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Nuovo regolamento sulle concentrazioni domande più frequenti

European Commission - MEMO/04/9   20/01/2004

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MEMO/04/9

Bruxelles, 20 gennaio 2004

Nuovo regolamento sulle concentrazioni domande più frequenti

(vedi anche IP/04/70)

Quand'è che l'UE è competente per l'esame di una fusione o acquisizione e cosa cambierà con il nuovo regolamento?

A norma del precedente regolamento sulle concentrazioni entrato in vigore nel 1990, la Commissione europea gode della competenza esclusiva per le concentrazioni tra imprese che realizzino insieme un fatturato mondiale complessivo superiore a 5 miliardi di euro e un fatturato individuale all'interno dello Spazio economico europeo superiore a 250 milioni di euro. In questo modo le concentrazioni possono essere esaminate una volta sola nell'ambito di un procedimento comunitario e non devono essere oggetto di una serie di procedimenti nei singoli Stati membri dell'UE (principio dello "sportello unico"). Se le imprese interessate realizzano più dei due terzi dei loro fatturato in un solo e medesimo Stato membro, la concentrazione è esaminata dall'autorità garante della concorrenza di tale paese, in quanto questa si trova in una posizione migliore di quella della Commissione per valutare i suoi effetti potenziali.

Le soglie di fatturato rimangono invariate nel nuovo regolamento.

Si dice che il nuovo regolamento rafforzerà lo sportello unico. In che modo?

Il regolamento sulle concentrazioni è stato concepito per creare uno sportello unico al quale le imprese potessero rivolgersi per ottenere l'autorizzazione per le fusioni ed acquisizioni su scala comunitaria. Questa possibilità è molto apprezzata dalle imprese poiché riduce i costi, la burocrazia e l'incertezza giuridica ossia gli inconvenienti inerenti alla necessità di notificare le operazioni a più autorità nazionali, come avverrebbe se il regolamento sulle concentrazioni non esistesse.

Uno dei motivi che ha dato luogo al riesame del regolamento - iniziato con una relazione al Consiglio dei ministri del luglio 2000 sul funzionamento delle attuali soglie di fatturato è stato appunto il desiderio di accertare se le concentrazioni venivano effettivamente notificate all'autorità meglio in grado di esaminarle o se vi fosse un numero significativo di operazioni che dovevano ancora essere notificate in tre o più Stati membri.

Per risolvere il problema delle notificazioni multiple, che sono ancora necessarie in molti casi, il Consiglio ha convenuto che le imprese stesse possono chiedere di poter beneficiare dello sportello unico quando sono tenute a presentare una notifica in tre o più Stati membri.

Se nessuno degli Stati membri competenti si oppone entro 15 giorni lavorativi a decorrere dal ricevimento della domanda, la concentrazione beneficia dello sportello unico, ossia viene esaminata dalla Commissione.

Il nuovo regolamento sulle concentrazioni entra in vigore contemporaneamente all'allargamento dell'UE. Questo significa che avrà un'incidenza particolare nei nuovi Stati membri?

Il regolamento sulle concentrazioni, sia nella precedente che nella nuova versione, si applica in tutti gli Stati membri dell'UE, quindi sia in quelli esistenti che nei dieci nuovi paesi che entreranno a farne parte il 1° maggio. In futuro la Commissione esaminerà anche le concentrazioni che interessano imprese di tali paesi.

Il nuovo regolamento sulle concentrazioni rende però più facile il ricorso allo "sportello unico" (vedi sopra): le imprese potranno chiedere di beneficiare dello sportello unico nel caso in cui siano tenute a notificare una concentrazione in tre o più Stati membri. In un'UE con 25 Stati membri, questa nuova disposizione potrà rivelarsi molto utile.

Inoltre, ma questa possibilità era prevista anche dal regolamento ora in vigore, uno Stato membro può rinviare alla Commissione l'esame di una concentrazione se questa incide in misura significativa sulla concorrenza in uno o più mercati nazionali.

Il principio ispiratore della revisione delle disposizioni sul rinvio di un caso alla Commissione o da parte della Commissione è di assicurare che ogni concentrazione venga esaminata dall'autorità che è meglio in grado di farlo.

Una delle principali modifiche del regolamento riguarda i tempi dei procedimenti. Come si svolgerà l'esame di un caso?

I termini giuridicamente vincolanti impartiti per l'esame di ogni caso sono la caratteristica più apprezzata dell'attuale regolamento sulle concentrazioni. L'obiettivo della Commissione e del Consiglio è stato di cambiare qualcosa solo nella misura necessaria per evitare l'impressione che si fosse costretti a vietare una concentrazione soltanto perché non rimaneva tempo per discutere le misure correttive che avrebbero potuto risolvere i problemi di concorrenza individuati. Avere più tempo, a condizioni ben definite e controllate, può anche essere essenziale per la Commissione in quanto essa è tenuta a motivare in modo adeguato le sue conclusioni in merito all'esistenza o alla non esistenza di problemi di concorrenza. La prevedibilità dei tempi del procedimento non viene meno (vedi il prospetto che segue).

