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Tutela dei minori e della dignità umana: lotta alle informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet.

European Commission - IP/96/930   16/10/1996

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IP/96/930

Bruxelles, 16 ottobre 1996

Tutela dei minori e della dignità umana: lotta alle informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet.

In data odierna la Commissione europea ha approvato una comunicazione sulle informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet ed un Libro Verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nel contesto dei nuovi servizi elettronici. La comunicazione presenta le possibili alternative per interventi immediati diretti a lottare contro le informazioni di contenuto illegale e nocivo e si concentra sull'Internet, mentre il Libro verde segue un'impostazione orizzontale e darà inizio ad un dibattito a medio e lungo termine su questo tema in rapporto a tutti i mezzi di comunicazione elettronica. Entrambi i documenti propugnano una cooperazione più stretta tra Stati membri come pure a livello internazionale, l'impiego di software di filtraggio e sistemi di classificazione e la promozione dell'autodisciplina dei fornitori d'accesso. Questi documenti della Commissione fanno seguito alla risoluzione adottata il 27 settembre 1996 dal Consiglio dei ministri delle telecomunicazioni, riguardante la prevenzione della diffusione di materiale illegale su Internet con particolare riferimento alla pornografia infantile. Il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare proposte di provvedimenti pratici in tempo utile per il prossimo Consiglio delle Comunicazioni, che si terrà il 28 novembre 1996.

I due documenti, proposti su iniziativa di Martin Bangemann, commissario responsabile per la tecnologia dell'informazione e le telecomunicazioni, e di Marcelino Oreja, commissario responsabile della cultura e dell'audiovisivo, risultano pienamente complementari sotto il profilo sia della scelta del momento che della portata. La comunicazione infatti presenta provvedimenti a breve termine, necessari per affrontare precisi problemi connessi ad Internet che interessano un campo più vasto della tutela dei minori e della dignità umana, mentre il Libro verde si prefigge lo scopo di stimolare il dibattito a medio e lungo termine e verte sullo specifico argomento della tutela dei minori e della dignità umana in rapporto ai nuovi servizi audiovisivi e d'informazione in generale.

La comunicazione: le informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet

L'Internet è venuta ad assumere una forte influenza in campo sociale, educativo e culturale in quanto conferisce nuove possibilità d'azione a cittadini ed educatori, riduce gli ostacoli alla creazione ed alla diffusione di materiale, ed infine rende possibile a tutti accedere a fonti sempre più ricche d'informazioni digitalizzate.

In risposta a queste possibilità il materiale presente su Internet è per la massima parte destinato a scopi d'informazione per finalità perfettamente legittime (e spesso altamente produttive) commerciali o private. Come qualsiasi altra tecnologia di comunicazione tuttavia l'Internet può veicolare materiale potenzialmente nocivo od illegale oppure fornire l'occasione d'abusi finalizzati allo svolgimento d'attività criminali. Benché statisticamente questi fenomeni abbiano una portata limitata, essi costituiscono aspetti troppo importanti per venir trascurati.

Per quanto riguarda la diffusione di materiale illegale via Internet compete ovviamente agli Stati membri garantire l'applicazione delle disposizioni di legge vigenti, ad esempio in campo penale oppure nel settore della tutela della proprietà intellettuale o dei minori. Affinché il mercato interno possa funzionare correttamente tuttavia è indispensabile che non vi siano distorsioni della concorrenza ed ostacoli alla libera circolazione di questi servizi, che potrebbero dare origine ad una nuova frammentazione del mercato interno. Occorre quindi intervenire in modo coordinato contro il materiale illegale a livello di UE oltre che sul piano internazionale.

Le caratteristiche tecniche, la portata mondiale e l'accessibilità senza limiti dell'Internet rendono tuttavia più difficile, quando non addirittura impossibile, garantire il rispetto delle norme esistenti. Inoltre l'Internet non ha un "padrone" e può venire utilizzato da chiunque in tutto il mondo. Le disposizioni di leggi esistenti o di nuova promulgazione possono quindi non dimostrarsi lo strumento migliore o più efficace per combattere le informazioni di contenuto illegale e nocivo.

