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Agenda digitale europea: iniziative fondamentali

Commission Européenne - MEMO/10/200   19/05/2010

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MEMO/10/200

Bruxelles, 19 maggio 2010

Agenda digitale europea: iniziative fondamentali

(vedi anche IP/10/581 e MEMO/10/199)

Perché un'agenda digitale europea?

L'Europa ha bisogno di un nuovo piano di azione per usare al meglio le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) allo scopo di accelerare la ripresa economica e porre le basi per un futuro digitale sostenibile. Il nuovo piano d'azione suggerisce di eliminare gli ostacoli attuali per sfruttare al massimo il potenziale delle TIC, facendo investimenti a lungo termine per minimizzare i problemi futuri.

Il 30% degli europei non ha mai usato internet. Il numero di brani musicali scaricati negli USA è quattro volte superiore rispetto all'UE, che presenta mercati frammentati caratterizzati da una mancanza di offerta legale. L'Europa è in ritardo rispetto ai suoi partner industriali come USA e Giappone anche per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca sulle TIC e l'adozione di reti superveloci. Solo l'1% degli europei ha accesso alle reti veloci a fibra ottica, contro il 12% dei giapponesi e il 15% dei sudcoreani. Attualmente la spesa dell'UE per la ricerca e sviluppo nel settore delle TIC è pari al 40% della spesa statunitense.

L'Europa deve affrontare queste sfide per creare un circolo virtuoso nel quale le TIC stimolano l'attività economica dell'UE. Questo è possibile se sono offerti servizi interessanti in un ambiente online senza confini e se la disponibilità e l'uso di tali servizi alimentano la domanda di internet più veloce. Questa domanda crea a sua volta opportunità di investimento in reti più veloci. Una volta create e utilizzate diffusamente, le reti più veloci aprono la strada a servizi ancora più innovativi.

L'agenda digitale individua gli aspetti sui quali l'Europa deve concentrare il proprio impegno per attivare questo circolo virtuoso

Su cosa è incentrata l'agenda digitale?

L'agenda individua sette ambiti di azione prioritari:

  • creare un mercato unico digitale

  • migliorare il contesto per l'interoperabilità tra prodotti e servizi TIC

  • stimolare la fiducia in internet e la sicurezza online

  • garantire l'offerta di un accesso a internet molto più veloce

  • incoraggiare gli investimenti nella ricerca e sviluppo

  • migliorare l'alfabetizzazione, le competenze e l'inclusione nel mondo digitale

  • utilizzare le TIC per affrontare problemi sociali come i cambiamenti climatici, l'aumento della spesa sanitaria e l'invecchiamento della popolazione.

Quali azioni fondamentali propone la Commissione europea?

Mercato unico digitale

È ora che un nuovo mercato unico permetta di sfruttare i benefici dell'era digitale.

L'Europa è tuttora un mosaico di mercati online nazionali e i cittadini non possono beneficiare dei vantaggi di un mercato digitale unico. I contenuti e i servizi commerciali e culturali devono poter superare i confini, cosa possibile eliminando le barriere normative e agevolando le fatturazioni e i pagamenti elettronici, la risoluzione delle controversie e rafforzando la fiducia dei consumatori. Si può e si deve fare di più nell'ambito del quadro normativo vigente per creare un mercato unico nel settore delle telecomunicazioni.

L'agenda digitale si occuperà ad esempio di:

  • stimolare il download legale di musica (che nell'UE oggi è pari solo al 25% rispetto agli USA) semplificando le procedure di liberatoria e gestione dei diritti d'autore e il rilascio di licenze. Entro la fine del 2010, la Commissione proporrà tra le altre cose una direttiva quadro sulla gestione collettiva dei diritti per rafforzare la governance, la trasparenza e agevolare la concessione di licenze paneuropee per la gestione dei diritti (online). La situazione sarà riesaminata nel 2012 dopo la pubblicazione, nel corso di quest'anno, di un Libro verde.

  • Fissare la data del passaggio al mercato unico dei pagamenti online. Attualmente solo l'8% dei cittadini dell'UE che fanno acquisti online compra dall'estero e il 60% degli ordini su internet internazionali non va a buon fine per ragioni tecniche o legali, ad esempio la mancata accettazione di carte di credito non nazionali.

