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IP/97/1017

Bruxelles, 19 novembre 1997

Mercato unico: il primo Osservatorio ne mette in evidenza i punti di forza e le debolezze

Le direttive sul mercato unico non ancora recepite nelle legislazioni nazionali troveranno attuazione in tutta l'UE entro il 1° aprile 1998 se gli Stati membri rispetteranno i calendari attuativi che si sono posti: questo è quanto rivela la prima edizione dell'Osservatorio del mercato unico, pubblicata in data odierna. Inoltre, l'Osservatorio conferma che la grande maggioranza degli Stati membri ha già predisposto le strutture incaricate di fornire una rapida soluzione ai problemi che i cittadini e le imprese possono incontrare nell'esercizio dei loro diritti inerenti al mercato unico. Tuttavia, si rilevano altresì sconcertanti ritardi da parte degli Stati membri nel rispondere alle procedure d'infrazione, alle quali in taluni casi essi non rispondono affatto. L'Osservatorio del mercato unico costituisce un nuovo strumento che permette a cittadini, operatori economici, Stati membri ed istituzioni dell'UE di valutare il grado di applicazione della normativa sul mercato unico, sotto il profilo del recepimento delle direttive, delle procedure d'infrazione pendenti e dei progressi nella realizzazione del Piano d'azione per il mercato unico (cfr. IP/97/478). Come annunciato nel Piano d'azione, approvato dal Consiglio europeo di Amsterdam, l'Osservatorio del mercato unico sarà pubblicato con scadenza semestrale, in particolare per essere portato all'attenzione del Consiglio dei Ministri "Mercato interno" e del Consiglio europeo.

"L'effettiva attuazione delle direttive sul mercato unico promessa dagli Stati membri creerà un ambiente considerevolmente diverso per i cittadini e gli operatori economici, in quanto attualmente oltre il 25% di tali testi legislativi non è ancora stato recepito nell'uno o nell'altro Stato membro, il che significa che il mercato unico è lungi dall'essere completo" ha commentato il Commissario per il mercato unico , Mario Monti. "Tuttavia, tener fede alle scadenze legislative promesse richiederà da parte degli Stati membri un enorme impegno politico e non mancherò di esperire una procedura d'infrazione in tutti i casi in cui le norme non saranno attuate in tempo. Per quanto attiene alle procedure d'infrazione, l'Osservatorio del mercato unico rivela che l'atteggiamento di molti Stati membri è di una negligenza inaccettabile poiché non rispettano le scadenze della procedura o non rispondono affatto. È essenziale che le procedure d'infrazione siano rese più rapide e più efficaci."

L'Osservatorio è stato istituito perché l'effettiva applicazione della normativa sul mercato unico è indispensabile affinché il mercato stesso dispieghi il suo pieno potenziale per promuovere l'occupazione, la competitività e la crescita economica sostenibile. Il Piano d'azione rispecchiava l'importanza fondamentale di tale obiettivo, recentemente riconfermata dal sondaggio condotto presso le imprese per conto della Commissione che sarà pubblicato congiuntamente all'Osservatorio (cfr. MEMO/97/...). L'Osservatorio del mercato unico consente di monitorare i diversi aspetti dell'applicazione della normativa del mercato unico.

Attuazione delle direttive

Alla data del 1° novembre 359 delle 1339 direttive inerenti al mercato unico non erano ancora state attuate in tutti gli Stati membri, vale a dire circa il 25% del totale. Il tasso complessivo di mancato recepimento delle norme varia da poco più del 3% in Danimarca e nei Paesi Bassi all'8% circa in Germania e al 10% in Austria. I settori nei quali il tasso di mancato recepimento è particolarmente elevato sono: i trasporti (60%), gli appalti pubblici (55,6%) ed i diritti di proprietà intellettuale ed industriale (50%). Alcuni Stati membri (Francia e Spagna) fanno registrare un ritardo medio di oltre due anni rispetto alla scadenza fissata per l'attuazione delle direttive.

