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MEMO/10/199

Bruxelles, 19 maggio 2010

Agenda digitale europea: che cosa farà per me?

(cfr. anche IP/10/581 e MEMO/10/200)

La Commissione europea ha appena presentato un'ambiziosa agenda digitale europea che delinea sette aree di azione prioritarie con i seguenti obiettivi: istituire un mercato unico digitale, favorire l'interoperabilità, migliorare la fiducia in internet e la sicurezza online, aumentare la velocità di accesso alla rete, potenziare gli investimenti a favore delle attività di ricerca e sviluppo, migliorare l'alfabetizzazione e l'inclusione nel mondo digitale e applicare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per affrontare le sfide che attendono la società, fra cui i cambiamenti climatici e l'invecchiamento della popolazione. L'agenda digitale prevede in queste sette aree un centinaio di azioni di controllo, 31 delle quali avranno carattere legislativo. L'agenda digitale è la prima delle iniziative faro previste dalla strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (cfr. IP/10/225). Nel complesso, l'agenda digitale si concentra sulle tecnologie e i servizi online del XXI secolo con cui l'Europa potrà creare posti di lavoro, promuovere la prosperità economica e migliorare la vita quotidiana dei cittadini e delle imprese in molti modi diversi. Qui di seguito sono illustrati alcuni esempi pratici dei vantaggi concreti che le misure di attuazione dell'agenda digitale offriranno ai cittadini e alle imprese.

Consumatori: un mercato digitale unico e dinamico e un accesso veloce a internet

Il mondo digitale dovrebbe essere a portata di mano di tutti ma attualmente in Europa sono ancora troppe le persone che non sfruttano abbastanza i vantaggi di internet perché il mercato unico digitale non è sufficientemente sviluppato e i cittadini non osano navigare o non hanno neanche accesso a una connessione veloce.

I consumatori non possono ancora trarre tutti i benefici offerti da prezzi concorrenziali e dall'ampia scelta proposta da un mercato unico digitale su scala europea. Spesso è più facile fare acquisti in rete da un'azienda negli Stati Uniti che da un altro Stato dell'UE. Per esempio, nel 60% dei casi in cui i consumatori desiderano fare acquisti online da un altro paese UE si incontra difficoltà, come per esempio l'impossibilità di pagare con carta di credito perché la carta è stata emessa dal paese "sbagliato". Un altro esempio: i consumatori possono comprare CD in qualsiasi negozio di musica in Europa ma spesso non riescono a scaricare musica online legalmente da un altro paese UE perché i diritti sono concessi in licenza su base nazionale. Vista questa frammentazione del mercato, i download legali sono quattro volte superiori negli USA che nell'UE. Non si può neanche dimenticare il fatto che soltanto il 12% degli utenti del web nell'UE si sente completamente sicuro quando effettua operazioni online.

Nel settore delle telecomunicazioni, nonostante le misure adottate dall'UE a proposito del roaming, i prezzi più elevati fatturati all'estero per gli stessi servizi di cui è possibile usufruire nel proprio Stato membro continuano a dissuadere i consumatori dall'usare i servizi di telefonia mobile al di fuori dei confini nazionali, soprattutto nel caso di servizi dati in roaming.

L'agenda digitale europea intende affrontare questi problemi per offrire ai cittadini l'accesso a tutti i potenziali vantaggi offerti dalla società digitale.

Per esempio, uno degli obiettivi è assicurare un accesso ultraveloce a internet che aiuterà i cittadini a fare acquisti, creare, imparare, socializzare e interagire online e che è un presupposto fondamentale per la crescita dell'economia. L'obiettivo dell'agenda digitale europea è fare in modo che tutti i cittadini europei abbiano un accesso a internet da 30 Mbps entro il 2020 e che la metà delle famiglie abbia un abbonamento per connessioni almeno da 100 Mbps.

