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LA RELAZIONE UE-USA: DURERA?

European Commission - IP/95/425   27/04/1995

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È quasi divenuto un  luogo comune  dire che qualcosa  non va nella  relazione
transatlantica,  che UE ed USA  non si interessano più  a vicenda e che hanno
trovato  prospettive  più  allettanti altrove.  Questa  è  secondo  Sir  Leon
Brittan  un'evidente  esagerazione  ed una  semplificazione  eccessiva.  Tale
relazione   continua  infatti   ad  essere   la   più  importante   relazione
internazionale  per  entrambe   le  parti,  sebbene  le   mutate  circostanze
politiche  ed economiche  ci obblighino  a ridirigere  su di  essa  la nostra
attenzione,  al  fine  di  trovare  le  politiche  ed  i  meccanismi  che  ci
consentano di adattarla ai mutamenti avvenuti.

In   un  discorso   all'American  club  di   Bruxelles,  Sir   Leon  Brittan,
vicepresidente della Commissione europea responsabile delle  relazioni con il
Nord America, tenta di far chiarezza intorno alla  questione di come l'Europa
debba approfondire la  propria relazione con  gli Stati  Uniti. Egli  propone
una  triplice  strategia:  costruire   dal  basso,  sulla  base   dei  legami
esistenti;  colmare   le  lacune,  ampliando   i  contatti  parlamentari   ed
imprenditoriali;   preparare  un'eventuale   iniziativa  futura,  analizzando
attentamente i  pro e  i contro di  talune idee  recentemente avanzate,  come
quella  di  una  zona  di  libero  scambio  e  quella di  un  nuovo  trattato
transatlantico.

La  nuova  relazione  deve comprendere  gli  aspetti  della sicurezza,  delle
relazioni  economiche e  dell'azione  congiunta USA-UE  nel resto  del mondo.
Quanto alla sicurezza,  Sir Leon ha rilevato una comprensibile impazienza USA
nei confronti dell'UE, la quale  si sforza di sviluppare una politica  estera
e  di sicurezza  comune  coerente, a  somiglianza di  quanto  già avviene  in
materia commerciale, in cui  essa parla con una sola voce. Nei prossimi mesi,
si dovrà risolvere  la questione del rapporto  fra il pilastro europeo  e gli
USA.

Spetta all'UE  trovare soluzioni  accettabili  internamente. Tali  soluzioni,
tuttavia, dovranno  anche essere credibili sul  piano operativo  per i nostri
partner.  Da tempo  si  dice, senza  fondamento,  che gli  Stati Uniti  siano
contrari alla  creazione di  un'identità di difesa  europea. Poiché  tuttavia
tale entità,  anche operando al di  fuori dell'ambito NATO, userà  pur sempre
logistica  e materiali  NATO, la creazione  di un pilastro  europeo che possa
prendere  decisioni  reali  e  che  sia  dotato  delle  strutture  politiche,
amministrative  e  militari  necessarie per  attuarle  riveste  un  legittimo
interesse per gli USA.

Sir Leon passa poi  a spiegare come la relazione economica  acquisterà sempre
maggior peso, e potrà  un giorno avere importanza pari a quella già rivestita
dalla  relazione relativa  alla  sicurezza.  Parimenti, tale  relazione  sarà
sempre più caratterizzata dal desiderio di  perseguire obiettivi comuni sulla
scena mondiale:

coloro  i quali  prevedono  il ritorno  degli  USA all'isolazionismo  sono in
errore. L'Europa e  l'America hanno dimostrato di poter lavorare bene insieme
nel resto  del mondo. Non si  tratta di unirsi contro tutti  gli altri paesi,
affinché questi  si  sottomettano  ad  un  grande  piano  UE-USA.  Si  tratta
piuttosto  di   utilizzare  le  nostre  significative  risorse,  al  fine  di
apportare, insieme, un  contributo più efficace alla  soluzione dei  problemi
mondiali che s'impongono con maggiore urgenza.

Qual è la via da seguire?

Dobbiamo dare alla  nostra relazione un nuovo  senso e una  nuova importanza,
inserendola  nell'ottica  di  un  obiettivo  più  vasto,   anche  se  saranno
necessari diversi  anni prima di poterne  godere pienamente  i frutti, spiega
Sir Leon. Altrimenti, potrebbe crearsi un vuoto pericoloso.

Costruire dal  basso. L'Europa  e l'America  hanno bisogno  di un  meccanismo
atto a compiere progressi fra un  vertice e l'altro, al fine di  affrontare e
di  tenere sotto controllo  specialmente le  questioni individuate  dal mondo
imprenditoriale.  Dobbiamo  esaminare  se abbiamo  le  istituzioni  adatte  a
portare avanti la  nostra relazione. Ad esempio, un  tempo avevamo riunioni a
livello  ministeriale fra  ministri USA  e membri  della Commissione europea.
Questa abitudine è caduta  in disuso. Sicuramente è giunto ora il  momento di
riprenderla.  Potrebbe  essere  utile  avere  un   gruppo  di  rappresentanti
permanenti  UE che  si incontrino  regolarmente con  rappresentanti  USA, per
affrontare un'ampia agenda comune.

