni europee (18 anni in tutti gli Stati membri, ma 16 anni in Austria). I comitati dei cittadini devono nominare un rappresentante e un supplente incaricati di parlare e di agire a loro nome durante tutta la procedura. I membri del Parlamento europeo non possono essere conteggiati per il raggiungimento del numero minimo necessario per costituire un comitato dei cittadini.

2. Le organizzazioni possono promuovere un'iniziativa dei cittadini?

Le organizzazioni non possono promuovere iniziative dei cittadini. Tuttavia, qualsiasi entità può promuovere o sostenere proposte d'iniziativa purché lo faccia in modo totalmente trasparente.

3. Vi sono disposizioni sulla trasparenza dei finanziamenti?

Per garantire la trasparenza e un controllo democratico, gli organizzatori delle iniziative sono tenuti a fornire durante tutta la procedura informazioni regolari e aggiornate sulle organizzazioni che sostengono un'iniziativa e sulle modalità di finanziamento delle iniziative stesse. Oltre a essere nell’interesse dei cittadini intenzionati a dare il proprio sostegno, questo è conforme all’iniziativa europea per la trasparenza promossa dalla Commissione.

4. Agli organizzatori di un'iniziativa dei cittadini europei saranno erogati finanziamenti dell'UE?

Non sono previsti finanziamenti UE per tale scopo.

5. Come è possibile per i cittadini venire a conoscenza delle iniziative in corso?

Tutte le iniziative in corso sono registrate e rese disponibili al pubblico sul sito Internet della Commissione. Questo consente di seguire l'andamento delle iniziative in corso e costituisce uno strumento per la comunicazione e la trasparenza.

6. Come procederà la Commissione per accertarsi che i gruppi all'origine delle iniziative siano seri?

Il regolamento prevede che le proposte d'iniziativa palesemente non serie (cioè futili, ingiuriose o vessatorie) non vengano registrate. Poiché tuttavia l'organizzatore di un'iniziativa dei cittadini dev'essere un comitato dei cittadini, il numero di proposte d'iniziativa non serie dovrebbe essere limitato.

7. Come procederà la Commissione per impedire agli estremisti di usare questo strumento come piattaforma per le loro idee?

A norma del regolamento, la Commissione è tenuta a rifiutare la registrazione di proposte d'iniziativa dei cittadini manifestamente contrarie ai valori dell'Unione onde evitare di fare pubblicità a posizioni estremistiche su un sito Internet della Commissione.

8. I criteri in base ai quali vengono respinte le iniziative ingiuriose o futili non possono dar adito a una censura da parte della Commissione?

No. Le iniziative devono essere palesemente ingiuriose o futili, il che significa che non devono sussistere dubbi in merito. Comunque sia, in caso di disaccordo con la decisione i promotori avrebbero la possibilità di adire la Corte di giustizia dell'Unione europea o di presentare una denuncia al Mediatore europeo (cfr. domanda n. 25).

9. Quali sono le condizioni da soddisfare per la registrazione di una proposta d'iniziativa?

Gli organizzatori devono chiedere la registrazione della proposta alla Commissione, immettendo le seguenti informazioni, in una delle lingue ufficiali dell'Unione, in un registro elettronico messo a disposizione dalla Commissione:

  • titolo della proposta d'iniziativa dei cittadini;

  • oggetto;

  • descrizione degli obiettivi della proposta per la quale si chiede alla Commissione di agire;

  • disposizioni del trattato considerate pertinenti dagli organizzatori per la proposta d'iniziativa;

  • nome e cognome, indirizzo postale, nazionalità e data di nascita dei sette membri del comitato dei cittadini, indicando specificatamente il loro rappresentante e il loro supplente con i relativi indirizzi e-mail;

  • tutte le fonti di finanziamento e di sostegno.

Gli organizzatori possono inoltre fornire informazioni più dettagliate in un allegato, compreso un progetto di testo legislativo.

Basandosi su queste informazioni, la Commissione registrerà la proposta d'iniziativa purché siano soddisfatte le condizioni specificate nel regolamento, in particolare il fatto che la proposta d'iniziativa non deve esulare manifestamente dalla facoltà della Commissione di presentare una proposta relativa a un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione dei trattati.

10. Che lingua devono usare gli organizzatori per chiedere la registrazione di una proposta d'iniziativa?

Gli organizzatori possono chiedere la registrazione di un'iniziativa in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell'Unione.