Tempi di esame di una concentrazione

Oggi

Dal 1° maggio
Prima fase

  • Un mese dal giorno successivo al ricevimento della notificazione

  • Prorogato a sei settimane se vengono proposti impegni o perviene una domanda di rinvio

  • 25 giorni lavorativi dal giorno successivo al ricevimento della notificazione

  • Prorogato a 35 giorni lavorativi se vengono proposti impegni o perviene una domanda di rinvio
  • Seconda fase

  • Quattro mesi dal giorno successivo alla decisione di procedere ad un'indagine approfondita
  • 90 giorni lavorativi dal giorno successivo alla decisione di procedere ad un'indagine approfondita

  • + 20 giorni lavorativi su richiesta delle parti notificanti o della Commissione con il consenso delle parti notificanti

  • + 15 giorni lavorativi se le imprese propongono misure correttive dopo il 54° giorno lavorativo successivo all'avvio dell'indagine approfondita
  • Un'altra modifica di cui si è parlato molto riguarda il cosiddetto "criterio sostanziale". Di cosa si tratta?

    Il criterio sostanziale è la "cartina al tornasole", la ragion d'essere del regolamento sulle concentrazioni. È il criterio secondo il quale la Commissione deve decidere se muovere obiezioni ad una concentrazione oppure no.

    Il regolamento in vigore si fonda sul concetto di posizione dominante: una concentrazione deve essere vietata se dà luogo ad una posizione dominante, ed è quindi probabile che farà salire i prezzi e ridurrà la scelta e l'innovazione. Questo concetto è stato interpretato dalla Commissione e dalle giurisdizioni europee (Corte di giustizia e Tribunale di primo grado) come applicabile anche in situazioni di "posizione dominante congiunta" o duopolio (casi Kali und Salz/MdK e Gencor/Lonrho) come pure in situazioni di "posizione dominante collettiva" o oligopolio (caso Airtours/First Choice).

    Questo criterio è stato ora rivisto in modo che sia chiaro che possono essere vietate tutte le concentrazioni che hanno effetti anticoncorrenziali, ossia che fanno salire i prezzi e diminuiscono la scelta o l'innovazione. È questo il risultato del nuovo criterio, secondo il quale una concentrazione deve essere vietata se può "pregiudicare in misura significativa la concorrenza effettiva". La posizione dominante, nelle sue varie forme, rimarrebbe la fattispecie principale. Ma il nuovo criterio ricomprende anche in modo chiaro gli effetti anticoncorrenziali in mercati oligopolistici nei quali l'impresa risultante dalla concentrazione non si troverebbe in una vera e propria posizione dominante nel senso abituale del termine (ossia non sarebbe di dimensioni molto maggiori degli altri concorrenti). La questione centrale è se dopo la concentrazione rimanga una concorrenza sufficiente per offrire ai consumatori una scelta sufficiente.

    Questo significa che la Commissione avrà maggiori poteri?

    La Commissione considera questo cambiamento della formulazione del criterio come un chiarimento dei suoi poteri piuttosto che come un loro ampliamento. Alle imprese la nuova formulazione offre maggiore certezza giuridica chiarendo che il criterio contenuto nel regolamento ricomprende tutti i tipi di concentrazioni con effetti anticoncorrenziali.

    A che punto siamo con gli altri aspetti della riforma del sistema di controllo comunitario delle concentrazioni annunciata nel dicembre 2002?

    Oltre al nuovo regolamento sulle concentrazioni, gli orientamenti della Commissione sulla valutazione delle concentrazioni tra imprese concorrenti (i cosiddetti Orientamenti sulle concentrazioni orizzontali), che sono il risultato di quasi 14 anni di esperienza della Commissione e di giurisprudenza comunitaria, costituiranno un'utile guida per le imprese e per i loro avvocati per sapere quali tipi di concentrazioni rischiano di incorrere in obiezioni da parte della Commissione.

    Il pacchetto comprende anche misure non legislative intese a migliorare i controlli incrociati interni sulla regolarità dei procedimenti, a rafforzare le analisi economiche su cui si fondano le decisioni in materia di concentrazioni e a tutelare meglio i diritti di difesa. Queste riforme, compresa la nomina di un Economista capo per le questioni di concorrenza e la costituzione di un panel che esamina con "occhi nuovi" le conclusioni dei funzionari incaricati dell'indagine, sono state già messe in atto.

      Controllo delle concentrazioni: fatti e cifre

    Alla Commissione sono state notificate 2.399 concentrazioni tra il settembre 1990 (entrata in vigore del primo regolamento sulle concentrazioni) e la fine del 2003. Nel 2003 si è verificato un forte calo del numero di notifiche (solo 212 casi), con un'accentuazione della tendenza discendente iniziata nel 2001 quando l'ondata delle concentrazioni si è arrestata. Queste cifre vanno comparate al numero record di 345 notifiche del 2000 e alle 279 del 2002.

    Dal 1990, la Commissione ha autorizzato un totale di 2.235 casi dopo un primo esame d'ufficio di un mese/sei settimane (vedi il prospetto sui tempi di esame). Ha invece vietato un totale di 18 concentrazioni. Per statistiche complete si veda:

    http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/stats.html


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