  • Promuovere il commercio elettronico pubblico e privato modernizzando le norme in materia di firma elettronica nel 2011, in modo che l'autenticazione elettronica sicura sia interoperabile e riconosciuta in tutti gli Stati membri.

  • Rafforzare i diritti dei cittadini e aumentare la loro fiducia aggiornando il quadro normativo UE in materia di protezione dei dati entro la fine del 2010.

La Commissione europea si assicurerà inoltre che i consumatori siano tutelati nel cyberspazio grazie a un codice digitale che riassume in modo chiaro e comprensibile i diritti dei cittadini quando sono online. Attualmente molti consumatori ritengono sia complicato accertarsi dei propri diritti digitali, in particolare se sono disseminati in vari documenti giuridici complessi.

Altre azioni previste dall'agenda digitale sono intese a dare ai consumatori la certezza di ricevere un trattamento equo online. La Commissione porterà avanti l'idea di istituire marchi europei di qualità online, in particolare per i siti di vendita al dettaglio e proporrà un sistema di risoluzione delle controversie online valido per tutta l'UE per le transazioni di commercio elettronico, in modo che in consumatori sappiano a chi rivolgersi quando hanno qualche problema.

Interoperabilità e standard

Per poter costruire una società realmente digitale occorre un'effettiva interoperabilità tra i prodotti e i servizi delle tecnologie dell'informazione.

Internet è l'esempio migliore della potenza dell'interoperabilità tecnica: grazie alla sua architettura aperta, miliardi di persone in tutto il mondo possono utilizzare dispositivi e applicazioni interoperabili. Tuttavia, per poter cogliere appieno i benefici della diffusione delle TIC in Europa, è fondamentale accrescere l'interoperabilità tra dispositivi, applicazioni, banche dati, servizi e reti.

Il contesto per l'interoperabilità può essere migliorato in molti modi, in particolare assicurando la disponibilità e il rispetto di buoni standard in materia di TIC, soprattutto per quanto riguarda gli appalti pubblici e la legislazione.

L'agenda digitale si occuperà ad esempio di:

  • avanzare proposte in merito alla riforma delle regole sull'applicazione degli standard in materia di TIC per consentire l'uso di determinati standard elaborati da forum e consorzi.

    La Commissione si occuperà anche dei casi in cui gli standard non sono utili perché i principali attori del mercato non li sostengono. Un obiettivo ulteriore è migliorare la coordinazione tra pubbliche amministrazioni tramite una nuova strategia europea e un quadro europeo per garantire l'interoperabilità tra servizi di pubblica amministrazione online e altri servizi pubblici in tutta Europa.

Fiducia e sicurezza

Gli europei non adotteranno una tecnologia di cui non si fidano. L'era digitale non è sinonimo di "grande fratello" né di "cyber far west".

I cittadini europei non si dedicheranno ad attività online più complesse a meno che non sentano di poter fare pieno affidamento, per sé e per i propri figli, sulle loro reti. È imprescindibile affrontare l'emergere della criminalità informatica, dall'abuso di minori al furto di identità agli attacchi informatici, e mettere a punto meccanismi di reazione.

Parallelamente, il moltiplicarsi di basi di dati e nuove tecnologie solleva nuove sfide. Il diritto alla riservatezza e alla tutela dei dati personali è un diritto fondamentale nell'UE che deve essere fatto rispettare in maniera efficace online e offline.

Internet è ormai un'infrastruttura di informazione talmente importante, sia per gli individui che per l'economia europea in generale, che i nostri sistemi e le nostre reti informatiche devono essere resistenti e protette da minacce di qualsiasi tipo.

L'agenda digitale si occuperà ad esempio di:

  • istituire un sistema di risposta immediata contro gli attacchi informatici, compresa una rete di squadre di pronto intervento informatico (CERT) e proporre, nel 2010, di rafforzare il ruolo dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA).

  • Nel 2010 proporre leggi più severe per combattere gli attacchi ai sistemi informatici e, entro il 2013, avanzare proposte per le relative norme in materia di giurisdizione nel cyberspazio a livello europeo e internazionale.

