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Commissione europea - Comunicato stampa

Pacchetto di primavera 2018 del semestre europeo: raccomandazioni della Commissione agli Stati membri per una crescita sostenibile, inclusiva e a lungo termine

Bruxelles, 23 maggio 2018

La Commissione europea presenta oggi le raccomandazioni specifiche per paese 2018, che delineano i suoi orientamenti in materia di politica economica per i prossimi 12-18 mesi indirizzati agli Stati membri.

L'economia europea sta crescendo al ritmo più rapido degli ultimi dieci anni, con livelli di occupazione record, investimenti in ripresa e migliori finanze pubbliche. Secondo le previsioni di primavera 2018 della Commissione, la crescita nei prossimi due anni, pur restando solida, subirà un leggero rallentamento. Le attuali condizioni favorevoli dovrebbero essere valorizzate per rendere le economie e le società europee più forti e più resilienti. Le raccomandazioni specifiche per paese proposte oggi si basano sui progressi già compiuti negli ultimi anni e mirano a valorizzare le buone prospettive economiche per orientare gli Stati membri nell'adozione di ulteriori iniziative.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, nonché per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “L'Europa sta vivendo la crescita più forte degli ultimi dieci anni, che è destinata a continuare quest'anno e l'anno prossimo. Stanno però emergendo nuovi rischi, quali la volatilità dei mercati finanziari mondiali e il protezionismo commerciale. Dovremmo sfruttare l'attuale congiuntura favorevole per rafforzare la resilienza delle nostre economie, il che significa creare riserve di bilancio, che darebbero ai paesi maggiori margini di manovra nei prossimi periodi di rallentamento economico, ma significa anche riforme strutturali per promuovere la produttività, gli investimenti, l'innovazione e la crescita inclusiva.”

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Le raccomandazioni di quest'anno sono più che mai incentrate su occupazione, istruzione e questioni sociali. Ciò dimostra la determinazione della Commissione a focalizzare l'attenzione sull'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali in tutti gli Stati membri e a migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i cittadini europei.”

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “Con la Francia che, dopo nove anni, esce dalla procedura per i disavanzi eccessivi, muoviamo oggi un altro passo verso il momento in cui il retaggio della crisi sarà soltanto un ricordo. Per la prima volta dalla creazione della moneta unica, tutti i paesi della zona euro registrano un disavanzo al di sotto del 3% del PIL nel 2018. Ci sono voluti anni di politiche di bilancio responsabili per portare i paesi dell'UE a questo punto, e dobbiamo garantire che la responsabilità continui a essere la regola del gioco anche in futuro. È per questo motivo che rivolgiamo un messaggio forte all'Ungheria e alla Romania affinché intervengano quest'anno e l'anno prossimo per correggere la deviazione significativa rispetto ai loro obiettivi di bilancio. Prevenire è meglio che curare e il momento per prevenire l'insorgere di problemi gravi è adesso che l'economia è forte.”

Le raccomandazioni specifiche per paese 2018

Le raccomandazioni, che mirano a rafforzare le fondamenta di una crescita sostenibile e inclusiva a lungo termine, muovono dall'analisi globale effettuata dalla Commissione nelle ultime relazioni per paese, che hanno evidenziato i problemi determinati dalla crisi finanziaria in alcuni Stati membri e le sfide per il futuro.

Il miglioramento del contesto economico consente di concentrarsi su una nuova serie di priorità, e questa finestra di opportunità dovrebbe essere utilizzata per attuare gli interventi necessari in ambito nazionale, tenendo in considerazione la stretta interdipendenza delle economie dell'UE, in particolare di quelle della zona euro.

In particolare, la Commissione invita gli Stati membri a perseguire riforme strutturali che migliorino il contesto imprenditoriale e le condizioni per gli investimenti, soprattutto riformando il mercato dei prodotti e dei servizi, sostenendo l'innovazione, migliorando l'accesso delle piccole e medie imprese ai finanziamenti e contrastando la corruzione.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre rafforzare la resilienza economica alla luce delle sfide a lungo termine, quali ad esempio le tendenze demografiche, la migrazione e i cambiamenti climatici. Solo un'economia resiliente può garantire la convergenza economica a lungo termine e la riduzione delle disparità.

Quest'anno le raccomandazioni dedicano particolare attenzione alle questioni sociali, sotto l'egida del pilastro europeo dei diritti sociali proclamato nel novembre 2017. Una speciale enfasi è posta sulla necessità di garantire la disponibilità di competenze adeguate, l'efficacia e l'adeguatezza delle reti di sicurezza sociale e di migliorare il dialogo sociale.

Ai paesi è stato anche raccomandato di intraprendere riforme in grado di preparare la forza lavoro per il futuro, con particolare riguardo alle future forme di lavoro e alla crescente digitalizzazione, di ridurre le disparità di reddito e di creare opportunità di occupazione, in particolare per i giovani.

Progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni

Dall'avvio del semestre europeo nel 2011, gli Stati membri hanno conseguito una piena attuazione o hanno compiuto alcuni progressi o notevoli progressi per più di due terzi delle raccomandazioni per paese. La maggior parte dei progressi è stata realizzata nel settore dei servizi finanziari, il che trova riscontro nella priorità accordata alla stabilizzazione del settore finanziario in risposta alla crisi economica e finanziaria. Un alto tasso di attuazione ha anche caratterizzato le riforme volte a promuovere la creazione di posti di lavoro con contratti a tempo indeterminato e a ridurre la segmentazione del mercato del lavoro. Di contro, le raccomandazioni riguardanti il settore della sanità e dell'assistenza a lungo termine e l'ampliamento della base imponibile non sono ancora state attuate nella stessa misura. Ulteriori sforzi sono necessari anche per migliorare l'inclusività e la qualità dell'istruzione.

Nel corso del mandato dell'attuale Commissione il semestre europeo è stato semplificato ed è diventato sempre più inclusivo, ma i risultati conseguiti dagli Stati membri nell'attuazione delle raccomandazioni non sono ancora all'altezza delle aspettative. Per continuare a sostenere gli Stati membri nell'attuazione delle riforme concordate, la Commissione propone un insieme rafforzato di strumenti di bilancio.

Continuare a correggere gli squilibri macroeconomici

La correzione degli squilibri macroeconomici continua, ma alcune fonti di squilibrio rimangono irrisolte e sono emersi nuovi rischi. Sebbene i disavanzi delle partite correnti siano stati corretti in molti paesi, il persistere di eccedenze in altri Stati membri resta in linea di massima invariato. La riduzione dell'indebitamento sta avvenendo a ritmo irregolare, con livelli di debito privato, pubblico ed estero ancora elevati in alcuni Stati membri. Mantenere saldamente il debito su un percorso discendente è fondamentale per ridurre le vulnerabilità in questi paesi. In un numero crescente di Stati membri i problemi connessi al forte aumento dei prezzi delle abitazioni richiedono un attento monitoraggio.

Nel marzo 2018 la Commissione ha concluso che otto Stati membri presentavano squilibri (Bulgaria, Francia, Germania, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia) e che tre paesi registravano squilibri eccessivi (Croazia, Italia e Cipro). Come negli anni precedenti, per tutti questi Stati membri sarà effettuato un monitoraggio specifico che consentirà alla Commissione di seguire da vicino gli interventi nel contesto della procedura per gli squilibri macroeconomici, con un processo di monitoraggio che sarà tanto più profondo quanto più sarà significativa la portata dei problemi e la gravità degli squilibri.

Revisione della flessibilità nell'ambito delle norme vigenti del patto di stabilità e crescita

Nel 2015 la Commissione ha pubblicato linee guida sulle modalità per utilizzare al meglio la flessibilità nell'ambito delle norme vigenti del patto di stabilità e crescita. Sulla base di tali linee guida, nel 2016 il Consiglio ECOFIN ha approvato una posizione comune sulla flessibilità che chiede alla Commissione di rivedere l'applicazione della “clausola sulle riforme strutturali” e della “clausola sugli investimenti” entro la fine di giugno 2018.

La revisione ha concluso che i principali obiettivi delle linee guida della Commissione e della posizione comune sulla flessibilità sono stati in larga misura conseguiti. L'esperienza dimostra che l'esercizio di questa flessibilità ha consentito di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di garantire una politica di bilancio prudente e quella di stabilizzare l'economia. Si prevede che il livello del disavanzo aggregato nella zona euro scenderà allo 0,7% del PIL quest'anno, dal picco del 6,3% del PIL nel 2009. Si prevede una riduzione del rapporto debito/PIL dal 94,2% nel 2014 all'86,5% nel 2018.

Per il futuro, questo approccio incoraggia gli Stati membri a intensificare lo sforzo di bilancio in periodi di congiuntura favorevole per rendere le economie dell'UE più resilienti. Al quinto anno di espansione economica in Europa, è giunto il momento di costituire riserve di bilancio.

Orientamenti e decisioni nell'ambito del patto di stabilità e crescita

Sulla base della valutazione dei programmi di stabilità e di convergenza 2018, le raccomandazioni specifiche per paese forniscono orientamenti per le politiche di bilancio degli Stati membri nel 2019.

La Commissione ha inoltre preso una serie di misure nell'ambito del patto di stabilità e crescita.

La Commissione raccomanda di chiudere la procedura per i disavanzi eccessivi per la Francia, il che lascerebbe solo uno Stato membro (la Spagna) nel braccio correttivo del patto, rispetto ai 24 paesi che vi erano soggetti nel 2011.

Ai sensi dell'articolo 126, paragrafo 3, TFUE la Commissione ha adottato nei confronti di Belgio e Italia una relazione in cui riesamina la conformità di questi paesi al criterio del debito previsto dal trattato. Nel caso dell'Italia, l'analisi suggerisce che il criterio del debito al momento vada ritenuto soddisfatto, in particolare in conseguenza del fatto che l'Italia è risultata sostanzialmente conforme al braccio preventivo del patto nel 2017. Per il Belgio, poiché non sussistono elementi sufficientemente solidi per concludere che il paese non ha rispettato i requisiti del braccio preventivo, la relazione non ha potuto stabilire se il criterio del debito sia o non sia soddisfatto. La Commissione riesaminerà il prossimo anno i due paesi per quanto riguarda il rispetto del patto di stabilità e crescita sulla base dei dati ex post per il 2018, che saranno comunicati nella primavera del 2019.

