Navigation path

Left navigation

Additional tools

Commissione europea - Comunicato stampa

Antitrust: la Commissione impone a Gazprom obblighi vincolanti per consentire il libero flusso di gas a prezzi competitivi sui mercati dell'Europa centrale e orientale

Bruxelles, 24 maggio 2018

La Commissione europea ha adottato una decisione che impone a Gazprom una serie di obblighi volti a dissipare le riserve della Commissione relative alla concorrenza e a consentire il libero flusso di gas a prezzi competitivi sui mercati dell'Europa centrale e orientale, a vantaggio delle imprese e dei consumatori europei.

Margrethe Vestager, Commissaria per la Concorrenza, ha dichiarato: “Tutte le imprese che operano in Europa devono rispettare le norme europee in materia di concorrenza, indipendentemente dal luogo di origine. La decisione di oggi elimina gli ostacoli creati da Gazprom che ostacolano il libero flusso di gas in Europa centrale e orientale. Ma soprattutto la nostra decisione stabilisce un corpus di norme su misura per il futuro comportamento di Gazprom. Essa impone a tale impresa di intraprendere iniziative concrete per integrare ulteriormente i mercati del gas nella regione e contribuire a realizzare un vero mercato interno dell'energia in Europa.Conferisce inoltre ai clienti di Gazprom in Europa centrale e orientale uno strumento efficace per garantire che il prezzo che pagano sia competitivo

Come sempre, la nostra azione non è dettata dal luogo in cui ha origine il caso, ma dall'obiettivo di soddisfare al meglio gli interessi delle imprese e dei consumatori europei. E il caso non si conclude con la decisione odierna, sono gli obblighi di Gazprom che cominciano ad essere attuati oggi.”

Gazprom occupa una posizione dominante sul mercato delle forniture di gas in diversi paesi dell'Europa centrale e orientale. Nell'aprile 2015, la Commissione ha inviato all'impresa una comunicazione degli addebiti, esponendo il proprio parere preliminare secondo cui l'impresa ha violato le norme antitrust dell'UE attuando una strategia globale di segmentazione dei mercati del gas lungo i confini nazionali in otto Stati membri (Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia). Tale strategia potrebbe aver consentito a Gazprom di imporre prezzi più elevati per il gas in cinque di questi Stati membri (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia).

La decisione odierna della Commissione pone fine al comportamento attuato da Gazprom e impone all'impresa un insieme di norme dettagliate che cambierà drasticamente il suo modus operandi nei mercati del gas dell'Europa centrale e orientale.

  • Eliminazione degli ostacoli contrattuali al libero flusso di gas: Gazprom deve eliminare qualsiasi restrizione che impedisca ai clienti di rivendere il gas a livello transfrontaliero.
  • Obbligo di facilitare i flussi di gas da e verso i mercati isolati: Gazprom faciliterà i flussi di gas da e verso quelle zone dell'Europa centrale e orientale che sono ancora isolate dagli altri Stati membri per via della mancanza di interconnettori, in particolare gli Stati baltici e la Bulgaria.
  • Processo strutturato per garantire la competitività dei prezzi del gas: i clienti di Gazprom ottengono uno strumento efficace per assicurarsi che i prezzi da loro pagati per il gas corrispondano ai prezzi praticati sui mercati competitivi dell'Europa occidentale, soprattutto presso gli hub del gas liquefatto.
  • Fine dell'abuso della propria posizione dominante nel settore dell'approvvigionamento di gas: Gazprom non potrà valersi dei vantaggi connessi all'infrastruttura del gas che può aver ottenuto dai clienti facendo leva sulla propria posizione di mercato nella fornitura di gas.

Questi obblighi cumulati rispondono alle riserve della Commissione in materia di concorrenza e realizzano il suo obiettivo di consentire il libero flusso di gas in Europa centrale e orientale a prezzi competitivi.

Pertanto, la Commissione ha deciso di rendere tali obblighi (gli “impegni”) giuridicamente vincolanti per Gazprom (a norma dell'articolo 9 del regolamento n. 1/2003 in materia di norme antitrust dell'UE).