L'agenda digitale incoraggerà inoltre il coordinamento a livello di UE della gestione dello spettro radio per stimolare la crescita dei servizi innovativi senza fili a banda larga. Stabilirà regole chiare per incentivare gli investimenti in reti di nuova generazione aperte e competitive e aiuterà le autorità pubbliche a realizzare una nuova infrastruttura a banda larga nelle aree in cui, viste le caratteristiche geografiche o il numero limitato dei potenziali clienti, è difficile che il mercato o gli investimenti privati da soli offrano internet veloce (per es. nelle aree rurali).

L'agenda digitale intende trovare soluzioni per un accesso paneuropeo a contenuti legali in rete semplificando i meccanismi esistenti di liberatoria del diritto d'autore, rilascio transfrontaliero di licenze e gestione dei diritti. Inoltre promuoverà la digitalizzazione su larga scala delle ricche collezioni di biblioteche, archivi e musei nazionali, favorendone l'accesso mediante Europeana (www.europeana.eu), il portale delle biblioteche digitali europee (cfr. MEMO/10/166).

Altre azioni in quest'area prevedono la semplificazione dei pagamenti e della fatturazione in formato elettronico ovunque in Europa con l'obiettivo di incoraggiare gli acquisti transfrontalieri in rete.

Per aiutare gli europei a sentirsi più sicuri online, l'agenda digitale rafforzerà le norme dell'UE sulla protezione dei dati personali, migliorerà la guida e‑You (http://ec.europa.eu/information_society/eyouguide/index_en.htm) – la guida digitale sui diritti degli utenti online – per renderla più pratica e facile da usare e proporrà la creazione di un sistema di risoluzione delle controversie online valido in tutta l'UE applicabile alle operazioni di commercio elettronico.

L'agenda digitale intende inoltre rafforzare la fiducia nell'uso di internet assicurando fra l'altro una migliore risposta coordinata a livello europeo agli attacchi informatici, ai furti di identità e all'invio di posta elettronica non desiderata (spam).

A seguito di un'indagine sui costi generati dalla mancanza di un mercato unico delle telecomunicazioni la Commissione intende adottare altre misure, ad esempio per assicurare che la differenza fra i prezzi del roaming e delle tariffe nazionali sia ridotta praticamente a zero entro il 2015.

Lavoratori – le giuste competenze per l'era digitale

Oggi l'Europa soffre di una crescente carenza di competenze nel settore delle TIC. Sono 150 milioni gli europei che non hanno mai usato internet – il 30% circa della popolazione – e i sistemi di istruzione e formazione dell'Europa non hanno tenuto il passo con le competenze in materia di TIC che oggi sono richieste sul mercato digitale del lavoro. L'agenda digitale intende ampliare e potenziare le competenze digitali di tutti i cittadini dell'UE, indipendentemente dall'età, dalla posizione geografica o dalla situazione economica, in modo che possano partecipare pienamente alla società digitale e al mercato del lavoro.

Esiste poi un enorme potenziale rimasto inutilizzato costituito da milioni di giovani e di donne di tutte le età che usano regolarmente le TIC e che potrebbero essere interessati a svolgere un lavoro in questo ambito o in un settore tecnologico. Occorre attingere a questa enorme riserva di talento e di risorse per favorire la crescita e la competitività dell'Europa. L'agenda digitale intende assicurare che tutti i cittadini, e soprattutto i giovani, siano sensibilizzati a proposito del potenziale offerto dalle TIC per tutti i tipi di professione. L'UE inviterà gli Stati membri a inserire l'alfabetizzazione e le competenze digitali fra le priorità del Fondo sociale europeo.

Nel caso di chi già possiede competenze in materia di TIC e lavora nel settore tecnologico, l'agenda digitale aiuterà a identificare e riconoscere le competenze dei professionisti delle TIC in modo che le imprese che ricercano collaboratori con determinate competenze in questo settore possano individuarli facilmente.

Pazienti e dottori – le TIC per un'assistenza sanitaria sostenibile

Investire in tecnologie digitali connesse all'assistenza sanitaria, note anche come eHealth o sanità online, può migliorare radicalmente l'offerta e la qualità di assistenza sanitaria per i pazienti e gli operatori del settore in Europa. Per esempio, nuovi servizi di telemedicina, come visite mediche online e dispositivi portatili per monitorare le condizioni di salute di malati cronici e disabili, possono offrire ai pazienti una libertà di spostamento fino a questo momento sconosciuta.

