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Decisioni della Commissione sulla conformità delle spese della PAC con la legge UE

European Commission - MEMO/06/178   28/04/2006

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MEMO/06/178

Bruxelles, 28 aprile 2006

Decisioni della Commissione sulla conformità delle spese della PAC con la legge UE

La procedura periodica di revisione contabile è uno strumento essenziale per il controllo delle spese della politica agricola comune (PAC) e consente di recuperare gli importi versati agli Stati membri quando i pagamenti non sono conformi alla normativa comunitaria o quando sono state riscontrate carenze nel sistema di controllo e di verifica di uno Stato membro.

Gli Stati membri sono responsabili dei pagamenti e dei recuperi nel settore agricolo.

Spetta agli Stati membri effettuare praticamente tutte le erogazioni, riscuotere tutti i prelievi e recuperare i pagamenti indebiti nell’ambito del Fondo europeo di orientamento e di garanzia (FEAOG), sezione garanzia.

Tramite la procedura di verifica di conformità, la Commissione verifica, essenzialmente mediante ispezioni in loco, se gli Stati membri hanno utilizzato correttamente i fondi messi a loro disposizione dal FEAOG. Ogni anno la Commissione svolge oltre 200 verifiche contabili.

Sistemi di controllo

Gli Stati membri devono assicurare che i loro organismi pagatori controllino scrupolosamente tutte le domande di aiuti prima di procedere ai relativi pagamenti. A questo scopo, essi devono installare un sistema integrato di gestione e di controllo per la maggior parte delle spese comunitarie nel settore agricolo, ricorrendo talvolta alle tecniche più sofisticate di fotografia aerea o satellitare per controllare i campi e confrontando le domande con le banche dati informatizzate. Per le spese non soggette a questo sistema, si applicano altri tipi di controlli.

Recupero dei fondi

Qualora, nonostante tutti questi provvedimenti, la Commissione constati che in uno Stato membro le procedure di controllo non sono conformi alle norme comunitarie, essa recupera dallo Stato membro in questione l’importo malversato. Possono essere oggetto di recupero le spese effettuate nei 24 mesi precedenti l’inizio della procedura di recupero.

Si procede a recupero quando vengono riscontrate anomalie o irregolarità sistematiche. Se il danno a carico del bilancio della Comunità non può essere calcolato con precisione, il recupero viene applicato in misura pari al 2%, al 5%, al 10% o al 25% della spesa in questione, o anche più. In questo modo si incoraggiano gli Stati membri a migliorare i loro sistemi di controllo.

Dal 1996, anno in cui il sistema ha assunto la sua configurazione attuale, sono state adottate in tutto 21 decisioni che hanno escluso dal finanziamento comunitario un totale di 3,4 miliardi di euro. Il tasso medio di rettifica è stato dell’1,13% in ogni esercizio finanziario.

Diritto di replica degli Stati membri e organo di conciliazione

Nella maggioranza dei casi, gli ispettori della Commissione si recano sul posto per verificare il funzionamento dei sistemi di gestione e di controllo.

La Commissione comunica quindi le proprie osservazioni allo Stato membro interessato. Tra lo Stato membro e la Commissione intercorre uno scambio di informazioni, seguito da un incontro bilaterale.

Prima che venga presa la decisione di verifica di conformità, la procedura consente allo Stato membro di far esaminare tutte le rettifiche sostanziali da un gruppo di esperti indipendenti (l’organo di conciliazione), che tenta di conciliare le posizioni delle parti.

La Commissione è libera di accettare o respingere le proposte formulate dall’organo di conciliazione. La procedura si conclude con una decisione formale della Commissione, che lo Stato membro può impugnare davanti alle istanze giudiziarie europee. Attualmente è competente in materia il Tribunale di primo grado.


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