percentuali di non attuazione delle direttive sul mercato unico, situazione al 1° novembre 1997

%

BDKDEELFIRLILNLAPFINSUKEU
Tutte le direttive8.53.28.54.77.57.45.47.66.53.510.15.94.36.24.626.7
Direttive primarie7.02.37.44.66.35.65.16.35.42.910.24.83.72.84.022.8

Tutte le direttive: sono definite "Direttive sul mercato unico" quelle normative che contribuiscono in modo più diretto all'instaurazione ed al funzionamento del mercato unico. Un elenco di tali direttive viene periodicamente aggiornato e distribuito a tutti gli Stati membri. Il prospetto non tiene conto delle direttive non recepite per Gibilterra e le Isole Åland.

Direttive primarie: l'insieme delle direttive sul mercato unico, ad esclusione delle direttive che recano modifiche a direttive precedenti.

Tuttavia, tutti gli Stati membri hanno ora notificato per la prima volta, come richiesto dal Piano d'azione, i calendari nazionali di programmazione per il recepimento delle direttive sul mercato unico non ancora attuate. Sebbene non siano stati forniti calendari per tutte le direttive non attuate (la percentuale delle direttive prese in considerazione dai calendari nazionali varia dal 98% della Svezia ad appena il 19% dell'Italia), l'Osservatorio del mercato unico conclude che la maggior parte delle misure attuative tuttora in sospeso saranno adottate entro il 1° aprile 1998, se i programmi legislativi predisposti dagli Stati membri per le direttive in questione saranno rispettati. Inoltre, sempre nell'ipotesi di un pieno e puntuale rispetto dei calendari, l'obiettivo del pieno recepimento delle direttive concernenti il mercato unico entro il 1° gennaio 1999 potrebbe essere conseguito. D'altro canto, rispettare i calendari presentati richiederà una sostanziale accelerazione delle procedure legislative. Non è stata fornita ancora, purtroppo, alcuna indicazione temporale per quanto riguarda il recepimento di circa il 15% delle direttive ed alcuni Stati membri hanno già segnalato che non saranno in grado di rispettare la scadenza dell'1.1.1999 per quanto riguarda un numero limitato di direttive. Le edizioni future dell'Osservatorio del mercato unico registreranno quindi i progressi realizzati sul fronte del recepimento legislativo negli Stati membri.

Soluzione dei problemi ed esecuzione della legislazione

Il mercato unico non potrà operare efficientemente fintantoché tutte le norme non siano pienamente rispettate da tutte le parti interessate ed i problemi incontrati non trovino rapida ed efficace soluzione. A tal fine, sia il Piano d'azione che il Consiglio europeo di Amsterdam hanno sottolineato la necessità di rendere più rapide ed efficaci le procedure per la soluzione dei problemi. Il Piano d'azione fa riferimento sia ai procedimenti formali di infrazione avviati dalla Commissione che agli accordi informali di cooperazione tra gli Stati membri in materia di esecuzione e di soluzione dei problemi. I due sistemi sono interdipendenti, in quanto una soluzione efficace e rapida, a livello bilaterale e multilaterale, delle vertenze tra Stati membri dipende almeno in parte dalla minaccia di sanzioni che gli Stati membri avvertono in presenza di ²procedure d'infrazione efficaci.

Al fine di consolidare le esistenti procedure di cooperazione ed assicurare soluzioni rapide ed efficienti, il Piano d'azione invitava gli Stati membri a designare centri di coordinamento e ad istituire punti di contatto nelle rispettive amministrazioni ai quali i cittadini e le imprese possano segnalare i problemi incontrati nell'ambito del mercato unico, nonché a fornire informazioni circa le strutture e le procedure poste in essere a livello nazionale per assicurare l'effettiva esecuzione delle norme. L'Osservatorio del mercato unico rivela che tutti gli Stati membri al di fuori della Grecia (ed in misura minore l'Italia ed il Lussemburgo) hanno trasmesso le informazioni richieste in relazione ai punti di contatto. Il difficile compito che si pone ora consiste nell'assicurare che i cittadini e le imprese siano al corrente dell'esistenza di tali centri (tale è una delle funzioni del dialogo con le imprese e con i cittadini che sarà varato nel 1998 per sensibilizzare i beneficiari dei diritti derivanti dal mercato unico) e che gli Stati membri operino di concerto per risolvere i problemi che sorgeranno. La situazione relativa alle strutture e alle procedure di esecuzione delle norme riportata dall'Osservatorio appare meno incoraggiante, in quanto solo otto Stati membri hanno proceduto alla notifica in tal senso alla Commissione .

