Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV PT FI EL

MEMO/02/23

Bruxelles, 13 febbraio 2002

Domande & Risposte

Sulla politica in materia di immunità e riduzione delle ammende

    Quanti cartelli sono stati scoperti e sanzionati dall'adozione, nel 1996, della prima comunicazione sulla politica di immunità e riduzione delle ammende?

Dall'approvazione, nel 1996, della comunicazione sulla non imposizione o sulla riduzione delle ammende nei casi d'intesa tra imprese, la Commissione ha adottato 16 decisioni formali per casi di cartello, nell'ambito dei quali le imprese hanno deciso di collaborare alle indagini. Le decisioni adottate sono le seguenti: "Extra di lega" (1998), "British Sugar" (1998), "Tubi preisolati" (1998), "Traghetti greci" (1998), "Tubi d'acciaio senza saldatura" (1999), "FETTCSA" (Trasporto marittimo, 2000), "Lisina" (2000), "Elettrodi di grafite" (luglio 2001), "SAS-Maersk Air" (luglio 2001), "Sodio gluconato" (ottobre 2001), "Vitamine" (novembre 2001), "Produttori di birra belgi" (dicembre 2001), "Produttori di birra lussemburghesi" (dicembre 2001), "Acido citrico" (dicembre 2001), "Fosfato di zinco" (dicembre 2001) e "Carta autocopiante" (dicembre 2001).

I 16 casi nell'insieme hanno dato luogo ad ammende per un importo complessivo di 2 240 milioni di euro.

Le riduzioni ai sensi della comunicazione sulla non imposizione o sulla riduzione delle ammende nei casi d'intesa tra imprese, nei casi sopra menzionati, vanno dalla totale immunità dalle ammende (riduzione del 100%), concessa in virtù di una cooperazione tempestiva e continua, a riduzioni esigue (del 10%), concesse a imprese che non hanno collaborato attivamente durante le indagini ma che non hanno contestato nella sostanza i fatti esposti nella comunicazione degli addebiti.

    Quante imprese hanno presentato una richiesta di immunità o di riduzione delle ammende dal 1996?

Dall'adozione della comunicazione, più di 80 imprese hanno presentato domanda di immunità o di riduzione delle ammende in casi di intese.

    Quante imprese hanno beneficiato finora della totale immunità dalle ammende?

Ai sensi della precedente comunicazione hanno beneficiato della piena immunità solo tre società: Rhône-Poulenc, in relazione a due dei tre cartelli nel settore delle vitamine in cui è risultata coinvolta (vedi IP/01/1625 del 21 novembre 2001); Brasserie de Luxembourg (una controllata di Interbrew) nel caso dei produttori di birra del Lussemburgo (vedi IP/01/1740 del 5 dicembre 2001), e Sappi per il caso della carta autocopiante (vedi IP/01/1892 del 20 dicembre 2001).

Altre due società hanno beneficiato di una riduzione molto cospicua delle ammende loro inflitte, in virtù della decisiva e tempestiva cooperazione ai sensi della cosiddetta sezione B della comunicazione del 1996: si tratta di Fujisawa nel caso del sodio gluconato (80% di riduzione) [vedi IP/01/1355 del 2 ottobre 2001] e di Cerestar nel caso relativo all'acido citrico (riduzione del 90%) [vedi IP/01/1743 del 5 dicembre 2001]. Queste due imprese hanno ottenuto una riduzione molto consistente delle ammende, ma non è stata concessa loro la piena immunità poiché hanno cominciato a cooperare solo dopo aver ricevuto richieste di informazioni da parte della Commissione, e non si sono fatte avanti spontaneamente.

    Quali sono le principali differenze fra la comunicazione del 1996 e quella nuova?

La politica adottata nel 1996 in materia di immunità e riduzione delle ammende ha svolto un ruolo importante negli ultimi cinque anni per scoprire e sanzionare le intese segrete. Una valida dimostrazione di questo fatto è l'ampio numero di decisioni adottate nel 2001 e il numero complessivo di ammende irrogate, il cui importo ha raggiunto quasi i 2 000 milioni di euro. Ma per aumentare maggiormente l'efficacia di questa politica e per attirare ancora di più le imprese a uscire allo scoperto, le nuove disposizioni rendono più facile l'ottenimento della piena immunità e aumentano, per le imprese, la certezza sul fatto di non venire multate o sul livello di riduzione a cui avranno diritto.