La Commissione europea sosterrà inoltre l'attivazione di linee telefoniche dedicate a cui bambini e genitori possono denunciare contenuti illeciti e collaborerà con gli Stati membri per insegnare la sicurezza online nelle scuole.

Ai sensi delle norme UE aggiornate in materia di telecomunicazioni, gli operatori e i fornitori di servizi sono obbligati a notificare le violazioni della sicurezza dei dati personali (MEMO/09/568). Nell'ambito del riesame del quadro generale europeo in materia di protezione dei dati, attualmente in corso, verrà valutata anche la possibilità di estendere l'obbligo di notificare gli attentati alla sicurezza dei dati.

Accesso ad internet veloce e superveloce

Abbiamo bisogno di un internet molto veloce perché l'economia cresca rapidamente, creando posti di lavoro e ricchezza, e per garantire che i cittadini abbiano accesso ai contenuti e ai servizi che desiderano.

L'Europa necessita di un accesso a internet veloce e superveloce, a prezzi competitivi e largamente disponibile. L'UE mira a fare in modo che tutti gli europei abbiano accesso alla banda larga di base entro il 2013 e a connessioni molto più rapide (superiori a 30 Mbps) entro il 2020 e che almeno il 50% delle famiglie europee si abboni a internet con connessioni al di sopra di 100 Mbps.

Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi occorre elaborare una politica globale basata su una combinazione di tecnologie e con due obiettivi paralleli: da un lato, garantire la copertura universale della banda larga (combinando reti fisse e senza fili) con velocità di connessione crescenti fino a 30 Mbps e oltre e, dall'altro, favorire nel tempo la diffusione e l'adozione su una vasta porzione dell'UE di reti di accesso di nuova generazione (NGA) che consentono connessioni superveloci superiori a 100 Mbps.

L'agenda digitale si occuperà ad esempio di:

  • garantire che entro il 2020 tutti gli europei abbiano accesso a internet molto più veloce, come previsto dagli obiettivi dell'UE. Nel 2010 la Commissione europea presenterà una comunicazione sulla banda larga che definirà un quadro comune per le azioni svolte a livello di UE e di Stati membri, anche esaminando in che modo attirare capitali per gli investimenti tramite sostegno al credito (con il supporto della BEI e dei fondi dell'UE), un programma ambizioso sulla politica europea in materia di spettro radio e una raccomandazione atta a stimolare gli investimenti in reti di accesso di nuova generazione.

Ricerca e innovazione

L'Europa deve investire di più in R&S e garantire che le idee migliori giungano sul mercato.

Visto che le TIC contribuiscono al valore aggiunto totale nei comparti industriali europei più rilevanti, fra cui quello automobilistico (25%), quello dei dispositivi di largo consumo (41%) o il settore medico-sanitario (33%), la mancanza di investimenti nella R&S per le TIC costituisce una minaccia per il settore europeo secondario e terziario.

La carenza di investimenti è dovuta principalmente ai finanziamenti pubblici destinati alla R&S, deboli e dispersi. Ad esempio, nell'UE le amministrazioni pubbliche spendono meno di 5,5 miliardi di euro all'anno per la R&S connessa alle TIC, una cifra ben inferiore ai livelli dei paesi concorrenti. In secondo luogo, la frammentazione del mercato e i finanziamenti alla ricerca, estremamente dispersi, ostacolano la crescita e lo sviluppo delle aziende innovative nel settore delle TIC, in particolare le PMI. Infine, in Europa la diffusione sul mercato delle innovazioni basate sulle TIC è lenta. Se da un lato le sfide che la società deve affrontare, come l'invecchiamento demografico o le crisi ambientali, favoriscono l'innovazione, dall'altro l'Europa fa scarso uso dell'innovazione e della R&S per migliorare la qualità e le prestazioni dei servizi pubblici.

Per risolvere questi problemi, l'agenda digitale si occuperà ad esempio di:

  • raccogliere più investimenti privati mediante appalti prima della commercializzazione e partenariati pubblico-privato, usando i fondi strutturali per la ricerca e l'innovazione e aumentando ogni anno del 20% il bilancio della R&S per le TIC almeno per la durata del settimo programma quadro per la ricerca (7°PQ).