In termini pratici, la sanità online può ridurre al minimo il rischio di errori medici e favorire la diagnosi precoce dei problemi di salute. Il telemonitoraggio di pazienti con problemi cardiaci può migliorare del 15% il loro tasso di sopravvivenza, ridurre del 26% la durata del ricovero in ospedale e permettere di risparmiare il 10% delle spese infermieristiche - tutti elementi cruciali in un periodo di crisi economica. Le prescrizioni online possono ridurre del 15% il rischio di errori di dosaggio dei medicinali. La sanità elettronica svolgerà un ruolo fondamentale per garantire un'assistenza sanitaria dai costi ragionevoli e accessibile a tutti, tenendo conto dell'invecchiamento della popolazione in Europa.

L'agenda digitale intende fornire agli europei entro il 2015 un accesso sicuro alle cartelle cliniche online non soltanto nel proprio paese ma anche ovunque si trovino in viaggio nell'UE. In questo modo il lavoro dei medici sarà facilitato e i pazienti potranno ricevere le cure migliori quando consultano un medico nel proprio paese o in un altro paese dell'UE.

Industria manifatturiera – le opportunità di un'economia digitale interoperabile

Il settore delle TIC contribuisce in misura determinante alla crescita globale della produttività dell'economia europea (negli ultimi 15 anni l'aumento di produttività in Europa è dovuto per metà alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione – cfr. IP/10/571- ed è probabile che questa tendenza diventerà ancora più marcata).

In un mondo ideale, i servizi e i dispositivi digitali dovrebbero essere in grado di interoperare e comunicare fra loro perfettamente. La realtà oggi però è diversa. Esistono molti apparecchi e numerose interfacce di software che non sono così compatibili fra loro come potrebbero esserlo e questa situazione favorisce la frammentazione dei mercati e la mancanza di concorrenza. Inoltre, alcuni processi di normalizzazione non seguono sempre i cambiamenti tecnologici. Tutti questi problemi ostacolano fortemente l'uso integrato delle tecnologie e fanno sì che i servizi online, compresi quelli pubblici, costringano ancora gli utenti a lavorare con software o apparecchiature specifici, con il rischio di dipendenza da un determinato produttore (lock-in) e di un aumento dei prezzi. Queste barriere impediscono inoltre all'industria manifatturiera di sviluppare prodotti e servizi innovativi e rischiano così di bloccare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, che ora sono invece particolarmente necessari.

Per affrontare questi problemi, l'agenda digitale prevede un riesame della politica dell'UE in materia di standardizzazione entro il 2010 che tratterà in particolare l'esigenza di una standardizzazione europea delle TIC per restare al passo con i mercati tecnologici in rapida evoluzione. Inoltre, la Commissione pubblicherà una serie di orientamenti in materia di regole per la definizione degli standard, appalti pubblici per soluzioni TIC e interoperabilità.

L'industria delle TIC – ricerca e innovazione per l'economia digitale

L'agenda digitale intende in particolare affrontare il grave problema dell'insufficienza degli investimenti e della frammentazione della ricerca nel settore delle TIC in Europa. Gli investimenti dell'Europa a favore della ricerca e sviluppo (R&S) rappresentano solo il 40% di quelli degli USA. Si tratta di una carenza strategica, considerando che le TIC sono la principale tecnologia abilitante nell'economia moderna.

L'agenda digitale intende raccogliere più investimenti privati mediante l'uso strategico degli appalti prima della commercializzazione e dei partenariati pubblico-privato, usando il fondo regionale e altri fondi dell'UE per la ricerca e l'innovazione e mantenendo il ritmo degli aumenti annui del bilancio della R&S per le TIC fissato nei programmi quadro europei della ricerca, almeno fino al 2013.

