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MEMO/10/683

Bruxelles, 15 dicembre 2010

Iniziativa dei cittadini europei

I. Domande e risposte sull'iniziativa dei cittadini europei

1. Cosa dice il trattato di Lisbona riguardo all'iniziativa dei cittadini europei?

2. È già possibile presentare un'iniziativa dei cittadini? Quando potranno essere lanciate le prime iniziative dei cittadini?

3. Che succede in casi come quello della recente petizione di Greenpeace? Sarà possibile ripresentarla dopo l'entrata in applicazione del regolamento sull'iniziativa dei cittadini?

4. Qual è il valore aggiunto dell'iniziativa dei cittadini europei?

5. Che differenza c'è tra un'iniziativa dei cittadini europei e una petizione?

6. Esistono iniziative dei cittadini negli Stati membri?

7. Un'iniziativa dei cittadini europei può riguardare la sede del Parlamento europeo di Strasburgo?

8. Sarà possibile lanciare una revisione dei trattati con un'iniziativa dei cittadini europei?

9. I cittadini di paesi terzi che risiedono nell'UE possono firmare un'iniziativa dei cittadini europei?

II. Domande e risposte sul regolamento: come funzionerà l'iniziativa dei cittadini europei?

1. Chi può promuovere un'iniziativa?

2. Le organizzazioni possono promuovere un'iniziativa dei cittadini?

3. Vi saranno disposizioni sulla trasparenza dei finanziamenti?

4. Agli organizzatori di un'iniziativa dei cittadini europei saranno erogati finanziamenti dell'UE?

5. Come sarà possibile per i cittadini venire a conoscenza delle iniziative in corso?

6. Come procederà la Commissione per accertarsi che i gruppi all'origine delle iniziative siano seri?

7. Come procederà la Commissione per impedire agli estremisti di usare questo strumento come piattaforma per le loro idee?

8. Quali saranno le condizioni da soddisfare per la registrazione di una proposta d'iniziativa?

9. Che lingua dovranno usare gli organizzatori per chiedere la registrazione di una proposta d'iniziativa?

10. La Commissione intende tradurre le proposte d'iniziativa?

11. Cosa può dare ai potenziali organizzatori la certezza che la loro idea rientra nelle competenze della Commissione?

12. La Commissione ha sempre detto di volere una fase di registrazione e una verifica dell'ammissibilità in una fase successiva della procedura. Perché quest'idea è stata abbandonata?

13. Per quale motivo i firmatari di un'iniziativa devono provenire da un quarto degli Stati membri? Perché non basta che provengano da un solo Stato membro?

14. Perché utilizzare un multiplo del numero di membri del Parlamento europeo come soglia per il numero minimo di dichiarazioni di sostegno per Stato membro?

15. Cosa ne è delle dichiarazioni di sostegno raccolte negli Stati membri che non raggiungono la soglia minima?

16. Quanti anni devono avere i cittadini per poter firmare un'iniziativa?

17. I cittadini dovranno essere iscritti nelle liste elettorali per poter firmare un'iniziativa?

18. Se un cittadino di uno Stato membro vive in un altro Stato membro, in quale Stato membro sarà conteggiata la sua dichiarazione di sostegno?

19. Sarà possibile per i cittadini dell'Unione che risiedono al di fuori del suo territorio firmare un'iniziativa? In quale Stato membro saranno conteggiate le loro dichiarazioni di sostegno?

20. Sarà possibile firmare un'iniziativa dei cittadini europei on-line?

21. Cosa garantisce ai cittadini la sicurezza della firma elettronica di un'iniziativa?

22. Cosa garantisce ai cittadini che sostengono un'iniziativa che i loro dati personali non saranno utilizzati per nessun altro scopo?

23. Come saranno verificate le dichiarazioni di sostegno?

24. Che seguito darà la Commissione alle iniziative che soddisfano i requisiti di ammissibilità?

25. Che succede se la Commissione decide di non dar seguito a un'iniziativa dei cittadini? Di quale diritto di ricorso dispongono i cittadini?