Colmare le  lacune. Abbiamo  inoltre bisogno  di un  nuovo quadro  in cui  si
possano incontrare,  per discutere l'agenda  transatlantica, i rappresentanti
del Congresso  USA, dei  Parlamenti nazionali  UE e  del Parlamento  europeo.
Tale  consesso  non  sostituirebbe i  legami  esistenti  e potrebbe  adottare
risoluzioni che  sarebbero poi trasmesse ai  rispettivi meccanismi politici e
legislativi nazionali ed europei.

Allo  stesso  modo, stiamo  progettando  di  avviare la  consultazione  degli
imprenditori,   da  una  parte  e   dall'altra  dell'Atlantico,  al  fine  di
registrare   le  reazioni   all'idea  di   istituire   un  dialogo   d'affari
transatlantico, il quale  non dovrebbe cercare  di definire  un programma  di
negoziato,  bensè dovrebbe  concentrarsi  sul  lungo termine.  Esso  potrebbe
comprendere  nuovi  campi  di  cooperazione  in  materia   di  industria,  di
normativa d'impresa,  nonché  di  scambi  commerciali e  di  investimenti  in
Europa orientale.

Sviluppare una nuova iniziativa. Fra  le grandi idee più spesso  ventilate vi
sono una  zona di libero  scambio transatlantica, uno  spazio economico  e un
nuovo trattato transatlantico. Sono  aperto a tali idee. Non è  troppo presto
per  sperimentarle e per iniziare a soppesare i  pro e i contro. Non dobbiamo
però creare false  aspettative, né lasciarci trascinare da idee seducenti che
non possono essere realizzate.

Nei  prossimi mesi, la Commissione  esaminerà attentamente  la fattibilità di
una  zona di  libero  scambio  UE-USA.  Abbiamo  appena  terminato  ambiziose
trattative sulla  riduzione delle tariffe doganali,  e dobbiamo  vedere se vi
siano prospettive  realistiche  di ulteriori  riduzioni. Una  zona di  libero
scambio dovrebbe essere compatibile con  le disposizioni della OMC,  la quale
richiede  che  tali   zone  interessino  sostanzialmente  tutti   gli  scambi
commerciali. L'agricoltura rappresenta una materia sensibile  per entrambe le
parti,  e  certamente  altri  settori,  come  quello  dei  prodotti  tessili,
continueranno a godere negli USA di alti dazi doganali.

Non mi pare  realistico che l'UE accetti di  eliminare tutte le tariffe sugli
scambi  agricoli con  gli  USA  per poter  concludere  un accordo  di  libero
scambio. Qualsiasi  accordo del genere  dovrebbe contenere talune  eccezioni,
le quali a loro volta dovrebbero essere compatibili con le norme dell'OMC.

È  preferibile una zona  di libro scambio con  i soli USA o  con tutta l'area
NAFTA? Quest'ultima  soluzione offrirebbe  ulteriori prospettive  economiche,
ma è politicamente più difficile negoziare con tre governi che con uno solo.

L'idea  di andare oltre la riduzione delle tariffe doganali, per eliminare le
altre  barriere e gli ostacoli  allo sviluppo degli  affari, è attraente. Uno
spazio economico  UE-USA andrebbe  oltre il  libero scambio, comprendendo  il
riconoscimento  reciproco   delle  norme,   nonché  il   rafforzamento  della
cooperazione in materia di politica di concorrenza e in altri settori.

Infine,  dobbiamo pensare seriamente alla possibilità  di un trattato UE-USA.
Tale trattato  permetterebbe  di  integrare  tutti  i  vari  aspetti  che  ho
menzionato   oggi:  la  sicurezza,  le   relazioni  politiche  e  gli  scambi
economici.  Ciononostante, finché  l'UE  non  avrà completato  la  Conferenza
intergovernativa e  finché  la NATO  e l'UE  non  avranno definito  la  nuova
architettura  della   sicurezza  europea,   né  l'UE   né  gli  USA   saranno
probabilmente in  grado  di negoziare  un  trattato  completo che  regoli  le
future  relazioni transatlantiche.  Una volta  compiuti  tali passi,  potremo
vedere meglio  se la via da  seguire sia l'incorporazione dei  risultati cosè
ottenuti in  altri elementi della relazione  UE-USA, nell'ambito  di un nuovo
trattato.

L'obiettivo  immediato è  che  possiamo,  entro il  termine  della presidenza
spagnola, annunciare almeno in termini  generali il nostro scopo  ultimo. Nel
frattempo, c'è molto lavoro da fare.

                                    * * *

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