Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE ES

MEMO/09/257

Bruxelles, 2 giugno 2009

La Commissione propone un quadro giuridico per le infrastrutture di ricerca europee – Domande e risposte

1. Perché le infrastrutture di ricerca sono così importanti?

Le infrastrutture di ricerca hanno un ruolo sempre più importante nel progresso della conoscenza e della tecnologia. Il progresso scientifico sarebbe impossibile senza super-computer all'avanguardia o, ad esempio, sistemi a raggi X su larga scala.

La risposta a sfide come i cambiamenti climatici riceve un contributo fondamentale dalle strutture di ricerca ambientale, come gli osservatori delle profondità marine, le navi rompighiaccio di ricerca o le reti di osservazione atmosferica. Anche i progressi nella ricerca medica traggono grande vantaggio dall'uso di ampi database o bio-banche e/o di potenti sistemi di diagnosi per immagine, per nominare soltanto alcune delle strutture fondamentali.

Offrendo servizi di ricerca unici, attirando i giovani verso la scienza e attraverso la messa in rete delle varie strutture, le infrastrutture di ricerca contribuiscono all'organizzazione della comunità scientifica e quindi rivestono un ruolo fondamentale nella costruzione di un ambiente di ricerca e innovazione efficiente. Grazie alla loro capacità di raccogliere un numero decisivo di persone e investimenti, contribuiscono allo sviluppo economico nazionale, regionale e europeo. Per questo motivo sono al centro del triangolo formato da ricerca, istruzione e innovazione.

2. Qual è il problema?

Con l'evolversi e il progredire delle frontiere della ricerca e con il progresso della tecnologia, queste infrastrutture di ricerca stanno diventando sempre più complesse e più costose , il che le pone spesso fuori dalla portata di un singolo gruppo di ricerca, di una singola regione, nazione o persino continente. Le dimensioni di questi progetti (generalmente diverse centinaia di milioni di euro per la costruzione e diverse decine di milioni di euro per il funzionamento) richiedono un impegno congiunto da parte di diversi paesi dell'UE .

Una delle maggiori difficoltà nel la creazione di tali infrastrutture di ricerca tra diversi paesi dell'UE, è la mancanza di un quadro giuridico adeguato che permetta la creazione di partenariati appropriati . Le forme giuridiche previste dal diritto nazionale non soddisfano pienamente le esigenze di queste nuove infrastrutture europee. Lo stesso vale per le forme giuridiche del diritto internazionale o dell'UE.

3. Qual è la soluzione?

È in questo contesto che la Commissione europea, in risposta alle richieste dei paesi dell'UE e della comunità scientifica, propone un quadro giuridico per le infrastrutture di ricerca europee (ERI), più adatto alle esigenze di queste strutture.

Questo nuovo quadro giuridico fornirà una personalità giuridica riconosciuta in tutti gli Stati membri.

Esso r ifletterà lo spirito di un'iniziativa veramente europea, ma permetterà comunque la partecipazione di paesi non-europei. Sarà facile da utilizzare grazie alla sua flessibilità, che ne permetterà l'adattamento alle esigenze delle diverse strutture. Potrebbero essere garantiti alcuni dei privilegi e delle esenzioni delle organizzazioni internazionali (per es. l'esenzione dall'IVA), il che faciliterebbe le trattative tra i paesi coinvolti.

4. Chi ne trarrà vantaggio?

I soggetti che trarranno maggiormente vantaggio dal nuovo quadro giuridico saranno i ricercatori europei che otterranno l'accesso a nuove strutture di ricerca efficienti e di livello internazionale. Il nuovo quadro giuridico offre inoltre la possibilità di ridurre drasticamente i tempi necessari per la creazione di tali infrastrutture di ricerca europee, permettendo loro di essere operative il più presto possibile, cosa fondamentale nel mondo della scienza che è in continua evoluzione.

5. Come funzionerà?

Gli Stati membri interessati ad istituire infrastrutture di ricerca aventi lo status di ERI, presenteranno una domanda. Questa domanda dovrebbe essere comprensiva di una dichiarazione con la quale lo Stato membro ospitante conferma che l'ERI sarà un "organismo internazionale" ai fini dell'IVA e quindi esente da IVA.

L'ERI potrà avere come membri anche paesi terzi e organizzazioni intergovernative.

La Commissione europea e un comitato competente di rappresentanti degli Stati membri esaminerà la pratica e, se essa è conforme a tutti i criteri, deciderà di conferire lo status di "Infrastruttura di ricerca europea (ERI)". Questo permetterà alla nuova organizzazione di iniziare le attività per la costruzione e il funzionamento della nuova struttura.