26. Sarà possibile presentare un'iniziativa in conflitto con un'altra iniziativa in corso? Sarà possibile presentare più volte la stessa iniziativa?

27. Perché gli Stati membri hanno bisogno di un anno per attuare l'iniziativa dei cittadini europei?

28. L'accordo non rende l'iniziativa dei cittadini europei troppo complessa dal punto di vista burocratico?

I. Domande e risposte sull'iniziativa dei cittadini europei

1. Cosa dice il trattato di Lisbona riguardo all'iniziativa dei cittadini europei?

Il trattato di Lisbona introduce il concetto di iniziativa dei cittadini europei. Esso stabilisce infatti che “cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l’iniziativa d’invitare la Commissione europea, nell’ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati." (Articolo 11, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea).

Il trattato di Lisbona prevede altresì che le procedure e le condizioni necessarie per la presentazione di un'iniziativa dei cittadini europei, compreso il numero minimo di Stati membri da cui devono provenire i cittadini che la presentano, siano stabilite da un regolamento che il Parlamento europeo e il Consiglio adottano su proposta della Commissione europea (articolo 11, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea e articolo 24 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea). La Commissione ha adottato la proposta il 31 marzo 2010. Ora il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo definitivo sul regolamento.

2. È già possibile presentare un'iniziativa dei cittadini? Quando potranno essere lanciate le prime iniziative dei cittadini?

Le regole applicabili all'iniziativa dei cittadini sono state approvate. Tuttavia, ai sensi del regolamento, le prime iniziative dei cittadini potranno essere lanciare solo dopo un anno dalla sua entrata in vigore. Gli Stati membri devono avere il tempo di adeguare il loro diritto nazionale prima che partano le prime iniziative.

3. Che succede in casi come quello della recente petizione di Greenpeace? Sarà possibile ripresentarla dopo l'entrata in applicazione del regolamento sull'iniziativa dei cittadini?

Le petizioni come quella presentata recentemente da Greenpeace non possono essere considerate un'iniziativa dei cittadini. Poiché il trattato specifica che le procedure e condizioni necessarie per la presentazione di un'iniziativa dei cittadini saranno stabilite da un regolamento adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, le iniziative lanciate prima che il regolamento sia adottato e applicabile non possono essere considerate iniziative "dei cittadini" ai sensi del trattato, in quanto le regole e le procedure non sono ancora in essere. Le firme raccolte prima della data di applicazione del regolamento non possono essere usate dopo tale data. A norma del regolamento, le dichiarazioni di sostegno possono essere raccolte solo dopo la registrazione della proposta d'iniziativa presso la Commissione, cosa che sarà possibile solo quando il regolamento sarà applicabile. Nel frattempo, naturalmente, la Commissione esaminerà attentamente le opinioni espresse nella petizione di Greenpeace.

4. Qual è il valore aggiunto dell'iniziativa dei cittadini europei?

In conformità del trattato di Lisbona, il funzionamento dell'Unione europea continuerà a fondarsi sulla "democrazia rappresentativa" e i cittadini europei continueranno ad essere direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo. Il trattato di Lisbona ribadisce opportunamente questi principi fondamentali.

Con l'iniziativa dei cittadini europei, tuttavia, il nuovo trattato amplia la portata del dibattito pubblico, consentendo ai cittadini di partecipare maggiormente alla vita democratica dell'Unione attraverso questo nuovo strumento di "democrazia partecipativa".

Pur conservando il proprio diritto di iniziativa, e non essendo quindi tenuta a presentare una proposta a seguito di un'iniziativa dei cittadini, la Commissione esaminerà attentamente tutte le iniziative che rientrano nelle sue attribuzioni per valutare l'opportunità di una nuova proposta politica.

La Commissione ritiene pertanto che questo nuovo strumento darà un contributo alquanto positivo non solo alla democrazia europea, ma anche alla definizione delle politiche dell'UE.