Il settore delle TIC deve inoltre far fronte a una grave carenza di professionisti altamente qualificati necessari per soddisfare la domanda di posti di lavoro attuale e futura. L'agenda digitale europea affronta questo problema incoraggiando la formazione nel settore delle TIC e proponendo misure per rafforzare il potere di attrazione del settore per sviluppi professionali. La disponibilità di professionisti delle TIC che hanno ricevuto una preparazione migliore sarà una base solida su cui potrà crescere il settore, il cui sviluppo dipende in larga misura dalle capacità e dalle competenze delle persone.

Nel caso di chi già possiede competenze in materia di TIC e lavora nel settore tecnologico, l'agenda digitale aiuterà a identificare e riconoscere le competenze dei professionisti delle TIC in modo che le imprese che ricercano collaboratori con determinate competenze in questo settore possano individuarli facilmente.

Piccole e medie imprese (PMI) – l'amministrazione pubblica online (eGovernment) agevolerà il funzionamento delle PMI

L'agenda digitale intende ridurre la burocrazia ed eliminare gli ostacoli che impediscono al 99% delle imprese europee di cogliere pienamente tutte le opportunità offerte dal mercato unico digitale. Uno degli obiettivi globali dell'agenda digitale è portare al 33% entro il 2015 la percentuale di PMI che effettuano operazioni di compravendita in rete.

In particolare, con il completamento dell'area europea unica dei pagamenti (SEPA) le PMI potranno effettuare più facilmente pagamenti ed emettere fatture in formato elettronico a livello internazionale utilizzando metodi di pagamento sicuri ed efficienti.

L'impegno dell'agenda digitale a migliorare il funzionamento dell'amministrazione online intende assicurare che le PMI debbano investire meno tempo nelle procedure amministrative e possano conquistare nuove opportunità commerciali. In particolare, con la piena attuazione della legislazione dell'UE in materia di appalti online, identificazione e autenticazione elettronica per i servizi transfrontalieri si creeranno nuove opportunità commerciali a livello transfrontaliero. Entro il 2011 i paesi dell'UE dovrebbero concordare un elenco comune di servizi pubblici fondamentali transfrontalieri (per es. certificati elettronici richiesti per poter partecipare alla procedure di appalto) che permetterà agli imprenditori di creare e gestire un'impresa ovunque in Europa, indipendentemente da dove essi si trovano. Questi servizi fondamentali dovrebbero essere completamente online entro il 2015.

Artisti, autori, musicisti

Internet è una piattaforma unica nel suo genere per la distribuzione di contenuti culturali in quanto offre agli autori, ai compositori e agli artisti l'opportunità di raggiungere un pubblico più vasto. L'Europa deve infondere un forte impulso alla creazione, produzione e distribuzione di contenuti digitali. Per realizzare questo obiettivo occorre un mercato unico europeo digitale pienamente funzionante e una migliore protezione della remunerazione degli autori e degli altri creatori.

Per alcuni settori di contenuti, il mercato unico online dell'Europa è attualmente frammentato perché la gestione dei diritti è organizzata su base nazionale, per cui un negozio paneuropeo di musica e video online dovrebbe negoziare i diritti singolarmente con i vari organismi che nei 27 Stati membri si occupano della gestione dei diritti. Il risultato è che, anche se i consumatori europei possono per esempio comprare CD in qualsiasi negozio, spesso non riescono a comprare musica da piattaforme legali online nei vari paesi dell'UE perché i diritti sono concessi su base nazionale.

Attualmente, gli utili potenziali dei creatori sono ridotti perché i cittadini europei che vogliono avere accesso a contenuti creativi e culturali non possono farlo in quanto non hanno i mezzi legali per accedervi. È paradossale che in Europa i contenuti piratati circolino con maggiore libertà dei contenuti legali. Occorre trovare una soluzione equilibrata; le industrie creative dovrebbero essere stimolate a offrire più contenuti online in cambio di una migliore protezione giuridica. L'agenda digitale intende affrontare questi problemi incoraggiando il rilascio di licenze transfrontaliere e paneuropee nell'ambiente digitale. Questo obiettivo sarà realizzato, fra l'altro, grazie a una nuova direttiva quadro sulla gestione collettiva dei diritti, che dovrebbe essere varata nel 2011, a una proposta di direttiva sulle opere orfane, a un dibattito continuo con le parti interessate sulle opere fuori catalogo e al riesame delle norme dell'UE sul riutilizzo delle informazioni del settore pubblico. La necessità di altre misure sarà valutata nel 2012 dopo il Libro verde del 2010 relativo alle opportunità e alle sfide derivanti dalla distribuzione online di opere audiovisive e di altri contenuti creativi.

