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Commissione europea - Comunicato stampa

Mercato unico digitale: i negoziatori dell'UE concordano nuove norme per la condivisione dei dati del settore pubblico

Bruxelles, 22 gennaio 2019

I negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione hanno raggiunto un accordo relativo alla versione riveduta della direttiva che faciliterà la disponibilità e il riutilizzo dei dati del settore pubblico.

I dati costituiscono il motore della crescita di molti prodotti e servizi digitali. Garantire la disponibilità ampia e gratuita di dati di elevata qualità e ad alto valore provenienti da servizi finanziati con fondi pubblici è un fattore essenziale per accelerare l'innovazione europea in settori altamente competitivi, quale l'intelligenza artificiale, che richiedono l'accesso a grandi quantità di dati di elevata qualità.

Nel pieno rispetto del regolamento generale dell'UE sulla protezione dei dati, la nuova direttiva relativa ai dati aperti e all'informazione del settore pubblico (direttiva ISP) - una gamma di dati e informazioni che vanno ad esempio dai dati personali anonimizzati sui consumi energetici domestici alle informazioni generali sull'istruzione nazionale o sui livelli di alfabetizzazione - aggiorna il quadro normativo che definisce le condizioni alle quali i dati del settore pubblico dovrebbero essere resi disponibili per il riutilizzo, con un'attenzione particolare alla crescente quantità di dati a elevato valore aggiunto che è ora disponibile.

Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "I dati rappresentano sempre di più la linfa vitale dell'economia di oggi. Liberare il potenziale dei dati pubblici aperti può portare a benefici economici importanti. Si prevede che il valore economico diretto totale delle informazioni del settore pubblico e dei dati provenienti dalle imprese pubbliche passerà dai 52 miliardi di € del 2018 a 194 miliardi di € entro il 2030. Queste nuove norme ci consentiranno di sfruttare al massimo questa crescita."

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l'Economia e la società digitali, ha dichiarato: "I contribuenti hanno già pagato per le informazioni del settore pubblico, perciò renderle più accessibili per il riutilizzo costituisce un vantaggio per l'economia dei dati europea, poiché consente lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi innovativi, ad esempio basati su tecnologie di intelligenza artificiale. Ma al di là dell'economia, la disponibilità di dati aperti provenienti dal settore pubblico è importante anche per la nostra democrazia e la nostra società, perché aumenta la trasparenza e sostiene un dibattito pubblico basato sui fatti."

Nell'ambito della politica dell'UE di apertura dei dati sono già in vigore norme volte a incoraggiare gli Stati membri ad agevolare il riutilizzo dei dati provenienti dal settore pubblico imponendo vincoli minimi o nulli dal punto di vista giuridico, tecnico e finanziario. Tuttavia il mondo digitale è cambiato radicalmente dal 2003, quando tali norme sono state introdotte per la prima volta.

Cosa prevedono le nuove norme?

  • In linea di principio tutti i contenuti del settore pubblico accessibili ai sensi delle norme di accesso nazionale sono disponibili gratuitamente per il riutilizzo. Gli enti pubblici non potranno imporre tariffe superiori ai costi marginali per il riutilizzo dei loro dati, tranne che in casi eccezionali. Ciò consentirà a un maggior numero di PMI e di start-up di accedere a nuovi mercati fornendo prodotti e servizi basati sui dati.
  • Sarà data particolare rilevanza ai set di dati ad alto valore, quali le statistiche o i dati geospaziali, che hanno un notevole potenziale commerciale e possono accelerare lo sviluppo di un'ampia gamma di prodotti e servizi di informazione a valore aggiunto.
  • Le imprese di servizio pubblico nel settore dei trasporti e dei servizi di pubblica utilità generano dati preziosi. La decisione sulla possibilità di rendere questi dati disponibili deve essere presa in base alle diverse normative nazionali o europee, ma una volta resi disponibili per il riutilizzo, tali dati rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva relativa ai dati aperti e all'informazione del settore pubblico. Ciò significa che le imprese dovranno rispettare i principi della direttiva e garantire l'uso di formati di dati e di metodi di diffusione appropriati, avendo comunque la possibilità di applicare tariffe ragionevoli per recuperare i costi relativi alla produzione e alla messa a disposizione di tali dati.
  • Alcuni enti pubblici concludono complessi accordi relativi ai dati con società private e ciò può potenzialmente vincolare le informazioni del settore pubblico (lock-in). Saranno pertanto adottate misure di salvaguardia per rafforzare la trasparenza e limitare la conclusione di accordi che potrebbero portare a un riutilizzo esclusivo dei dati del settore pubblico da parte dei partner privati.
  • La maggiore disponibilità di dati in tempo reale mediante le interfacce API (Application Programming Interfaces) consentirà alle imprese e soprattutto alle start-up di sviluppare prodotti e servizi innovativi (ad esempio applicazioni per la mobilità). Anche i dati della ricerca finanziata con fondi pubblici rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva: gli Stati membri saranno tenuti a elaborare politiche per l'accesso aperto ai dati della ricerca finanziata con fondi pubblici, mentre a tutti i dati di tale natura resi accessibili tramite archivi saranno applicate norme armonizzate in materia di riutilizzo.

Prossime tappe

Il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea dovranno ora adottare formalmente le norme rivedute. Gli Stati membri dovranno quindi attuarle entro due anni prima che esse prendano effetto. La Commissione inizierà a collaborare con gli Stati membri per individuare le serie di dati ad alto valore che saranno oggetto di un atto di esecuzione.

Contesto

Il riutilizzo dei dati generati dagli enti pubblici (ad es. dati sul traffico, giuridici, finanziari, meteorologici, ecc.) a fini commerciali e non commerciali è disciplinato dalla direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico che è stata riesaminata nel 2013.

Il 25 aprile 2018 la Commissione ha adottato il pacchetto "Dati" 2018 che per la prima volta istituisce un quadro politico coerente che utilizza diversi strumenti strategici e riguarda diversi tipi di dati (pubblici, privati, scientifici). Nell'ambito di questo pacchetto il riesame della direttiva ISP è stato oggetto di un ampio processo di consultazione pubblica. Qualsiasi riutilizzo di dati personali a norma della direttiva relativa ai dati aperti e all'informazione del settore pubblico (direttiva ISP) deve rispettare pienamente i dei diritti e degli obblighi contenuti nel regolamento generale dell'UE sulla protezione dei dati.

Per ulteriori informazioni:

IP/19/525

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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