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MEMO/11/349

Bruxelles, 27 maggio 2011

Domande & Risposte: la lotta contro il tabacco nell'UE

Qual è l'impatto del tabacco sulla salute dei cittadini dell'UE?

Si stima che circa 650 000 cittadini dell'UE muoiono ogni anno di morte prematura dovuta al consumo di tabacco.

In questo gruppo rientrano anche i non fumatori. Sulla base di stime prudenziali, circa 80 000 adulti, compresi quasi 20 000 non fumatori, sono morti nell'UE-15 nel 2002, a causa delle malattie dovute a un'esposizione al fumo di tabacco a casa o sul luogo di lavoro.

Nei 27 paesi dell'UE circa 13 milioni di persone soffrono di una o più delle sei principali categorie di malattie associate al fumo1. Si tratta di:

  • bronchiti e altre infezioni del tratto respiratorio inferiore

  • malattie polmonari ostruttive croniche

  • infarto, cardiopatie, ostruzioni arteriose (soprattutto nelle gambe) e altre malattie cardiovascolari

  • asma

  • cancri del polmone

  • altri cancri, che interessano ad esempio il pancreas, l'esofago e lo stomaco

Chi fa cosa nell'UE per assicurare il controllo del tabacco?

L'UE e le autorità degli Stati membri collaborano nella lotta contro il tabacco.

Un pilastro centrale della lotta contro il tabacco è la legislazione UE sui prodotti del tabacco e sulla pubblicità del tabacco. Tale legislazione intende conciliare gli obiettivi del mercato interno con la necessità di assicurare un livello elevato di protezione della salute del pubblico in tutta l'UE. La Commissione europea è incaricata di sorvegliare l'attuazione di queste disposizioni oltre che di proporre le necessarie revisioni.

La direttiva sui prodotti del tabacco (2001) impone che tutti i prodotti del tabacco venduti nell'UE rechino due avvertimenti scritti: il primo avvertimento obbligatorio è "il fumo uccide" o "il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno". La seconda avvertenza, selezionata da una lista di 14 possibilità, comprende "il fumo provoca cancro mortale ai polmoni". La direttiva vieta inoltre i termini fuorvianti quali ‘light’, ‘mild’, oppure ‘basso tenore di catrame’, e fa obbligo ai fabbricanti di dichiarare agli Stati membri gli ingredienti da essi usati. Essa vieta inoltre il tabacco per uso orale e fissa un tenore massimo di catrame, nicotina e monossido di carbonio nelle sigarette.

La direttiva sulla pubblicità del tabacco (2003) vieta la pubblicità transfrontaliera dei prodotti del tabacco sui media a stampa, alla radio e sui servizi on line. Essa vieta inoltre la sponsorizzazione di eventi transfrontalieri. La pubblicità del tabacco e la sua sponsorizzazione alla televisione è inoltre vietata dal 1989.

Per altri ambiti della lotta contro il tabagismo quali la prevenzione, la cessazione e ambienti liberi dal fumo, la responsabilità di predisporre le regole e le strutture appropriate ricade sui singoli Stati membri. In questi ambiti il ruolo dell'UE è di sostenere, integrare e coordinare gli sforzi nazionali. L'UE ha formulato le seguenti raccomandazioni agli Stati membri:

Raccomandazione del Consiglio sulla prevenzione del fumo (2003), che incoraggia gli Stati membri a controllare tutte le forme di promozione del tabacco e la vendita ai minori nonché fa opera di sensibilizzazione e di educazione alla salute.

Raccomandazione del Consiglio sugli ambienti senza fumo (2009), che sollecita gli Stati membri ad adottare ed attuare leggi per proteggere i cittadini dall'esposizione al fumo del tabacco nei locali pubblici chiusi, sul posto di lavoro e nei trasporti pubblici. Essa sollecita anche che si corredino le norme in tema di ambienti senza fumo con misure di sostegno atte a proteggere i bambini, che si coordino gli sforzi per l'abbandono del fumo e si introducano avvertimenti pittografici sui pacchetti di sigarette.

Quali leggi nazionali antifumo sono già in vigore?

Finora 15 Stati membri dispongono di leggi che tutelano i cittadini dall'esposizione al fumo del tabacco in modo completo.

