Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV PT FI EL

ip/98/941

Bruxelles, 28 ottobre 1998

Servizi finanziari: la Commissione propone un quadro d'azione

Una serie di misure per assicurare che il settore dei servizi finanziari dell'UE possa sviluppare pienamente le sue potenzialità, in particolare con l'introduzione dell'euro, sono state delineate in una comunicazione appena adottata dalla Commissione europea, intitolata "Servizi finanziari: elaborazione di un quadro d'azione". La comunicazione si concentra sulle iniziative necessarie per assicurare spessore e liquidità ai mercati europei dei capitali, a beneficio sia degli emittenti che degli investitori, e sull'abolizione dei rimanenti ostacoli alla prestazione transfrontaliera dei servizi finanziari al dettaglio, in modo da ampliare le possibilità di scelta per i clienti, mantenendo nel contempo intatta la fiducia dei consumatori e continuando a garantire loro un elevato livello di protezione. La Commissione conclude che occorre migliorare l'applicazione della legislazione comunitaria sui servizi finanziari, ma non sono necessari interventi radicali a livello normativo. Occorre tuttavia applicare nuovi metodi, più flessibili, per adeguare le norme all'evoluzione delle condizioni di mercato e sarà necessario adottare nuovi testi legislativi in alcuni campi, come i fondi pensione ed i mezzi di ricorso. Il quadro d'azione è stato elaborato su invito del Consiglio europeo di Cardiff del giugno 1998 e sarà presentato al Consiglio dei ministri delle finanze, al Parlamento europeo e al Consiglio europeo di Vienna. La comunicazione tiene conto del risultato di ampie consultazioni con gli utenti, gli operatori e le autorità di vigilanza dei servizi finanziari.

"La comunicazione riconosce il ruolo cruciale dei servizi finanziari nell'economia europea" - ha spiegato Mario Monti, commissario responsabile del mercato interno e dei servizi finanziari. "Il settore dei servizi finanziari rappresenta già il 6% circa del PIL dell'UE e offre prodotti finanziari indispensabili alle imprese (in particolare, capitali) come pure ai consumatori (ad esempio mutui, pensioni, assicurazioni). Scopo della comunicazione è individuare le iniziative da prendere perché, in concomitanza con l'introduzione dell'euro, il settore possa beneficiare delle condizioni più idonee a sviluppare tutte le sue potenzialità. I servizi finanziari contribuiscono già per il 2,45% all'occupazione nell'UE ma nel settore esiste ancora un notevole potenziale di creazione di posti di lavoro".

La Commissione è giunta alla conclusione che il quadro normativo di base che definisce il regime prudenziale in vigore nell'UE è generalmente soddisfacente, ma che sono necessarie procedure legislative più semplici, flessibili e rapide per assicurare il tempestivo adeguamento delle norme agli sviluppi dei mercati. La comunicazione invita quindi il Consiglio dei ministri ed il Parlamento europeo a studiare nuove soluzioni pragmatiche per la modifica delle norme prudenziali.

La comunicazione sottolinea anche la fondamentale importanza della corretta applicazione delle norme in vigore, attraverso migliori provvedimenti di attuazione negli Stati membri, una più rigorosa sorveglianza da parte della Commissione e un'interpretazione più chiara ed uniforme della legislazione comunitaria. Le differenze d'interpretazione potrebbero essere ridotte attraverso una più stretta collaborazione tra le autorità di vigilanza degli Stati membri nel promuovere le prassi migliori, per esempio nel quadro di organismi quali il FESCO (Forum of European Securities Commissions - Forum delle Commissioni di Borsa europee), e l'emanazione di comunicazioni interpretative da parte della Commissione.