11. La Commissione intende tradurre le proposte d'iniziativa?

No. Sarà cura degli organizzatori tradurre la proposta d'iniziativa nelle lingue di loro scelta. Una volta ricevuta conferma della registrazione in una delle lingue ufficiali, gli organizzatori potranno chiedere che altre lingue ufficiali siano aggiunte al registro. Prima di caricarle nel registro, la Commissione si accerterà che non vi siano incongruenze manifeste e significative rispetto alla versione originale del titolo, dell'oggetto e degli obiettivi.

12. Cosa può dare ai potenziali organizzatori la certezza che la loro idea rientra nelle competenze della Commissione?

La Commissione ha fornito informazioni circa le proprie competenze sul sito Internet dell'iniziativa dei cittadini. Queste informazioni dovrebbero consentire ai potenziali organizzatori di verificare se esiste una disposizione del trattato che permetta alla Commissione di agire nel settore interessato.

13. Per quale motivo i firmatari di un'iniziativa devono provenire da un quarto degli Stati membri? Perché non basta che provengano da un solo Stato membro?

Si è dovuto stabilire il numero minimo di Stati membri da cui i cittadini devono provenire per garantire che un'iniziativa dei cittadini rappresenti un interesse veramente europeo e tener conto del fatto che, ai sensi del trattato, i cittadini devono provenire da "un numero significativo di Stati membri".

Il numero stabilito di comune accordo dal Parlamento e dal Consiglio è pari a un quarto degli Stati membri, che attualmente equivale a sette, anche tenendo conto dell'adesione della Croazia.

14. Perché utilizzare un multiplo del numero di membri del Parlamento europeo come soglia per il numero minimo di dichiarazioni di sostegno per Stato membro?

Nel libro verde, la Commissione suggeriva di fissare la soglia allo 0,2% della popolazione di ciascuno Stato membro. Molte risposte ritenevano tuttavia che lo 0,2% della popolazione fosse una soglia inutilmente elevata rispetto all'obiettivo di garantire la rappresentanza di un interesse europeo. Altre ritenevano che questa percentuale non fosse equa, perché è molto più facile, ad esempio, raccogliere dichiarazioni di sostegno di 1 000 cittadini (pari allo 0,2% della popolazione) in Lussemburgo che di 160 000 cittadini in Germania, il che rende la raccolta più facile negli Stati membri con un minor numero di abitanti.

Il metodo scelto riflette pertanto queste preoccupazioni. Il regolamento prevede una soglia fissa per ciascuno Stato membro, in proporzione decrescente rispetto alla popolazione di ogni Stato, con una soglia minima e un massimale.

Per garantire che si fondino su criteri obiettivi, tali soglie sono calcolate in base a un multiplo del numero di membri del Parlamento europeo eletti in ciascuno Stato membro. Il multiplo scelto era 750, sia per rispondere alle richieste di molti interessati di fissare la soglia al di sotto dello 0,2% della popolazione, sia per tener conto dei timori riguardo a una soglia troppo bassa per gli Stati membri con una popolazione non numerosa.

Il sistema consente dunque un numero proporzionalmente inferiore di firmatari per gli Stati membri più popolosi e un numero proporzionalmente superiore per gli Stati con una popolazione non numerosa.

Il numero minimo di firmatari per Stato membro è indicato nell'allegato I del regolamento.

15. Cosa ne è delle dichiarazioni di sostegno raccolte negli Stati membri che non raggiungono la soglia minima?

Naturalmente, queste dichiarazioni di sostegno saranno aggiunte al numero complessivo di firme, ma gli Stati membri interessati non saranno compresi nel quarto di Stati membri necessario.

16. Quanti anni devono avere i cittadini per poter firmare un'iniziativa?

Tutti i cittadini dell'Unione in età di voto per le elezioni europee possono sostenere un'iniziativa. L'età minima è quindi di 18 anni in tutti gli Stati membri tranne l'Austria (16).

17. I cittadini devono essere iscritti nelle liste elettorali per poter firmare un'iniziativa?

No. I cittadini dell'Unione dovranno solo aver raggiunto l’età di voto per le elezioni europee.

18. Se un cittadino di uno Stato membro vive in un altro Stato membro, in quale Stato membro sarà conteggiata la sua dichiarazione di sostegno?

Questo dipende dai dati forniti dal sostenitore e, pertanto, dallo Stato membro che verifica la dichiarazione di sostegno. Il sostenitore che fornisce i dati corrispondenti al proprio Stato membro di residenza sarà conteggiato in tale Stato membro. Analogamente, il sostenitore che fornisce i dati corrispondenti allo Stato membro di cui è cittadino sarà conteggiato in tale Stato membro. Ad esempio, un cittadino austriaco che vive in Estonia può compilare il modulo che sarà verificato in Estonia e quindi essere conteggiato in Estonia, indicando nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita e nazionalità, OPPURE compilare il modulo che sarà verificato e conteggiato in Austria, aggiungendo ai dati suddetti un numero d'identificazione personale dell'elenco accettato dall'Austria, che figura nella parte C dell'allegato III del regolamento (numero del passaporto o della carta d'identità).