Il divieto totale del fumo in tutti i luoghi pubblici chiusi e nei luoghi di lavoro, compresi i bar e i ristoranti, è in vigore in Irlanda, Regno Unito, Grecia, Spagna e Ungheria. L'Italia, la Svezia, Malta, la Lettonia, la Finlandia, la Slovenia, la Francia, i Paesi Bassi, Cipro e la Polonia hanno introdotto una legislazione relativa ad ambienti liberi da fumo che consente però di fumare in appositi ambienti circoscritti.

Negli altri Stati membri le leggi antifumo consentono esenzioni per certi luoghi pubblici come bar e ristoranti.

La legislazione vigente a tutela dei cittadini dal fumo del tabacco, articolata per Stato membro, può essere consultata qui:

http://ec.europa.eu/health/tobacco/law/free_environments/index_en.htm

Per proteggere la salute dei cittadini queste normative devono essere applicate in modo efficace. Anche le disposizioni antifumo più rigorose, se non sono applicate in modo efficace dalle autorità nazionali, non proteggono dall'esposizione al fumo del tabacco nei posti di lavoro chiusi e negli spazi pubblici chiusi.

In seguito alla Giornata mondiale senza tabacco dell'anno scorso diversi paesi hanno intensificato gli sforzi per assicurare ai loro cittadini ambienti senza fumo. L'Ungheria, ad esempio, ha adottato nell'aprile 2011 una legislazione antifumo esaustiva. Il fumo sarà proibito in tutti i luoghi pubblici chiusi e nei posti di lavoro, comprese le strutture di ricezione e i trasporti pubblici, a decorrere dal gennaio 2012. Anche punti di agglomerazione aperti quali le fermate dell'autobus e i campi giochi saranno coperti da un divieto che si estende ad un raggio di cinque metri. Un altro esempio è quello della Spagna, dove una nuova legge entrata in vigore nel gennaio 2011 estende il divieto del fumo a tutti i luoghi pubblici, compresi i bar, i ristoranti, le discoteche, i luoghi di intrattenimento e le fermate dei trasporti pubblici. Il fumo è vietato anche nei campi giochi e negli spazi esterni dei centri aventi fini sanitari e educativi, esclusi quelli consacrati esclusivamente all'educazione degli adulti. In Baviera, in seguito a un referendum del luglio 2010, è entrato in vigore un divieto completo del fumo in tutti i bar e ristoranti.

Inoltre, nel settembre 2010 è entrata in vigore in Finlandia la prima legge nazionale volta a porre fine una volta per tutte all'uso dei prodotti del tabacco, e vi sono disposizioni che vietano la messa in mostra dei prodotti del tabacco nonché i distributori automatici ed estendono il divieto di fumare alle strutture all'aperto e alle stanze d'albergo.

Vi sono prove del fatto che le politiche antifumo funzionano?

È comprovato che i divieti di fumare hanno un impatto positivo sulla salute grazie alla riduzione del consumo e dell'esposizione. Anche se occorreranno 20-30 anni per avere il quadro completo, le prove raccolte nei paesi liberi da fumo sono incoraggianti: la qualità dell'aria negli ambienti interni è migliorata notevolmente dopo l'entrata in vigore del divieto di fumare, con una riduzione dell'83%-86% delle concentrazioni di particolato nei bar irlandesii e scozzesiii rispettivamente. Una migliore qualità dell'aria ha portato a una riduzione significativa degli infarti: 11% in meno in Irlandaiii e in Italiaiv, un calo del 17% in Scoziav, e ancora maggiori riduzioni in alcuni Stati degli USA.

Diversi studi hanno già dimostrato che si sono registrati notevoli miglioramenti nella salute respiratoria dei lavoratori delle strutture ricettive in seguito alle leggi antifumovi. Da diverse relazioni emerge anche che le politiche antifumo hanno ridotto il consumo di tabacco e hanno incoraggiato i fumatori a smettere.

Quali sono i prossimi passi nella strategia UE contro il tabacco?

