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FAQ: il vertice del G8 all’Aquila dall’8 al 10 luglio 2009

European Commission - MEMO/09/317   06/07/2009

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MEMO/09/317

Bruxelles, 6 luglio 2009

FAQ: il vertice del G8 all’Aquila dall’8 al 10 luglio 2009

Quali sono i membri del G8?

I paesi del G8 sono Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Il presidente della Commissione europea è membro a pieno titolo del G8 e svolge il ruolo fondamentale di rappresentare l’Unione al vertice del G8 insieme al paese che detiene la presidenza del Consiglio europeo (la Svezia dal 1° luglio).

Cos’è il G8?

Il G8 è un forum annuale di discussione e cooperazione istituito dai principali paesi industrializzati del mondo. Il G8 non è né un’istituzione né un’organizzazione internazionale e non ha alcuna base giuridica. Non adotta decisioni vincolanti, non è disciplinato da un regolamento interno formale e non dispone di un segretariato permanente. In pratica, opera come una sorta di “club” informale.

Quando è stato creato?

  • Il primo vertice ebbe luogo nel 1975 a Rambouillet, in Francia. I leader di Italia, Germania, Regno Unito, Giappone e Stati Uniti furono invitati dal presidente francese a discutere di questioni economiche e finanziarie nel quadro di quello che veniva chiamato “vertice economico”.

  • Nel 1976 ne è diventato membro il Canada.

  • Nel 1977 il presidente della Commissione europea è stato invitato a partecipare al vertice di Londra (il ruolo della Commissione era inizialmente circoscritto ai suoi ambiti di competenza esclusiva).

  • In occasione del vertice di Ottawa del 1981, il presidente della Commissione europea ha partecipato per la prima volta alle discussioni del vertice come membro a pieno titolo, ruolo che riveste tuttora.

  • La Russia è diventata membro in occasione del vertice di Birmingham (Regno Unito) del 1998.

Come funziona?

La presidenza annuale del G8 viene assunta a rotazione da ciascun Paese, seguendo l’ordine nel quale ciascun paese ha ospitato il vertice per la prima volta. Il paese che detiene la presidenza annuale ha la responsabilità di ospitare il vertice annuale e di gestire l’ordine del giorno. I vertici sono preparati da un gruppo di rappresentanti personali dei leader, noti come “sherpa”.

Le ultime presidenze di turno del G8 sono state: Regno Unito (2005), Russia (2006), Germania (2007), Giappone (2008), Italia (2009). Nel 2010 sarà il Canada ad esercitare la presidenza del G8.

Perché l’Unione europea partecipa al vertice del G8?

Perché anche nel 1975, quando si è svolto il primo vertice a Rambouillet, la Comunità europea di allora era già un'organizzazione sopranazionale a carattere unico. In alcuni settori, la procedura decisionale era stata trasferita dai singoli Stati membri al livello comunitario e la Comunità aveva, ad esempio, competenza esclusiva per il commercio internazionale e la politica agricola. Ovviamente, non aveva senso che i membri del G8 discutessero di questioni economiche, come il commercio internazionale, senza che fosse presente la Comunità europea.

I rappresentanti della Comunità europea iniziarono a partecipare al vertice di Londra nel 1977. Originariamente, il ruolo dell’UE era limitato ai settori in cui aveva competenze esclusive, ma il ruolo dell’Unione si è rafforzato nel tempo. La Commissione europea è stata gradualmente inclusa in tutte le discussioni politiche all'ordine del giorno del vertice e ha partecipato a tutte le sessioni di lavoro sin dal vertice di Ottawa (1981). Attualmente, il presidente della Commissione europea partecipa come membro a pieno titolo ai vertici annui del G8 e la Commissione è presente nella fase preparatoria del vertice attraverso lo sherpa del presidente al G8 (João Vale de Almeida, che è anche suo capo gabinetto).

Se anche l’UE è membro del G8, perché non chiamarlo G9?

La Commissione europea è un'organizzazione sopranazionale particolare, non uno Stato membro sovrano; per questo si parla del G8 come del "gruppo delle otto nazioni". Per lo stesso motivo, la CE non assume la presidenza di turno del G8. La Commissione europea non è uno Stato membro del G8, ma ha tutti i privilegi e gli obblighi che derivano dallo status di membro tranne il diritto di ospitare e presiedere un vertice. La Commissione ha tutte le responsabilità derivanti dalla sua appartenenza al gruppo e le decisioni che il presidente della Commissione approva in occasione del vertice sono politicamente vincolanti.

Perché i leader dei paesi terzi e delle organizzazioni internazionali sono invitati ad incontrare i leader del G8 in occasione del vertice?

La politica di dialogo (outreach) con i paesi terzi è sempre stata un elemento importante dei vertici del G8. Con l'emergere di sfide globali sempre più complesse, i membri della comunità internazionale hanno rafforzato il coordinamento, la cooperazione e il dialogo. Nel vertice di quest'anno, i leader del G8 ribadiranno la loro ferma determinazione a far sì che il dialogo con i partner globali diventi parte integrante e determinante del vertice, integrandolo con altri processi in corso, ad esempio i negoziati delle Nazioni Unite sul clima e il G20.

Cosa prevede il programma provvisorio? Chi parteciperà alle diverse parti del programma?

Il programma provvisorio del vertice del 2009 prevede, per il primo giorno, una riunione di leader del G8. Il secondo giorno si terrà una riunione dei leader del G8 e del G5 (Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica) e dell’Egitto, seguita dal vertice Junior 8 (J8) e dal Major Economies Forum, che si compone dei paesi del G8 più Australia, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Repubblica di Corea e Sudafrica. Il terzo e ultimo giorno, i leader del G8 incontreranno i leader africani di Algeria, Nigeria, Senegal, Egitto, Sudafrica ed Etiopia nonché della Libia, in quanto presidente di turno dell’Unione africana, e dell’Angola.

