Navigation path

Left navigation

Additional tools

Commissione europea - Comunicato stampa

La Commissione propone di prorogare l'equivalenza per le borse valori svizzere per un periodo di sei mesi

Bruxelles, 17 dicembre 2018

La Commissione europea propone di prorogare, per un periodo di sei mesi, la sua decisione che riconosce che le sedi di negoziazione svizzere sono ammissibili ai fini del rispetto dei requisiti di negoziazione previsti per le azioni dalla direttiva e dal regolamento relativi ai mercati degli strumenti finanziari.

Una volta adottata, la misura metterà in grado le imprese e i mercati di continuare a svolgere le loro attività regolarmente e senza perturbazioni, dopo il 31 dicembre 2018. Nel proporre di prorogare l'equivalenza per le sedi di negoziazione svizzere, la Commissione ha tenuto conto dell'esito dei negoziati relativi all'accordo quadro istituzionale e della decisione del Consiglio federale svizzero di lanciare una consultazione sull'accordo, che rimarrà aperta fino alla primavera del 2019. Conformemente alle norme applicabili, la Commissione consulta attualmente gli Stati membri dell'UE in modo che il progetto di decisione possa essere adottato e abbia effetto prima che l'equivalenza attuale scada alla fine dell'anno. La decisione si applicherebbe a partire dal 1° gennaio e giungerebbe a scadenza il 30 giugno 2019. 

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: "Una proroga temporanea dell'equivalenza fornirebbe alla Svizzera il tempo necessario per finalizzare la consultazione interna sull'accordo quadro istituzionale. Garantirà inoltre la continuità per i gestori di portafogli e gli intermediari che operano sul mercato svizzero degli strumenti di capitale. Vogliamo che le imprese europee possano continuare a negoziare strumenti di capitale svizzeri sia nell'UE che nelle sedi di negoziazione svizzere. Mercati azionari aperti e concorrenziali sono vitali per un'economia sana e forniscono fonti di reddito affidabili agli investitori in strumenti di capitale."

Il sistema di equivalenza dell'UE nel settore della legislazione in materia di servizi finanziari incoraggia la convergenza normativa a livello internazionale e favorisce la competitività dei mercati per alcune delle azioni svizzere maggiormente negoziate. Consente agli operatori commerciali e agli intermediari dell'UE di conformarsi al diritto dell'Unione dando loro la possibilità di accedere alle migliori offerte per gli investitori dell'UE. Le decisioni di equivalenza si basano sempre sulle circostanze specifiche del paese interessato: non esiste un diritto automatico all'equivalenza. Nel caso della Svizzera, i criteri per prorogare l'equivalenza sono stabiliti nell'attuale decisione di equivalenza del dicembre 2017, che stabilisce: "Al momento di decidere in merito alla proroga dell'applicabilità della presente decisione, la Commissione dovrebbe considerare, in particolare, i progressi compiuti verso la firma di un accordo che istituisce un quadro istituzionale comune."

A seguito delle consultazioni con gli Stati membri e a condizione che questi approvino la proroga, la Commissione potrà adottare un atto di esecuzione che entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, entro la fine dell'anno. Dopo l'adozione, la Commissione sorveglierà da vicino l'impatto della misura di equivalenza, tenendo conto del più ampio contesto politico e in particolare dei progressi compiuti verso la conclusione dell'accordo quadro istituzionale. L'approvazione finale, piena e chiara da parte del Consiglio federale del testo, che è stato concordato dai negoziatori dell'UE e della Svizzera in un processo negoziale lungo, intenso e costruttivo, sarebbe una condizione indispensabile per altre proroghe dell'equivalenza.

Contesto

Per selezionare le sedi di negoziazione di paesi terzi che possono fruire di decisioni di equivalenza, la Commissione valuta soprattutto se la negoziazione nell'UE di azioni ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati del paese terzo interessato rivesta nell'UE un'importanza tale da far scattare l'obbligo di negoziazione previsto dalla legislazione dell'UE relativamente a tali azioni. Questo è il caso per le azioni ammesse alla negoziazione nelle due sedi di negoziazione svizzere e per alcune azioni ammesse nelle sedi di negoziazione negli Stati Uniti d'America, a Hong Kong e in Australia, per le quali sono state adottate decisioni di equivalenza il 13 dicembre 2017

La Svizzera si differenzia per più aspetti da altre giurisdizioni cui è stata riconosciuta l'equivalenza. La decisione relativa alla Svizzera ha una portata molto più ampia, poiché la negoziazione di azioni svizzere nell'UE è molto diffusa. I legami commerciali tra l'UE e la Svizzera sono inoltre molto più stretti di quelli con altri paesi che fruiscono dell'equivalenza. Le relazioni UE-Svizzera necessitano pertanto di una solida base sotto forma di un accordo istituzionale globale, come sottolineato nelle conclusioni del Consiglio Affari generali del dicembre 2014 e più di recente nelle conclusioni del Consiglio del febbraio 2017.

 

Per ulteriori informazioni

SEAE: La Svizzera e l'UE

Reazione della Commissione europea agli annunci del Consiglio federale svizzero

IP/18/6801

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


Side Bar