L'ambiente – usare le TIC per ridurre il nostro impatto ambientale

La leadership globale dell'Europa nella lotta contro i cambiamenti climatici ha preparato la strada proponendo un'ambiziosa politica in materia di energia e cambiamenti climatici che intende ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20% entro il 2020. Per aiutare l'UE a realizzare gli impegni globali assunti, occorre liberare completamente il potenziale offerto dagli strumenti delle TIC per aiutare i cittadini e le imprese a ridurre il nostro impatto ambientale.

Le soluzioni TIC di monitoraggio, quali le reti e i contatori intelligenti che analizzano il consumo di energia, possono favorire i risparmi energetici a casa e in ufficio. L'illuminazione rappresenta quasi il 20% del consumo mondiale di elettricità. Il 70% di questa energia potrebbe essere risparmiato usando sistemi efficienti di gestione intelligente dell'illuminazione basati sulle TIC. L'agenda digitale prevede che entro il 2020 il consumo di energia dovuto all'illuminazione dovrebbe calare del 20% rispetto al 2010.

L'agenda digitale intende assicurare che le autorità pubbliche, il settore delle TIC e i principali settori responsabili delle emissioni collaborino strettamente per accelerare la diffusione massiccia di soluzioni basate sulle TIC per realizzare gli obiettivi di risparmio energetico.

Ricercatori – finanziamenti maggiori e congiunti per la ricerca nel settore delle TIC

L'insufficienza degli investimenti dell'Europa nelle attività di ricerca e sviluppo connesse alle TIC è una minaccia per il settore manifatturiero e dei servizi in Europa, in particolare per il settore automobilistico, dei dispositivi di largo consumo e il settore medico-sanitario. La carenza di investimenti è dovuta essenzialmente alla debolezza degli stanziamenti destinati alla R&S (meno di 5,5 miliardi di euro all'anno), all'eccessiva burocrazia e alla frammentazione del mercato.

Nell'agenda digitale la Commissione si è impegnata a raccogliere più investimenti privati mediante l'uso strategico degli appalti prima della commercializzazione. La Commissione appoggerà inoltre sei partenariati pubblico-privato basati sulle TIC nell'ambito del Settimo programma quadro di ricerca dell'UE (7°PQ) con un finanziamento totale dell'UE di 1 miliardo di euro e raccogliendo circa 2 miliardi di euro di investimenti privati. Inoltre manterrà il ritmo degli aumenti del bilancio per la R&S dedicata alle TIC almeno fino al 2013. L'agenda digitale invita gli Stati membri dell'UE a raddoppiare la spesa pubblica totale annua a favore della R&S in questo settore per raggiungere 11 miliardi di euro entro il 2020.

L'agenda digitale europea include anche misure per ridurre le pratiche amministrative eccessive per offrire ai giovani ricercatori e alle PMI un accesso più semplice e rapido ai fondi dell'UE per la ricerca nelle TIC a partire dal 2011 e rafforzare il coordinamento e la condivisione di risorse con gli Stati membri e l'industria.

Genitori e figli: più sicurezza online

Oggi i giovani e i bambini costituiscono il gruppo principale di utenti di internet: il 73% dei giovani di età compresa fra 16 e 24 anni utilizza servizi avanzati per creare e condividere contenuti online, il doppio della media registrata nell'UE (35%). Il 66% degli europei di meno di 24 anni usa internet ogni giorno, mentre la media nell'UE si attesta sul 43%. Tuttavia, anche se questi giovani si sentono come a casa quando navigano, sono esposti alle minacce del web.

