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Commissione europea - Comunicato stampa

Un'Europa che protegge: la Commissione chiede di rafforzare gli organismi nazionali per la parità per lottare contro le discriminazioni

Bruxelles, 22 giugno 2018

In data odierna la Commissione europea ha raccomandato agli Stati membri una serie di misure per assicurare che gli organismi per la parità tutelino i cittadini e lottino contro le discriminazioni in maniera efficace.

Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: “La parità è uno dei valori fondamentali su cui si fonda l'Unione europea, ma non scontata. Abbiamo bisogno di buone leggi e di organismi per la parità forti e indipendenti che siano in grado di difendere i nostri valori e principi fondamentali, affinché le vittime di discriminazioni possano ottenere riparazione per i torti subiti.”

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha aggiunto: “Nell'UE non c'è spazio per le discriminazioni. Le vittime e i testimoni di discriminazioni devono sapere a chi rivolgersi. Gli organismi per la parità sono lì per aiutarli. Dobbiamo assicurare l'indipendenza degli organismi nazionali per la parità e dotarli delle risorse necessarie per svolgere i loro compiti. Fondamentale è il loro ruolo nel garantire pari diritti e pari opportunità per tutti i cittadini.”

Gli organismi per la parità sono organizzazioni indipendenti che prestano assistenza alle vittime di discriminazioni, che svolgono azioni di monitoraggio e di informazione sulle discriminazioni e che promuovono la parità in tutta l'UE. Gli Stati membri dovrebbero garantire l'indipendenza di questi organismi e dotarli delle risorse necessarie per occuparsi di ogni forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale. Gli Stati membri dovrebbero inoltre far conoscere il ruolo degli organismi nazionali per la parità e informare i cittadini su come possono consultare questi organismi e su come possono esercitare i propri diritti in caso di discriminazione.

La Commissione raccomanda le seguenti misure:

  • maggiore indipendenza: gli Stati membri dovrebbero assicurare l'indipendenza degli organismi per la parità, con misure riguardanti la loro struttura amministrativa, la dotazione di bilancio, le procedure per l'assunzione e il licenziamento del personale e la prevenzione dei conflitti di interesse. Gli Stati membri dovrebbero consentire agli organismi per la parità di raccogliere elementi di prova e informazioni;
  • assistenza giuridica: gli Stati membri dovrebbero assicurare che gli organismi per la parità possano gestire le denunce individuali o collettive, prestare assistenza giuridica e rappresentare le vittime o le organizzazioni dinanzi agli organi giurisdizionali;
  • risorse e personale adeguati: gli Stati membri dovrebbero assicurare che gli organismi per la parità dispongano delle necessarie risorse umane, tecniche, finanziarie e infrastrutturali;
  • un coordinamento e una cooperazione efficaci: gli Stati membri dovrebbero creare le condizioni per garantire una comunicazione adeguata tra gli organismi per la parità, nello Stato membro, in tutta l'UE e a livello internazionale.

Prossime tappe

Gli Stati membri sono incoraggiati a includere informazioni sul seguito dato alla raccomandazione nelle comunicazioni che devono trasmettere in applicazione delle direttive sulla parità.

Contesto

Un gruppo di direttive, note come le direttive sulla parità (elencate nella raccomandazione), obbligano gli Stati membri ad avere sul loro territorio almeno un'organizzazione (un organismo per la parità) che abbia il compito di analizzare e monitorare le discriminazioni e di promuovere e tutelare la parità di trattamento di tutti i cittadini.

Alla risoluzione del 2015 del Parlamento europeo che invitava ad adottare norme per gli organismi per la parità la Commissione ha risposto con la comunicazione del 2016: “Diritto dell'Unione europea: risultati migliori attraverso una migliore applicazione”, nella quale si è impegnata ad aiutare gli Stati membri ad assicurare che i singoli e i gruppi vittime di discriminazioni godano della protezione dell'Unione e conoscano i loro diritti. Il modo migliore per attuare e applicare efficacemente la normativa dell'UE è attraverso organismi per la parità indipendenti.

Sia la Carta dei diritti fondamentali che il trattato sull'Unione europea vietano ogni forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale.

Per ulteriori informazioni

Raccomandazione sugli organismi per la parità

L'organismo per la parità nel vostro paese

European Network of equality bodies (rete europea degli organismi per la parità) – Equinet

 

 

IP/18/4000

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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