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 IP/97/457

 Bruxelles, 29 maggio 1997

Il Libro bianco "insegnare e apprendere" è tradotto in pratica

Avvicinare la scuola all'impresa, combattere l'emarginazione sociale tramite l'istruzione e la formazione, conoscere tre lingue comunitarie, trattare allo stesso livello gli investimenti materiali e gli investimenti nella formazione, riconoscere le competenze acquisite nel corso di tutta la vita... Ciascuno di questi cinque obiettivi, proposti nel novembre 1995 su iniziativa di Edith Cresson, Commissario per la ricerca, l'istruzione e la formazione, nel Libro bianco "insegnare e apprendere", hanno comportato in un secondo tempo sperimentazioni concrete e originali, grazie all'impulso fornito dalla Commissione europea. Per fare un esempio, citiamo l'imminente creazione, in sei Stati membri dell'Unione europea, di "scuole della seconda opportunità", concepite per formare i giovani esclusi dal sistema scolastico tradizionale, grazie a strumenti e sistemi pedagogici adattati. La comunicazione sul seguito dato al Libro bianco, approvata oggi dalla Commissione, fa il bilancio di queste azioni. Essa inoltre conferma, sulla base di numerose prese di posizione risultanti dal Libro bianco, che l'accesso di tutti all'istruzione e alla formazione nel corso di tutta la vita, chiave di volta per l'occupazione e l'inserimento sociale, è al centro di un vero e proprio dibattito sociale in Europa.

Questo "bilancio" del seguito dato al Libro bianco "insegnare e apprendere: verso la società conoscitiva" risponde a una richiesta del Consiglio dei ministri e del Parlamento europeo. Il Consiglio dei ministri dell'istruzione lo esaminerà nel corso della riunione del 26 giugno prossimo. Le prese di posizione successive alla pubblicazione del Libro bianco, molto numerose e di varia origine (istituzioni, Stati membri, settore associativo e parti sociali), confermano che l'evoluzione delle conoscenze e delle competenze nel corso di tutto l'arco della vita sono al centro delle preoccupazioni di ciascuno di noi. I cittadini europei percepiscono chiaramente la sfida: più che mai l'istruzione e la formazione condizionano l'accesso all'occupazione e all'inserimento sociale.

Azioni concrete

Oltre al dibattito sociale, il Libro bianco mira ad una sperimentazione pratica. La Commissione ha adottato i provvedimenti necessari per effettuarla nell'ambito dei programmi esistenti (programmi Socrates per l'istruzione e Leonardo da Vinci per la formazione professionale).

  •  Il primo dei cinque obiettivi del Libro bianco è la creazione di formule per il riconoscimento delle competenze, che permettano a tutti di far riconoscere, in qualsiasi momento e in tutto il territorio dell'Unione europea, le competenze acquisite nel corso della vita, grazie al superamento di una prova riconosciuta dai vari settori professionali o dagli esperti interessati. La Commissione ha già varato 34 progetti di riconoscimento delle competenze e 35 sono previsti per il 1997. Essi coprono al tempo stesso materie fondamentali (matematica, fisica, espressione scritta, 15 lingue europee, ...) e competenze professionali (settore bancario, marketing, informatica, burotica, servizi clientela, ambiente, ...).
  •  Il secondo obiettivo mira al ravvicinamento della scuola all'impresa. Il numero di giovani che beneficiano di una borsa di mobilità per la formazione professionale è passato da 20.000 nel 1995 a 100.000 nel 1998. La Commissione ha promosso scambi fra le scuole, le università e il settore professionale mediante attività di formazione e di scambio (sono interessati circa 25.000 professionisti della formazione). E' in corso di preparazione un vero e proprio programma "Erasmus per l'apprendistato", nonché uno statuto europeo dell'apprendista, allo scopo di eliminare gli ostacoli alla mobilità transnazionale e definire criteri di formazione e di qualità. Queste azioni nel settore della formazione, in particolare per gli apprendisti, completano gli scambi nel settore dell'istruzione (quest'anno 160.000 studenti si potranno avvalere di una borsa di mobilità nell'ambito del programma Erasmus).
  •  Il terzo obiettivo, la lotta contro l'esclusione, si è tradotto con il varo di 6 progetti di "scuola della seconda opportunità" (a Marsiglia, Bilbao, Catania, Hämenenlinna, Attiki e Setubal), mentre gli Stati membri sono sul punto di proporne altre 4. La scuola della seconda opportunità, grazie a strumenti pedagogici e tecniche d'insegnamento adattate (in particolare multimediali), mira a formare i giovani esclusi dal sistema scolastico tradizionale. Inoltre, nel corso del secondo semestre di quest'anno verrà varata una rete per lo scambio di informazioni circa le "buone pratiche" fra istituti europei che hanno attuato programmi specifici di lotta contro l'esclusione mediante l'istruzione e la formazione.
  •  Quarto obiettivo: conoscenza di tre lingue comunitarie. E' in corso di definizione, in collaborazione con gli Stati membri, l'assegnazione del marchio europeo di qualità per progetti innovatori in materia. Sono stati avviati numerose analisi e progetti per favorire l'apprendimento precoce delle lingue, l'insegnamento plurilingue, la comprensione reciproca e la qualità del materiale. In tal modo viene varata una vera e propria strategia europea in materia di multilinguismo.
  •  Quinto obiettivo: porre su un piano di parità gli investimenti materiali e gli investimenti nella formazione. Sono stati effettuati studi molto ambiziosi per identificare eventuali stimoli da proporre agli Stati membri per quanto riguarda dispositivi contabili e fiscali. Inoltre è in corso un'analisi approfondita della struttura dei costi dell'istruzione e della formazione.

Gli esperimenti saranno valutati globalmente nel 1998. Ciascuno degli obiettivi è oggetto di uno scambio di esperienze fra gli Stati membri. Nelle intenzioni del Libro bianco c'era proprio la presa di coscienza del fatto che è fondamentale far nascere uno spazio europeo di accesso alle conoscenze e alla competenza, una vera e propria Unione delle conoscenze, associata alla volontà di porre le basi di questo processo. L'ampiezza dei dibattiti conferma che quest'iniziativa corrisponde alle domande e alle aspirazioni dei cittadini dell'Unione.


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