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Commissione europea - Comunicato stampa

Stato dell'Unione 2018: la Commissione rende noto un piano per un'architettura finanziaria più efficiente a sostegno degli investimenti al di fuori dell'UE

Bruxelles, 12 septembre 2018

La Commissione europea presenta le azioni per un modello di governance più efficace e una maggiore collaborazione tra gli operatori dello sviluppo multilaterali e nazionali.

 

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Il 12 settembre 2018, nel suo discorso sullo stato dell'Unione, il presidente Jean-Claude Juncker ha proposto una nuova “alleanza Africa-Europa per gli investimenti e l'occupazione sostenibili” allo scopo di concentrare gli investimenti là dove ve ne è maggiore bisogno, ovvero nella creazione di competenze e posti di lavoro. Per questo sono necessari un modello di governance più efficace e una maggiore collaborazione tra gli operatori dello sviluppo multilaterali e nazionali in Europa. Oggi la Commissione europea presenta quindi una serie di soluzioni per affrontare le sfide e le opportunità di investimento in Africa, nel vicinato dell'UE e nel resto del mondo. In particolare, essa invita a intraprendere iniziative congiunte tra gli operatori dello sviluppo multilaterali e nazionali e a istituire un'architettura finanziaria europea rafforzata in grado di concretizzare le ambizioni della nuova proposta relativa allo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale.

Il Presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “L'Unione europea ha ottenuto risultati considerevoli nel sostegno agli investimenti al di fuori dell'UE. Ma si potrebbe ottenere molto di più lavorando in modo più efficiente e intensificando la collaborazione. Non abbiamo bisogno di nuove istituzioni o di gruppi di saggi per conseguire i nostri obiettivi: quello che ci serve sono decisioni assennate, prese rapidamente, basandoci sulle strutture e sui partner esistenti. La Commissione è pronta a svolgere al meglio il suo ruolo di orientamento. Le numerose sfide e opportunità di investimento in Africa, nel vicinato dell'UE e nel mondo non possono aspettare.”

Jyrki Katainen, Vicepresidente e Commissario per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Dobbiamo aumentare la potenza di fuoco finanziaria dell'azione esterna dell'UE. Il principio è semplice: seguendo il modello innovativo del piano di investimenti per l'Europa, moltiplicheremo i fondi disponibili unendo il bilancio dell'UE con i fondi della BEI, della BERS, delle banche di sviluppo degli Stati membri e del settore privato. Ciò ci consentirà di investire di più in programmi che sostengono la crescita, l'occupazione e lo sviluppo, e di contribuire ad affrontare le cause profonde della migrazione nel nostro vicinato, in Africa e oltre."

Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, ha dichiarato: “Favorire gli investimenti pubblici e privati in Africa, nel vicinato e in altri paesi partner in tutto il mondo è essenziale per assicurare lo sviluppo sostenibile, promuovere la stabilità e superare le sfide mondiali in un contesto di fragilità politica ed economica. La Commissione, attraverso la recente proposta relativa allo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale, intende essere molto ambiziosa in questo settore. Sono convinto che l'architettura che proponiamo oggi sia, a breve termine, il modo migliore e più efficiente per attuare le nostre ambiziose proposte.”

Evitare duplicazioni aumentando la collaborazione

La Commissione ha individuato la possibilità di una più stretta collaborazione tra la Banca europea per gli investimenti (BEI), in qualità di banca dell'UE, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e gli operatori dello sviluppo nazionali e regionali per trarre beneficio dalle rispettive esperienze e competenze, preservando al contempo la diversità esistente sul mercato. Un buon esempio di coordinamento già in atto è rappresentato dal quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali, in cui la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo sono partner, insieme alla Commissione, alla Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa e a vari donatori bilaterali. Questo tipo di modello potrebbe essere replicato in altri settori. Sarebbe opportuno utilizzare le strutture già esistenti invece di crearne di nuove, e concentrare l'attenzione sulle sinergie e su una collaborazione più efficiente. Ciò può essere realizzato, ad esempio, attraverso la specializzazione regionale e tematica delle singole istituzioni finanziarie partner esistenti, o mediante iniziative congiunte.

Più efficienza con un'architettura finanziaria europea rafforzata

Per garantire che l'Unione europea mantenga i suoi obiettivi di politica esterna e che il denaro dei contribuenti sia speso in modo efficiente, la Commissione è pronta a fornire orientamenti politici e una sorveglianza più forti quando si tratta di decidere in merito all'utilizzo della garanzia di bilancio dell'Unione per gli investimenti esterni — senza assumere i compiti di una banca di sviluppo. Inoltre, la Commissione propone un maggiore coordinamento iniziale con gli Stati membri per parlare con una sola voce nelle strutture di governance delle istituzioni finanziarie internazionali e rispondere meglio agli obiettivi dell'UE in materia di finanziamento allo sviluppo. Ciò potrebbe, a lungo termine, aprire la strada a una votazione congiunta in seno al consiglio di amministrazione della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo a nome di tutti gli Stati membri dell'UE.