La Commissione metterà a punto inoltre modi "rapidi e leggeri" con cui le PMI e i giovani ricercatori potranno accedere ai finanziamenti UE per la ricerca nel settore delle TIC. La Commissione ha inoltre fatto pressione sugli Stati membri affinché raddoppino la spesa pubblica annuale per la R&S nelle TIC, passando da 5,5 a 11 miliardi di euro (compresi i programmi UE), in modo tale da stimolare un pari aumento nella spesa privata da 35 a 70 miliardi di euro.

Competenze informatiche, alfabetizzazione digitale ed "e-inclusione"

L'era digitale dovrebbe favorire la responsabilizzazione e l'emancipazione; le origini sociali o le competenze non dovrebbero costituire un ostacolo allo sviluppo di questo potenziale.

Visto che sempre più operazioni sono effettuate online, dalla candidatura per un posto di lavoro, al pagamento delle tasse fino alla prenotazione di biglietti, l'uso di internet è diventato parte integrante della vita quotidiana di molti europei. Ogni giorno oltre metà degli europei (250 milioni) va online, ma 150 milioni di europei (circa il 30% della popolazione) non hanno mai usato internet. Questo gruppo, che spesso dichiara di non avere bisogno di internet o di trovarlo troppo costoso, è costituito essenzialmente da persone di età compresa fra 65 e 74 anni, da persone a basso reddito, da disoccupati e da persone con un livello di istruzione non elevato.

Inoltre, l'Europa soffre di una grave carenza di competenze professionali nel settore delle TIC e da qui al 2015 potrebbero mancare profili competenti per coprire fino a 700 000 posti di lavoro.

Queste carenze escludono molti cittadini dalla società e dall'economia digitale e limitano il forte impatto positivo che l'adozione delle TIC avrebbe sull'aumento della produttività.

Per risolvere questi problemi, l'agenda digitale si occuperà ad esempio di:

  • colmare la carenza di competenze informatiche promuovendo una maggiore coordinazione delle iniziative in materia a livello di Stati membri, in particolare proponendo l'alfabetizzazione e le competenze digitali come priorità del Fondo sociale europeo.

  • Promuovere l'offerta e la domanda di competenze informatiche sul mercato del lavoro, mettendo a punto strumenti (entro il 2012) per individuare le competenze degli addetti al settore delle TIC e degli utenti. In questo modo, le aziende in cerca di personale con competenze specifiche potrebbero mettere facilmente a confronto le competenze dei candidati.

Entro il 2012 la Commissione, dopo aver esaminato le opzioni disponibili, avanzerà delle proposte per assicurare che entro il 2015 i siti web che offrono servizi pubblici siano accessibili a tutti i cittadini, comprese le persone anziane o con disabilità.

Vantaggi delle TIC per la società

L'uso intelligente della tecnologia e lo sfruttamento delle informazioni ci aiuteranno ad affrontare le sfide che attendono la nostra società, fra cui i cambiamenti climatici e l'invecchiamento della popolazione.

L'uso e l'applicazione delle TIC hanno un ruolo cruciale nel sostenere l'Europa per affrontare sfide future, come sostenere una società che invecchia, lottare contro i cambiamenti climatici, ridurre i consumi energetici, migliorare l'efficienza dei trasporti e la mobilità, rafforzare la consapevolezza dei pazienti e favorire l'inclusione delle persone con disabilità.

Per risolvere questi problemi, l'agenda digitale si occuperà ad esempio di:

  • assicurare che il settore delle TIC dia l'esempio pubblicando le proprie emissioni di gas serra, facendo in modo che entro il 2011 venga adottata una metodologia comune che possa essere adottata dagli altri settori che fanno largo uso di energia.

  • Avviare azioni pilota di ampia portata che permettano agli europei di accedere in maniera sicura ai propri dati sanitari online, in modo da poter mostrare ai medici la propria cartella clinica ovunque si trovino.

  • Aumentare la sicurezza e migliorare l'assistenza sanitaria ai cittadini, ad esempio nel caso di emergenze quando si trovano all'estero, definendo una serie minima di informazioni sanitarie che devono essere incluse nella cartella clinica dei pazienti e cui si possa avere accesso per via elettronica in qualunque punto dell'UE.