5. Che differenza c'è tra un'iniziativa dei cittadini europei e una petizione?

Il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, che era già sancito dai trattati precedenti, differisce sostanzialmente dalla nuova iniziativa dei cittadini introdotta dal trattato di Lisbona. Le petizioni possono essere presentate da cittadini dell'Unione e da qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro, individualmente o in associazione con altri cittadini o persone, e devono vertere su materie che rientrano nel campo di attività dell'Unione e che li riguardano direttamente (ad esempio, una denuncia). Le petizioni, quindi, non riguardano necessariamente nuove proposte politiche. Le petizioni sono rivolte al Parlamento europeo nella sua veste di diretto rappresentante dei cittadini a livello dell'Unione.

L'iniziativa dei cittadini consente ad almeno un milione di cittadini di chiedere direttamente alla Commissione di presentare nuove iniziative politiche.

6. Esistono iniziative dei cittadini negli Stati membri?

Le iniziative dei cittadini esistono già nella maggior parte degli Stati membri, a livello nazionale, regionale o locale. I seguenti Stati membri prevedono iniziative dei cittadini a livello nazionale: Austria, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Paesi Bassi. Esistono iniziative dei cittadini a livello regionale in Austria, Germania, Spagna, Svezia e Paesi Bassi e iniziative dei cittadini a livello locale in Belgio, Germania, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Slovenia, Spagna e Svezia. Le iniziative dei cittadini sono presenti anche al di fuori dell'UE (Svizzera, Stati Uniti ecc.). La portata di queste iniziative varia notevolmente e le procedure seguite sono generalmente diverse.

7. Un'iniziativa dei cittadini europei può riguardare la sede del Parlamento europeo di Strasburgo?

No, la presentazione di una proposta in merito non rientra fra le attribuzioni della Commissione. Il regolamento specifica che le proposte d'iniziativa dei cittadini che esulano manifestamente dalla facoltà della Commissione di presentare una proposta relativa a un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione del trattato non saranno registrate. La sede delle istituzioni è fissata di comune accordo dai governi degli Stati membri.

8. Sarà possibile lanciare una revisione dei trattati con un'iniziativa dei cittadini europei?

No. In conformità del trattato e del regolamento, le iniziative dei cittadini possono riguardare unicamente proposte su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati.

9. I cittadini di paesi terzi che risiedono nell'UE possono firmare un'iniziativa dei cittadini europei?

No. In conformità dei trattati, i cittadini di paesi terzi non possono firmare un'iniziativa dei cittadini europei. In effetti, il trattato specifica chiaramente che solo i cittadini degli Stati membri possono firmare un'iniziativa.

II. Domande e risposte sul regolamento: come funzionerà l'iniziativa dei cittadini europei?

1. Chi può promuovere un'iniziativa?

Le iniziative dei cittadini devono essere organizzate da comitati composti da almeno 7 cittadini che risiedano in almeno 7 Stati membri diversi. I membri dei comitati di cittadini devono essere cittadini dell'Unione in età di voto per le elezioni europee (18 anni in tutti gli Stati membri e 16 anni in Austria). I comitati dei cittadini devono nominare un rappresentante e un supplente incaricati di parlare e di agire a loro nome durante tutta la procedura. I membri del Parlamento europeo non possono essere contati per il raggiungimento del numero minimo necessario per costituire un comitato di cittadini.

2. Le organizzazioni possono promuovere un'iniziativa dei cittadini?

Le organizzazioni non possono organizzare iniziative dei cittadini. Tuttavia, qualsiasi entità può promuovere o sostenere proposte d'iniziativa purché lo faccia in modo totalmente trasparente.

3. Vi saranno disposizioni sulla trasparenza dei finanziamenti?

Per garantire la trasparenza e un controllo democratico, gli organizzatori delle iniziative saranno tenuti a fornire durante tutta la procedura informazioni regolari e aggiornate in relazione alle organizzazioni che sostengono un'iniziativa e alle modalità di finanziamento delle iniziative stesse. Oltre a essere nell’interesse dei cittadini intenzionati a dare il proprio sostegno, questo è conforme all’iniziativa europea per la trasparenza promossa dalla Commissione.