In ogni caso, i cittadini possono firmare un'iniziativa una volta sola.

19. È possibile per i cittadini dell'Unione che risiedono al di fuori del suo territorio firmare un'iniziativa? In quale Stato membro saranno conteggiate le loro dichiarazioni di sostegno?

La possibilità per i cittadini dell'Unione che risiedono al di fuori del suo territorio di firmare un'iniziativa dipenderà dallo Stato membro di cui hanno la nazionalità. Alcuni Stati membri non sono in grado di verificare le dichiarazioni di sostegno dei loro cittadini che vivono al di fuori dell'Unione. La proposta iniziale della Commissione dava la possibilità di firmare a tutti i cittadini dell'UE che risiedono al di fuori del suo territorio. Tuttavia, visti i nuovi requisiti stabiliti dagli Stati membri, per alcuni cittadini potrebbe risultare impossibile firmare. Coloro che hanno questa possibilità saranno conteggiati nello Stato membro di cui hanno la nazionalità.

20. È possibile firmare un'iniziativa dei cittadini europei on-line?

I cittadini possono firmare on-line. Gli organizzatori devono predisporre a tal fine un sistema di raccolta on-line delle firme che sia conforme ai requisiti tecnici e di sicurezza contenuti nel regolamento. La Commissione ha definito standard tecnici e messo a disposizione gratuitamente un software open source per aiutare gli organizzatori a predisporre il loro sistema.

21. Cosa garantisce ai cittadini la sicurezza della firma elettronica di un'iniziativa?

Prima di dare inizio alla raccolta on-line delle firme, gli organizzatori devono chiedere all'autorità nazionale competente dove saranno archiviati i dati onde certificare il sistema di raccolta utilizzato (anche quando gli organizzatori utilizzano il software open source fornito dalla Commissione). Le autorità nazionali si accerteranno che le caratteristiche tecniche e di sicurezza del loro sistema di raccolta on-line siano conformi ai requisiti minimi stabiliti nel regolamento, in modo da garantire che la firma sia sicura.

22. Cosa garantisce ai cittadini che sostengono un'iniziativa che i loro dati personali non saranno utilizzati per nessun altro scopo?

Il regolamento garantisce la protezione totale dei dati da parte di tutti i soggetti interessati: organizzatori, Stati membri e Commissione. Godono di questa protezione sia l'organizzazione che il follow-up di un'iniziativa dei cittadini. La normativa in vigore sulla protezione dei dati personali si applicherà al trattamento dei dati personali ai fini di un'iniziativa dei cittadini. Gli organizzatori di un'iniziativa dei cittadini e i responsabili del trattamento dei dati dovranno rispondere dei danni causati in conformità del diritto nazionale applicabile e saranno soggetti a sanzioni appropriate in caso di violazione del regolamento.

23. Come saranno verificate le dichiarazioni di sostegno?

Nelle dichiarazioni di sostegno i cittadini dovranno fornire le informazioni richieste dallo Stato membro da cui provengono (Stato membro in cui risiedono o Stato membro di cui hanno la cittadinanza), tra cui nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita e nazionalità nonché, per determinati Stati membri, un numero d'identificazione personale. Certi Stati membri non richiedono una parte di queste informazioni (come l'indirizzo completo e il luogo o la data di nascita). Indicazioni particolareggiate sui dati da fornire figurano nei due moduli per le dichiarazioni di sostegno contenuti nell'allegato III (parti A e B) del regolamento. L'elenco dei documenti/numeri d'identificazione accettati da ciascuno degli Stati membri che richiedono un numero d'identificazione personale figura nella parte C dell'allegato III.

Gli organizzatori devono usare moduli separati a seconda dello Stato membro da cui provengono i firmatari. Questo significa che tutti i firmatari di un determinato modulo devono provenire dallo stesso Stato membro. Gli organizzatori dovranno poi inviare le dichiarazioni all'autorità nazionale dello Stato membro in questione. Le autorità nazionali procederanno, eventualmente mediante campionamento casuale, ai controlli necessari per certificare il numero di dichiarazioni di sostegno valide raccolte.

24. Che seguito darà la Commissione alle iniziative che soddisfano i requisiti di ammissibilità?

La Commissione ha tre mesi di tempo per esaminare un'iniziativa dei cittadini che abbia raccolto le dichiarazioni di sostegno necessarie. Prima di esporre le proprie conclusioni in una comunicazione, la Commissione riceverà gli organizzatori al livello appropriato perché possano illustrare in dettaglio le questioni sollevate dalla loro iniziativa. Gli organizzatori potranno anche presentare la loro iniziativa in occasione di un'audizione pubblica al Parlamento europeo.

