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- Aiuto di Stato C 39/94
- Impiantistica industriale, edilizia civile e infrastrutture
- Italia

La Commissione ha deciso  in data odierna di chiudere la procedura avviata ai
sensi  dell'articolo 93,  paragrafo 2  del trattato  CE  autorizzando l'aiuto
concesso alla società italiana Iritecna S.p.A.

Iritecna   (attualmente  Iritecna  in   liquidazione)  era   una  subholding,
controllata al 100%,  della holding statale  italiana IRI,  subholding che  a
sua volta controllava  una serie di società  operanti in settori  diversi, in
particolare impiantistica  industriale,  consulenza  tecnica,  costruzione  e
manutenzione  di  autostrade,  infrastrutture  urbane   ed  opere  pubbliche,
edilizia  civile,  costruzione  e servizi  di  gestione  d'infrastrutture.  A
partire  dalla  sua costituzione  nel  1991,  la società  è  stata  più volte
ricapitalizzata ed  è stata  infine posta  in liquidazione  nel febbraio  del
1994. Contemporaneamente  veniva costituita Fintecna,  una nuova società  che
ha rilevato alcune  controllate sane di  Iritecna in  liquidazione. A  questo
scopo l'IRI ha operato conferimenti di nuovo capitale a favore di Fintecna.

Nel luglio 1994  la Commissione aveva deciso di  iniziare la procedura di cui
all'articolo 93, paragrafo 2  del trattato CE  in merito  ai conferimenti  di
capitale effettuati dall'IRI negli  anni 1991-1993 e alla  prevista copertura
delle  perdite derivanti  dalla liquidazione,  per  un ammontare  complessivo
valutato a ben 4.490 miliardi di LIT ( 2.430 milioni di ECU).

Come  richiesto  dalla Commissione  è  stato  presentato  e  discusso con  le
autorità italiane e  con le società interessate un piano di ristrutturazione.
La ristrutturazione  comporta la  cessione e  la liquidazione delle  attività
non aventi carattere strategico  e che  registrano le perdite  più alte e  la
privatizzazione  delle   attività  fondamentalmente   sane.  Di   conseguenza
Iritecna è  stata  posta in  liquidazione  ed  è stata  costituita  la  nuova
subholding finanziaria Fintecna, con capitale interamente detenuto  dall'IRI,
alla quale è  stato affidato il compito  di gestire la ristrutturazione  e la
successiva privatizzazione delle  attività ad essa trasferite.  Tali attività
sono  state  riorganizzate  in  quattro  comparti  di  attività:  autostrade,
impiantistica industriale,  costruzioni civili ed infrastrutture,  consulenza
tecnica. Anche la partecipazione del  40% detenuta dall'IRI nella  società di
servizi aeroportuali Aeroporti di Roma è stata trasferita a Fintecna.

Le società  controllate e  le  partecipazioni detenute  da Fintecna  verranno
privatizzate secondo gli  orientamenti generali stabiliti a  questo proposito
dal  governo  italiano   e  lo  scadenzario  fissato  dal  piano  globale  di
ristrutturazione dell'IRI.

I  profitti derivanti  da queste  privatizzazioni  compenseranno in  parte le
perdite subite  a  causa  della liquidazione  di  Iritecna.  Il  beneficiario
dell'aiuto, quindi,  darà un  significativo contributo  al finanziamento  del
piano di ristrutturazione.

Il piano  comporta un  considerevole sforzo  di  riduzione dell'attività  del
gruppo in tutti  i settori che sono  risultati in perdita negli  ultimi anni.
Tutte le  attività marginali  sono in  via di  cessione o  di liquidazione  e
quelle  essenziali riunite  in  Fintecna  vengono sostanzialmente  ridotte  e
limitate  a  quelle  redditizie  e  suscettibili  di  sviluppo.  Globalmente,
escluso il settore  autostradale, le dimensioni  del gruppo  saranno più  che
dimezzate - in confronto  a quelle iniziali - in termini di  fatturato (-60%)
e ancor più in termini di personale (-70%). 

Alla  luce di  quanto  sopra  la Commissione  ha  ritenuto  che il  piano  di
ristrutturazione permetterà  ad Fintecna di ritornare  in attivo  e che, data
la netta riduzione delle capacità dell'impresa, il  piano di ristrutturazione
e gli  aiuti previsti non influiranno  sulla concorrenza  in misura contraria
all'interesse comune.

La  Commissione ha  pertanto  deciso di  autorizzare  l'aiuto ad  Iritecna, a
condizione  che il  governo  italiano attui  il  piano di  ristrutturazione e
liquidazione   presentato   alla  Commissione   e   rispetti   l'impegno   di
privatizzare l'impresa  e/o le  sue controllate  al termine  del processo.  A
queste  condizioni  l'aiuto  soddisfa i  criteri  stabiliti  dalle  direttive
comunitarie  sugli  aiuti  per il  salvataggio  e  la ristrutturazione  delle
imprese in difficoltà  e risulta dunque  compatibile con il mercato  comune a
norma   dell'articolo 92,   paragrafo 3,  lettera c)   del   trattato   CE  e
dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell'accordo SEE.

Questo  caso costituisce  inoltre una  tappa  importante nella  realizzazione
dell'accordo concluso tra  il commissario Van  Miert ed  il governo  italiano
nel luglio 1993 (il  cosiddetto accordo Andreatta-Van Miert) in base al quale
il governo  italiano si  è impegnato  ad una  ristrutturazione definitiva  di
tutte  le  imprese pubbliche  che  non  forniscono  pubblici  servizi e  alla
cessione di  una parte significativa del  capitale di  tali imprese, detenute
dallo Stato al 100%.

Il  governo   italiano  dovrà   presentare  alla   Commissione  un   rapporto
sull'attuazione del  piano di ristrutturazione, in particolare sull'andamento
della liquidazione e delle  privatizzazioni. La  Commissione avrà inoltre  la
possibilità di seguire l'esecuzione del  piano fino alla sua  conclusione nel
corso  delle regolari  riunioni con  le autorità  italiane nell'ambito  della
procedura di controllo prevista dall'accordo Andreatta-Van Miert.

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