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Commissione europea - Comunicato stampa

Mobilità pulita: presentata dalla Commissione una proposta sulle prove delle emissioni dei veicoli in condizioni di guida reali

Bruxelles, 14 giugno 2019

In risposta a una sentenza del Tribunale dell'Unione europea, la Commissione propone oggi di reintrodurre alcuni aspetti delle prove delle emissioni reali di guida (RDE - real driving emissions) negli atti legislativi che dovranno essere adottati dal Parlamento europeo e dal Consiglio. 

La Commissione europea si è impegnata molto attivamente nella promozione della qualità dell'aria, nella lotta ai cambiamenti climatici e nel sostegno alla transizione verso una mobilità pulita. Le azioni predisposte comprendono prove aggiornate più affidabili delle emissioni in condizioni di guida reali nonché una prova di laboratorio migliorata. Questi sforzi stanno già portando i loro frutti. I nuovi tipi di veicoli diesel sottoposti a prova sia in laboratorio sia su strada in condizioni reali e immessi sul mercato a partire dal settembre 2017 fanno registrare emissioni notevolmente inferiori rispetto ai precedenti tipi di veicoli diesel.

Nel dicembre 2018 il Tribunale dell'Unione europea ha annullato alcune disposizioni della legislazione dell'UE sulle prove delle emissioni reali di guida. Il Tribunale ha stabilito che i cosiddetti "fattori di conformità" non avrebbero dovuto essere adottati mediante la procedura di comitatologia, bensì con procedura legislativa ordinaria. L'annullamento è di natura parziale e non incide sull'effettiva procedura di prova RDE, che rimane in vigore e deve ancora essere eseguita in sede di omologazione.

Il Tribunale ha differito gli effetti dell'annullamento parziale al febbraio 2020 per dare tempo alla Commissione di dare esecuzione alla sentenza. Al fine di evitare l'incertezza del diritto sulle omologazioni rilasciate a partire dal settembre 2017, quando la procedura di prova RDE è diventata obbligatoria, la Commissione propone oggi di reintrodurre nel testo giuridico i medesimi fattori di conformità. La Commissione presenta questa proposta legislativa seguendo la procedura legislativa ordinaria, come richiesto dal Tribunale. La Commissione agisce dunque per garantire la necessaria certezza del diritto alle autorità nazionali, all'industria e ai consumatori.

Una volta adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, il regolamento sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e diventerà obbligatorio 3 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE.

Contesto

Il quadro giuridico relativo alle RDE è stato elaborato secondo la procedura di comitatologia, nell'ambito della quale la Commissione presenta una proposta agli esperti nazionali, che possono modificarla prima della votazione. Il testo viene quindi sottoposto al Parlamento europeo e al Consiglio per l'approvazione o il rifiuto. Questa è la procedura seguita per l'adozione del secondo pacchetto normativo RDE [regolamento (UE) 2016/646], che recepisce il compromesso raggiunto il 28 ottobre 2015 dagli esperti degli Stati membri, successivamente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Nel dicembre 2018 il Tribunale ha annullato alcune disposizioni del secondo pacchetto RDE, segnatamente i cosiddetti "fattori di conformità". Questi fattori determinano la differenza autorizzata tra il limite di emissione fissato dalla norma e verificato in condizioni di laboratorio e i valori della procedura RDE quando l'automobile è guidata da un conducente vero su una strada reale. L'obiettivo è quello di ridurre progressivamente tale differenza.

Nella sua sentenza, il Tribunale non ha messo in discussione la necessità tecnica dei fattori di conformità, ma ha ritenuto che la Commissione abbia oltrepassato le sue competenze di esecuzione nello stabilire i fattori di conformità RDE ricorrendo alla procedura di comitatologia anziché alla procedura di codecisione (procedura legislativa ordinaria). La Commissione ha impugnato la sentenza del Tribunale nel febbraio 2019 a motivo del suo disaccordo con la valutazione giuridica della Corte secondo cui la Commissione avrebbe oltrepassato le sue competenze di esecuzione.

Per ulteriori informazioni 

IP/19/2837

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