25. Che succede se la Commissione decide di non dar seguito a un'iniziativa dei cittadini? Di quale diritto di ricorso dispongono i cittadini?

L'iniziativa dei cittadini è intesa a stabilire un programma di lavoro e pertanto non incide sul diritto di iniziativa della Commissione che sarà però tenuta, in quanto collegio, a prendere in seria considerazione le richieste presentate mediante le iniziative dei cittadini. Se decide di non dar seguito a un'iniziativa dei cittadini, la Commissione deve spiegare dettagliatamente i motivi di tale decisione. L'analisi politica del merito dell'iniziativa eseguita dalla Commissione non può essere oggetto di una procedura di ricorso.

D'altro canto, una decisione relativa alla registrazione delle proposte d'iniziativa che si basi su motivazioni giuridiche può essere impugnata. Qualora la registrazione venga rifiutata, la Commissione informerà gli organizzatori dei motivi del rifiuto e di tutti i ricorsi giurisdizionali e rimedi extragiurisdizionali di cui possono disporre.

26. È possibile presentare un'iniziativa in conflitto con un'altra iniziativa in corso? È possibile presentare più volte la stessa iniziativa?

Il regolamento non impone alcuna regola per quanto riguarda la presentazione successiva della stessa iniziativa o di altre iniziative dei cittadini analoghe, né osta al lancio di iniziative in conflitto fra di esse.

27. Perché gli Stati membri hanno avuto bisogno di un anno per attuare l'iniziativa dei cittadini europei?

Molti Stati membri dovevano adeguare il loro diritto nazionale per poter procedere alle verifiche delle dichiarazioni di sostegno e/o garantire che gli organizzatori siano oggetto di sanzioni appropriate in caso di violazione del regolamento.

28. Il regolamento non rende l'iniziativa dei cittadini europei troppo complessa dal punto di vista burocratico?

L'iniziativa dei cittadini non è soggetta a inutili formalità burocratiche. Le regole concordate permettono di raggiungere il giusto equilibrio tra la necessità di garantire la credibilità dello strumento e l'esigenza di agevolarne l'uso per i cittadini.

La Commissione ha inoltre elaborato una guida chiara ed esauriente, che può essere scaricata dal sito Internet, per facilitare la comprensione delle varie fasi della procedura. Anche il punto di contatto Europe Direct risponderà alle domande dei cittadini con il sostegno dei servizi della Commissione.

29. Molte proposte d'iniziativa potrebbero essere respinte per mancanza di una base giuridica o per scarsa conformità con i "valori dell'UE". Un elevato tasso di esclusione potrebbe nuocere alla reputazione del processo o, addirittura, a quella della Commissione?

La Commissione ritiene che la maggior parte delle proposte d'iniziativa sarà accolta. I criteri di esclusione sono piuttosto limitati e chiari: vengono respinte le proposte che esulano dalle competenze della Commissione o che sono manifestamente ingiuriose, futili o contrarie ai valori dell'Unione. L'iniziativa dei cittadini europei è uno strumento innovativo della democrazia partecipativa che richiederà, come tutti i nuovi sistemi, un periodo di rodaggio. Questo però non comporta necessariamente un tasso elevato di rifiuto, anzi la Commissione è persuasa che gli organizzatori prenderanno molto sul serio la presentazione delle proposte d'iniziativa e ne chiederanno la registrazione nella piena consapevolezza dei criteri suddetti. È quindi poco probabile che la reputazione dell'iniziativa dei cittadini europei o della Commissione ne risenta.

30. E se fossero solo belle parole? In realtà non cambierà niente!

L'impatto di un milione di firme provenienti da almeno sette Stati membri è innegabile. Le iniziative che soddisfano i pochi criteri stabiliti e raccolgono le firme necessarie non potranno assolutamente essere insabbiate. La Commissione riceverà gli organizzatori al livello appropriato perché possano illustrare in dettaglio le questioni sollevate dalla loro iniziativa. Gli organizzatori potranno anche presentare la loro iniziativa in occasione di un'audizione pubblica al Parlamento europeo. La Commissione mobiliterà il proprio meccanismo decisionale per elaborare una comunicazione, adottata dall'intero collegio, sul modo in cui intende dar seguito all'iniziativa. Anche se non dovesse dar luogo ad un'azione legislativa, la questione godrà di un'ampia diffusione in tutta Europa, presso la Commissione europea e il Parlamento europeo.


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