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Domande e risposte sulla BSE

European Commission - MEMO/03/3   08/01/2003

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MEMO/03/3

Bruxelles, 8 gennaio 2003

Domande e risposte sulla BSE

Qual è la situazione attuale della BSE nell’UE?

L’incidenza complessiva della BSE nell’Unione europea si sta riducendo grazie al miglioramento della situazione nel Regno Unito in cui il numero di casi nel 2002 dovrebbe essere pari a circa il 3% del numero di casi registrati nel 1992 o 1993. In alcuni Stati membri il numero di casi ha ancora registrato un aumento nel 2002, in particolare in seguito all’estensione dei test della BSE a partire dal luglio 2001. È in vigore tutta una gamma di norme dell’UE per proteggere il pubblico contro i rischi da BSE. Gli Stati membri devono assicurare la piena attuazione di tutte le regole dell’UE in materia di BSE. Se tali misure sono attuate con rigore i consumatori possono avere fiducia nella sicurezza delle carni bovine.

Il regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 maggio 2001[1] riunisce tutte le misure vigenti in materia di BSE, quali sono state adottate nel corso degli anni sulla base di più di sessanta decisioni della Commissione, in un quadro unico e completo che le consolida e le aggiorna alla luce dei pareri scientifici e degli standard internazionali. Inoltre esso ha introdotto diversi nuovi strumenti per gestire il rischio di BSE e di altre malattie analoghe come lo scrapie in tutte le specie animali e nei prodotti pertinenti.

La BSE e la variante del morbo di Creutzfeldt-Jacob (vCJD)

Qual è l’origine della BSE e la sua incidenza nell’UE?

L’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) è una malattia del cervello dei bovini. È stata diagnosticata per la prima volta nel Regno Unito nel 1986. Ha raggiunto proporzioni epidemiche a causa dell’inclusione nei mangimi destinati ai bovini di farine di carne e di ossa prodotte da carcasse di animali. Fino al 1° ottobre 2002 si sono registrati circa 181.000 casi nel Regno Unito e circa 3.200 casi altrove nell’UE. La distribuzione dell’anno di nascita dei casi di BSE individuati nel 2002 è analoga a quella del 2001: la maggior parte dei capi sono nati nel 1994, 1995 o 1996. Ciò sembra indicare in modo molto plausibile che il numero di nuovi animali infettati dopo il 1996 si sta riducendo e che le misure adottate nel 1996-1997 stanno producendo un effetto positivo. Attualmente, tutti i capi sani macellati di più di 30 mesi nell’UE sono sottoposti a test prima di essere autorizzati al consumo umano e la BSE è individuata in meno di 1 capo su 30.000. Gli animali per i quali il test dà risultato positivo sono distrutti completamente.

E che si sa della sua equivalente umana – la vCJD?

La variante del morbo di Creutzfeldt-Jacob (vCJD) è stata diagnosticata per la prima volta nel 1996. È ora generalmente accettato che essa è causata dalla trasmissione della BSE agli esseri umani. Nell’UE, fino al 1° gennaio 2003, vi sono 137 casi confermati o sospetti della malattia, si tratta per lo più di persone giovani. La maggior parte dei casi sono stati riscontrati nel Regno Unito (129) e alcuni in Francia (6), Irlanda (1) e Italia (1).

Le stime sul numero futuro di casi di vCJD variano notevolmente poiché si sa troppo poco sul periodo di incubazione tra l’esposizione all’agente infettivo e il manifestarsi dei sintomi. Tuttavia è chiaro che i casi futuri saranno essenzialmente dovuti a un’esposizione in passato a materiale infettivo antecedentemente all’intensificarsi dei controlli negli ultimi anni.

Qual è l’incidenza della BSE nei singoli Stati membri?

Attualmente l’incidenza complessiva della BSE nella Comunità sta diminuendo, non solo in seguito al declino dei casi di BSE riscontrati nel Regno Unito, ma anche grazie al ridursi dei casi nella maggior parte degli altri Stati membri. Nel Regno Unito l’incidenza si è ridotta bruscamente passando da più di 37.056 casi nel 1992 che rappresentava il picco dell’epidemia a 1.194 nel 2001.

In altri Stati membri il numero di casi variava nel 2001 da 277 in Francia a 1 in Austria, Finlandia e Grecia. Questi sono stati gli unici casi individuati sinora in questi ultimi tre Stati membri. Il Lussemburgo non ha individuato casi di BSE nel 2001, ma ha segnalato un unico caso nel 2002 come anche un unico caso nel 1997. La Svezia finora non ha segnalato nessun caso di BSE.

Particolari sul numero di casi nell’UE possono essere consultati sulla pagina web della Commissione europea consacrata alla BSE nel capitolo delle statistiche.

Qual è l’attuale programma di test della BSE nell’UE?

Oltre all’esame obbligatorio di tutti gli animali che presentano sintomi che fanno pensare alla BSE, un esame rapido post mortem per l’individuazione della BSE deve essere effettuato, a partire dal 1° gennaio 2001 su:

  • gli animali sottoposti a macellazione d’emergenza o che presentino segni di qualsiasi tipo di malattia nell’ispezione ante mortem effettuata nel macello. Dal gennaio 2001 al giugno 2001: tutti gli animali di più di 30 mesi di età. A partire dal 1° luglio 2001: tutti gli animali di più di 24 mesi di età;
  • tutti i capi bovini di più di 30 mesi di età macellati in condizioni normali e destinati al consumo umano. In via di deroga, la Svezia può condurre test soltanto su campione aleatorio;
  • capi morti: bestiame che è morto o che è stato ucciso nell’allevamento o durante il trasporto, ma non macellato per il consumo umano. Dal gennaio 2001 al giugno 2001: un campione aleatorio di capi bovini di più di 30 mesi di età. A partire dal 1° luglio 2001: tutti i capi bovini di più di 24 mesi di età;
  • nel Regno Unito, ove tutti i bovini di più di 30 mesi di età sono distrutti nell’ambito del Sistema Over Thirty Months Scheme (OTMS), il test della BSE deve essere effettuato sui seguenti capi macellati in virtù di tale sistema: tutti i bovini sottoposti a macellazione di necessità, tutti i capi di più di 42 mesi di età nati dopo il 1° agosto 1996 e soggetti a macellazione normale nonché un campione aleatorio dei bovini nati prima del 1° agosto 1996 e soggetti a macellazione normale.

In totale nel 2001 sono stati sottoposti a test più di 8,5 milioni di capi e nel 2002 saranno stati sottoposti a test più di 10 milioni di capi. Particolari sul numero di test e dei casi individuati possono essere reperiti sulla pagina web della Commissione europea consacrata alla BSE nel capitolo delle statistiche. La Commissione cofinanzia il programma di test attualmente con un importo di 14€ per test (10.5€ nel 2003).

Come si evolverà probabilmente la malattia in futuro?

Fino alla metà del 2000 la maggioranza dei casi di BSE individuati sono stati accertati per mezzo della tradizionale sorveglianza passiva, vale a dire tramite l’esame e la notifica obbligatoria degli animali che si sospettava presentassero segni o sintomi clinici di BSE. Dopo l’avvio del sistema di test rapidi post mortem è divenuto evidente che casi addizionali possono essere individuati mediante un monitoraggio attivo. Per tale motivo gli animali che presentano segni non tipici, cioè che scalciano, zoppicano, presentano una riduzione di peso o una produzione ridotta di latte non si sottraggono all’individuazione. Tali condizioni sono così comuni che non sarebbe praticabile trattare tutti questi animali come se fossero sospetti di BSE. Casi di BSE sono stati anche riscontrat


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