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MEMO/10/515

Brussels, 23 Ottobre 2010

Dichiarazione di Janez Potočnik, Commissario all' Ambiente, sulla situazione dei rifiuti in Campania

La Commissione europea segue molto da vicino la situazione della gestione dei rifiuti in Campania. Ritiene infatti che la situazione attuale sia molto simile alla crisi esplosa nel 2007 che indusse la Commissione ad avviare un'infrazione contro la Repubblica Italiana.

Il 4 marzo 2010 la Corte Europea di Giustizia giudico' che l'Italia era in infrazione rispetto al diritto comunitario in quanto non aveva realizzato in Campania una rete di impianti atta a garantire lo smaltimento dei rifiuti urbani in maniera sicura per la salute dei cittadini e per l'ambiente.

Il Commissario all'Ambiente Janez Potočnik ha affermato: "Sono molto preoccupato per quanto succede attualmente in Campania. La Commissione sta ancora valutando la documentazione che ci è stata trasmessa dalle autorità italiane all'inizio di ottobre, ma la situazione odierna ci fa pensare che le misure adottate dalle autorità italiane dal 2007 in poi sono insufficienti."

Cio' che succede in questi giorni dimostra che le autorità italiane non hanno ancora preso tutte le misure necessarie per giungere ad una soluzione definitiva ed adeguata del problema. Cio' è dimostrato dal fatto che la Regione Campania non si è ancora dotata di un piano di smaltimento dei rifiuti e che l'inceneritore di Acerra, l'unico attualmente in funzione, non è in grado di funzionare a regime. Questo implica che le autorità regionali non sono in grado di attuare un programma che garantisca lo smaltimento delle ecoballe né tantomeno quello dei rifiuti prodotti su base quotidiana.

La situazione odierna non è cambiata rispetto a quando la Commissione decise di bloccare i finanziamenti europei.

La Commissione sta anche valutando la possibilità di inviare in Campania una propria delegazione per accertare la situazione in loco e valutare le misure necessarie da adottare nel contesto dell'infrazione in corso. Qualora la Commissione dovesse nuovamente deferire la causa alla Corte Europea di Giustizia e qualora la Corte dovesse nuovamente condannare l'Italia, tale condanna comporterebbe una sanzione pecuniaria contro la Repubblica italiana.


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