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Domande e Risposte: i Diritti dei Pazienti nell'Assistenza Sanitaria Transfrontaliera

European Commission - MEMO/11/32   19/01/2011

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MEMO/11/32

Bruxelles, 19 gennaio 2011

Domande e Risposte: i Diritti dei Pazienti nell'Assistenza Sanitaria Transfrontaliera

Un tedesco anziano ammalato di diabete porta con sé in un viaggio in Italia apposite prescrizioni, ma il farmacista italiano le accetterà? Una donna polacca vorrebbe sottoporsi a un'operazione all'anca nel paese in cui vivono e lavorano i nipoti, ma come può organizzare tutto ciò dalla Polonia? Un portoghese vorrebbe farsi operare alla cataratta da uno specialista in Spagna, ma sarà rimborsato? Questi sono soltanto alcuni esempi di casi in cui un paziente potrebbe aver bisogno di maggiori chiarimenti quanto ai suoi diritti e alle regole in materia di assistenza transfrontaliera.

Una legge dell'UE recentemente adottata fa chiarezza sul diritti che i pazienti hanno di accedere a un trattamento medico sicuro e di buona qualità e di venirne rimborsati. I pazienti che si recano in un altro paese dell'UE per cure mediche avranno diritto allo stesso trattamento dei cittadini dei paese in cui ricevono le cure. Questa nuova legge andrà a vantaggio dei pazienti dell'UE anche sotto diversi altri aspetti. Essa renderà più facile per le autorità sanitarie nazionali collaborare e scambiare informazioni sugli standard qualitativi e di sicurezza applicabili all'assistenza sanitaria. Essa aiuterà i pazienti che hanno bisogno di un trattamento specializzato, ad esempio quelli che cercano una diagnosi o il trattamento per una malattia rara. Essa incoraggia lo sviluppo di "Reti di riferimento europee" che riuniranno, su base volontaria, i centri specializzati già riconosciuti in Europa. Gli esperti della sanità di tutta Europa potranno condividere buone pratiche in tema assistenziale e fornire standard di eccellenza.

Quali dimensioni ha il fenomeno?

I pazienti preferiscono ricevere un'assistenza sanitaria nel loro proprio paese. Questo è il motivo per cui la domanda di assistenza sanitaria transfrontaliera rappresenta soltanto l'1% della spesa pubblica per la sanità che corrisponde attualmente a circa 10 miliardi di euro. Tale stima comprende l'assistenza sanitaria transfrontaliera non pianificata preventivamente dai pazienti (ad esempio, le cure d'emergenza). Ciò fa pensare che la cifra corrisponda a meno dell'1% della spesa e il movimento dei pazienti è calcolato in relazione a un'assistenza sanitaria transfrontaliera pianificata, come ad esempio operazioni all'anca e al ginocchio o interventi di cataratta.

Ma vi è già una regolamentazione in vigore (regolamenti sulla sicurezza sociale)!

I cittadini che hanno bisogno di cure (incluse le cure d'emergenza) quando si trovano temporaneamente all'estero continueranno a beneficiare del regime previsto nei regolamenti vigenti e riceveranno le cure necessarie.

Per l'assistenza pianificata un paziente può già chiedere un'autorizzazione previa. Tale autorizzazione non può essere rifiutata se il paziente non può essere curato entro un limite di tempo giustificabile sul piano medico.

Allora perché abbiamo bisogno di questa nuova legislazione?

Questa direttiva non altererà i benefici già offerti ai cittadini dai regolamenti vigenti in materia di sicurezza sociale. Anche se queste regole, che sono imperniate su accordi in tema di sicurezza sociale e non sui diritti dei pazienti, sono in vigore dal 1971, occorreva chiarire il diritto dei cittadini dell'UE di ricevere un'assistenza sanitaria in un altro Stato membro.

Nel caso di ricovero ospedaliero, uno dei principali risultati della nuova direttiva è che i pazienti potranno scegliere liberamente il prestatore di cure.

Nei casi che non richiedono un ricovero ospedaliero i pazienti potranno chiedere assistenza sanitaria all'estero senza dover ottenere previamente un'autorizzazione o espletare formalità e potranno chiedere il rimborso dei costi una volta ritornati a casa. La direttiva riguarda non soltanto i prestatori pubblici di cure, ma anche quelli privati.

In tutti i casi, con o senza ricovero, i pazienti avranno accesso ad informazioni di qualità sulla sicurezza delle cure che riceveranno.

La direttiva intende inoltre affrontare altre questioni pratiche: dove posso trovare informazioni sugli standard qualitativi applicati dall'ospedale? Quanto mi verrà rimborsato? La Corte di giustizia europea ha confermato1 che il diritto di cercare un'assistenza sanitaria transfrontaliera è già presente nel trattato. Questa nuova direttiva però espone chiaramente tale regola in uno strumento legislativo dell'UE e costituisce un quadro uniforme e coerente per tutti i cittadini d'Europa.

Ho bisogno dell'autorizzazione della mia autorità nazionale prima di recarmi all'estero per cure?

Le autorità nazionali possono introdurre un sistema di "autorizzazione previa" in tre casi:

1) per le cure che comportano un ricovero ospedaliero di almeno una notte;

2) per un'assistenza sanitaria altamente specializzata e costosa e

3) in casi gravi e specifici correlati alla qualità o alla sicurezza delle cure prestate all'estero. In questi tre casi i singoli assicurati possono trovarsi a dover chiedere preventivamente l'autorizzazione della loro autorità sanitaria nazionale competente per il rimborso.

L'autorizzazione può essere rifiutata?