Se una società viola uno di questi obblighi, la Commissione può infliggere un'ammenda che giunge fino al 10% del fatturato totale realizzato dall'impresa a livello mondiale, senza dover dimostrare l'esistenza di un'infrazione alla normativa dell'UE in materia di antitrust.

Più in generale, la concorrenza effettiva sui mercati del gas dell'Europa centrale e orientale non dipende solo dal rispetto delle regole di concorrenza dell'UE, ma anche dagli investimenti effettuati nella diversificazione delle forniture di gas, e da una legislazione europea e nazionale sull'energia che sia ben concepita e correttamente applicata. Per questo motivo una delle priorità fondamentali della Commissione è la creazione di un'Unione europea dell'energia.

 

graph EN
 

 

Dettagli sugli obblighi di Gazprom

Per rispondere alle riserve della Commissione in materia di concorrenza, Gazprom deve rispettare una serie di obblighi intesi ad assicurare il libero flusso di gas a prezzi competitivi in Europa centrale e orientale. Tali obblighi resteranno in vigore per otto anni.

Essi riflettono le risposte espresse dai portatori di interesse nel test di mercato organizzato dalla Commissione nel marzo 2017 su una precedente versione della proposta. È stata raccolta una grande quantità di risposte provenienti da numerosi portatori di interesse, tra cui governi, grossisti del gas, autorità nazionali della concorrenza, associazioni di categoria e mondo accademico, le quali hanno contribuito a chiarire gli obblighi definitivi e a garantire la loro efficacia.

 

1)   Gazprom deve eliminare gli ostacoli al libero flusso del gas in Europa centrale e orientale

L'intervento della Commissione è stato determinato dal fatto che Gazprom aveva imposto restrizioni territoriali nei suoi accordi di fornitura con i rivenditori all'ingrosso e alcuni clienti industriali in tutti gli otto Stati membri (Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia). Tal restrizioni includono divieti di esportazione e clausole che impongono l'utilizzo del gas acquistato in un territorio specifico (clausole di destinazione), nonché altre misure che impediscono il flusso transfrontaliero di gas.

Pertanto, nella sua decisione, la Commissione impone a Gazprom di eliminare tutti questi ostacoli contrattuali al libero flusso di gas nei mercati dell'Europa centrale e orientale, sia che impediscano le vendite transfrontaliere, sia che le rendano semplicemente meno convenienti dal punto di vista finanziario. Gazprom si impegna inoltre a non reintrodurre tali clausole in futuro.

Per di più, l'impresa deve modificare i propri contratti relativamente alle disposizioni sul monitoraggio e la misurazione del gas in Bulgaria che hanno isolato il mercato del gas bulgaro dai mercati limitrofi dell'UE. Pertanto, Gazprom cederà il controllo dell'infrastruttura di trasmissione del gas all'operatore bulgaro. A seguito del test di mercato, Gazprom ha chiarito una serie di elementi tecnici per garantire la completa effettività degli obblighi.

Gli obblighi elimineranno tutti gli ostacoli contrattuali creati da Gazprom che non rendono possibile il libero flusso di gas in Europa centrale e orientale.

 

2)   Gazprom deve prendere misure concrete per integrare i mercati del gas dell'Europa centrale e orientale

Per realizzare un effettivo libero flusso di gas in tutta l'Europa centrale e orientale, è anche necessario disporre di un'infrastruttura di trasporto, vale a dire interconnettori che colleghino tra loro i mercati nazionali del gas. Mentre nella Repubblica ceca, in Ungheria, in Polonia e in Slovacchia, tale infrastruttura esiste già, l'infrastruttura che collega la Bulgaria, l'Estonia, la Lettonia e la Lituania con i mercati limitrofi dell'UE non è ancora sufficientemente sviluppata. Pertanto, anche se dispongono di volumi inutilizzati, i clienti di Gazprom hanno difficoltà a rivendere il loro gas da e verso questi paesi.