    Uno dei requisiti, per un'impresa, per beneficiare della piena immunità ai sensi della comunicazione del 1996 era quello di non aver avuto un ruolo "di iniziazione" o una funzione determinante nell'ambito del cartello. Perché tale requisito viene eliminato?

L'obiettivo ultimo della nuova comunicazione è quello di aiutare la Commissione a individuare le intese e a sradicarle. L'efficacia degli strumenti a disposizione si basa in larga misura sulla loro chiarezza e certezza. L'esperienza acquisita finora ha mostrato che la nozione di ruolo "di iniziazione" è piuttosto vaga (è raramente chiaro se in un cartello vi sia un istigatore, e di chi si tratti: chi è il leader in un cartello a cui partecipano due o tre imprese? Quanti leader ci possono essere?), e che essa ha in una certa misura compromesso l'efficacia del sistema. Il principale requisito perché un'impresa possa beneficiare della piena immunità - oltre a quello di denunciare per prima l'intesa - è che essa non abbia agito in alcun modo per costringere altre imprese a partecipare all'infrazione. Si tratta di una regola chiara, che esclude effettivamente dall'immunità quei casi che dovevano incontestabilmente incorrere nella disposizione di diniego del beneficio per le imprese che avessero svolto un ruolo "di iniziazione".

    Quale certezza avranno le imprese quanto all'ottenimento dell'immunità totale o parziale, e in quale momento?

La nuova comunicazione fornirà una certezza molto maggiore. Le imprese che presentano una richiesta di immunità saranno informate rapidamente della loro situazione, e se possiedono i requisiti necessari verrà loro accordata per iscritto un'immunità condizionale. Se le imprese osserveranno l'obbligo di cooperazione totale e continua, l'immunità condizionale verrà confermata nella decisione finale.

Le imprese interessate beneficeranno inoltre di un grado maggiore di certezza e trasparenza poiché, al più tardi il giorno della notificazione della comunicazione degli addebiti, saranno informate dell'importo della riduzione che si possono aspettare.

    Quanti Stati membri dell'UE hanno disposizioni proprie in materia di immunità e riduzione delle ammende?

La Commissione non è l'unica ad aver adottato disposizioni di questo tipo per i casi di intesa. Recentemente diversi paesi dell'UE hanno fatto lo stesso: si tratta della Germania, della Francia, del Regno Unito e ultimamente dell'Irlanda. Vari altri Stati dell'Unione hanno attualmente allo studio la possibilità di adottare sistemi analoghi (fra gli altri la Danimarca, i Paesi Bassi e la Svezia).

Le nuove disposizioni europee sull'immunità e la riduzione delle ammende presentano alcune analogie con la pratica dell'autorità antitrust degli USA di «zero dollari» di ammenda per le imprese che forniscono informazioni che permettono la scoperta di intese, e con il programma predisposto in questo stesso campo dalle autorità canadesi.

Sull'attività svolta in relazione ai cartelli

    Quante decisioni relative a cartelli sono state adottate finora, e qual è l'importo complessivo delle ammende irrogate?

Finora è stata adottata una cinquantina di decisioni (49 per l'esattezza) relative a cartelli, con cui sono state inflitte delle ammende. Le prime due risalgono al 1969 e riguardavano il settore del chinino e dei coloranti. 21 decisioni sono state adottate negli anni '90 (41%) e 11 (pari al 22%) nel 2000 e 2001.

L'aumento dei casi di intese scoperte e perseguite è pertanto considerevole. Lo illustra il fatto che la Commissione, nel 2001, ha inflitto ammende per un importo complessivo superiore a quello delle ammende irrogate in tutto il periodo precedente, ossia fra l'istituzione della CE e il 2000.

    A cosa vengono destinate queste somme?

Il denaro derivante dalle ammende inflitte dalla Commissione è destinato al bilancio dell'UE e riduce pertanto i contributi nazionali versati dagli Stati membri. Ritorna in definitiva al contribuente europeo.

    Quanti cartelli sono attualmente oggetto di indagini?

Tutte le indagini in corso su intese sono naturalmente estremamente riservate e non è possibile fornire dettagli in merito. Il numero complessivo di casi attualmente aperti e relativi a una sospetta attività di cartello è comunque di una quarantina, anche se non tutti sfoceranno necessariamente in una decisione della Commissione con imposizione di ammende.

    Quanto dura un'indagine su un cartello?