4. Agli organizzatori di un'iniziativa dei cittadini europei saranno erogati finanziamenti dell'UE?

Non sono previsti finanziamenti UE per tale scopo.

5. Come sarà possibile per i cittadini venire a conoscenza delle iniziative in corso?

Tutte le iniziative in corso saranno registrate e rese disponibili al pubblico sul sito web della Commissione. Questo consentirà di seguire l'andamento delle iniziative in corso e costituirà uno strumento per la comunicazione e la trasparenza.

6. Come procederà la Commissione per accertarsi che i gruppi all'origine delle iniziative siano seri?

Il regolamento prevede che le proposte d'iniziativa palesemente non serie (cioè frivole, abusive o vessatorie) non vengano registrate. Poiché tuttavia l'organizzatore di un'iniziativa dei cittadini dev'essere un comitato di cittadini, il numero di proposte d'iniziativa non serie dovrebbe essere limitato.

7. Come procederà la Commissione per impedire agli estremisti di usare questo strumento come piattaforma per le loro idee?

A norma del regolamento, la Commissione è tenuta a rifiutare la registrazione di proposte d'iniziativa dei cittadini manifestamente contrarie ai valori dell'Unione onde evitare di fare pubblicità a posizioni estremistiche su un sito web della Commissione.

8. Quali saranno le condizioni da soddisfare per la registrazione di una proposta d'iniziativa?

Gli organizzatori devono chiedere la registrazione della proposta alla Commissione, immettendo le seguenti informazioni, in una delle lingue ufficiali dell'Unione, in un registro elettronico messo a disposizione dalla Commissione:

  • titolo dell'iniziativa dei cittadini proposta;

  • oggetto;

  • descrizione degli obiettivi della proposta per la quale si chiede alla Commissione di agire;

  • disposizioni del trattato considerate pertinenti dagli organizzatori per l'iniziativa proposta;

  • nome e cognome, indirizzo postale, nazionalità e data di nascita dei sette membri del comitato dei cittadini, indicando specificatamente il loro rappresentante e il loro supplente con i relativi indirizzi e-mail;

  • tutte le fonti di finanziamento e di sostegno.

Gli organizzatori potranno inoltre fornire informazioni più dettagliate in un allegato, compreso un progetto di testo legislativo.

Basandosi su queste informazioni, la Commissione registrerà la proposta d'iniziativa purché siano soddisfatte le condizioni specificate nel regolamento, in particolare il fatto che la proposta d'iniziativa non deve esulare dalla facoltà della Commissione di presentare una proposta relativa a un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione dei trattati.

9. Che lingua dovranno usare gli organizzatori per chiedere la registrazione di una proposta d'iniziativa?

Gli organizzatori possono chiedere la registrazione di un'iniziativa in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell'Unione.

10. La Commissione intende tradurre le proposte d'iniziativa?

No. Sarà cura degli organizzatori tradurre la proposta d'iniziativa nelle lingue di loro scelta. Una volta ricevuta conferma della registrazione in una delle lingue ufficiali, gli organizzatori potranno chiedere che altre lingue ufficiali siano aggiunte al registro. Prima di caricarle nel registro, la Commissione si accerterà che non vi siano incongruenze manifeste e significative rispetto alla versione originale del titolo, dell'oggetto e degli obiettivi.

11. Cosa può dare ai potenziali organizzatori la certezza che la loro idea rientra nelle competenze della Commissione?

La Commissione fornirà informazioni circa le proprie competenze sul sito web dell'iniziativa dei cittadini. Queste informazioni dovrebbero consentire ai potenziali organizzatori di scoprire se esiste una disposizione del trattato che permetta alla Commissione di agire nel settore interessato.

12. La Commissione ha sempre detto di volere una fase di registrazione e una verifica dell'ammissibilità in una fase successiva della procedura. Perché quest'idea è stata abbandonata?

