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MEMO/10/247

Bruxelles, 10 giugno 2010

La Commissione istituisce un sistema di certificazione dei biocarburanti sostenibili

(vedi IP/10/711)

Cosa sono i biocarburanti?

I biocarburanti sono carburanti da trasporto ottenuti a partire da biomassa. I principali sono attualmente il bioetanolo (prodotto a partire da zucchero e cereali e utilizzato in sostituzione della benzina) e il biodiesel (prodotto principalmente a partire da oli vegetali e utilizzato in sostituzione dei combustibili diesel). Nel 2008 i biocarburanti hanno rappresentato circa il 3,4% del consumo di carburante da trasporto – con un aumento dello 0,5% rispetto a cinque anni prima.

Perché occorrono i biocarburanti?

I biocarburanti servono a combattere i cambiamenti climatici e contribuiscono a ridurre del 20% le emissioni di gas ad effetto serra, conformemente all'impegno assunto dal Consiglio europeo nel 2007. I biocarburanti costituiscono la principale alternativa alla benzina e ai combustibili diesel utilizzati per i trasporti, che causano oltre il 20% delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione europea.

In che modo l'UE promuove i biocarburanti?

La direttiva 2009 sull'energia da fonti rinnovabili1 fissa obiettivi vincolanti per l'uso di questo tipo di energia. Ogni Stato membro deve realizzare obiettivi individuali per giungere a una quota complessiva di energie rinnovabili nell'ambito del consumo globale di energia. Inoltre, nel settore dei trasporti tutti gli Stati membri devono raggiungere l'obiettivo comune di un 10% di energia proveniente da fonti rinnovabili. I biocarburanti costituiscono la principale fonte di energia rinnovabile usata nei trasporti.

Quali sono le novità introdotte dalle due comunicazioni?

  • Certificati per biocarburanti sostenibili: la Commissione incoraggia l'industria, i governi e le ONG a istituire sistemi volontari di certificazione per i biocarburanti. Essa accerterà che tali sistemi siano affidabili e vengano sottoposti a un audit che non lasci margini per eventuali frodi. I certificati devono garantire che tutti i biocarburanti venduti con questa etichetta siano sostenibili e prodotti secondo i criteri fissati dalla direttiva sull'energia da fonti rinnovabili. Tutti i sistemi di certificazione devono avvalersi di revisori indipendenti che esaminino l'intera catena di produzione, dall'agricoltore al commerciante e al fornitore di carburante.

  • Proteggere la natura: la Commissione spiega molto chiaramente quali tipi di terreni NON possono essere utilizzati per la produzione di biocarburanti. Essi comprendono in particolare le foreste naturali, le aree protette, le zone umide e le torbiere. La Commissione esclude esplicitamente che le foreste possano essere convertite in piantagioni di palme da olio.

  • Promuovere solo i biocarburanti che consentono elevati risparmi di gas serra: la Commissione indica come dimostrare che i biocarburanti utilizzati consentono un elevato risparmio di gas serra. Affinché i biocarburanti possano essere accettati, tale risparmio deve essere pari al 35% rispetto alla benzina e ai combustibili diesel (soglia che verrà elevata al 50% nel 2017). Nel calcolo vengono inclusi non solo il biossido di carbonio ma anche il metano (CH4) e l'ossido di diazoto (N2O), due gas serra con effetti maggiori del CO2.

Ciò significa che solo questi biocarburanti possono essere importati nel'UE?

No, significa che solo i biocarburanti che soddisfano le condizioni previste verranno contabilizzati ai fini degli obiettivi nazionali che i 27 Stati membri dell'UE sono tenuti a raggiungere entro il 2020 a norma della direttiva 2009 sull'energia da fonti rinnovabili. Ciò vale per tutti i biocarburanti, sia per quelli prodotti all'interno dell'Unione europea che per quelli importati da paesi terzi. Solo questi biocarburanti possono beneficiare di un sostegno pubblico nazionale, ad esempio sotto forma di sgravio fiscale.

Come funziona in pratica la certificazione?

Un esempio: un fornitore di carburante del Regno Unito che utilizza etanolo proveniente dal Brasile deve notificare i quantitativi di biocarburante alle autorità britanniche. Per dimostrare che essi sono sostenibili ai sensi della direttiva, il fornitore può aderire ad un sistema volontario di certificazione.

Il fornitore deve assicurarsi che in tutte le fasi della catena di produzione vengano tenute registrazioni complete: dal commerciante da cui acquista i biocarburanti, dall'impianto di produzione presso il quale tale commerciante acquista l'etanolo e dall'agricoltore che fornisce lo zucchero di canna al suddetto impianto. Questo controllo viene effettuato prima che l'impresa aderisca al regime e in seguito almeno una volta all'anno.

L'audit è paragonabile a quelli del settore finanziario: il controllore verifica tutti i documenti e sottopone a ispezione un campione di agricoltori, impianti di produzione e operatori commerciali. Egli verifica inoltre che la superficie su cui è prodotta la materia prima per l'etanolo fosse in precedenza un terreno agricolo e non una foresta tropicale.

Nella stazione di servizio sarà visibile un'etichetta?

Il sistema di certificazione non è tenuto a contrassegnare il prodotto finale con un'etichetta ma è comunque libero di farlo. Anche da un punto di vista promozionale sarebbe logico che le stazioni di servizio potessero far sapere di disporre di biocarburanti sostenibili, soprattutto se il sistema di certificazione applica criteri di sostenibilità più severi di quelli previsti dal diritto dell'UE.

