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IP/99/823

Bruxelles, le 8 novembre 1999

Estratto dal discorso di Romano Prodi pronunciato in occasione dell'assemblea annuale degli ex-allievi del Collegio Augustinianum della Università Cattolica di Milano (6 novembre 1999)

Fin dal mio primo discorso di fronte al Parlamento Europeo ho detto che al primo posto, tra I grandi obiettivi che la mia Commissione si doveva porre, c'era quello della sua riforma interna.

E ho detto al primo posto per una ragione semplicissima: che non saremo in grado di raggiungere nessun'altra delle mete che stanno di fronte a noi (penso, ad esempio, all'allargamento e all'enorme lavoro che questo implica) se non potremo contare su una organizzazione perfettamente efficiente.

La crisi che ha portato alle dimissioni della preceedente Commissione, le sollecitazioni degli stati membri, la pubblicazione di due successivi rapporti di un comitato di saggi che hanno studiato l'organizzazione della Commissione, tra qualche giorno il rapporto annuale della Corte dei conti europea.

Gli inviti alla riforma sono stati e continuano ad essere numerosi ed autorevoli.

Su questi inviti, su questi documenti abbiamo riflettuto e rifletteremo.

Perché, come ho già detto, sono il primo ad essere persuaso che questa sia la strada sulla quale ci dobbiamo muovere. E su questa strada già ci siamo mossi e con decisione riformando in profondità, già in queste prime, poche settimane.


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