La Commissione voleva che l'ammissibilità fosse verificata dopo la raccolta di un numero significativo di dichiarazioni di sostegno per garantire che gli organizzatori fossero seriamente intenzionati a raccogliere tali dichiarazioni e che avessero già ottenuto un solido sostegno per la loro proposta d'iniziativa, onde evitare il rischio di abusi.

Durante le discussioni, il Parlamento ha proposto di costituire comitati di cittadini per raggiungere lo stesso obiettivo. Questi comitati, composti da almeno 7 cittadini provenienti da almeno 7 Stati membri, garantiranno che le iniziative siano serie e "veramente europee" fin dall'inizio.

Inoltre, contrariamente a quanto indicato nella sua proposta, la Commissione non prenderà una decisione formale sull'ammissibilità, ma sarà tenuta a registrare le proposte d'iniziativa solo se saranno soddisfatte le condizioni specificate nel regolamento, in particolare il fatto che la proposta d'iniziativa non deve esulare manifestamente dalla facoltà della Commissione di presentare una proposta relativa all'atto giuridico necessario.

13. Per quale motivo i firmatari di un'iniziativa devono provenire da un quarto degli Stati membri? Perché non basta che provengano da un solo Stato membro?

Occorre stabilire il numero minimo di Stati membri da cui i cittadini devono provenire per garantire che un'iniziativa dei cittadini sia rappresentativa di un interesse dell'Unione e considerato che, ai sensi del trattato, i cittadini devono provenire da "un numero significativo di Stati membri".

Il numero stabilito di comune accordo dal Parlamento e dal Consiglio è pari a ¼ degli Stati membri, che attualmente equivale a sette.

14. Perché utilizzare un multiplo del numero di membri del Parlamento europeo come soglia per il numero minimo di dichiarazioni di sostegno per Stato membro?

Nel libro verde, la Commissione suggeriva di fissare questa soglia allo 0,2% della popolazione di ciascuno Stato membro. Molte risposte al libro verde ritenevano tuttavia che lo 0,2% della popolazione fosse una soglia inutilmente elevata rispetto all'obiettivo di garantire la rappresentanza di un interesse europeo. Altre ritenevano che questa percentuale non fosse equa, perché è molto più facile, ad esempio, raccogliere dichiarazioni di sostegno di 1 000 cittadini (pari allo 0,2% della popolazione) in Lussemburgo che di 160 000 cittadini in Germania e quindi la raccolta risulta più facile negli Stati membri con un minor numero di abitanti.

Il metodo scelto riflette pertanto queste due preoccupazioni. Il regolamento prevede una soglia fissa per ciascuno Stato membro, in proporzione decrescente rispetto alla popolazione di ogni Stato, con una soglia minima e un massimale.

Per garantire che si fondino su criteri obiettivi, tali soglie sono calcolate in base a un multiplo del numero di membri del Parlamento europeo eletti in ciascuno Stato membro. Il multiplo scelto è 750, per rispondere alle richieste di molti interessati di fissare la soglia al di sotto dello 0,2% della popolazione e anche per tener conto dei timori riguardo a una soglia troppo bassa per gli Stati membri con una popolazione non numerosa.

Il sistema consentirà dunque un numero proporzionalmente inferiore di firmatari per gli Stati membri più popolati e un numero proporzionalmente superiore per gli Stati con una popolazione non numerosa.

Il numero minimo di firmatari per Stato membro è indicato nell'allegato I del regolamento.

15. Cosa ne è delle dichiarazioni di sostegno raccolte negli Stati membri che non raggiungono la soglia minima?

Naturalmente, queste dichiarazioni di sostegno saranno aggiunte al numero complessivo di firme, ma gli Stati membri interessati non saranno compresi nel quarto di Stati membri necessario.

16. Quanti anni devono avere i cittadini per poter firmare un'iniziativa?

Tutti i cittadini dell'Unione in età di voto per le elezioni europee potranno sostenere un'iniziativa. L'età minima è quindi di 18 anni in tutti gli Stati membri tranne l'Austria (16).