  • Migliorare l'accesso online alla ricchezza del patrimonio culturale europeo proponendo un modello sostenibile per finanziare la biblioteca digitale pubblica europea (Europeana) e per digitalizzare le opere dell'ingegno europee.

  • Rendere la pubblica amministrazione online un servizio quotidiano per i cittadini e le imprese europee, stilando un elenco di servizi transfrontalieri comuni che consentano loro di agire in modo indipendente o di vivere ovunque nell'UE e creando sistemi di riconoscimento reciproco delle identità elettroniche.

Queste azioni e molte altre fanno dell'agenda digitale un piano d'azione ambizioso per gli anni a venire.

Quando sarà messa in pratica l'agenda digitale?

Nell'annuncio odierno è indicata una serie di misure che saranno messe in pratica o proposte nei prossimi 2-3 anni e cui seguiranno azioni fino al 2015. L'iniziativa evolverà e si svilupperà poi nel corso dei prossimi 10 anni come elemento di spicco della strategia Europa 2020 per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020.

La Commissione attuerà l'agenda digitale da sola? In che modo possono essere di aiuto le parti interessate?

Per trasformare in realtà questo programma ambizioso, la Commissione europea lavorerà a stretto contatto con il Parlamento europeo (tramite un dialogo costante) e con gli Stati membri (tramite un gruppo di rappresentanti di alto livello) e tutte le parti interessate ad ogni livello in tutti gli Stati membri. La Commissione organizzerà piattaforme orientate all'azione per le parti interessate, così come un'assemblea annuale sul digitale per valutare i progressi compiuti e le nuove sfide da affrontare.

Allegato 1: Azioni chiave

Data prevista di realizzazione

Un mercato digitale unico e dinamico

Azione fondamentale 1: Semplificare le procedure di liberatoria e gestione dei diritti di autore e per il rilascio di licenze transfrontaliere nei modi seguenti:

• rafforzando la governance, la trasparenza e la concessione di licenze paneuropee per la gestione dei diritti (online), proponendo una direttiva quadro sulla gestione collettiva dei diritti;

2010

• creando un quadro normativo che faciliti la digitalizzazione e la diffusione di opere dell'ingegno in Europa, proponendo una direttiva sulle opere cosiddette "orfane", stabilendo un dialogo con le parti interessate per adottare misure ulteriori relative alle opere fuori catalogo, integrate dalla creazione di basi di dati contenenti informazioni relative ai diritti;

2010

• rivedendo la direttiva sul riutilizzo dell'informazione del settore pubblico, in particolare con riferimento all'ambito di applicazione e ai principi sui quali si basa l'imposizione di tariffe per l'accesso e l'uso.

2012

Azione fondamentale 2: Garantire il completamento dell'area di pagamento unica in euro (SEPA), anche adottando misure giuridiche vincolanti che fissino una data limite per la migrazione, e facilitare la creazione di un quadro europeo interoperabile di fatturazione elettronica pubblicando una comunicazione a questo proposito e creando un forum per le diverse parti interessate.

2010

Azione fondamentale 3: Proporre una revisione della direttiva sulla firma elettronica, al fine di istituire un quadro normativo per il riconoscimento e l'interoperabilità transfrontalieri di sistemi di autenticazione elettronica sicuri.

2011

Azione fondamentale 4: Rivedere il quadro normativo dell'UE in materia di protezione dei dati per aumentare la fiducia dei singoli e rafforzare i loro diritti

2010

Interoperabilità e standard

Azione fondamentale 5: Nell'ambito del riesame della politica dell'UE in materia di standardizzazione, proporre strumenti giuridici sull'interoperabilità delle TIC per modificare le regole sull'applicazione degli standard in materia di TIC in Europa al fine di consentire l'uso di alcune norme elaborate da forum e consorzi.

2010

Fiducia e sicurezza

Azione fondamentale 6: Presentare misure volte a raggiungere una politica rafforzata e di alto livello in materia di sicurezza delle reti e delle informazioni, che comprenda iniziative legislative come un'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) rinnovata, nonché misure che permettano di rispondere più rapidamente agli attacchi informatici, compresa una CERT per le istituzioni dell'UE.