L'agenda digitale aiuterà i genitori e i figli a proteggersi online. In particolare, grazie al programma "Internet più sicuro", tutti gli Stati membri dell'UE saranno invitati a istituire delle linee telefoniche dedicate per segnalare contenuti online offensivi e a offrire formazioni specifiche per insegnare la sicurezza online nelle scuole. I fornitori di servizi online che hanno maggior successo fra i più giovani (per es. le reti sociali, gli operatori di telefonia mobile) saranno invitati a sviluppare ulteriormente misure di autoregolamentazione sulla sicurezza online dei bambini entro il 2013.

Infine, l'agenda digitale propone di rafforzare la cooperazione a livello europeo e internazionale per combattere la criminalità informatica (per es. istituendo piattaforme di segnalazione online a livello nazionale e di UE per lottare contro lo sfruttamento sessuale e la diffusione di materiale pedopornografico online) e altre forme di attacchi informatici, furto di identità e spam.

Anziani e disabili – nuove opportunità

Soprattutto in una società che invecchia, la sanità online è un'area fondamentale per l'innovazione che può dare risultati positivi a vantaggio degli anziani e dei disabili.

Per esempio, grazie ai finanziamenti dell'UE le tecnologie riguardanti la domotica per le categorie deboli (Ambient Assisted Living, AAL) hanno sfruttato le TIC per assicurare che la società digitale permetta alle persone vulnerabili, ai malati cronici e ai disabili di vivere con maggiore dignità e autonomia.

Il programma AAL promuove l'innovazione e l'uso delle TIC in settori quali la prevenzione delle cadute (che riguarda oltre un terzo degli ultrasessantacinquenni nell'UE) o l'assistenza agli oltre 7 milioni di cittadini affetti da demenza, perdita di memoria, disturbi dell'attenzione o incapacità di risolvere piccoli problemi. L'agenda digitale intende raddoppiare, entro il 2015, il numero di anziani che vivono autonomamente.

150 milioni di europei – circa il 30% della popolazione – non hanno mai utilizzato internet. Questo gruppo è costituito in larga misura da persone di età compresa fra 65 e 74 anni. Anche l'accessibilità e l'usabilità di internet sono problemi per gli europei con disabilità. Colmare il divario digitale può aiutare i gruppi socialmente svantaggiati a partecipare alla società digitale a condizioni paragonabili a quelle degli altri cittadini (questo riguarda anche i servizi che li interessano direttamente quali l'istruzione (e-Learning), le amministrazioni pubbliche (e-Government) e la sanità (e‑Health) online), ad accrescere le possibilità di trovare un impiego e avere una migliore qualità della vita.

Zone rurali e remote - collegare le comunità

L'obiettivo dell'agenda digitale è garantire entro il 2013 l'accesso a internet a banda larga a tutti, anche a chi abita in zone isolate. Tuttavia, considerando i costi elevati della costruzione di nuove infrastrutture e la bassa densità della domanda, le società di telecomunicazioni sono riluttanti a installare l'infrastruttura a banda larga necessaria.

Per affrontare questo problema l'UE collaborerà con gli Stati membri per rafforzare e destinare meglio i programmi di finanziamento regionali e di altro tipo con l'obiettivo di favorire gli investimenti e adottare misure di abbattimento dei costi di investimento. L'agenda digitale prevede inoltre una serie di proposte per assicurare che una parte del dividendo digitale – le frequenze radio liberate con il passaggio dalle trasmissioni analogiche a quelle digitali – possa essere utilizzata per le tecnologie senza fili a banda larga. Questo è particolarmente importante perché la banda larga senza fili (terrestre o via satellite) non solo apre la strada a nuovi e interessanti servizi ma sarà anche cruciale per fornire internet veloce a tutti, anche nelle regioni rurali e remote.

Per promuovere lo sviluppo delle reti a banda larga, nel corso di quest'anno la Commissione proporrà un ambizioso programma europeo sulla politica in materia di spettro radio per migliorare l'efficienza della gestione dello spettro radio e massimizzare i vantaggi per i consumatori e l'industria.


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