Mercati all'ingrosso

Un programma d'azione coerente, inteso ad eliminare i rimanenti ostacoli di ordine legislativo, amministrativo e fiscale all'emissione transfrontaliera di valori mobiliari e alle attività connesse agli investimenti è necessario per integrare il processo di modernizzazione, portato avanti dai mercati stessi, dei mercati all'ingrosso dell'UE in vista dell'introduzione della moneta unica. La Commissione intende:

  • proporre miglioramenti alle direttive sui prospetti per l'offerta pubblica di valori mobiliari e per l'ammissione di valori mobiliari alla quotazione ufficiale, in modo tale da eliminare le discordanze tra normative nazionali e permettere il riconoscimento reciproco di tali prospetti
  • esaminare la possibilità di aiutare, con iniziative giuridiche adeguate, i fondi specializzati nel capitale di rischio a raccogliere su scala europea i capitali necessari al finanziamento delle nuove imprese di piccole dimensioni
  • proporre una direttiva per lo smantellamento delle misure che limitano la libertà di investimento dei fondi di previdenza integrativa (vedi IP/98/447)
  • esaminare se le opzioni in materia di informazione contabile previste dalle direttive contabili siano ancora adeguate, tenuto conto della necessità di una maggiore armonizzazione dell'informativa finanziaria
  • adoperarsi per preservare la concordanza tra le norme contabili europee e le norme contabili internazionali elaborate dallo International Accounting Standards Committee (IASC)
  • individuare le modalità (legislative o non legislative) più opportune per migliorare la direttiva sui servizi d'investimento (DSI), in particolare per quanto riguarda i problemi derivanti dalle norme di comportamento nazionali.

    Il Consiglio e il Parlamento europeo sono sollecitati a compiere progressi verso l'approvazione delle proposte di direttiva relative alle offerte pubbliche di acquisto (vedi IP/97/1022), allo statuto della società europea e agli organismi di investimento collettivo (OICVM - vedi IP/98/673).

    Mercati finanziari al dettaglio

    Nonostante i notevoli passi avanti compiuti verso il completamento del mercato finanziario unico, la vendita transfrontaliera dei prodotti finanziari tradizionali ai singoli consumatori rappresenta ancora un caso eccezionale. Inoltre esistono ancora fortissime disparità di prezzo tra gli Stati membri (ad esempio le commissioni fisse per le operazioni private su titoli sono, nello Stato membro più caro, 17 volte superiori a quelle addebitate nello Stato meno caro). Occorre trovare soluzioni pragmatiche per conciliare l'obiettivo della promozione della piena integrazione dei mercati finanziari con un elevato livello di protezione dei consumatori e con il mantenimento della loro fiducia. In particolare la Commissione:

  • promuoverà una chiara definizione comune della distinzione tra utenti professionali e non professionali dei servizi finanziari. Si cercherà di far sì che i requisiti aggiuntivi imposti dal paese ospitante possano applicarsi solo ai servizi offerti ai comuni consumatori (e non agli operatori professionali)
  • individuerà e catalogherà le differenze tra le disposizioni adottate dagli Stati membri invocando "l'interesse generale" per migliorare la trasparenza e consentire la verifica della proporzionalità delle norme del paese ospitante all'obiettivo dichiarato
  • presenterà proposte per introdurre mezzi di ricorso e procedure di trattamento dei reclami adeguati per i clienti dei servizi finanziari
  • darà seguito alle iniziative annunciate nella comunicazione "Servizi finanziari - Promuovere la fiducia dei consumatori" (vedi IP/97/566)
  • studierà se siano necessarie nuove proposte per garantire che gli intermediari di assicurazioni debbano soddisfare rigorosi requisiti professionali.

    Il Consiglio e il Parlamento europeo sono sollecitati ad adottare al più presto le proposte in materia di moneta elettronica (vedi IP/98/727) e vendita a distanza di servizi finanziari (vedi IP/98/891) ed invitati a collaborare pienamente con la Commissione per mettere in atto la strategia graduale suggerita.

    Cooperazione tra le autorità di vigilanza

    La Commissione ritiene che una cooperazione ben strutturata tra le autorità di vigilanza nazionali possa essere sufficiente - senza che sia necessario ricorrere a nuovi accordi formali a livello comunitario - per assicurare la stabilità dei mercati finanziari. Tuttavia, per il momento questa cooperazione è organizzata solo su una base "ad hoc" e deve essere rafforzata. Nel campo della vigilanza sui mercati mobiliari, in particolare, le procedure attuali non permettono di tenere il passo dell'improvvisa accelerazione del processo di integrazione dei mercati. La Commissione si propone dunque di:

  • contribuire all'elaborazione di una "carta delle autorità di vigilanza" che definisca le rispettive responsabilità e meccanismi per il coordinamento al livello UE dell'azione dei diversi organismi aventi funzioni di vigilanza
  • riesaminare, con gli Stati membri e in parallelo con il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, le norme comunitarie in materia di requisiti patrimoniali (coefficiente di solvibilità e fondi propri) per aggiornarle agli ultimi sviluppi
  • considerare i problemi prudenziali che potrebbero essere provocati dai conglomerati finanziari.

