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Commissione europea - Comunicato stampa

Bilancio dell'UE: un programma di sostegno alle riforme e una Funzione di stabilizzazione degli investimenti per rafforzare l'Unione economica e monetaria dell'Europa

Bruxelles, 31 maggio 2018

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE (2021-2027), la Commissione propone di istituire un programma di sostegno alle riforme e una Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti.

Le due proposte rientrano in un programma più ampio volto ad approfondire l'Unione economica e monetaria dell'Europa e a usare il bilancio dell'UE per migliorare le prestazioni e aumentare la resilienza delle nostre economie interdipendenti.

Le proposte coniugano i principi fondamentali di solidarietà e responsabilità a tutti i livelli e realizzano gli impegni assunti dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione 2017. Inoltre si basano sulla visione delineata nella relazione dei cinque presidenti del giugno 2015, nel documento di riflessione del maggio 2017 e nella tabella di marcia per l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria dell'Europa dello scorso dicembre, che si articola su tre principi: unità, efficienza e responsabilità democratica. Le proposte di oggi integreranno saldamente la zona euro nel bilancio a lungo termine dell'Unione.

Il programma di sostegno alle riforme sosterrà le riforme prioritarie in tutti gli Stati membri dell'UE, con un bilancio complessivo di 25 miliardi di euro. Si compone di tre elementi: uno strumento per la realizzazione delle riforme, per offrire sostegno finanziario alle riforme; uno strumento di assistenza tecnica, per fornire e condividere competenze tecniche; e uno strumento di convergenza, per aiutare gli Stati membri nel processo di adesione all'euro.

La Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti contribuirà a stabilizzare i livelli di investimenti pubblici e ad agevolare una rapida ripresa economica in caso di shock economici importanti negli Stati membri della zona euro e nei paesi che partecipano al meccanismo europeo di cambio (ERM II). Questa funzione integrerà il ruolo degli stabilizzatori automatici nazionali esistenti. Secondo criteri rigorosi di politiche macroeconomiche e fiscali solide, i prestiti fino a 30 miliardi di euro possono essere mobilitati rapidamente insieme ad un contributo in conto interessi per coprirne il costo.

Il Presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “L'Unione economica e monetaria mira innanzitutto a migliorare la vita di tutti i cittadini europei. Mentre guardiamo al futuro e festeggiamo il ventesimo anniversario della moneta unica, dobbiamo dotare l'UE e la zona euro degli strumenti necessari a garantire una prosperità e una stabilità ancora maggiori. Le proposte di oggi mirano a fare in modo che l'Unione economica e monetaria diventi quella forza di protezione e coesione che intendeva essere fin dal suo concepimento. La Commissione vuole usare il bilancio dell'UE per migliorare le prestazioni, la resilienza e la capacità di reazione di tutti gli Stati membri che hanno adottato e che si preparano ad adottare l'euro. L'euro è la moneta della nostra Unione: una zona euro forte e stabile è fondamentale sia per i suoi membri che per l'UE nel suo complesso.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, nonché per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Oggi facciamo un altro passo avanti verso il completamento dell'Unione economica e monetaria dell'Europa. Promuovendo le riforme a livello nazionale e stabilizzando gli investimenti pubblici durante i periodi di recessione, le nostre proposte aumenteranno la resilienza sia delle singole economie che della zona euro nel suo complesso. Inoltre proponiamo uno strumento destinato specificamente a sostenere le riforme negli Stati membri che sono in procinto di aderire all'euro. Il nostro fine ultimo è offrire migliori standard sociali e di vita a tutti i cittadini europei”.

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “Le due proposte di oggi formano un insieme coerente, che ci munisce di nuovi strumenti per rafforzare la coesione della zona euro e per preparare la sua futura espansione. Inoltre mettono insieme responsabilità e solidarietà poiché incoraggiano gli Stati membri a procedere con le riforme ma al contempo offrono loro un sostegno finanziario per agevolare questo processo, spesso difficile. Questo è ciò che deve fare l'Unione europea!»

Negli ultimi anni sono state adottate importanti iniziative per rafforzare l'Unione economica e monetaria, ma la sua architettura è ancora incompleta. Le proposte di oggi affrontano alcune delle sfide che ancora restano e mostrano in che modo è possibile mobilitare il bilancio dell'UE a sostegno della stabilità, della convergenza e della coesione sociale nella zona euro e nell'UE nel suo complesso.