17. I cittadini dovranno essere iscritti nelle liste elettorali per poter firmare un'iniziativa?

No. I cittadini dell'Unione dovranno solo aver raggiunto l’età di voto per le elezioni europee.

18. Se un cittadino di uno Stato membro vive in un altro Stato membro, in quale Stato membro sarà conteggiata la sua dichiarazione di sostegno?

Questo dipenderà dai dati forniti dai firmatari e, pertanto, dagli Stati membri che verificheranno la dichiarazione di sostegno. Chi fornisce i dati corrispondenti al proprio Stato membro di residenza sarà conteggiato in tale Stato membro. Analogamente, chi fornisce i dati corrispondenti allo Stato membro di cui ha la cittadinanza sarà conteggiato in tale Stato membro. Ad esempio, un cittadino austriaco che vive in Estonia può compilare il modulo che sarà verificato in Estonia, e quindi conteggiato in Estonia, indicando nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita e nazionalità, oppure compilare il modulo che sarà verificato e conteggiato in Austria, aggiungendo ai dati suddetti un numero d'identificazione personale dell'elenco accettato dall'Austria, che figura nella parte C dell'allegato III del regolamento.

In ogni caso, i cittadini possono firmare un'iniziativa una volta sola.

19. Sarà possibile per i cittadini dell'Unione che risiedono al di fuori del suo territorio firmare un'iniziativa? In quale Stato membro saranno conteggiate le loro dichiarazioni di sostegno?

La possibilità per i cittadini dell'Unione che risiedono al di fuori del suo territorio di firmare un'iniziativa dipenderà dallo Stato membro di cui hanno la nazionalità. Alcuni Stati membri, infatti, non sono in grado di verificare le dichiarazioni di sostegno dei loro cittadini che vivono al di fuori dell'Unione. La proposta della Commissione ha dato la possibilità di firmare a tutti i cittadini dell'UE che risiedono al di fuori del suo territorio. Visti i nuovi requisiti stabiliti dagli Stati membri, per alcuni cittadini potrebbe risultare impossibile firmare. Coloro che avranno questa possibilità saranno conteggiati nello Stato membro di cui hanno la nazionalità.

20. Sarà possibile firmare un'iniziativa dei cittadini europei on-line?

I cittadini potranno firmare on-line. Gli organizzatori dovranno predisporre un sistema di raccolta on-line che sia conforme ai requisiti tecnici e di sicurezza contenuti nel regolamento. La Commissione definirà standard tecnici e metterà a disposizione un software open source per aiutare gli organizzatori a predisporre il proprio sistema.

21. Cosa garantisce ai cittadini la sicurezza della firma elettronica di un'iniziativa?

In ogni caso (anche quando gli organizzatori utilizzano il software open source fornito dalla Commissione), prima di dare inizio alla raccolta on-line gli organizzatori dovranno chiedere la certificazione del loro sistema di raccolta on-line alle autorità competenti dello Stato in cui saranno archiviati i dati. Le autorità nazionali si accerteranno che le caratteristiche tecniche e di sicurezza del loro sistema di raccolta on-line siano conformi ai requisiti minimi stabiliti nel regolamento, in modo da garantire che la firma sia sicura.

22. Cosa garantisce ai cittadini che sostengono un'iniziativa che i loro dati personali non saranno utilizzati per nessun altro scopo?

Il regolamento garantisce la protezione totale dei dati, nell'organizzazione e nel follow-up di un'iniziativa dei cittadini, da parte di tutti i soggetti interessati: l'organizzatore, gli Stati membri e la Commissione. La normativa in vigore sulla protezione dei dati personali si applicherà al trattamento dei dati personali ai fini di un'iniziativa dei cittadini. Gli organizzatori di un'iniziativa dei cittadini e i responsabili del trattamento dei dati dovranno rispondere dei danni causati in conformità del diritto nazionale applicabile e saranno soggetti a sanzioni appropriate in caso di violazione del regolamento.