Le autorità sanitarie nazionali possono rifiutare l'autorizzazione se il trattamento in questione o il prestatore di cure in questione possono presentare un rischio per il paziente. Inoltre, se nel paese di residenza un'assistenza sanitaria può essere fornita in tempo utile, l'autorizzazione può essere rifiutata, ma gli Stati membri dovranno spiegare il motivo che ha reso necessaria una simile decisione.

Cosa posso fare se mi viene rifiutata l'autorizzazione?

I pazienti hanno il diritto di chiedere il riesame di qualsiasi decisione amministrativa attinente al loro caso individuale per quanto concerne l'assistenza sanitaria transfrontaliera.

Dopo aver ricevuto le cure all'estero come verrò rimborsato?

I pazienti riceveranno quale rimborso lo stesso importo che avrebbero ricevuto nel loro paese per lo stesso tipo di cure. Gli Stati membri in cui le cure sono gratuite dovranno informare i pazienti sulle loro tariffe in materia di rimborsi.

Posso recarmi all'estero per ricevere cure se il trattamento non è disponibile nel mio paese?

Certamente, se un trattamento non è disponibile in uno Stato membro le autorità sanitarie nazionali non possono rifiutare l'autorizzazione ad un paziente che lo richieda in un altro paese dell'UE. I pazienti però riceveranno il rimborso per tale trattamento a patto che esso corrisponda al "pacchetto" nazionale di prestazioni sanitarie.

Di solito i pacchetti di prestazioni pubbliche sono definiti in modo piuttosto generale, ma laddove vi siano elenchi più precisi (come ad esempio tariffari medici) essi vanno usati ai fini dei rimborsi transfrontalieri.

Devo anticipare i soldi per il trattamento transfrontaliero?

Sì, in generale il paziente paga le cure che riceve ed è quindi rimborsato dall'autorità nazionale nei tempi più brevi possibile. La legge prevede anche che gli Stati membri possono scegliere di confermare anticipatamente l'importo del rimborso sulla base di una stima presentata dal paziente.

Dove possono trovare maggiori informazioni sui miei diritti all'assistenza sanitaria transfrontaliera?

La nuova legge prevede la creazione di un punto di contatto in ciascuno Stato membro incaricato di fornire informazioni sui diritti dei pazienti all'assistenza sanitaria in tutta Europa. Questi centri scambieranno tra loro informazioni e saranno quindi in grado di fornire ai pazienti informazioni pratiche sulle condizioni e sui livelli di rimborso, sulle possibilità di trattamento, sui prestatori, le procedure di ricorso, ecc. I pazienti avranno quindi un'idea più chiara della qualità e della sicurezza dell'assistenza sanitaria prestata all'estero, il che accrescerà la loro capacità di prendere decisioni informate in merito all'assistenza sanitaria transfrontaliera.

Cosa devo fare se qualcosa va storto mentre ricevo un trattamento sanitario all'estero?

La nuova legge stabilisce le responsabilità sia del paese in cui avviene in trattamento sia del paese responsabile per il rimborso per quanto concerne i reclami e i ricorsi. I punti di contatto nazionali forniranno ai pazienti le informazioni di cui hanno bisogno nel merito.

Come posso essere sicuro che il trattamento che ho ricevuto all'estero venga continuato adeguatamente quando ritorno a casa?

Vi sono diverse disposizioni atte ad assicurare la continuità delle cure. Il paese in cui avviene il trattamento assicurerà che i pazienti abbiano accesso alla loro cartella clinica su supporto cartaceo o elettronico relativa al trattamento che essi hanno ricevuto. Il paese d'origine assicurerà che il proseguimento delle cure abbia la stessa qualità indipendentemente dal paese dell'UE in cui sono state prestate le prime cure.

La mia prescrizione sarà riconosciuta in uno altro Stato membro dell'UE?

Una prescrizione rilasciata in un paese dell'UE sarà riconosciuta nel paese di residenza del paziente e viceversa. Ciò assicura che l'assistenza sanitaria fornita in un altro paese dell'UE abbia un proseguimento adeguato quanto il paziente ritorna a casa.

Il paziente ha diritto a ottenere il medicinale prescritto sulla ricetta a patto che tale medicinale sia autorizzato per la vendita e disponibile nel paese in cui il paziente desidera ricevere il prodotto.

Le prescrizioni dovrebbero già essere riconosciute, in linea di principio, su scala UE. Nella pratica, però, ciò non avviene sempre. Questa nuova direttiva darà ai farmacisti gli strumenti necessari per capire le prescrizioni transfrontaliere (in modo da meglio identificare il medicinale prescritto e i medici e i pazienti in questione).

Cosa rimane ancora da fare?

A livello nazionale gli Stati membri stabiliranno almeno un punto nazionale di contatto che fornirà ai pazienti tutte le informazioni necessarie. Gli Stati membri assicureranno che i loro centri di riferimento partecipino alla rete di riferimento europea.

Essi devono inoltre assicurare che siano attivate le procedure amministrative relative all'uso dell'assistenza sanitaria transfrontaliera e al rimborso dei costi, comprese procedure di reclamo e meccanismi per il calcolo dei costi.

La Commissione istituirà delle reti per incoraggiare la cooperazione su scala UE in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie e di assistenza sanitaria on line (eHealth). Essa contribuirà anche ad agevolare il riconoscimento delle prescrizioni transfrontaliere.

Quando entrerà in vigore questa legge?

I governi nazionali hanno 30 mesi per recepire queste disposizioni nel diritto nazionale.

Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/health/cross_border_care/policy/index_it.htm

1 :

Cause Kohll e Decker (1998); Ferlini (2000); Geraets-Smits e Peerbooms (2001); Vanbraekel (2001); Inizan (2003); Müller Fauré e Van Riet (2003); Leichtle (2004); Watts (2006); Stamatelaki (2007); Elchinov (2010).


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