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Commissione europea - Comunicato stampa

Bilancio UE: all'Europa che protegge 4,8 miliardi di € in finanziamenti per la sicurezza

Strasburgo, 13 giugno 2018

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027 la Commissione propone un consistente aumento degli attuali finanziamenti destinati alla sicurezza: da 3,5 a 4,8 miliardi di €.

Sullo sfondo di minacce che si fanno sempre più complesse e transnazionali, i finanziamenti dell'UE possono concorrere a realizzare un'Unione resiliente alle sfide di sicurezza che l'attendono in futuro e meglio attrezzata a rispondere alle emergenze. Ai 2,5 miliardi di del Fondo Sicurezza interna (ISF) rafforzato si aggiungono i quasi 1,2 miliardi di per la disattivazione in condizioni di sicurezza delle attività nucleari in alcuni Stati membri e gli 1,1 miliardi di destinati al potenziamento delle agenzie dell'UE nel settore della sicurezza.

Il Primo vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Sentirsi al sicuro a casa o per strada è uno dei più elementari diritti dell'essere umano, e dai loro governi e dall'Unione gli europei si aspettano che questa sicurezza sia garantita. Un finanziamento più flessibile per la sicurezza, ritagliato sulle specifiche esigenze degli Stati membri, offrirà agli europei quella migliore protezione cui hanno diritto.”

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Non dobbiamo lesinare gli sforzi quando si tratta della sicurezza e dell'incolumità dei nostri cittadini, e questo deve trasparire dai soldi che vi riversiamo. Per questo aumentiamo di un terzo la dotazione di bilancio riservata alla sicurezza per i prossimi anni, innalzandola a 4,8 miliardi di €. Così aiutiamo gli Stati membri a prepararsi meglio alle future sfide della sicurezza e alle emergenze: Costruiamo un'Europa più sicura e più resiliente per i nostri cittadini, un'Europa che protegge.”

Julian King, Commissario per l'Unione della sicurezza, ha dichiarato: “Dobbiamo approntare una risposta energica alle minacce pluridimensionali, transnazionali e in continua evoluzione che terroristi e criminali pongono alla nostra sicurezza, una risposta che non si sovrapponga alle attività degli Stati membri, ma che piuttosto le integri gettando ponti all'interno dell'UE e oltre. Il consistente rafforzamento del Fondo Sicurezza interna proposto oggi offre esattamente questo: un'Europa più resiliente a fondamento di un'Unione della sicurezza autentica ed efficace.”

Rafforzamento del Fondo Sicurezza interna (ISF)

Sebbene la protezione dei cittadini sia anzitutto e soprattutto una competenza nazionale, l'Unione europea svolge una funzione fondamentale di sostegno agli Stati membri nelle loro iniziative. La Commissione propone oggi più di un raddoppio della dotazione del Fondo Sicurezza interna (ISF), che è lo strumento finanziario fondamentale di sostegno agli Stati membri in materia di sicurezza, portandola da 1 a 2,5 miliardi di €. Il nuovo Fondo sarà contraddistinto dagli elementi seguenti.

  • Nuovi obiettivi: l'ISF rafforzato perseguirà 3 obiettivi nuovi: 1) aumentare lo scambio di informazioni tra le autorità di contrasto dell'UE; 2) intensificare le operazioni comuni transfrontaliere; 3) potenziare le capacità di lotta e prevenzione della criminalità e di contrasto della radicalizzazione. In questo modo gli Stati membri potranno contare su un sostegno più flessibile ed efficace per ottenere risultati sui temi prioritari della sicurezza: lotta contro il terrorismo e la radicalizzazione, forme gravi di criminalità e criminalità organizzata, criminalità informatica e protezione delle vittime di reato.
  • Più flessibilità e migliore risposta alle emergenze: un importo di 1,5 miliardi di del fondo sarà assegnato agli Stati membri per lo sviluppo della resilienza a lungo termine nel settore della sicurezza. L'importo restante di 1 miliardo di sarà tenuto come riserva per imprevisti nel settore della sicurezza, così da poter reagire rapidamente alle emergenze e da poter incanalare i fondi verso gli Stati membri che ne hanno più bisogno.
  • Maggiore coordinamento trasversalmente alle politiche dell'UE: la sicurezza è una questione trasversale e in continua evoluzione che richiede una risposta coordinata dell'UE. L'ISF rafforzato interagirà più proficuamente con gli altri fondi dell'Unione, fra cui i fondi della politica di coesione e Orizzonte Europa, così come il Fondo per la gestione integrata delle frontiere e il Fondo Asilo e migrazione, in modo da ottenere su tutti i fronti la massima efficacia nella risposta dell'UE alle sfide della sicurezza.
  • Forte dimensione esterna: la sicurezza è un problema mondiale e la possibilità di vivere al sicuro al nostro interno dipende dalle azioni che conduciamo al di là delle frontiere dell'UE. L'ISF continuerà a sostenere iniziative in paesi terzi, garantendone la perfetta complementarità con le priorità della sicurezza interna dell'Unione e con gli obiettivi generali perseguiti nei paesi interessati.
  • Potenziamento delle agenzie dell'UE: al di là del fondo citato, in una proposta che sarà presentata separatamente un importo attorno agli 1,1 miliardi di € sarà destinato al potenziamento delle agenzie dell'UE che si occupano di sicurezza: Agenzia per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol), Agenzia per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL) e Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA).

