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La Commissione adotta una comunicazione volta a far cessare la concessione di aiuti pubblici a favore dell'assicurazione credito all'esportazione a breve termine

European Commission - IP/97/538   18/06/1997

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IP/97/538

Bruxelles, 18 Giugno 1997

La Commissione adotta una comunicazione volta a far cessare la concessione di aiuti pubblici a favore dell'assicurazione credito all'esportazione a breve termine

La Commissione europea ha adottato in data odierna una comunicazione agli Stati membri sull'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine per eliminare le distorsioni di concorrenza che gli aiuti di Stato provocano in questo ramo dell'assicurazione, nel quale esiste una concorrenza fra imprese d'assicurazione del credito all'esportazione private e pubbliche o a sostegno pubblico.   La comunicazione invita gli Stati membri a far cessare, entro un anno dalla data della sua pubblicazione, la concessione di aiuti di Stato alle imprese pubbliche o a sostegno pubblico che esercitano l'assicurazione credito all'esportazione per la quale esiste un mercato commerciale. Tuttavia in alcuni paesi la copertura assicurativa dei rischi del credito all'esportazione potrebbe essere temporaneamente non disponibile sul mercato commerciale.

In tali circostanze questi rischi possono essere coperti, previa notifica alla Commissione, da assicuratori del credito all'esportazione pubblici o a sostegno pubblico operanti per conto o con la garanzia dello Stato. Possono ancora essere autorizzati per un periodo transitorio i sistemi pubblici complementari di riassicurazione esistenti.

Il settore commerciale dell'assicurazione credito all'esportazione è quello dell'assicurazione dei rischi "cedibili", vale a dire i rischi commerciali con una durata massima di rischio inferiore ai due anni, connessi agli scambi effettuati all'interno dell'Unione europea e con la maggior parte dei paesi OCSE elencati in allegato alla comunicazione. Tutti gli altri rischi sono considerati non ancora cedibili. Tuttavia, poiché la capacità del mercato privato della riassicurazione può variare, varia anche la definizione di rischio cedibile e sarà quindi riesaminata regolarmente.

Per conformarsi alla comunicazione, gli assicuratori pubblici o a sostegno pubblico del credito all'esportazione dovranno tenere separate la gestione e la contabilità dell'attività d'assicurazione dei rischi cedibili e di quella dei rischi non cedibili, per dimostrare che non beneficiano di aiuti pubblici nell'assicurazione dei rischi cedibili. Inoltre gli Stati membri che offrono una copertura riassicurativa ad un assicuratore del credito all'esportazione partecipando o sottoscrivendo accordi di riassicurazione privati che coprono rischi cedibili e non cedibili, dovranno dimostrare che i loro regimi non comportano elementi di aiuto di Stato ai sensi della comunicazione.

La comunicazione non tratta l'assicurazione dei rischi del credito all'esportazione a medio e lungo termine che per ora sono in gran parte non cedibili. In questo campo ci si adoprerà per presentare una direttiva di armonizzazione delle condizioni dell'assicurazione del credito all'esportazione, in particolare riguardo a premi e paesi coperti, senza peraltro perdere di vista i regimi in vigore nei paesi terzi per non compromettere la competitività degli esportatori dell'Unione.

La Commissione riesaminerà regolarmente, in collaborazione con gli Stati membri e le parti interessate, l'applicazione della comunicazione che entrerà in vigore il 1° gennaio 1998.

Contesto della Comunicazione

Gli Stati membri continuano a sostenere la loro industria d'esportazione accordando in generale condizioni favorevoli per i crediti all'esportazione e l'assicurazione del credito all'esportazione. Gli aiuti all'esportazione possono falsare direttamente il gioco della concorrenza fra potenziali fornitori concorrenti di beni e servizi. La Commissione ha sempre severamente condannato gli aiuti all'esportazione negli scambi intra-comunitari. Tuttavia, malgrado che gli aiuti degli Stati membri alle loro esportazioni fuori dell'UE possano incidere sulla concorrenza anche all'interno dell'UE, la Commissione non è intervenuta sistematicamente contro tali pratiche sulla base delle regole del trattato CE in materia di aiuti di Stato (articoli 92-94).

Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto una delle disposizioni del trattato CE relativa al commercio estero (articolo 112) prevede l'armonizzazione degli aiuti all'esportazione. In secondo luogo gli aiuti alle esportazioni nei paesi extracomunitari falsano non soltanto la concorrenza all'interno dell'UE ma anche la competitività degli esportatori UE nei confronti degli esportatori dei partner commerciali dell'UE che erogano aiuti analoghi. L'attività del gruppo "crediti all'esportazione" del Consiglio e le cause in Corte di giustizia dell'UE hanno tuttavia dimostrato che, nel settore dell'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine, le distorsioni effettive o potenziali della concorrenza all'interno dell'UE possono giustificare l'intervento della Commissione sulla base delle regole sugli aiuti di Stato senza dover attendere progressi su altri fronti. Distorsioni di concorrenza possono prodursi in questo settore non solo tra esportatori di Stati membri diversi operanti all'interno e all'esterno dell'UE, ma anche tra assicuratori del credito, all'esportazione che offrono i loro servizi nell'Unione.

Malgrado gli sforzi notevoli compiuti dagli Stati membri per eliminare gli aiuti dal settore commerciale dell'assicurazione del credito all'esportazione in attesa di un intervento comunitario, il mercato unico richiede l'adozione di misure che garantiscano parità di condizioni in tutte le circostanze.

Forme di aiuto che devono cessare

Gli Stati membri devono cessare, entro un anno, di concedere aiuti al credito all'esportazione, pubblico o con sostegno pubblico, che assumono le forme seguenti:

  •  garanzie di Stato per mutui o perdite;
  •  esenzione dall'obbligo di costituire riserve sufficienti, e dagli altri adempimenti elencati al secondo trattino del punto 3.1;
  •  esenzione parziale o totale da imposte e altri oneri normalmente dovuti;
  •  concessione di aiuti o conferimenti di capitale o altre forme di finanziamento, in circostanze alle quali un investitore privato operante alle normali condizioni di mercato non avrebbe investito nell'impresa, o a condizioni inaccettabili per un investitore privato;
  •  prestazione da parte dello Stato di servizi in natura, quali la messa a disposizione e l'utilizzazione di infrastrutture e di servizi pubblici o d'informazioni privilegiate (ad esempio il ricorso alle ambasciate per raccogliere informazioni sui debitori), a condizioni che non riflettono il loro costo reale; e
  •  riassicurazione fornita dallo Stato, direttamente o indirettamente tramite un'impresa d'assicurazione del credito all'esportazione pubblica o con sostegno pubblico, a condizioni più favorevoli di quelle disponibili sul mercato della riassicurazione privata che determinano sia prezzi per la copertura riassicurativa eccessivamente bassi sia la creazione artificiale di capacità che non sarebbero disponibili sul mercato privato.

Tuttavia, i regimi complementari pubblici di riassicurazione esistenti restano autorizzabili per un periodo transitorio, purché:

  •  la riassicurazione pubblica rappresenti una minima parte della riassicurazione globale contratta dall'assicuratore;
  •  ove gli accordi di riassicurazione conclusi dall'assicuratore coprano rischi cedibili e non cedibili e la riassicurazione pubblica copra così inevitabilmente i rischi cedibili, la copertura pubblica dei rischi cedibili non sia superiore a quella che il mercato privato della riassicurazione avrebbe potuto fornire se i due tipi di rischi gli fossero stati proposti separatamente;
  •  la riassicurazione dello Stato non operi in modo da consentire all'assicuratore di coprire i rischi in relazione a singoli acquirenti al di là dei limiti fissati dai riassicuratori privati partecipanti all'accordo;
  •  il premio richiesto dal riassicuratore pubblico sia manifestamente proporzionale al rischio, calcolato con tecniche in uso sul mercato commerciale e almeno uguale al premio richiesto dal mercato privato se è possibile trovarvi una copertura equivalente;
  •  la riassicurazione pubblica dei rischi cedibili sia accessibile a tutti gli assicuratori del credito in grado di soddisfare i criteri ordinari di ammissibilità.

La definizione di rischi "cedibili" attualmente comprende soltanto i cosiddetti "rischi commerciali", che ai fini della comunicazione si definiscono come:

  •  rifiuto arbitrario di eseguire un contratto da parte del debitore, vale a dire ogni decisione arbitraria da parte di un debitore non pubblico di interrompere o cessare l'esecuzione di un contratto senza motivo legittimo;
  •  rifiuto arbitrario del debitore non pubblico di accettare i beni oggetto del contratto senza motivo legittimo;
  •  insolvenza del debitore non pubblico o del suo garante;
  •  mancato pagamento, da parte del debitore non pubblico o del garante, di un debito risultante dal contratto, vale a dire inadempimento protratto.

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