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Che cosa fa l'UE per venire in aiuto al popolo libico?

Commission Européenne - MEMO/11/565   22/08/2011

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MEMO/11/565

Bruxelles, 22 agosto 2011

Che cosa fa l'UE per venire in aiuto al popolo libico?

Dopo sei mesi di conflitto, il fine settimana del 20-21 agosto ha segnato una svolta decisiva in Libia con l'ingresso dei ribelli a Tripoli. La Commissione europea si è preparata attivamente a questo evento, e alle sfide che si prospettano per il futuro, sin dall'inizio delle sollevazioni in Libia. Di seguito figura una sintesi dei principali interventi della Commissione a sostegno del popolo libico, e dell'intera regione del Mediterraneo meridionale, in questa fase di cambiamenti epocali.

Una risposta umanitaria decisiva

L'UE ha fornito complessivamente oltre 150 milioni di euro di aiuti umanitari in risposta alla crisi libica, di cui 80 milioni erogati dalla Commissione stessa. Gli aiuti umanitari finanziati dalla Commissione sono stati destinati: alle persone in fuga dalla Libia; al rimpatrio dai paesi limitrofi verso il paese di origine di oltre 31 700 cittadini di paesi terzi che lavoravano in Libia; all'assistenza ai rifugiati che non possono tornare nel loro paese e ai libici in fuga; all'evacuazione per via marittima e aerea di circa 5 800 Europei, per la quale gli otto Stati partecipanti hanno chiesto un contributo di 10 574 084 euro; al finanziamento e all'allestimento di scorte di emergenza per fornire soccorsi in Libia. In tale contesto, numerosi Commissari si sono recati a marzo in Libia e nelle sue regioni di confine, tra cui Štefan Füle (Allargamento e politica di vicinato), Cecilia Malmström (Affari interni) e Kristalina Georgieva (Aiuti umanitari).

Si veda: Overview of humanitarian aid to Libya

Un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa

In previsione del Consiglio europeo straordinario dell'11 marzo, l'8 marzo la Commissione europea e l'Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza (AR/VP) hanno presentato una comunicazione dal titolo "Un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale", in cui vengono illustrate le misure che l'Europa potrebbe adottare per sostenere i cambiamenti nel vicinato meridionale.

La Commissione propone un partenariato imperniato su tre pilastri: i) sostegno mirato alla trasformazione democratica e allo sviluppo istituzionale, con particolare attenzione ai diritti umani, alle riforme costituzionali e giudiziarie e alla lotta contro la corruzione; ii) stretto partenariato con le persone, insistendo in particolare sul sostegno alla società civile, e maggiori possibilità di contatti interpersonali, specialmente per i giovani; iii) misure volte a rilanciare la crescita economica, lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro, segnatamente mediante un sostegno alle piccole e medie imprese. In tale contesto, la Commissione ha dichiarato che avrebbe riesaminato i cospicui programmi di assistenza, che attualmente mettono a disposizione dei nostri vicini meridionali 4 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni per il periodo 2011-2013.

Si veda: La Commissione europea lancia un ambizioso partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale

Una politica europea di vicinato nuova e ambiziosa

Il 25 maggio l'AR/VP Catherine Ashton ha lanciato, insieme al Commissario per l’allargamento e la politica di vicinato Štefan Füle, una nuova e ambiziosa politica europea di vicinato (PEV) a conferma dell'impegno deciso e rafforzato dell'UE nei confronti dei paesi limitrofi. La proposta intende consolidare le relazioni individuali e regionali tra l'UE e i paesi del suo vicinato attraverso un'impostazione sintetizzabile come "più fondi per più riforme", mettendo cioè a disposizione nuovi fondi, ma con una maggiore responsabilità reciproca.

In aggiunta ai 5,7 miliardi di euro già stanziati per il periodo 2011-2013, ulteriori finanziamenti pari a 1,24 miliardi di euro sono stati trasferiti da altre risorse esistenti e saranno messi a disposizione per sostenere la PEV. Inoltre, il Consiglio europeo ha accolto la proposta dell'AR/VP di aumentare di 1 miliardo di euro i prestiti della BEI (Banca europea per gli investimenti) a favore del Mediterraneo meridionale nello stesso periodo. La BERS (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo) ha appoggiato la richiesta dell'AR/VP di estendere le sue operazioni alla regione Medio oriente-Africa settentrionale, cominciando dall'Egitto. La BERS prevede che i volumi annui dei prestiti possano arrivare a circa 2,5 miliardi di euro entro il 2013.

Si veda: Una politica europea di vicinato nuova e ambiziosa

Un ufficio dell'UE a Bengasi

Il 22 maggio Catherine Ashton ha aperto un nuovo ufficio dell'UE a Bengasi, nella Libia orientale, per migliorare l'efficacia dell'assistenza fornita dall'UE in coordinamento con gli Stati membri e le altre organizzazioni internazionali. In questa occasione l'AR/VP si è incontrata con Mahmoud Jibril, presidente del Consiglio nazionale di transizione (CNT), che l'UE ha riconosciuto come interlocutore politico chiave in Libia.

Si veda: Catherine Ashton opens European Union office in Benghazi

Dialogo e impegno con il Consiglio nazionale di transizione

In occasione del suo incontro del 13 luglio con il presidente del CNT Mahmoud Jibril, il presidente Barroso ha dichiarato che il CNT deve essere considerato un vero e proprio movimento nazionale, con un impegno inequivocabile verso la riconciliazione nazionale e una transizione politica inclusiva. Abbiamo già iniziato a mobilitare risorse per sostenere questa transizione, in stretta collaborazione con i nostri partner internazionali (ONU, Unione africana e Lega araba). Il presidente ha sottolineato altresì che, ferma restando la necessità per il popolo libico di assumere la titolarità del processo di transizione, l'UE è pronta a mettere a disposizione le proprie competenze e il proprio sostegno per quanto riguarda:

  • l'organizzazione e il monitoraggio di elezioni libere e democratiche

  • la creazione di un'amministrazione e di un sistema giudiziario efficienti

  • lo sviluppo della società civile e la libertà dei mezzi di comunicazione

  • la riforma del settore della sicurezza

  • la definizione di politiche economiche solide per favorire la crescita, lo sviluppo e l'occupazione

Sanzioni contro il regime di Gheddafi

Per informazioni sulle decisioni riguardanti le sanzioni contro la Libia, si veda:

EEAS news regarding Libya


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