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Commissione europea - Comunicato stampa

Gestione della migrazione: la Commissione invita a sbloccare la riforma del sistema di asilo

Bruxelles, 4 dicembre 2018

Alla vigilia del Consiglio europeo di dicembre, la Commissione esorta gli Stati membri e il Parlamento europeo a consolidare i notevoli progressi compiuti adottando le proposte di riforma rimaste in sospeso.

L'approccio globale dell'UE alla migrazione ottiene risultati su tutti i fronti: una cooperazione approfondita con i paesi partner, frontiere esterne più protette e strumenti più efficaci per gestire la migrazione all'interno dell'UE. Ora che gli arrivi irregolari sono tornati ai livelli precedenti alla crisi, è tempo di affrontare le lacune rimanenti. Occorre continuare ad agire a livello operativo, sia all'esterno che all'interno, e gli Stati membri e il Parlamento europeo devono completare rapidamente la riforma del sistema di asilo dell'UE, in particolare adottando le 5 proposte che registrano un ampio accordo politico prima delle elezioni del Parlamento europeo dell'anno prossimo.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "L'approccio globale dell'Unione sulla gestione della migrazione sta producendo risultati tangibili. Dopo quattro anni, è ora essenziale consolidare questo approccio passando da misure di reazione ai singoli problemi al completamento delle riforme, per creare un sistema di migrazione e asilo sostenibile e pronto ad affrontare esigenze future. Questo risultato può e deve essere ottenuto prima delle elezioni del Parlamento europeo, nell'interesse di tutti gli Stati membri".

L'Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha dichiarato: "Le politiche esterne dell'UE sulla migrazione stanno dando risultati. Grazie ai nostri partenariati abbiamo aiutato più di 34 000 persone a ritornare volontariamente nei loro paesi di origine, offrendo assistenza per la loro reintegrazione, e abbiamo permesso a più di 2 000 rifugiati di evacuare dalla Libia in vista del reinsediamento Continuiamo a operare per proteggere i migranti rimasti bloccati e per mettere fine al sistema di trattenimento in Libia, insieme alle Nazioni Unite e all'Unione africana. Stiamo rafforzando la cooperazione lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, nel Sahel e nel Corno d'Africa per combattere il traffico di migranti, affrontare le cause profonde della migrazione e aprire percorsi legali. Con i partenariati dimostriamo che è possibile, insieme, gestire la migrazione in modo umano.

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “A distanza di quattro anni, siamo meglio attrezzati che mai per proteggere le nostre frontiere esterne e far fronte alle sfide migratorie all'interno e all'esterno dell'UE. È giunto il momento di consolidare gli altri fattori di un sistema globale in materia di migrazione, frontiere e asilo a lungo termine. In un contesto geopolitico in costante evoluzione, non possiamo aspettare di reagire ai problemi, ma dobbiamo prepararci fin d'ora al futuro".

Più volte l'UE si è dimostrata in grado di affrontare nuove sfide migratorie man mano che si presentavano. La relazione presentata oggi esamina il modo in cui l'UE si impegna costantemente nella gestione della migrazione in tutti i suoi aspetti, dall'azione esterna alla gestione delle frontiere, alle misure interne.

Dimensione esterna: partenariati efficaci

Grazie a un approccio integrato su tutta la linea, l'UE e i suoi Stati membri hanno compiuto ottimi progressi nella prevenzione della migrazione irregolare e nella lotta contro il traffico di migranti. Lungo la rotta del Mediterraneo orientale, gli arrivi sono diminuiti del 97% dopo la dichiarazione UE-Turchia e oggi rimangono inferiori del 90% alla cifra record registrata nel 2015. Lungo la rotta del Mediterraneo centrale (si veda la scheda informativa) i flussi irregolari si sono ridotti dell'80%. Quasi 34 000 persone hanno ricevuto assistenza al rimpatrio volontario nei loro paesi di origine dalla Libia e dal Niger, mentre più di 2 000 persone sono state evacuate dalla Libia in vista del reinsediamento. Per migliorare la cooperazione in materia di rimpatrio e riammissione, sono stati conclusi dal 2016 sei nuovi accordi (con Afghanistan, Guinea, Bangladesh, Etiopia, Gambia e Costa d'Avorio), raggiungendo un totale di 23. Proseguono intanto le iniziative volte ad aprire percorsi legali e le operazioni di reinsediamento: i programmi dell'UE hanno permesso di reinsediare più di 44 000 persone dal 2015. Progredisce la lotta contro le reti di trafficanti: grazie a EUNAVFOR Med Operazione Sophia sono stati fermati 151 presunti trafficanti dal 2015 e le azioni della squadra investigativa comune in Niger hanno condotto all'arresto di 221 persone. Per affrontare le cause profonde della migrazione sono stati introdotti strumenti innovativi di finanziamento: il Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa ha mobilitato più di 4 miliardi di € e nel quadro del piano per gli investimenti esterni sono stati creati 12 strumenti di garanzia del valore di 800 milioni di €. In futuro lo stesso approccio integrato sarà applicato al Mediterraneo occidentale (si veda la scheda informativa), dove i flussi sono in aumento; saranno consolidate le iniziative lungo la rotta del Mediterraneo centrale e saranno intensificati gli sforzi per concludere i negoziati di riammissione in sospeso e per sfruttare meglio le intese già concluse.