Gli strumenti proposti oggi sono complementari e lavoreranno in piena sinergia con le priorità di riforma individuate nel contesto del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche e con altri strumenti di finanziamento dell'UE per l'occupazione, la crescita e gli investimenti, quali i Fondi strutturali e di investimento europei, il nuovo Fondo InvestEU e il meccanismo per collegare l'Europa.


Economie efficienti e resilienti: programma di sostegno alle riforme

Il programma di sostegno alle riforme proposto fornirà un sostegno finanziario e tecnico a tutti gli Stati membri dell'UE al fine di perseguire e attuare riforme volte a modernizzare le loro economie, con particolare riferimento alle priorità di riforma individuate nell'ambito del semestre europeo. Sarà inoltre offerto un sostegno mirato agli Stati membri che intendono aderire all'euro. Il programma di sostegno alle riforme avrà un bilancio complessivo di 25 miliardi di euro e sosterrà gli sforzi di riforma in settori quali i mercati dei prodotti e del lavoro, l'istruzione, i sistemi fiscali, i mercati dei capitali, il contesto imprenditoriale nonché gli investimenti nel capitale umano e le riforme della pubblica amministrazione. Il programma di sostegno alle riforme, che sarà aperto a tutti gli Stati membri che desiderano beneficiarne, comprende tre strumenti distinti e complementari:

  • uno strumento per la realizzazione delle riforme, per offrire sostegno finanziario alle principali riforme individuate nell'ambito del semestre europeo, che metterà a disposizione di tutti gli Stati membri 22 miliardi di euro. Negli ultimi mesi si è svolto un intenso dialogo con gli Stati membri su come sviluppare questo nuovo strumento in futuro, ed è stata presa in considerazione anche la realizzazione di un progetto pilota in Portogallo;
  • uno strumento di assistenza tecnica, per aiutare gli Stati membri a definire e ad attuare le riforme e a migliorare la loro capacità amministrativa. Si basa sull'esperienza del servizio di assistenza per le riforme strutturali, che negli ultimi anni ha fornito assistenza a oltre 440 progetti di riforma in 24 Stati membri. Lo strumento, che è a disposizione di tutti gli Stati membri, è dotato di un bilancio di 0,84 miliardi di euro;
  • uno strumento di convergenza da 2,16 miliardi di euro, che fornirà sostegno finanziario e tecnico mirato agli Stati membri che hanno compiuto passi dimostrabili per adottare l'euro. Questo strumento non modifica i criteri di adesione all'euro esistenti ma fornirà un sostegno pratico per garantire il buon esito della transizione e della partecipazione alla moneta unica per gli Stati membri che intendono aderirvi.

Una maggiore stabilità: Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti

La proposta di istituire una Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti mira a proteggere gli investimenti pubblici in caso di ampi shock asimmetrici e a favorire la ripresa dell'economia in tempi brevi. Come hanno mostrato gli anni della crisi, i meccanismi di stabilizzazione esistenti a livello nazionale possono non essere sufficienti ad assorbire alcuni shock macroeconomici e vi sono spesso rischi di ripercussioni negative in altri paesi, con effetti particolarmente dannosi sui livelli degli investimenti e sull'economia reale. Questo nuovo strumento è incentrato sugli Stati membri della zona euro e sui paesi che partecipano al meccanismo di cambio ERM II, che non possono più utilizzare la loro politica monetaria come leva per l'adattamento agli shock.

La nuova funzione integrerà gli strumenti esistenti a livello nazionale ed europeo sia per prevenire l'insorgere delle crisi, anche attraverso il semestre europeo e i corrispondenti finanziamenti dell'UE, sia per affrontare le situazioni di dissesto finanziario, attraverso il meccanismo europeo di stabilità e il sostegno alla bilancia dei pagamenti.