Infine, l'UE dovrebbe istituire una piattaforma per gli investimenti esterni nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP), che riunisca tutti i programmi e gli strumenti di investimento esterno del bilancio dell'UE in un'unica piattaforma. Spetterebbe alla Commissione e agli Stati membri fissare le priorità settoriali e geografiche, affidando a esperti indipendenti la realizzazione delle valutazioni del rischio dei programmi e dei portafogli di progetti. La Banca europea per gli investimenti — che è partner dell'UE negli investimenti — e le altre istituzioni di finanziamento allo sviluppo, sulla base delle rispettive competenze, avrebbero un accesso diretto alla garanzia dell'Unione per fornire il massimo valore aggiunto sul terreno. La Commissione avrebbe la responsabilità di verificare che le riserve di progetti siano conformi alle politiche e della gestione complessiva dell'impiego della garanzia dell'Unione, senza tuttavia effettuare operazioni bancarie.

Prossime tappe

La Commissione riunirà nell'ottobre 2018 tutti i soggetti interessati, tra cui gli Stati membri, le istituzioni di finanziamento allo sviluppo e gli altri portatori di interessi, al fine di rendere operative il più rapidamente possibile le azioni presentate oggi. Questo non pregiudica i negoziati in corso sul futuro strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale che la Commissione ha proposto nel giugno 2018 con una dotazione di 89,2 miliardi di € provenienti dal bilancio dell'UE. Attraverso i suoi tre filoni — geografico, tematico e di risposta rapida — lo strumento affronterà sfide globali quali i diritti umani, la parità di genere, i cambiamenti climatici, la migrazione e la prevenzione dei conflitti. La proposta prende in esame gli strumenti finanziari più appropriati per un dato contesto, quali sovvenzioni, strumenti finanziari e garanzie, presi singolarmente o in combinazione tra di loro. Essa integra il modello del piano per gli investimenti esterni e amplia il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, fornendo una nuova garanzia per le azioni esterne fino a 60 miliardi di €. La proposta è attualmente oggetto di negoziato tra il Parlamento europeo e gli Stati membri in sede di Consiglio.

Contesto

Per rispondere alle sfide sempre più complesse del mondo che ci circonda, che vanno dai conflitti alla migrazione, dal cambiamento climatico alle sfide demografiche, il finanziamento allo sviluppo deve utilizzare una combinazione di fonti di finanziamento pubbliche e private. L'UE deve adattare i suoi modelli attuali per raggiungere la massima efficacia nei paesi in via di sviluppo.

Il piano europeo per gli investimenti esterni è stato creato nel 2016 per contribuire a promuovere gli investimenti nei paesi partner in Africa e nel vicinato europeo. Il suo scopo è di contribuire al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e di mobilitare e potenziare gli investimenti sostenibili pubblici e privati per aumentare lo sviluppo economico e sociale e creare posti di lavoro. Il suo braccio finanziario, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, traendo ispirazione dall'esperienza molto positiva maturata con il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) del piano Juncker, utilizza una garanzia di bilancio dell'UE pari a 4,1 miliardi di € per attirare gli investitori privati verso progetti a più alto livello di innovazione e di rischio. Con una garanzia di 75 milioni di €, nell'ambito del piano per gli investimenti esterni un solo programma di investimenti potrebbe creare 800 000 posti di lavoro.

Il piano per gli investimenti esterni sta già dando i primi frutti. Il 10 luglio 2018 l'UE ha dato il via libera a un pacchetto di programmi di garanzia finanziaria del valore di circa 800 milioni di €. Ciò contribuirà a mobilitare un importo stimato di 8-9 miliardi di € in investimenti pubblici e privati in Africa e nel vicinato dell'UE, con l'obiettivo di raggiungere, entro il 2020, 44 miliardi di €. Con contributi equivalenti da parte degli Stati membri e di altre fonti, il piano di investimenti potrebbe raddoppiare questa cifra portandola a 88 miliardi di € di investimenti.

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE 2021-2027, la Commissione europea propone di aumentare la dotazione di bilancio per l'azione esterna a 123 miliardi di €, di semplificarne notevolmente la struttura e di aumentarne considerevolmente la flessibilità e l'efficacia per affrontare le sfide mondiali dei nostri giorni.

Per ulteriori informazioni

Nota: Stato dell'Unione 2018: un'architettura finanziaria più efficiente a sostegno degli investimenti al di fuori dell'UE: domande frequenti

Comunicazione: “Verso una architettura finanziaria più efficiente per gli investimenti al di fuori dell'Unione europea

Comunicazione: “Una nuova alleanza Africa-Europa per gli investimenti e l'occupazione sostenibili

Sito web del piano per gli investimenti esterni

Comunicato stampa dell'11 luglio 2018: Piano per gli investimenti esterni dell'UE: i primi progetti in Africa e nel vicinato

Comunicato stampa del 14 giugno 2018: Bilancio dell'UE: un bilancio consono a un'Unione con un ruolo di primo piano nel mondo

Discorso del Presidente Juncker sullo stato dell'Unione 2018

IP/18/5703

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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