La Commissione esamina attualmente l'opportunità di presentare nel 2012 una proposta di revisione della direttiva del 2001 sui prodotti del tabacco. In seguito ad una consultazione pubblica avviata l'anno scorso e all'analisi delle eventuali opzioni di revisione emerse da una valutazione di impatto la direttiva potrebbe essere rafforzata, adattata agli impegni internazionali in tema di lotta contro il tabagismo, ai nuovi sviluppi pervenuti nei prodotti del tabacco e ai progressi scientifici. Le eventuali misure attualmente all'esame sono:

  • soluzioni normative per affrontare i nuovi prodotti di tabacco senza fumo e prodotti a base di nicotina;

  • una migliore informazione dei consumatori. Ad esempio, immagini di avvertimento più grandi e sui due lati dei pacchetti, pacchetti standardizzati, informazioni sulle sostanze nocive;

  • regolamentazione degli ingredienti nei prodotti del tabacco, in particolare di quelli che accrescono il richiamo dei prodotti del tabacco e creano maggiore dipendenza, oltre ad esercitare un'attrattiva soprattutto sui giovani, quali gli aromatizzanti alla vaniglia e alla frutta;

  • revisione delle regole di vendita dei prodotti del tabacco.

La Commissione promuove campagne di sensibilizzazione sui pericoli del tabacco?

Sì, l'approccio della Commissione europea comprende anche un'azione di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini europei per aiutarli a comprendere il danno che il tabacco arreca alla loro salute. Per tale motivo, a partire dal 2005, la Commissione finanzia campagne di sensibilizzazione su scala UE.

La campagna "HELP", che è stata condotta dal 2005 al 2010, era imperniata sulla prevenzione del fumo tra i giovani.

Nelle prossime settimane la Commissione avvierà una nuova campagna: "Gli ex fumatori sono inarrestabili". L'obiettivo della campagna è incoraggiare giovani adulti nella fascia di età dai 25 ai 34 anni a smettere di fumare. Si tratta di un pubblico costituito di 145 milioni di cittadini UE. La nuova campagna sposterà l'impostazione strategica dai rischi del fumo per privilegiare piuttosto i vantaggi per chi smette di fumare, proponendo quali modelli da imitare ex fumatori e quanto essi hanno realizzato.

Qual è il ruolo dell'UE nella lotta antifumo a livello internazionale?

L'UE svolge un ruolo attivo nella lotta antifumo a livello globale. Essa è stata uno dei volani della Convenzione quadro dell'OMS per la lotta al tabagismo entrata in vigore il 27 febbraio 2005. La convenzione costituisce il primo trattato sanitario vincolante su scala mondiale dell'Organizzazione mondiale della Sanità. A tuttora vi aderiscono 172 parti, compresa l'Unione europea e 26 Stati membri dell'UEvii.

La convenzione quadro costituisce una cornice normativa internazionale per la lotta contro il tabagismo. Essa contiene disposizioni sul confezionamento e l'etichettatura, sulla pubblicità, sulla promozione e la sponsorizzazione, sulla protezione dall'esposizione al fumo di tabacco, sui regolamenti in tema di contenuto dei prodotti del tabacco, sugli scambi illeciti, sui prezzi e la fiscalità e sul sostegno ad alternative economicamente valide per i coltivatori.

1 :

Fonte: studio 'ASPECT': http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/Tobacco/Documents/tobacco_fr_en.pdf

i :

Secondhand smoke exposure and risk following the Irish smoking ban: an assessment of salivary nicotine concentrations in hotel workers and air nicotine levels in bars, M Mulcahy et al. Tob Control 2005;14:384-388 doi:10.1136/tc.2005.011635

ii :

Secondhand smoke levels in Scottish pubs: the effect of smoke-free legislation, Semple et al. Tob Control 2007;16:127-132 doi:10.1136/tc.2006.018119

iii :

http://www.independent.ie/national-news/fall-in-heart-attacks-as-smoking-ban-takes-full-effect-1071344.html

iv :

Effect of the Italian Smoking Ban on Population Rates of Acute Coronary Events, G Cesaroni et al. Circulation published February 11, 2008, doi:10.1161/CIRCULATIONAHA.107.72988

v :

International review of the health and economic impact of the regulation of smoking in public places, A Ludbrook et al. (2005) Edinburgh. NHS Health Scotland

vi :

Per particolari di tali studi si rinvia al documento di lavoro della Commissione: Documento d'accompagnamento alla proposta di raccomandazione del Consiglio relativa agli ambienti senza fumo. VALUTAZIONE DI IMPATTO. {COM(2009) 328 definitivo} {SEC(2009) 894}.

vii :

Tutti gli Stati membri tranne la Repubblica ceca


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