Prosecuzione della disattivazione nucleare in condizioni di sicurezza

I programmi UE di assistenza alla disattivazione nucleare (NDAP) sostengono gli Stati membri nel processo di rallentamento delle attività e chiusura degli impianti nucleari che hanno raggiunto la fase finale del ciclo di vita, mantenendo sempre la sicurezza ai massimi livelli. Nel periodo 2021-2027 l'Unione europea continuerà ad erogare in quest'ambito, a rigorose condizioni di destinazione dei fondi, un sostegno finanziario per la disattivazione, dell'ordine di 118 milioni di € a favore di Bulgaria e Slovacchia e di 552 milioni di € a favore della Lituania. Altri 348 milioni di € saranno assegnati per la disattivazione e la gestione dei rifiuti radioattivi negli impianti di ricerca nucleare della Commissione europea, mentre 160 milioni di € andranno a sostenere interventi generali nel settore della sicurezza e delle salvaguardie nucleari.

La Commissione propone infine di potenziare con 1,4 miliardi di € il meccanismo di protezione civile dell'UE tramite il sistema rescEU; l'importo viene ad aggiungersi ai 4,8 miliardi di € di finanziamenti futuri per la sicurezza.

Prossime tappe

Un rapido accordo sul bilancio a lungo termine dell'Unione europea e sulle sue proposte settoriali è essenziale al fine di assicurare che i fondi dell'UE inizino a produrre risultati concreti al più presto possibile.

In caso di ritardi analoghi a quelli verificatisi all'inizio dell'attuale periodo di bilancio 2014-2020, 5 000 operatori di prima linea, fra cui insegnanti, animatori socioeducativi, poliziotti e operatori penitenziari, non potrebbero procedere a scambi di esperienze sulla prevenzione della radicalizzazione; l'unità addetta alle segnalazioni su internet (IRU) di Europol non potrebbe segnalare alle piattaforme internet oltre 40 000 esempi di contenuti di estremismo violento pubblicati online; gli Stati membri non sarebbero in grado di scambiarsi importanti informazioni di sicurezza, neppure attraverso il Sistema d'informazione Schengen (SIS) che, nel 2017, è stato consultato 5 miliardi di volte.

Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione agevole dal bilancio a lungo termine attuale (2014-2020), garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti.

Contesto

La sicurezza è stata una priorità politica sin dall'inizio del mandato di questa Commissione, dagli orientamenti politici del Presidente Juncker del luglio 2014 fino all'ultimo discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017. 

L'entità e l'urgenza della crisi dei rifugiati del 2015-2016 hanno tuttavia colto l'Europa di sorpresa. Per scongiurare una crisi umanitaria e permettere una risposta collettiva a questa sfida senza precedenti e alle nuove minacce per la sicurezza, l'UE ha sfruttato tutta le flessibilità consentita dal bilancio attuale per poter mobilitare fondi supplementari. Oltre ai 6,9 miliardi di € della dotazione originaria del Fondo Asilo, migrazione e integrazione e dell'ISF (Frontiere e Polizia) per il periodo 2014-2020, è stato mobilitato un importo supplementare di 3,9 miliardi di €; il totale destinato a migrazione, gestione delle frontiere e sicurezza interna ha quindi toccato i 10,8 miliardi di € - e questo senza contare gli ingenti finanziamenti mobilitati per far fronte alla crisi dei rifugiati al di fuori dei confini dell'UE.

Forte dell'esperienza del passato, la Commissione propone ora di raddoppiare le dotazioni in tutti i settori, assegnando 10,4 miliardi di € alla migrazione, 9,3 miliardi di € alla gestione delle frontiere, 2,5 miliardi di € alla sicurezza interna e 1,2 miliardi di € alla disattivazione in condizioni di sicurezza delle attività nucleari in alcuni Stati membri, per un importo complessivo di oltre 23 miliardi di €.

Agli importi citati si aggiunge il sostegno alle agenzie dell'UE attive nella sicurezza, la gestione delle frontiere e la migrazione, per le quali la dotazione salirà da 4,2 a 14 miliardi di €.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte - Il bilancio dell'UE: potenziamento dei finanziamenti per la sicurezza nel periodo 2021-2027

Testo giuridico e schede informative:

Fondo Sicurezza interna

  • Scheda informativa - Il bilancio dell'UE per il futuro: Fondo Sicurezza interna
  • Allegati del regolamento che istituisce il Fondo Sicurezza interna
  • Allegati del regolamento che istituisce il Fondo Sicurezza interna

Disattivazione degli impianti nucleari

  • Scheda informativa - Il bilancio dell'UE per il futuro: Sicurezza nucleare e disattivazione
  • Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce il programma di assistenza alla disattivazione nucleare della centrale nucleare di Ignalina in Lituania
  • Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce uno specifico programma finanziario per la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi, e che abroga il regolamento (Euratom) del Consiglio
  • Relazione sulla valutazione e l'attuazione dei programmi UE di assistenza alla disattivazione nucleare in Bulgaria, Slovacchia e Lituania

Meccanismo di protezione civile dell'Unione (rescEU)

  • Scheda informativa - Il bilancio dell'UE per il futuro: rescEU - meccanismo di protezione civile dell'Unione europea

 Ulteriori informazioni sul bilancio dell'UE per il futuro

 

IP/18/4125

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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