Una gestione potenziata delle frontiere

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è al centro dell'azione dell'UE per aiutare gli Stati membri a proteggere le frontiere esterne. A settembre la Commissione ha proposto di rafforzare l'Agenzia e dotarla di un corpo permanente di 10 000 guardie di frontiera (si veda la scheda informativa), affinché gli Stati membri possano contare sul pieno sostegno operativo dell'UE in ogni circostanza. La Commissione esorta il Parlamento europeo e gli Stati membri ad adottare la riforma prima delle elezioni del Parlamento europeo dell'anno prossimo. Inoltre, il lavoro svolto dall'UE per istituire nuovi sistemi interoperabili di scambio di informazioni sulle frontiere e sulla sicurezza sta cominciando a produrre risultati. Sono in corso di completamento alcune misure tra cui il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), il miglioramento del sistema d'informazione visti (VIS) e del sistema d'informazione Schengen (SIS) e la creazione di un sistema di ingressi/uscite per i cittadini di paesi terzi. Considerando l'impegno profuso per migliorare la gestione delle frontiere esterne e la conseguente riduzione degli arrivi, la Commissione ritiene che sia giunto il momento di abolire i controlli temporanei alle frontiere interne dello spazio Schengen ripristinati da alcuni Stati membri dal 2015. Le nuove cifre pubblicate oggi (si veda la scheda informativa) confermano che lo spazio Schengen continua a suscitare un forte consenso da parte dei cittadini ed è considerato dagli europei una delle principali conquiste dell'UE.

Misure interne: completamento della riforma della legislazione UE sull'asilo

Se sono ancora necessari compromessi per alcuni elementi della riforma del sistema di asilo dell'UE, sull'insieme sono stati compiuti enormi progressi, e delle sette proposte iniziali della Commissione cinque sono già pronte per l'adozione: il regolamento qualifiche, la direttiva sulle condizioni di accoglienza, il regolamento sull'Agenzia europea per l'asilo, il regolamento Eurodac e il regolamento sul quadro dell'Unione per il reinsediamento. Pur essendo parti di una riforma complessiva, tutte le singole proposte hanno in sé un chiaro valore aggiunto e la loro rapida adozione segnerebbe una differenza concreta. Per quanto riguarda il regolamento sulla procedura di asilo, il Consiglio dovrebbe adottare la sua posizione negoziale entro la fine dell'anno e iniziare i negoziati con il Parlamento europeo. Occorre adesso trovare una soluzione anche sul regolamento Dublino, elemento indispensabile di un sistema di asilo adeguato al futuro. La Commissione è determinata a raggiungere un compromesso in grado di offrire piena solidarietà e sostegno agli Stati membri sotto pressione e di impedire al contempo i movimenti secondari e gli abusi del sistema. Sulla base dell'esperienza maturata grazie alle soluzioni ad hoc trovate l'estate scorsa, potrebbero essere introdotte fin d'ora disposizioni temporanee che anticipino gli elementi centrali di un futuro regolamento Dublino, fungendo da ponte in attesa dell'entrata in vigore del nuovo regolamento.

Contesto

Con l'agenda europea sulla migrazione, il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha proposto una strategia di vasta portata per far fronte alle sfide immediate poste dalla crisi in corso e per dotare l'UE di strumenti che le consentissero di gestire meglio la migrazione a medio e lungo termine in relazione alla migrazione irregolare, alle frontiere, all'asilo e alla migrazione legale.

La comunicazione odierna illustra gli sviluppi intervenuti da maggio 2015 e riferisce in merito ai progressi compiuti nell'ambito della tabella di marcia politica della Commissione per raggiungere un accordo globale in materia di migrazione presentata nel dicembre 2017

Per ulteriori informazioni

Comunicazione: Gestire la migrazione in ogni suo aspetto

Eurobarometro su Schengen

MEMO: Il patto globale sulla migrazione - domande e risposte

Schede informative:

Rotta del Mediterraneo occidentale

Rotta del Mediterraneo centrale

Riforma del sistema europeo comune di asilo:

 

IP/18/6627

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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