23. Come saranno verificate le dichiarazioni di sostegno?

Nelle dichiarazioni di sostegno i cittadini dovranno fornire le informazioni richieste a seconda dello Stato membro da cui provengono (Stato membro in cui risiedono o Stato membro di cui hanno la cittadinanza), tra cui nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita e nazionalità nonché, per determinati Stati membri, un numero d'identificazione personale. Certi Stati membri non richiedono una parte di queste informazioni (come il nome, il cognome e il luogo o la data di nascita). Indicazioni particolareggiate sui dati da fornire figurano nei due moduli per le dichiarazioni di sostegno contenuti nell'allegato III (parti A e B) del regolamento. L'elenco dei documenti/numeri accettati da ciascuno degli Stati membri che richiedono un numero d'identificazione personale figura nella parte C dell'allegato III.

Gli organizzatori dovranno raccogliere nello stesso modulo solo le firme di firmatari la cui verifica spetta allo stesso Stato membro e successivamente inviare tali dichiarazioni di sostegno all'autorità nazionale dello Stato membro in questione. Le autorità nazionali procederanno ai controlli necessari per certificare il numero di dichiarazioni di sostegno valide raccolte.

24. Che seguito darà la Commissione alle iniziative che soddisfano i requisiti di ammissibilità?

Nell'accordo è previsto che la Commissione abbia tre mesi di tempo per esaminare un'iniziativa dei cittadini che abbia raccolto le dichiarazioni di sostegno necessarie a norma del regolamento e che le sia stata presentata. Prima di esporre le proprie conclusioni in una comunicazione, la Commissione riceverà gli organizzatori al livello appropriato perché possano illustrare in dettaglio le questioni sollevate dalla loro iniziativa. Sarà inoltre organizzata un'audizione pubblica al Parlamento europeo.

25. Che succede se la Commissione decide di non dar seguito a un'iniziativa dei cittadini? Di quale diritto di ricorso dispongono i cittadini?

L'iniziativa dei cittadini è intesa a stabilire un programma di lavoro e pertanto non incide sul diritto di iniziativa della Commissione che sarà però tenuta, in quanto collegio, a prendere in seria considerazione le richieste presentate mediante le iniziative dei cittadini. Se decide di non dar seguito a un'iniziativa dei cittadini, la Commissione spiegherà dettagliatamente i motivi di tale decisione. L'analisi politica del merito dell'iniziativa eseguita dalla Commissione non può essere oggetto di una procedura di ricorso.

Per contro, una decisione relativa alla registrazione delle proposte d'iniziativa che si basi su motivazioni giuridiche può essere impugnata. Qualora la registrazione venga rifiutata, la Commissione informerà gli organizzatori dei motivi del rifiuto e di tutti i ricorsi giurisdizionali e rimedi extragiurisdizionali di cui possono disporre.

26. Sarà possibile presentare un'iniziativa in conflitto con un'altra iniziativa in corso? Sarà possibile presentare più volte la stessa iniziativa?

Il regolamento non impone alcuna regola per quanto riguarda la presentazione successiva della stessa iniziativa o di altre iniziative dei cittadini analoghe, né osta al lancio di iniziative in conflitto fra di esse.

27. Perché gli Stati membri hanno bisogno di un anno per attuare l'iniziativa dei cittadini europei?

Molti Stati membri devono adeguare il loro diritto nazionale per poter procedere alle verifiche delle dichiarazioni di sostegno e/o garantire che gli organizzatori siano oggetto di sanzioni appropriate in caso di violazione del regolamento.

28. L'accordo non rende l'iniziativa dei cittadini europei troppo complessa dal punto di vista burocratico?

L'iniziativa dei cittadini non sarà soggetta a inutili formalità burocratiche. Le regole concordate permettono di raggiungere il giusto equilibrio tra la necessità di garantire la credibilità dello strumento e la necessità di agevolarne l'uso per i cittadini.

La Commissione intende inoltre elaborare una guida chiara ed esauriente per facilitare la comprensione delle varie fasi della procedura e fornirà agli organizzatori l'assistenza eventualmente necessaria.


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