Le aziende o i governi hanno già mostrato interesse per la creazione di tali sistemi?

La Commissione è in contatto con varie aziende e organizzazioni interessate alla creazione di sistemi volontari di certificazione. Ora che sono stati resi noti i requisiti per l'audit, è probabile che esse si rivolgano quanto prima alla Commissione per il riconoscimento dei propri sistemi volontari.

Come evitare il rischio di frodi dato che i controllori non sono sempre sul posto?

Nella rara eventualità in cui, malgrado l'audit indipendente, sussistano sospetti di frode, chiunque può sottoporre il caso alla Commissione e quest'ultima può revocare il riconoscimento del sistema.

Quali biocarburanti vengono utilizzati per i trasporti?

Nel 2007, il 75% (6,1 Mtep) dei carburanti rinnovabili dell'UE utilizzati nel settore dei trasporti era costituito da biodiesel, il 15% (1,24 Mtep) da bioetanolo e il restante 10% era olio vegetale puro.

Quanto biocarburante viene importato nell'UE?

Nel 2007, circa il 26% del biodiesel e il 31% del bioetanolo consumati nell'UE erano importati, per lo più dal Brasile e dagli Stati Uniti. La maggior parte dei biocarburanti viene prodotta nell'Unione europea. Oltre a rispettare i criteri di sostenibilità, i biocarburanti dell'UE devono dimostrare di essere conformi alle norme ambientali e ai requisiti agricoli dell'UE, che includono la cura del paesaggio, la protezione dei suoli contro l'erosione e la gestione dell'uso delle acque.

La disponibilità di terre è limitata. La produzione di biocarburanti non richiede l'abbattimento di foreste?

Secondo varie stime dell'impatto netto sul cambiamento di destinazione dei terreni, l'obiettivo del 10% richiederebbe una superficie compresa fra i 2 e i 5 milioni di ettari. Anche se tutti i biocarburanti consumati dovessero essere prodotti in Europa, l'UE dispone di un quantitativo sufficiente di terreni precedentemente utilizzati come seminativi e ora non più in uso per sopperire alle necessità. Anche in altre parti del mondo esistono alternative a una nuova deforestazione. Si calcola che in Indonesia vi siano dai 3 ai 12 milioni di ettari di superficie sottoposta in passato a deforestazione e lasciata in abbandono. Sarebbe logico utilizzare queste terre.

È consentito abbattere le foreste pluviali e produrre olio di palma da cui ottenere i biocarburanti necessari al conseguimento degli obiettivi UE?

No. La comunicazione lo esclude, affermando esplicitamente che le foreste non possono essere convertite in piantagioni di palme da olio.

La maggior parte dei biocarburanti si ottiene dall'olio di palma?

Solo il 4-5% circa del biocarburante prodotto nell'UE è a base di olio di palma. Ciò corrisponde a circa l'1% della produzione mondiale. Anche al di fuori dell'UE la percentuale di olio di palma destinata ai biocarburanti non è molto maggiore. Oltre il 95% dell'olio di palma viene utilizzato nell'alimentazione e per usi industriali come la produzione di cosmetici.

Fra il 2000 e il 2008 la produzione di olio di palma è aumentata di 20 milioni di tonnellate. Si tratta di un quantitativo quaranta volte maggiore rispetto a quello utilizzato per i biocarburanti nell'UE (500 000 tonnellate). I biocarburanti non costituiscono pertanto la causa principale della deforestazione; i criteri di sostenibilità rappresentano tuttavia un chiaro deterrente per tale pratica.

Studi dell'UE mostrano che i biocarburanti non consentono risparmi nelle emissioni di gas ad effetto serra. Come reagisce l'UE al riguardo?

Le cose non stanno esattamente così. Le relazioni più recenti indicano che i biocarburanti consentono di risparmiare emissioni. Sulla base di questi studi, la Commissione pubblicherà entro la fine dell'anno una relazione sul cambiamento indiretto della destinazione dei terreni, secondo quanto richiesto dalla direttiva sull'energia da fonti rinnovabili.

Progressi compiuti nell'uso di biocarburanti nell'UE (2003-2008)

Quota dei biocarburanti fra i carburanti da trasporto

Stato membro

Quota di biocarburanti nel 2003

Quota di biocarburanti nel 2008

Austria

0,1

5,5

Belgio

0,0

1,1

Bulgaria

-

0,22

Cipro

0,0

1,3

Repubblica ceca

1,1

1,3

Danimarca

0,0

0,23

Estonia

0,0

0,6

Finlandia

0,1

2,1

Francia

0,7

5,7

Germania

1,2

6,0

Grecia

0,0

1,0

Ungheria

0,0

3,5

Irlanda

0,0

1,6

Italia

0,5

0,6

Lettonia

0,2

0,2

Lituania

0,0

4,3

Lussemburgo

0,0

2,0

Malta

0,0

0,44

Paesi Bassi

0,0

3,3

Polonia

0,5

3,7

Portogallo

0,0

2,0

Romania

-

2,35

Slovacchia

0,1

2,7

Slovenia

0,0

1,2

Spagna

0,4

2,0

Svezia

1,3

5,0

Regno Unito

0,0

2,0

UE 25

0,5%

UE 27

3,4%6

1 :

Direttiva 2009/28/CE del 23 aprile 2009 (energia da fonti rinnovabili), GU L 140 del 5.6.2009.

2 :

Unicamente biodiesel.

3 :

Dati 2007.

4 :

Unicamente biodiesel.

5 :

Unicamente biodiesel.

6 :

Stima.


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