In caso di ampi shock asimmetrici, questa funzione:

  • fornirà fino a 30 miliardi di euro di prestiti back-to-back garantiti dal bilancio dell'UE: per ridurre al minimo i rischi di azzardo morale, gli Stati membri dovranno soddisfare rigorosi criteri di ammissibilità basati su solide politiche di bilancio e macroeconomiche. I prestiti forniranno un sostegno finanziario aggiuntivo nel caso in cui le finanze pubbliche siano sotto pressione; il loro obiettivo dovrebbe essere il mantenimento degli investimenti pubblici che favoriscono la crescita, che a loro volta consentono di preservare i posti di lavoro di un maggior numero di persone e favoriscono una ripresa economica più rapida;
  • comprenderà una componente di sovvenzione a copertura dei costi per interessi: sarà istituito un nuovo Fondo di sostegno alla stabilizzazione per raccogliere i contributi degli Stati membri equivalenti a una quota del reddito monetario generato dalle attività che detengono in cambio delle banconote che forniscono (comunemente detto “signoraggio”). Le entrate di questo Fondo saranno assegnate al bilancio dell'UE per fornire i contributi in conto interessi agli Stati membri ammissibili. I contributi in conto interessi sono importanti per rendere lo strumento significativo dal punto di vista finanziario.

Come stabilito nel dicembre 2017, questa funzione di stabilizzazione può essere integrata nel corso del tempo da ulteriori fonti di finanziamento esterne al bilancio dell'UE, e un ruolo in tal senso potrebbe essere svolto dal meccanismo europeo di stabilità o dal futuro Fondo monetario europeo e da un eventuale meccanismo di assicurazione volontaria istituito dagli Stati membri. Anche il Fondo di sostegno alla stabilizzazione può fungere da strumento in tale contesto.

Prossime tappe

Un accordo in tempi brevi sul bilancio complessivo a lungo termine dell'UE e sulle relative proposte settoriali è fondamentale per garantire che i fondi dell'UE comincino a produrre risultati sul terreno prima possibile. Eventuali ritardi significherebbero lasciare incompleta l'architettura dell'Unione economica e monetaria, con un rallentamento nella realizzazione delle necessarie riforme e una capacità di assorbimento non ottimale in caso di shock.

Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione agevole tra l'attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo, garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti.

Contesto

Le proposte di oggi si basano sulla visione delineata nella relazione dei cinque presidenti del giugno 2015, sui documenti di riflessione sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria e sul futuro delle finanze dell'UE della primavera del 2017, sulla tabella di marcia per l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria, sulla comunicazione sui nuovi strumenti di bilancio per una zona euro stabile nel quadro dell'Unione del 6 dicembre 2017 e sulla comunicazione sul prossimo quadro finanziario pluriennale del 2 maggio 2018 della Commissione.

Tali proposte fanno parte del processo in corso volto a rafforzare e ad approfondire l'Unione economica e monetaria dell'Europa. Tutte le riforme finora avviate sono state dettate dalla necessità di conciliare solidarietà e responsabilità a tutti i livelli - necessità che è anche una priorità centrale delle proposte odierne. Queste proposte rientrano nell'ampia tabella di marcia per un'Unione più unita, più forte e più democratica del Presidente Juncker e della successiva agenda dei leader nel percorso verso Sibiu dove, il 9 maggio 2019, dovrebbero essere adottate decisioni importanti sul futuro dell'Europa. Le proposte sono presentate in vista del Vertice euro in forma inclusiva del 28 e 29 giugno 2018, in cui i leader dell'UE si riuniranno per adottare decisioni prima delle elezioni del Parlamento europeo nel 2019.

Per ulteriori informazioni

Un programma di sostegno alle riforme e una Funzione di stabilizzazione degli investimenti per rafforzare l'Unione economica e monetaria dell'Europa – Domande e risposte

Un programma di sostegno alle riforme e una Funzione di stabilizzazione degli investimenti per rafforzare l'Unione economica e monetaria dell'Europa - pacchetto di proposte

o Scheda informativa sul programma di sostegno alle riforme

o Scheda informativa sulla Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti

o Proposta di regolamento sull'istituzione del Programma di sostegno alle riforme

o Proposta di regolamento sull'istituzione della Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti

Il bilancio dell'UE per il futuro

Comunicazione su un bilancio moderno per un'Unione che protegge, che dà forza, che difende

Comunicazione sul bilancio dell'UE per il futuro

Comunicazione sulle ulteriori tappe verso il completamento dell'Unione economica e monetaria

Comunicazione sui nuovi strumenti di bilancio per una zona euro stabile nel quadro dell'Unione

Discorso del Presidente Juncker sullo stato dell'Unione 2017

Documento di riflessione sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria

Documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE

Libro bianco sul futuro dell'Europa

Relazione dei cinque presidenti

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

Il Commissario Moscovici su Twitter: @Pierremoscovici

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Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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