Nella comunicazione che ha indirizzato al Parlamento europeo e al Consiglio la Commissione è giunta alla conclusione che la risposta a questo problema debba venire da una combinazione di autodisciplina dei fornitori di servizi, nuove soluzioni tecniche quali i sistemi di classificazione ed il software di filtraggio, informazione degli utenti, iniziative per sensibilizzare genitori ed insegnanti, informazione sui rischi e sulle possibilità di limitarli e cooperazione internazionale. Di conseguenza la Commissione formula le seguenti proposte:

  1. . Va rafforzata la cooperazione tra Stati membri volta a far rispettare le disposizioni di legge esistenti. Occorre procedere ad esami sistematici per stabilire se ed in quali casi siano necessarie soluzioni normative supplementari.
  2. 2. In alcuni Stati membri associazioni di fornitori d'accesso ad Internet hanno già avviato un processo d'autodisciplina nell'ambito del quale elaborano norme sull'accesso al materiale illegale. La Commissione incoraggerà l'ampliamento di queste attività a quegli Stati membri in cui non hanno ancora avuto inizio e promuoverà la discussione sulle possibilità di organizzare questa autodisciplina in modo da renderla quanto più efficiente possibile, oltre ad incoraggiare la ricerca sugli aspetti tecnici del problema.
  3. 3. Il software di filtraggio ed i sistemi di classificazione che consentono di bloccare l'accesso a messaggi e programmi iscritti in appositi elenchi esistono già adesso. La Commissione propone che il Consiglio adotti una raccomandazione in cui incoraggi l'impiego di software di filtraggio e l'introduzione di uno o più sistemi europei di classificazione. La Commissione interverrà a sostegno d'iniziative nazionali volte a sensibilizzare genitori ed insegnanti.
  4. 4. Poiché l'Internet copre il mondo intero le iniziative dirette a lottare contro le informazioni di contenuto illegale devono anch'esse avere una dimensione mondiale. La Commissione propone quindi che i paesi del G-7 organizzino una riunione di lavoro per esaminare la fattibilità di provvedimenti da prendere immediatamente nell'ambito del quadro giuridico esistente e per discutere la possibilità di una convenzione internazionale sulle informazioni di contenuto illegale e nocivo. Questi contatti potrebbero venir estesi ad organismi multinazionali quali l'OCSE, l'Organizzazione mondiale del commercio, le Nazioni Unite ed altre ancora.
  5. 5. La Commissione costituirà infine un sito sul World Wide Web che contenga informazioni riguardanti soluzioni tecniche, giuridiche e d'altro genere.

Il Libro verde: tutela dei minori e della dignità umana nei nuovi servizi audiovisivi e d'informazione

Il Libro verde si prefigge lo scopo di esaminare i problemi cui la società deve far fronte per garantire che si tenga conto di queste tematiche di supremo interesse pubblico nel mondo in rapida evoluzione dei servizi audiovisivi e d'informazione. La transizione da un mondo di trasmissioni radiotelevisive ad un ambiente in cui la televisione convenzionale esisterà parallelamente a servizi on line ed a prodotti ibridi offre un gran numero di possibilità, che potranno venir sfruttate appieno solo se la società nel suo insieme riuscirà ad bilanciare il principio della libertà di parola con considerazioni d'interesse pubblico, vale a dire in pratica politiche miranti a promuovere l'offerta di nuovi servizi con l'esigenza di garantire che le occasioni così offerte non forniscano ad una minoranza d'individui l'occasione di abusarne a danno della maggioranza. Alcune faccette di questi problemi esigono soluzioni europee od addirittura globali, mentre altre rimangono di competenza dei singoli Stati o addirittura degli individui. La Commissione ritiene che in questo contesto risulti legittimo e necessario analizzare la situazione nel suo insieme per esaminare il contributo che ogni livello amministrativo deve recare, prestando al tempo stesso speciale attenzione agli interventi a livello di Unione europea.

I temi allo studio (la tutela dei minori e della dignità umana) sono attualmente di grande attualità politica e sono stati sistematicamente trattati nell'ambito delle politiche nazionali e comunitarie come argomenti di supremo interesse pubblico. I provvedimenti legislativi e d'altro tipo presi in questo campo sono stati naturalmente impostati in funzione delle caratteristiche dei mezzi elettronici tradizionali (trasmissioni radiotelevisive), per loro natura centralizzati e destinati alla comunicazione di massa; i nuovi servizi che stanno apparendo presentano però due caratteristiche fondamentalmente differenti: essi sono decentralizzati e più prossimi alla comunicazione individuale che a quella di massa. Benché talvolta l'effettivo contenuto di tali servizi risulti identico (un film, un notiziario, un documentario), all'atto di elaborare una politica in questo campo occorre tener conto di queste caratteristiche differenti. Il Libro verde quindi descrive l'evoluzione dei servizi audiovisivi e d'informazione ed analizza le disposizioni di legge e le politiche esistenti a livello nazionale, europeo ed internazionale nonché le implicazioni che lo sviluppo di nuovi servizi ha per tali politiche, se ed in quanto pertinenti ai due temi in oggetto. Le alternative prese in esame sono diverse e molto varie; esse vanno dalla regolamentazione e dall'autodisciplina allo sviluppo di sistemi di controllo affidati ai genitori passando per le iniziative di sensibilizzazione e di formazione.