2010

Azione fondamentale 7: Entro il 2010 presentare misure, tra cui iniziative legislative, per combattere gli attacchi contro i sistemi informatici e, entro il 2013, adottare le relative norme in materia di giurisdizione nel cyberspazio a livello europeo e internazionale.

2010 2013

Accesso ad internet veloce e superveloce

Azione fondamentale 8: Adottare una comunicazione sulla banda larga che definisca un quadro comune per le azioni necessarie, a livello di UE e di Stati membri, per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020 in materia di banda larga, ad esempio:

2010

• consolidare e razionalizzare, in questo quadro, il finanziamento della banda larga ad alta velocità tramite strumenti dell'Unione (ad es. FESR, ERDP, FEASR, TEN, PIE) entro il 2014 ed esaminare in che modo attirare capitali per gli investimenti nella banda larga tramite sostegno al credito (con il supporto della BEI e dei fondi dell'UE);

2014

• proporre, nel 2010, un programma ambizioso sulla politica europea in materia di spettro radio che sarà sottoposto al Parlamento europeo e al Consiglio. Il programma stabilirà, a livello di UE, una politica coordinata e strategica in materia di spettro, finalizzata a gestire più efficacemente lo spettro affinché i consumatori e le imprese possano trarne i massimi benefici;

2010

• pubblicare una raccomandazione, nel 2010, atta a stimolare gli investimenti in reti di accesso di nuova generazione (NGA) competitive tramite misure normative chiare ed efficaci.

2010

Ricerca e innovazione

Azione fondamentale 9: Raccogliere più investimenti privati mediante l'uso strategico degli appalti prima della commercializzazione e dei partenariati pubblico-privato, usando i fondi strutturali per la ricerca e l'innovazione e aumentando ogni anno del 20% il bilancio della R&S per le TIC almeno per la durata del 7°PQ;

_

Migliorare l'alfabetizzazione, le competenze e l'inclusione nel mondo digitale

Azione fondamentale 10: Proporre di inserire l'alfabetizzazione e le competenze digitali fra le priorità del regolamento riguardante il Fondo sociale europeo (2014-2020)

_

Azione fondamentale 11: Sviluppare gli strumenti per identificare e riconoscere le competenze dei tecnici e degli utenti delle TIC, facendo riferimento al quadro europeo delle qualifiche e a EUROPASS e sviluppare un quadro europeo per i professionisti delle TIC al fine di potenziare le competenze e favorire la mobilità dei tecnici attraverso l'Europa.

2012

Vantaggi offerti dalle TIC alla società dell'UE

Azione fondamentale 12: Valutare se il settore delle TIC ha rispettato il calendario previsto per l'adozione di metodi di misura comuni per il rendimento energetico e le emissioni di gas a effetto serra del settore e proporre le opportune misure giuridiche, se necessario.

2011

Azione fondamentale 13: Svolgere azioni pilota per fornire agli europei un accesso online sicuro ai dati sanitari personali entro il 2015 e diffondere ampiamente i servizi di telemedicina entro il 2020;

2015- 2020

Azione fondamentale 14: Proporre una raccomandazione per definire un numero minimo comune di dati sui pazienti per garantire l'interoperabilità delle cartelle cliniche che dovranno essere accessibili o scambiabili per via elettronica fra gli Stati membri

2012

Azione fondamentale 15: Proporre un modello sostenibile per il finanziamento di Europeana, la biblioteca pubblica digitale dell'UE, e per la digitalizzazione dei contenuti.

2012

Azione fondamentale 16: Proporre una decisione del Consiglio e del Parlamento europeo per assicurare il riconoscimento reciproco dell'identificazione e dell'autenticazione elettronica in tutta l'UE sulla base di "servizi online di autenticazione" che devono essere disponibili in tutti gli Stati membri (possono usare i documenti ufficiali più appropriati, rilasciati dal settore pubblico o privato).

2012

Allegato 2: Obiettivi di prestazione fondamentali

Gli indicatori in questione sono tratti essenzialmente dal Benchmarking framework (quadro di valutazione comparativa) 2011-20151 approvato dagli Stati membri nel novembre 2009.