La Commissione non infligge alla leggera ammende alle imprese, e prima di giungere a una decisione andrà alla ricerca di tutte le informazioni disponibili su una presunta violazione. Essa deve inoltre dare alle parti interessate le informazioni e il tempo necessario perché organizzino la propria difesa, e deve portare avanti il procedimento in tutte le lingue uffficiali eventualmente richieste (11 per la decisione finale). Tutte queste garanzie si traducono in un procedimento relativamente complesso, che può richiedere due o tre anni prima che l'indagine venga ultimata. Questo lasso di tempo rappresenta già un miglioramento rispetto al passato e si stanno adottando misure per ridurlo ulteriormente, per quanto possibile, anche se il margine di manovra è limitato.

    Chi indaga sui cartelli?

Tutte le direzioni operative anti-trust della DG Concorrenza sono coinvolte nelle indagini e nella repressione dei casi di intesa. Oltre a ciò, tuttavia, la Commissione ha istituito nel dicembre 1998 un'unità appositamente incaricata della lotta contro i cartelli. Questa decisione è stata dettata dal fatto che le imprese partecipanti ai cartelli si avvalgono di strumenti sempre più sofisticati che consentono loro di nascondere le proprie attività e di cancellarne ogni traccia. Inoltre, in seguito alla pubblicazione della comunicazione, il numero di casi sotto indagine è significativamente aumentato, e ciò ha richiesto risorse supplementari. I casi di cartello, infine, sono voluminosi: coinvolgono generalmente un grande numero di imprese e seguono procedure complesse.

Norme applicabili nella lotta contro i cartelli

    Qual è la base giuridica nella lotta contro i cartelli?

La base giuridica è data dall'articolo 81 del trattato CE, che stabilisce quanto segue:

    Articolo 81

1. Sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune ed in particolare quelli consistenti nel:

    a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni di transazione,

      b) limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli investimenti,

      c) ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento,

      d) applicare, nei rapporti commerciali con gli altri contraenti, condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, così da determinare per questi ultimi uno svantaggio nella concorrenza,

      e) subordinare la conclusione di contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari, che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun nesso con l'oggetto dei contratti stessi.

2. Gli accordi o decisioni, vietati in virtù del presente articolo, sono nulli di pieno diritto.

3. Tuttavia, le disposizioni del paragrafo 1 possono essere dichiarate inapplicabili:

  • a qualsiasi accordo o categoria di accordi fra imprese,

  • a qualsiasi decisione o categoria di decisioni di associazioni di imprese, e

  • a qualsiasi pratica concordata o categoria di pratiche concordate che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico, pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva, ed evitando di

    • a) imporre alle imprese interessate restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi,

    • b) dare a tali imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.

    Quali sono gli importi massimi delle ammende che può infliggere la Commissione?

Questo aspetto è trattato dal regolamento n. 17 del 1962, che è il regolamento d'applicazione degli articoli 81 e 82 del trattato CE.

Ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 2 di detto regolamento, la Commissione può, mediante decisione, infliggere alle imprese ammende che variano da un minimo di mille euro a un massimo di un milione, con facoltà di aumentare quest'ultimo importo fino al 10 per cento del volume d'affari realizzato durante l'esercizio sociale precedente da ciascuna delle imprese che hanno partecipato all'infrazione, quando intenzionalmente o per negligenza esse commettano un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 81, paragrafo 1 o dell'articolo 82 del trattato.

    È mai stata inflitta un'ammenda vicina al 10% del volume d'affari?

Sì, in un numero limitato di casi la Commissione ha raggiunto questo tetto. In questi casi, tuttavia, le riduzioni concesse ai sensi della comunicazione hanno generalmente portato a importi inferiori.

    Qual è la procedura di indagine sui cartelli?

La procedura applicabile alle indagini sui cartelli è la procedura standard per tutti i casi anti-trust, quale prevista dal sopra menzionato regolamento 17/62.

    La Commissione ha l'ultima parola?

Tutte le decisioni sui cartelli possono essere oggetto di ricorso presso il Tribunale di primo grado e successivamente presso la Corte di giustizia europea. Le decisioni della Commissione possono pertanto essere oggetto di un riesame approfondito da parte delle Corti, che hanno la piena facoltà di ridurre o aumentare le ammende se lo ritengono opportuno.

    Le imprese che presentano ricorso devono pagare le ammende?

No, le imprese non devono necessariamente pagare subito l'ammenda se presentano ricorso presso il Tribunale di primo grado. In questo caso, tuttavia, devono fornire alla Commissione una garanzia bancaria che copra sia l'importo principale dell'ammenda che gli interessi.


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website