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Soltanto 3 settimane dopo il Consiglio europeo di Corfù e 10 giorni
dopo il vertice delle Nazioni industrializzate a Napoli, la Commissione
ha reagito adottando un piano d'azione (Il modo europeo verso la
Società  dell'Informazione:  un piano  d'azione)  che  concretizza
l'orientamento politico elaborato dai capi di Stato e di Governo a
livello della UE e del G7.

"Si sta assistendo ad una corsa a livello globale", ha detto il Sig.
Bangemann. "I paesi che si adegueranno più rapidamente saranno quelli
che fisseranno le norme tecnologiche per i paesi che seguiranno". Egli
ha anche raccomandato meccanismi adeguati di coordinamento a livello
mondiale,  soprattutto nel  campo  della standardizzazione,  della
proprietà intellettuale e della protezione dei dati.

A seguito delle raccomandazioni della relazione Bangemann nel mese di
maggio di quest'anno, le iniziative-chiave del piano d'azione sono
suscettibili di influire drammaticamente sulle condizioni di vita e di
lavoro in Europa. Esse riguardano gli aspetti regolamentari e giuridici
del mondo delle comunicazioni europeo, le iniziative miranti alla
realizzazione di reti, servizi e applicazioni transeuropee nonché
aspetti sociali e culturali.

Creare un contesto competitivo

Una raccomandazione-chiave della relazione Bangemann è quella  di
potenziare al massimo il coinvolgimento delle forze di mercato e del
settore privato. Per instaurare le adeguate condizioni di base per un
contesto competitivo e la stabilità del mercato interno, la Commissione
si impegna ad adottare una serie di misure:

La Commissione cercherà un accordo degli Stati membri su una data di
scadenza precisa per la liberalizzazione delle infrastrutture  di
telecomunicazione. Tale  impegno integrerà la decisione del Consiglio
dell'anno scorso intesa a liberalizzare, per il 1998, la telefonia
vocale.

Nel mese di novembre la Commissione organizzerà un importante workshop
sulla standardizzazione, interconnessione di reti e interoperabilità di
servizi come un requisito per lo sviluppo di un'infrastruttura europea
dell'informazione.

Entro il gennaio del 1996 la Commissione pubblicherà una relazione
sulla garanzia di un servizio universale e del relativo finanziamento.

La Commissione avvierà procedure di infrazione contro gli Stati membri
che non hanno recepito, nella legislazione nazionale, la direttiva
europea sulla struttura delle tariffe. Le tariffe per le  linee
affittate devono essere orientate verso i costi e i sistemi di
contabilità dei costi debbono essere verificabili.

Nei prossimi mesi verrà elaborato un Libro verde sui diritti della
proprietà intellettuale.

È in corso di allestimento un Libro verde sulla protezione giuridica di
trasmissioni crittografate.

Sarà presentata tra breve una comunicazione sul seguito dato al Libro
verde sul "Pluralismo e concentrazione dei mass-media nel mercato
interno". In autunno verrà riesaminata la direttiva del 1989 sulla
"Televisione senza frontiere".

Inoltre va intensificato il dialogo a livello internazionale, in
particolare con gli Stati Uniti, il Giappone, il Canada, l'Europa
centrale ed orientale e i paesi in via di sviluppo più progrediti, al
fine di discutere circa aspetti che rivestono interessi per tutti i
partner.

Alla riunione del G7 a Napoli si è convenuto di indire a Bruxelles una
conferenza  sull'infrastruttura mondiale  di informazione,  con la
partecipazione dei ministri competenti. La Commissione organizzerà tale
conferenza nel novembre del 1994.

Reti, servizi, applicazioni e contenuto transeuropei

Il settore privato deve rivestire un ruolo di primo piano nella
fornitura degli investimenti necessari a rispondere alle sfide della
società dell'informazione. Da parte sua la Commissione agirà in qualità
di catalizzatore promuovendo la sensibilizzazione del pubblico sulle
opportunità che saranno disponibili, stimolando le partnership tra il
settore pubblico e quello privato e patrocinando progetti mirati
transeuropei.

Le azioni da parte della Commissione includeranno l'ulteriore sviluppo
di reti e di servizi avanzati di comunicazione europea. La Commissione
propone l'istituzione di un "Forum europeo per i servizi di base" che
definirà le modalità di un approccio europeo all'introduzione di
servizi di base, ad esempio posta elettronica, trasferimento di archivi
e video interattivo.

Al fine di favorire i settori di applicazione proposti dalla relazione
Bangemann, saranno organizzate  tavole rotonde  e conferenze  per
promuovere partnership a livello transettoriale. La Commissione fornirà
inoltre un supporto finanziario nell'ambito del quarto programma quadro
di RST e inviterà gli Stati membri a finanziare esperimenti pilota ed
infrastrutture nell'ambito dei fondi strutturali.

Verrà tra  breve istituito  un "Ufficio  progetti della  società
dell'informazione", che fungerà da interfaccia tra la Commissione e il
mondo esterno, in particolare l'industria, la comunità di ricercatori e
i fornitori di servizi.

Per rafforzare la competitività dell'industria europea dei programmi,
il  seguito del Libro  verde sull'audiovisivo contemplerà aspetti
regolamentari, meccanismi di incentivazione e  la convergenza dei
sistemi nazionali di supporto

Aspetti sociali e culturali

La società dell'informazione tocca tutti gli aspetti del lavoro e del
tempo libero. Essa presenta un grande potenziale di creazione di nuovi
posti di lavoro e di miglioramento della qualità della vita, ma ci si
deve premunire contro possibili divari sociali ed economici. Tali
aspetti  verranno esaminati grazie  ad una serie  di azioni. La
Commissione avvierà studi in collaborazione con altre organizzazioni,
ad esempio l'OCSE, sugli orientamenti per l'adeguamento economico e
sociale alle nuove tecnologie e a nuove fonti di occupazione. Verranno
altresè valutate le conseguenze per la coesione regionale, economica e
sociale. Entro il gennaio del 1995, la Commissione presenterà una
comunicazione illustrante i  modi per evitare una  frammentazione
culturale e favorire le emergenti industrie a base linguistica.

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