Anche le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l‘Agenzia internazionale dell’energia, l’Organizzazione internazionale del lavoro, l’Organizzazione mondiale del commercio, l’Unione africana, l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo e il Programma alimentare mondiale parteciperanno ad alcune delle riunioni.

8 luglio: il vertice inizierà con un pranzo di lavoro del G8 sull'economia mondiale, seguito da una sessione su questioni globali, da riunioni politiche bilaterali e da una cena in cui verranno trattati temi internazionali.

9 luglio: il secondo giorno inizierà con una sessione mattutina G8+G5+Egitto su temi globali e attinenti allo sviluppo. Il tema del pranzo di lavoro riguarderà i futuri fattori di crescita. Nel pomeriggio, si discuterà del commercio e dei cambiamenti climatici nell’ambito del Major Economies Forum; seguirà una cena offerta dal Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano.

10 luglio: l’ultimo giorno del vertice del G8 inizierà con una colazione di lavoro con i leader africani in cui si discuterà dell’impatto della crisi sui paesi in via di sviluppo, alla quale farà seguito una sessione sulla sicurezza alimentare con tutti i partecipanti.

Perché il G8 è così importante?

I vertici del G8 rivestono un’importanza eccezionale. Riunendo i leader di alcune delle nazioni più industrializzate al mondo, questo gruppo informale è in grado di definire l'agenda mondiale, poiché le decisioni prese da queste nazioni industrializzate possono avere un impatto concreto. Inoltre, l’impronta data da questi leader su temi politici si ripercuote a livello di molte altre organizzazioni e istituzioni internazionali; basti ricordare, ad esempio, che quattro dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite fanno parte del G8. Pertanto, il G8 può dare un potente impulso al cambiamento.

Le decisioni adottate ai vertici del G8 sono giuridicamente vincolanti?

Le decisioni adottate al G8 non sono giuridicamente vincolanti, ma lo sono dal punto di vista politico. Si tratta di decisioni assunte dai leader a titolo personale e pubblicamente, dopo discussioni spesso intense con i loro omologhi. Le forti pressioni politiche fanno sì che i leader siano tenuti a far rispettare le decisioni che adottano in questo ambito.

Il G8 ottiene risultati concreti? Cosa ha realizzato negli ultimi anni?

Se i no global accusano a volte il G8 di essere onnipotente o di svolgere un ruolo di direttorio mondiale, altri lo criticano perché non ha vere e proprie capacità decisionali. Tuttavia, il G8 può svolgere un ruolo effettivo e cruciale e il vertice non dovrebbe essere visto semplicemente come una riunione simbolica o un’opportunità per comparire sotto i riflettori. Ad esempio, il vertice di Lione del 1996 ha varato l'iniziativa di sgravio del debito dei paesi poveri fortemente indebitati (HIPC), mentre le precedenti presidenze statunitense e britannica hanno impresso un nuovo impulso ai lavori del vertice, mettendo all'ordine del giorno il Medio Oriente, i cambiamenti climatici e il raddoppiamento degli aiuti all'Africa. Nel 2007 la Germania ha utilizzato il G8 come piattaforma per concentrarsi sulla crescita e sulla responsabilità nell'economia mondiale, compresi i cambiamenti climatici e l'efficienza energetica, nonché sulla crescita e sulla responsabilità in Africa. A Heiligendamm, i leader del G8 si sono accordati per iniziare a riflettere seriamente sulla necessità di dimezzare le emissioni globali entro il 2050, una decisione che ha fatto epoca. Nel 2008 i leader del G8 in Giappone hanno condiviso l’obiettivo globale di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050 insieme alle economie emergenti e hanno deciso di creare il partenariato globale per la cooperazione in materia di efficienza energetica. Hanno inoltre deciso di affrontare insieme l’importante sfida della sicurezza alimentare globale, sostenendo in particolare il partenariato globale per l'agricoltura e la sicurezza alimentare. In quest’occasione, i leader del G8 hanno anche ribadito il loro impegno a conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio.

La caratteristica principale del G8 è, forse, che costringe un gruppo di leader mondiali a riunirsi e a elaborare strategie comuni per risolvere i problemi individuati grazie alla sua forza trainante e cooperativa. Il principale valore aggiunto che deriva dal G8 è lo stimolo a portare avanti il lavoro in altre sedi.

Nella sede di dibattito ristretto che è il G8 e nel quadro di incontri personali periodici tra pari, si tende a raggiungere sempre un qualche compromesso ed è raro che le iniziative della presidenza siano completamente respinte. Nessuno vuole restare troppo a lungo in disparte ed è per questo, ad esempio, che gli Stati Uniti hanno riconosciuto per la prima volta nel quadro del G8 che i cambiamenti climatici sono dovuti anche all’azione dell’uomo.

Le dichiarazioni adottate in seno al G8 sono solitamente riprodotte o utilizzate come base di lavoro in altre sedi. Ad esempio, la risoluzione del Consiglio di sicurezza sul Libano si è ispirata alla dichiarazione di San Pietroburgo, mentre il Canada e gli Stati Uniti cercano solitamente di riprendere i testi del G8 nei comunicati dell’APEC. Anche il difficile compromesso di San Pietroburgo sui principi di sicurezza energetica viene continuamente preso come riferimento.

Per ulteriori informazioni, cfr.:

IP/09/1090


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