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Commissione europea - Comunicato stampa

Ulteriore intervento della Commissione per garantire che i professionisti possano beneficiare pienamente del mercato unico

Bruxelles, 7 marzo 2019

In data odierna la Commissione ha adottato ulteriori provvedimenti nell'ambito delle procedure d'infrazione nei confronti di 26 Stati membri al fine di garantire la piena attuazione delle norme dell'UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

Solo un mercato unico correttamente funzionante può esprimere appieno il suo potenziale a vantaggio dei cittadini e delle imprese in Europa. In linea con la comunicazione sul mercato unico del 22 novembre 2018, la Commissione adotta oggi ulteriori provvedimenti esecutivi per garantire che tutti gli Stati membri rispettino pienamente le norme dell'UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

Nel mercato unico dell'UE i professionisti possono muoversi a livello transfrontaliero ed esercitare la loro professione o prestare servizi in un altro Stato membro. L'UE ha istituito norme che agevolano il riconoscimento delle qualifiche professionali, ad esempio di medici o architetti, in un altro Stato membro. La direttiva sulle qualifiche professionali (direttiva 2013/55/UE) è stata aggiornata nel 2013 e doveva essere recepita negli ordinamenti nazionali entro il 18 gennaio 2016.

La Commissione invia oggi pareri motivati a 24 Stati membri (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, e Ungheria) e lettere complementari di costituzione in mora a 2 Stati membri (Estonia e Lettonia) in merito alla non conformità della loro legislazione e delle loro prassi giuridiche alle norme dell'UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali (direttiva 2005/36/CE modificata dalla direttiva 2013/55/UE).

I pareri motivati e le lettere complementari di costituzione in mora riguardano questioni cruciali per il funzionamento della direttiva sulle qualifiche professionali, in particolare:

  • tessera professionale europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria;
  • meccanismo di allerta: Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Lettonia, Malta, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia;
  • possibilità di accesso parziale a un'attività professionale: Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Lettonia, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria;
  • proporzionalità dei requisiti linguistici: Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Polonia, Romania e Slovacchia;
  • istituzione di centri di assistenza: Francia, Italia, Portogallo e Ungheria;
  • trasparenza e proporzionalità degli ostacoli normativi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

Tali questioni sono state citate anche nella comunicazione di gennaio 2017 relativa alle raccomandazioni di riforma per la regolamentazione dei servizi professionali.

Tutti gli Stati membri interessati dispongono ora di due mesi per replicare alle argomentazioni addotte dalla Commissione. In assenza di risposte soddisfacenti, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato all'Estonia e alla Lettonia e di deferire gli altri 24 Stati membri alla Corte di giustizia dell'UE.

Contesto

Con le norme dell'UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali (direttiva 2005/36/CE modificata dalla direttiva 2013/55/UE) l'UE ha introdotto un sistema moderno per il riconoscimento delle qualifiche e dell'esperienza professionali in tutta l'UE. Esso promuove il riconoscimento automatico delle qualifiche professionali nei paesi dell'UE di modo che sia più facile per i professionisti prestare i propri servizi in tutta Europa, garantendo al contempo un migliore livello di protezione per i consumatori e i cittadini.

La direttiva si applica in generale alle professioni regolamentate, quali infermiere, medico, farmacista o architetto. Fanno eccezione le professioni disciplinate da direttive specifiche dell'UE, quali revisore dei conti, intermediario assicurativo, controllore del traffico aereo, avvocato e agente commerciale. La direttiva stabilisce inoltre norme per la mobilità temporanea, lo stabilimento in un altro paese dell'UE, diversi sistemi di riconoscimento delle qualifiche e controlli relativi alla conoscenza delle lingue e ai titoli di studio professionali.

Tali norme sono integrate dalla tessera professionale europea, un certificato elettronico disponibile da gennaio 2016 per cinque professioni (infermiere responsabile dell'assistenza generale, fisioterapista, farmacista, agente immobiliare e guida di montagna). Per garantire l'adeguata tutela di pazienti e consumatori nell'UE, la Commissione ha istituito inoltre un meccanismo di allerta. Lo Stato membro che riceve professionisti di altri paesi dell'UE è responsabile di controllarne le qualifiche o l'idoneità alla pratica e, in caso di dubbio fondato, di contattare lo Stato membro che ha rilasciato il diploma.

Per facilitare e accelerare lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, la Commissione ha istituito il sistema elettronico di informazione del mercato interno (IMI)

Per ulteriori informazioni

Principali decisioni del pacchetto infrazioni di marzo 2019: testo integrale del MEMO/19/1472.

Procedura di infrazione in generale: MEMO/12/12.

Procedura di infrazione dell'UE.

 

IP/19/1479


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