Gazprom “sopperirà” alla mancanza di interconnessione offrendo ai clienti in questione la possibilità di consegnare il gas da e verso questi paesi. In particolare, i clienti che hanno originariamente acquistato gas per consegnarlo all'Ungheria, alla Polonia o alla Slovacchia possono scegliere di farlo consegnare, interamente o parzialmente, alla Bulgaria o agli Stati baltici (e viceversa):

  • Scambi (swaps) offerti a un'ampia gamma di clienti di Gazprom Gazprom dovrà offrire questa opzione ai clienti che hanno concluso, o concluderanno, contratti per la consegna di gas presso alcuni punti di consegna in Europa centrale e orientale. A seguito del test di mercato, ciò vale per i contratti con una durata di almeno 18 mesi. Il meccanismo non sarebbe praticabile per contratti di più breve durata, in quanto la durata minima per la consegna di gas presso un nuovo punto di consegna è di dodici mesi preceduti da un preavviso di quattro mesi da inviare a Gazprom.
  • Scambi disponibili in entrambe le direzioni (da e verso i mercati isolati): i clienti di Gazprom avranno la possibilità di chiedere all'impresa di consegnare il gas agli Stati baltici e alla Bulgaria, invece del luogo di consegna originariamente concordato (dalla Polonia o Slovacchia verso gli Stati baltici e dalla Slovacchia o Ungheria verso la Bulgaria). A seguito del test di mercato, questi scambi saranno possibili in entrambe le direzioni. Ciò renderà il meccanismo più efficace e faciliterà una migliore integrazione dei mercati del gas dell'Europa centrale e orientale.
  • Commissioni fisse e trasparenti per la consegna: le commissioni che Gazprom può imporre per questi servizi sono fisse e trasparenti. Sono state notevolmente ridotte a seguito del test di mercato per rendere il meccanismo finanziariamente interessante.
  • Flessibilità per i clienti di Gazprom nell'esercizio di questa opzione: a seguito del test di mercato, i clienti di Gazprom possono esercitare tale opzione per volumi minori di gas (50 milioni di m3) e con un preavviso più breve (quattro mesi).
  • Limitazione dei motivi in base ai quali Gazprom può rifiutarsi di compiere lo scambio: a seguito del test di mercato, Gazprom può rifiutarsi di eseguire lo scambio solo se non esiste una capacità di trasmissione, il che sarà attentamente monitorato da un fiduciario indipendente.

Questo meccanismo permette il flusso del gas da e verso i paesi baltici e la Bulgaria, come se gli interconnettori di gas con i paesi limitrofi dell'UE esistessero già. Esso consentirà ai clienti di Gazprom di cercare nuove opportunità commerciali anche prima che entrino in funzione gli interconnettori, a vantaggio dei consumatori e delle imprese in Bulgaria e negli Stati baltici.

 

3)   Gazprom si è impegnata ad attuare un processo strutturato per garantire in futuro prezzi del gas competitivi in Europa centrale e orientale

La Commissione nutriva preoccupazioni sul fatto che Gazprom potesse aver praticato prezzi più elevati in cinque Stati membri (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia).

In risposta, la decisione della Commissione offre ai clienti di Gazprom che hanno concluso contratti a lungo termine in questi paesi uno strumento efficace per garantire che il prezzo che pagheranno in futuro per il gas sia competitivo:

  • I clienti possono esigere un prezzo più basso qualora il prezzo che viene imposto loro si discosti dai prezzi di riferimento competitivi praticati in Europa occidentale: i clienti di Gazprom avranno il diritto contrattuale di chiedere una riduzione del prezzo del gas, se il prezzo che pagano si discosta dai prezzi di riferimento competitivi in vigore in Europa occidentale, compresi i prezzi presso gli hub di gas liquefatto. Essi possono esercitare tale opzione a intervalli frequenti (ogni due anni), con l'aggiunta di un “jolly” ogni cinque anni. Secondo il test di mercato, i clienti esistenti possono esercitare tale diritto immediatamente dopo la decisione della Commissione e Gazprom dovrà offrire tale diritto anche ai nuovi clienti.
  • Il nuovo prezzo del gas deve essere in linea con il livello dei prezzi competitivi sui mercati del gas dell'Europa continentale occidentale: il nuovo prezzo dovrà rispecchiare i prezzi di riferimento competitivi sui mercati dell'Europa continentale occidentale, compresi i prezzi presso gli hub di gas liquefatto. A seguito del test di mercato, tale orientamento è stato sensibilmente migliorato per far esplicitamente riferimento al livello dei prezzi competitivi sui mercati del gas dell'Europa continentale occidentale, compresi i prezzi presso i più importanti hub di gas liquefatto nell'Europa continentale, vale a dire TTF nei Paesi Bassi e NCG in Germania. I nuovi prezzi ridotti saranno applicati con effetto retroattivo a decorrere dalla richiesta di revisione dei prezzi.
  • Arbitrato se Gazprom non accetta un calendario rigoroso: se Gazprom e i suoi clienti non si accordano su un nuovo prezzo entro 120 giorni, la controversia può essere deferita a un arbitro. L'arbitro imporrà un prezzo del gas competitivo che tenga pienamente conto dei suddetti parametri di riferimento in Europa occidentale. Inoltre, l'arbitrato deve svolgersi all'interno dell'UE. I tribunali arbitrali nell'UE hanno l'obbligo di rispettare e applicare il diritto della concorrenza dell'UE. La Commissione ha il diritto di intervenire in tali casi in veste di amicus curiae.

Ciò garantirà la competitività dei prezzi del gas in tali regioni ed eviterà che in futuro i prezzi del gas nell'ambito dei contratti indicizzati al petrolio divergano in modo significativo dai parametri di riferimento dei prezzi competitivi. L'obbligo si applica a tutti i contratti di durata pari a tre anni o più: i problemi relativi ai prezzi riguardano infatti solo i contratti a lungo termine, in quanto nuovi sviluppi possono nel tempo comportare deviazioni significative dai prezzi di riferimento competitivi.

 

4)   Eliminazione delle domande ottenute facendo leva sulla propria posizione di mercato

Infine, la Commissione era preoccupata del fatto che Gazprom avesse sfruttato la propria posizione dominante sul mercato della fornitura del gas per ottenere vantaggi in materia di accesso o controllo delle infrastrutture del gas. La comunicazione degli addebiti ha espresso preoccupazioni in relazione al progetto South Stream in Bulgaria e al gasdotto Yamal in Polonia.

  • Riguardo al progetto South Stream, la decisione precisa che Gazprom non farà valere i benefici che le spetterebbero: l'impresa si è impegnata a non chiedere il risarcimento dei danni ai partner bulgari a seguito dell'abbandono del progetto, a prescindere dalla validità di tali richieste.
  • Quanto al gasdotto Yamal, dall'indagine della Commissione è emerso che il presente procedimento antitrust non può modificare la situazione in quanto le relazioni tra la Polonia e la Russia nel settore del gas sono condizionate da accordi intergovernativi. In ogni caso, una decisione rilasciata dall'autorità polacca di regolamentazione nel maggio 2015 non ha confermato i sospetti secondo cui Gazprom avrebbe escluso il mercato del gas polacco riguardo al gasdotto Yamal. L'autorità di regolamentazione ha concluso che l'impresa proprietaria del gasdotto, Europolgaz (parzialmente controllata da Gazprom), non è in grado di ritardare o bloccare gli investimenti previsti: tutti gli investimenti, come quelli che consentono i flussi inversi dalla Germania, sono stati attuati come previsto dal gestore del servizio di trasmissione certificato (Gaz-System).

Infine, per gestire meglio i futuri accordi intergovernativi, la Commissione presenterà una proposta legislativa volta a subordinare gli accordi intergovernativi nel settore del gas e del petrolio a un suo esame preliminare. La proposta è entrata in vigore nel 2017.

Ulteriori informazioni sulla decisione odierna saranno disponibili sul sito web della Commissione dedicato alla concorrenza, nel registro pubblico dei casi, al numero AT.39816.

 

IP/18/3921

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


Side Bar

Photos