Rifacendosi alle alternative a breve termine presentate nella comunicazione il Libro verde individua nove domande fondamentali (si veda l'allegato) da dibattere in modo più approfondito nell'intento di elaborare politiche per il futuro. Queste domande riguardano tre argomenti:

Rafforzamento della tutela giuridica: determinazione della responsabilità, proporzionalità del provvedimento, garanzia del rispetto della normativa, regolamentazione od autodisciplina;

Promozione dei sistemi di controllo affidati ai genitori: caratteristiche dei "filtri" di natura tecnica (V-chip, software di controllo dell'accesso ecc.); problemi posti da sistemi decentralizzati di classificazione in un ambiente di servizi transnazionali; funzioni fondamentali;

Miglioramento del la cooperazione internazionale: definizione degli obiettivi prioritari, definizione di una metodologia ed individuazione delle sedi di dibattito più appropriate.

A tutti gli interessati è richiesto di far pervenire eventuali contributi entro il 28 febbraio 1997. Prima di presentare ulteriori proposte la Commissione richiederà anche il parere del Parlamento europeo, del Consiglio dei ministri, del Comitato economico e sociale nonché del Comitato delle regioni.

ALLEGATO

Domanda 1:

Tenuto conto di quanto è tecnicamente fattibile ed economicamente ragionevole, quale dovrebbe essere la responsabilità dei diversi operatori nella catena di trasmissione del materiale, a partire da chi lo produce per arrivare all'utente finale? Quali tipi di responsabilità (penale, civile, editoriale) andrebbero chiamati in questione ed in quali circostanze la responsabilità andrebbe limitata?

Domanda 2:

Come si dovrebbe procedere per stabilire se eventuali provvedimenti restrittivi sono commensurati al problema? Sarebbe tra l'altro opportuno prevedere dispositivi d'arbitrato o di conciliazione a livello d'Unione europea? In caso di risposta affermativa, quale tipo di dispositivi?

Domanda 3:

Come si può stabilire il corretto equilibrio tra la tutela della vita privata (inclusa la possibilità per gli utenti di mantenere l'anonimato sulle reti) e l'esigenza di far valere la responsabilità per comportamenti illeciti?

Domanda 4:

Nel campo dei sistemi di controllo affidati ai genitori andrebbe data la priorità ad un'impostazione basata sulla regolamentazione oppure ad una basata sull'autodisciplina (eventualmente coadiuvata di un'apposita legislazione)? Quali provvedimenti risulterebbero necessari, tra l'altro a livello di Unione europea?

Domanda 5:

In quali casi andrebbe prevista l'offerta sistematica di sistemi di controllo affidati ai genitori (in funzione dei tipi di servizio o di altri criteri)? Sarebbe opportuno prospettare un qualsiasi regime obbligatorio? In caso di risposta affermativa, quale forma dovrebbe assumere ed a quali operatori dovrebbe applicarsi? Quali sono le funzioni fondamentali che tali sistemi dovrebbero assolvere?

Domanda 6:

Come è possibile provvedere a decentralizzare le attività di classificazione del materiale e soddisfare al tempo stesso le esigenze connesse al rispetto delle sensibilità individuali, locali e nazionali, quando i servizi audiovisivi ed informazione sono transnazionali?

Domanda 7:

Quali elementi di normazione consentirebbero di sviluppare la classificazione del materiale in modo coerente a livello europeo, in particolare per quanto riguarda i servizi digitalizzati (standardizzazione dei tipi d'informazione da fornire, delle procedure di codifica e decodifica di tale informazione, ecc.)?

Domanda 8:

In che modo andrebbe attuata nell'Unione europea la cooperazione amministrativa? Come ed in quale quadro istituzionale andrebbe formalizzata?

Domanda 9:

Quali dovrebbero essere le priorità a livello europeo ed internazionale? Si dovrebbe dare la priorità allo sviluppo di soluzioni a livello d'Unione europea per promuoverle successivamente a livello internazionale, oppure le due attività andrebbero svolte parallelamente? Quali sono le sedi di dibattito internazionale più appropriate per la cooperazione internazionale (G7, OCSE, ITU, OMC, ONU o relazioni bilaterali)? Come formalizzare questa cooperazione internazionale?

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