1. Obiettivi nel settore della banda larga:

Banda larga di base per tutti entro il 2013: copertura con banda larga di base per il 100% dei cittadini dell'UE (valore di riferimento: nel dicembre 2008 la copertura totale DSL (espressa sotto forma di percentuale della popolazione dell'UE) era pari al 93%).

Banda larga veloce entro il 2020: copertura con banda larga pari o superiore a 30 Mbps per il 100% dei cittadini UE (valore di riferimento: nel gennaio 2010 il 23% degli abbonamenti a servizi di banda larga prevedeva una velocità di almeno 10 Mbps).

Banda larga ultraveloce entro il 2020: il 50% degli utenti domestici europei dovrebbe avere abbonamenti per servizi con velocità superiore a 100 Mbps (nessun valore di riferimento)

2. Mercato unico digitale:

Promuovere il commercio elettronico: il 50% della popolazione dovrebbe fare acquisti online entro il 2015 (valore di riferimento: nel 2009 il 37% delle persone di età compresa fra 16 e 74 anni aveva ordinato prodotti o servizi per uso privato nei 12 mesi precedenti).

Commercio elettronico transfrontaliero: il 20% della popolazione dovrebbe fare acquisti online all'estero entro il 2015 (valore di riferimento: nel 2009 l'8% delle persone di età compresa fra 16 e 74 anni aveva ordinato prodotti o servizi da altri paesi dell'UE nei 12 mesi precedenti).

Commercio elettronico per le imprese: il 33% delle PMI dovrebbe effettuare vendite/acquisti online entro il 2015 (valore di riferimento: nel 2008 il 24% e il 12% delle imprese aveva effettuato, rispettivamente, servizi di acquisto/vendita per via elettronica, per un importo pari o superiore all'1% del totale del fatturato/delle vendite).

Mercato unico per i servizi di telecomunicazione: la differenza fra le tariffe in roaming e le tariffe nazionali dovrebbe essere praticamente inesistente entro il 2015 (valore di riferimento: nel 2009 il prezzo medio per una telefonata di un minuto effettuata in roaming era di 0,38 centesimi per chiamata effettuata e il prezzo medio per le telefonate di un minuto nell'UE era di 0,13 centesimi, roaming incluso).

3. Inclusione digitale:

Portare l'uso regolare di internet dal 60% al 75% entro il 2015 e dal 41% al 60% per le categorie svantaggiate (le cifre di riferimento riguardano il 2009).

- Dimezzare entro il 2015 il numero di persone che non hanno mai usato internet (portandolo al 15%) (valore di riferimento: nel 2009 il 30% della popolazione di età compresa fra 16 e 74 anni non aveva mai utilizzato internet).

4. Servizi pubblici:

eGovernement entro il 2015: ricorso all'e-Government da parte del 50% della popolazione, di cui oltre la metà dovrebbe essere in grado di restituire moduli compilati (valore di riferimento: nel 2009 il 38% delle persone di età compresa fra 16 e 74 anni aveva usato i servizi di eGovernement nei 12 mesi precedenti e il 47% usava i servizi di e-Government per trasmettere moduli compilati).

Servizi pubblici transfrontalieri: mettere online, entro il 2015, tutti i servizi pubblici fondamentali transfrontalieri previsti dalla lista che gli Stati membri dovranno concordare entro il 2011 (nessun valore di riferimento)

5. Ricerca e innovazione:

Aumento delle spese di R&S per le TIC: raddoppiare gli investimenti pubblici portandoli a 11 miliardi di euro (valore di riferimento: nel 2007 l'importo nominale dei crediti o delle spese dei bilanci pubblici per la R&S (GBAORD) era di 5,7 miliardi di euro).

6. Economia a basse emissioni di carbonio:

Promozione dell'illuminazione a basso consumo energetico: entro il 2020 almeno il 20% di riduzione globale del consumo di energia per l'illuminazione (nessun valore di riferimento).

1 :

Per maggiori informazioni consultare il documento Benchmarking framework 2011-2015. Si tratta di un quadro concettuale per raccogliere dati statistici sulla società dell'informazione, accompagnati da un elenco di indicatori fondamentali per la valutazione comparativa.


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