    Da parte loro, il Consiglio e il Parlamento europeo sono invitati ad adottare le proposte di direttiva sul risanamento e sulla liquidazione degli enti creditizi e delle imprese di assicurazione.

    Questioni fiscali

    I vantaggi offerti da mercati finanziari aperti e competitivi possono essere vanificati da una dannosa concorrenza fiscale volta ad attirare le attività finanziarie. Il pacchetto fiscale concordato dai ministri delle finanze il 1° dicembre 1997 dimostra una disponibilità, prima assente, a prendere in considerazione soluzioni al livello comunitario per eliminare le più flagranti distorsioni di origine fiscale del funzionamento del mercato unico, vale a dire le disparità di tassazione del risparmio e la concorrenza fiscale dannosa tra i centri finanziari.

    Questo nuovo realismo politico deve tradursi in iniziative politiche concrete nei campi nei quali gli effetti della concorrenza fiscale sono particolarmente deleteri. Occorre compiere dei progressi anche per alcuni fondamentali prodotti finanziari, come le assicurazioni sulla vita ed i fondi pensione, la cui commercializzazione transfrontaliera è impedita da complicazioni fiscali. La Commissione intende in particolare presentare proposte per eliminare gli ostacoli all'affiliazione transfrontaliera ai fondi pensione.

    Per realizzare un mercato unico pienamente funzionante in Europa occorre anche un'infrastruttura integrata. La direttiva sul carattere definitivo dei regolamenti affronta il problema del rischio sistemico, ma devono essere affrontate numerose altre questioni giuridiche ed amministrative. Sono anche essenziali meccanismi adeguati per combattere le frodi (vedi IP/98/590) e il riciclaggio di denaro sporco (vedi IP/98/654).

    Una rigorosa applicazione delle norme del trattato in materia di concorrenza e di aiuti di Stato è indispensabile per assicurare la parità delle condizioni di concorrenza per tutti gli operatori finanziari. Sarà necessario essere più energici, dato che la concorrenza nel settore dei servizi finanziari diventerà presumibilmente più accanita dopo l'introduzione dell'euro.

    L'UE non è isolata dalle turbolenze che agitano al momento i mercati finanziari internazionali. La Commissione e gli Stati membri devono contribuire attivamente all'instaurazione di una serie di requisiti prudenziali minimi a livello internazionale e alla massima diffusione possibile delle migliori prassi di vigilanza. L'UE può assistere i paesi candidati dell'Europa centro-orientale a realizzare questi obiettivi.

    Gruppo per i servizi finanziari

    La Commissione invita il Consiglio e il Parlamento europeo a partecipare attivamente al dibattito. Perché l'impegno politico non si attenui, la Commissione propone la costituzione di un Gruppo per i servizi finanziari, composto di rappresentanti personali dei ministri delle finanze e presieduto dal commissario Monti. Il Gruppo dovrebbe indicare quali delle misure suggerite nella comunicazione vadano considerate prioritarie - tra queste, secondo la Commissione, dovrebbe senz'altro figurare l'adozione dei progetti di direttiva sul risanamento e la liquidazione. Tra i compiti del Gruppo dovrebbe esservi anche quello di consigliare la Commissione sul modo migliore per soddisfare altre condizioni operative necessarie per il funzionamento del mercato finanziario unico, fungendo tra l'altro da centro per il monitoraggio collettivo dell'attuazione e dell'applicazione della legislazione sui servizi finanziari. La Commissione riferirebbe regolarmente al Consiglio dei ministri delle finanze sui progressi compiuti nella messa in atto del programma di lavoro e delle altre iniziative seguite dal Gruppo.

    La Commissione istituirà infine un meccanismo di consultazione ad alto livello per permettere sia agli operatori di mercato sia agli utenti dei servizi finanziari di far sentire pienamente la loro voce nel processo di elaborazione della politica dell'UE nel settore.


  • Side Bar

    My account

    Manage your searches and email notifications


    Help us improve our website