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MEMO/12/12

Strasburgo, 17 gennaio 2012

Infrazioni: domande frequenti (FAQ)

Quali sono le varie fasi della procedura d’infrazione?

L’articolo 258 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) conferisce alla Commissione, che è custode dei trattati, il potere di agire in giudizio contro lo Stato membro che non rispetti gli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione.

La procedura d’infrazione ha inizio con una richiesta di informazioni (“lettera di costituzione in mora”) cui lo Stato membro interessato deve rispondere entro un termine preciso, in genere due mesi.

Se le informazioni che riceve non la soddisfano e ha motivo di credere che lo Stato membro non stia ottemperando agli obblighi cui è tenuto in forza del diritto dell’Unione, la Commissione può inviare una richiesta formale (“parere motivato”) in cui ingiunge allo Stato membro di conformarsi al diritto dell’Unione e lo sollecita a comunicarle i provvedimenti disposti a tal fine entro un termine preciso, in genere due mesi.

Se lo Stato membro non provvede a conformarsi, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia. Di fatto però, nel 95% circa dei casi, gli Stati membri si conformano prima di essere portati dinanzi alla Corte. Se la Corte accerta l’inadempimento con sentenza di condanna, lo Stato membro deve adottare le misure necessarie per conformarsi alla sentenza.

Nello specifico caso degli Stati membri che non attuano le direttive entro il termine prescritto dal Consiglio dei Ministri dell’UE e dal Parlamento europeo, la Commissione può chiedere alla Corte di comminare allo Stato membro in questione il pagamento di una penalità fin dalla prima sentenza di inadempimento. Questa possibilità è stata introdotta con il trattato di Lisbona all’articolo 260, paragrafo 3, del TFUE.

Cosa succede se uno Stato membro non si conforma alla sentenza della Corte?

Se, nonostante la prima pronuncia, lo Stato membro non ha preso le disposizioni del caso, la Commissione può avviare una seconda procedura d’infrazione ai sensi dell’articolo 260 del TFUE con un’unica lettera di costituzione in mora (una sorta di “ammonimento” scritto), prima di adire nuovamente la Corte.

Nel rinviare lo Stato membro dinanzi alla Corte, la Commissione può proporle di condannare lo Stato membro inadempiente al pagamento di una penalità commisurata alla durata e alla gravità dell’infrazione, ma anche alle dimensioni dello Stato membro. Due sono le componenti:

  • una somma forfettaria che dipende dal tempo trascorso dalla prima sentenza della Corte;

  • una penalità per ciascun giorno a partire dalla seconda sentenza della Corte sino al termine dell’infrazione.

Chi decide le penalità?

È la Commissione che propone gli importi, ma la Corte può decidere di modificarli nella sentenza.

Qual è il ruolo della Commissione?

La Commissione è custode dei trattati ed è suo compito e dovere garantire la tutela dell’interesse pubblico nei tempi e secondo le procedure decise dal trattato. Il che può voler dire anche portare uno Stato membro di fronte alla Corte di giustizia.

La decisione di avviare la procedura d’infrazione contro uno Stato membro compete al collegio dei Commissari ed è fondata sull'esame accurato e imparziale, a cura dei servizi della Commissione, dei documenti e delle informazioni fornite dalle parti, e su ogni eventuale denuncia.

Le decisioni della Commissione riguardanti le infrazioni sono raccolte una volta al mese in un processo generale che coinvolge varie politiche e sono pubbliche.

Per statistiche aggiornate sulle infrazioni in generale, si veda il sito web:

http://ec.europa.eu/eu_law/infringements/infringements_it.htm


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