6. Quando avverrà tutto ciò?

Il regolamento sarà formalmente adottato durante il prossimo Consiglio. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. In seguito allo sviluppo delle relative procedure di implementazione, il quadro giuridico dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2009.

7. Quale sarà lo stato giuridico di un'ERI?

Un' ERI è un soggetto giuridico avente personalità giuridica e piene capacità legali riconosciute in tutti gli Stati membri.

La sua struttura interna è molto flessibile e permette ai membri di definire, negli Statuti, i diritti e i doveri in quanto membri, gli organi e le loro competenze e altre disposizioni interne.

Le ERI saranno inoltre considerate come un organismo internazionale ai sensi delle direttive sulla tassa sul valore aggiunto e saranno quindi esenti dall'IVA.

La base legale della proposta è l'articolo 171 del trattato che istituisce la Comunità europea.

8. Esistono disposizioni in questo campo?

Il lavoro recentemente svolto sotto gli auspici del Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI) 1 ha riconosciuto che le forme giuridiche nell'ambito del diritto nazionale (per es. la soci é té civile francese, la Gesellschaft mit beschränkter Haftung (GmbH) tedesca, la limited liability company (Ltd) del Regno Unito o la stichting (fondazione) olandese) non soddisfano le esigenze di queste nuove infrastrutture di ricerca. La valutazione è simile per le forme giuridiche esistenti nel diritto internazionale o comunitario (per es. organizzazioni internazionali/intergovernative, Gruppi europei di interesse economico). L'ESFRI ha quindi notato l'esigenza di sviluppare un quadro giuridico comunitario specifico per la fondazione di infrastrutture di ricerca europee che coinvolgono diversi Stati membri.

La legislazione proposta è quindi creata per facilitare l'istituzione e il funzionamento congiunti di strutture di ricerca di interesse europeo tra diversi Stati membri e paesi associati al programma quadro comunitario di ricerca e sviluppo , e per contribuire all'ulteriore sviluppo di una politica europea per le infrastrutture di ricerca. Questo dovrebbe integrare i progressi già avviati a partire dal 2004, in particolare attraverso l'ESFRI. È stata condotta una consultazione su larga scala per preparare questa iniziativa che comprende un'analisi condotta da esperti e la consultazione delle parti interessate.

9. In che modo gli Stati membri sono stati coinvolti nella discussione che ha portato al quadro giuridico?

La necessità di unire le forze di diversi Stati membri per costruire costose infrastrutture di livello internazionale era stata riconosciuta dai Consigli "Competitività" del 1-3 luglio e del 25-26 novembre 2004. Il Consiglio ha sottolineato l'esigenza di sviluppare una strategia europea nel campo delle infrastrutture di ricerca.

Il Consiglio "Competitività" del 30 maggio 2008 ha ribadito l'esigenza di sviluppare le infrastrutture di ricerca a livello europeo, sulla base di - tra le altre cose - un'efficiente coordinazione e un quadro giuridico adeguato.

Il Consiglio ha incaricato l'ESFRI di sviluppare una tabella di marcia per l'Europa per la prossima generazione di infrastrutture di ricerca.

Nell'ottobre 2006 l'ESFRI ha promulgato la prima Tabella di marcia europea per le infrastrutture di ricerca; essa conteneva 35 progetti chiave di interesse europeo da sviluppare nei prossimi 10-20 anni. La Tabella di marcia è stata aggiornata nel 2008 includendo 44 progetti; la sfida è adesso costituita dalla loro attuazione. Gli Stati membri stanno attualmente individuando, tra i progetti principali della tabella di marcia, quelli che sono di loro interesse.

10. Che rapporto ha questa iniziativa con la strategia di Lisbona?

Dalla comunic azione della Commissione dell'Unione europea "Verso uno spazio europeo della ricerca" del gennaio 2000, l'idea di uno Spazio europeo della ricerca (SER) è stata il principio guida di tutte le misure comunitarie di ricerca e sviluppo, e una colonna portante nella realizzazione degli obiettivi di ricerca della strategia di Lisbona. Nel Libro verde del SER 2007 "Nuove prospettive per lo Spazio europeo della ricerca" sono state individuate una serie di aree chiave dove un'azione efficace in partenariati tra Stati membri avrebbe avuto il potenziale per portare a vantaggi considerevoli per il sistema di ricerca europeo, e contribuire a creare una "quinta libertà" in Europa – la libera circolazione della conoscenza.

In questo contesto, "Lo sviluppo di infrastrutture di ricerca di livello internazionale" è presentato come una delle colonne portanti di un ambizioso sviluppo del SER che a sua volta produce crescita, posti di lavoro e la base per un'economia europea dinamica e basata sulla conoscenza.

1 :

http://cordis.europa.eu/esfri/home.html


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website