La Commissione ha rivolto un avvertimento all'Ungheria e alla Romania sull'esistenza di una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine nel 2017. La Commissione propone al Consiglio di adottare una raccomandazione affinché l'Ungheria prenda nel 2018 le misure necessarie per correggere questa deviazione significativa. Per la Romania, che è già soggetta a una procedura per deviazione significativa, la Commissione raccomanda che il Consiglio adotti una decisione indicante che non è stato dato seguito effettivo alla sua raccomandazione e la raccomandazione di adottare misure nel 2018 e nel 2019 al fine di correggere la deviazione significativa.

La Commissione pubblica oggi anche il suo parere sul documento programmatico di bilancio (DBP) aggiornato della Spagna, poiché quello presentato lo scorso ottobre era basato su uno scenario “a politiche invariate”. La Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio aggiornato sia sostanzialmente conforme ai requisiti del patto di stabilità e crescita dato che, secondo le previsioni di primavera 2018 della Commissione, nel 2018 il disavanzo nominale della Spagna sarà inferiore al valore di riferimento del 3% del PIL. Tuttavia, il parere rileva che quest'anno non dovrebbero essere conseguiti né l'obiettivo di disavanzo nominale né lo sforzo di bilancio richiesti nell'intimazione del Consiglio del 2016.

Contesto

Le raccomandazioni specifiche per paese rivolte agli Stati membri sono aggiornate ogni anno sulla base dei progressi compiuti e dell'evoluzione del contesto. Il loro contenuto corrisponde alle priorità generali delineate dal Presidente nel suo discorso sullo stato dell'Unione e nell'analisi annuale della crescita. Nel caso degli Stati membri che appartengono alla zona euro, rispecchiano anche la raccomandazione per la politica economica della zona euro. L'analisi e gli orientamenti nell'ambito del semestre europeo sono coerenti con la visione a più lungo termine della strategia Europa 2020.

A marzo 2018 la Commissione ha presentato la sua analisi dettagliata della situazione economica e sociale di ciascuno Stato membro, sotto forma di relazione per paese, nell'ambito del cosiddetto pacchetto d'inverno 2018 del semestre europeo. La Commissione ha avviato un intenso dialogo con gli Stati membri a livello sia politico che tecnico per costruire una visione condivisa delle risultanze delle relazioni.

Ad aprile gli Stati membri hanno presentato i programmi nazionali di riforma e un aggiornamento delle loro strategie di bilancio sotto forma di programmi di stabilità (per gli Stati membri della zona euro) o di programmi di convergenza (per gli Stati membri non appartenenti alla zona euro).

Le raccomandazioni odierne si basano su questi dialoghi con gli Stati membri, sui programmi presentati il mese scorso, sui dati forniti da Eurostat e sulle previsioni economiche di primavera 2018 della Commissione, pubblicate di recente.

La Commissione ha anche pubblicato oggi la relazione sulla convergenza 2018 che valuta i progressi compiuti dagli Stati membri in prospettiva dell'adesione alla zona euro e riguarda i sette paesi non appartenenti alla zona euro che si sono giuridicamente impegnati ad adottare l'euro: Bulgaria, Repubblica ceca, Croazia, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia.

Prossime tappe

La Commissione chiede al Consiglio di adottare le raccomandazioni specifiche per paese, e chiede agli Stati membri di attuarle appieno e tempestivamente. I ministri dell'UE dovranno discutere le raccomandazioni specifiche per paese prima che i capi di Stato o di governo dell'UE le approvino. Spetterà poi agli Stati membri attuarle tramite misure inserite nelle rispettive politiche economiche e di bilancio nazionali nel periodo 2018-2019.

Ulteriori informazioni

Memo sul pacchetto di primavera 2018 del semestre europeo

Comunicazione introduttiva sulle raccomandazioni specifiche per paese 2018

Raccomandazioni specifiche per paese 2018

Procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti della Francia

Procedura per deviazione significativa per l'Ungheria

Procedura per deviazione significativa per la Romania

Relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3 per il Belgio

Relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3 per l'Italia

Parere sul documento programmatico di bilancio aggiornato della Spagna

Scheda informativa sui principali dati occupazionali e sociali

Comunicato stampa relativo alla relazione sulla convergenza 2018

Previsioni economiche di primavera 2018

Calendario del semestre europeo

Raccomandazione per la zona euro 2018

Semestre europeo - pacchetto d'inverno 2018

Comunicazione sulle relazioni per paese 2018

Relazioni per paese 2018

Semestre europeo - pacchetto d'autunno 2017: misure per una crescita sostenibile e inclusiva

Relazione 2018 sul meccanismo di allerta

Analisi annuale della crescita 2018

Pilastro europeo dei diritti sociali

La governance economica dell'UE in dettaglio

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

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