Con riferimento alle procedure d'infrazione, l'Osservatorio del mercato unico analizza le risposte degli Stati membri alle lettere di messa in mora ed ai pareri motivati (che costituiscono rispettivamente la prima e la seconda fase della procedura d'infrazione ai sensi dell'articolo 169 del trattato CE). Gli Stati membri sono tenuti a fornire una risposta a tali lettere entro un termine stabilito, non solo perché così previsto dal Piano d'azione, che essi hanno approvato, ma anche perché il trattato CE sancisce l'obbligo di cooperare con la Commissione. Tali scadenze sono generalmente di due mesi, ma l'Osservatorio rivela che il tempo medio delle risposte è quasi il doppio, mentre alcuni Stati membri impiegano fino a 150 giorni ed oltre (Portogallo, Italia e Belgio). Gli Stati membri non hanno, inoltre, risposto al 18% delle lettere di messa in mora e all'11% dei pareri motivati.

Tempo medio ( in giorni) registrato per le risposte alle lettere di messa in mora ed ai pareri motivati nel 1996

(in giorni)

BDKDEELFIRLILNLAPFINSUKEU
Lettere di messa in mora751059411412310613618710712661166598877108
Pareri motivati150-127147147106142100427031237 --70114
- Nessun parere motivato

è stato trasmesso a questi paesi nel 1996

L'esistenza di una procedura di infrazione non significa che vi sia una comprovata violazione del diritto comunitario: solo la Corte di giustizia può pronunciarsi definitivamente in materia. Tuttavia, una procedura d'infrazione indica comunque che la Commissione ritiene, sulla base di proprie indagini o a seguito di una denuncia, che ci possa essere una siffatta violazione. Nel periodo tra il 1° settembre 1996 ed il 1° settembre 1997, la Commissione ha trasmesso lettere di messa in mora per presunta incorretta attuazione delle direttive ed incorretta applicazione della normativa sul mercato unico in 242 casi, nonché pareri motivati in 68 casi. La Commissione ha altresì deferito gli Stati membri alla Corte di giustizia per presunte infrazioni alla normativa sul mercato unico in 27 casi. Nel periodo di riferimento, l'Italia (40) e la Francia (35) hanno ricevuto il numero più elevato di lettere di messa in mora, mentre il maggior numero di pareri motivati è stato inviato alla Francia (13) e alla Spagna (11). Il Belgio (6), la Francia (5) e la Germania (4) sono gli Stati membri deferiti con più frequenza alla Corte di giustizia. Gran parte dei casi di infrazione si sono risolti prima di essere demandati alla Corte. I casi relativi al mercato unico nei quali la Corte di giustizia si è pronunciata, nel periodo tra il 1° settembre 1996 ed il 1° settembre 1997, concernevano in massima parte il Belgio (9), seguito dall'Italia (7). Nello stesso periodo le procedure d'infrazione pendenti nei confronti degli Stati membri per mancato rispetto delle sentenze della Corte aventi per oggetto violazioni di norme sul mercato unico erano 19 (compresa 1 dinanzi alla Corte), delle quali 5 nei confronti dell'Irlanda e 4 dell'Italia.

Il testo integrale dell'Osservatorio del mercato unico è disponibile su Internet nel sito dell'UE, Europa World Wide Web:

http://ec.europa.eu/dg15/


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